Misanese, una delle 200 menti più belle d’Irlanda

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– Fa parte del club irlandese dei fisici ed ingegneri elettronici che progettano microchip che ci troviamo negli oggetti di uso comune (cellulari, computer ma anche automobili…); una piccola-grande famiglia forte di 200 unità. Dove si conoscono tutti. E’ uno dei tanti giovani misanesi che fa bene il proprio mestiere in giro per il mondo. A caso altri due nomi: Angelo Sartoni, da anni a Mosca dove si occupa di finanza e Orazio Simoncini, da anni a Città del Messico, capo-cuoco dell’hotel “Four Roses”, dove si fermano principi, re e presidenti della repubblica.
Il giovanotto si chiama Stefano Piccioni; ha 35 anni ed è di Misano Monte. E’ sposato ed ha una figlia, Sofia, nata in Irlanda. La sua avventura all’estero inizia nel giugno del 2005. La ricorda così: “Ho scelto l’Irlanda per tre motivi. Uno, per pura curiosità; mi allettava l’idea di fare un’esperienza all’estero. La seconda ragione è tutta legata all’inglese: lo volevo migliorare. Infine, c’era la valorizzazione del mio lavoro e anche un incremento dello stipendio”.
Il misanese, si diceva, progetta chip. In Irlanda la comunità è data da circa 200 ricercatori (piu di mille in Italia). Uno è Piccioni. E per meriti ha anche cambiato azienda. E’ successo che un suo collega, nonché amico, della “Silicon & Software System”, va a lavorare altrove per dare vita ad un nuovo progetto imprenditoriale, la cosiddetta start up. L’azienda si chiama “Glonav” e dietro ci sono degli investitori che tentano la carta. All’inizio del 2008 la neonata è stata acquistata per 120 milioni di dollari dalla “Nxp” (del gruppo Philips), che ironia della sorte era la proprietaria della sua vecchia azienda. Che per maggiore ironia successivamente la “Glonav” viene poi acquisita dalla St, l’azienda italo-francese leader mondiale nei microchip e che era stata la prima a offrirgli un impiego. Il passaggio in terra d’Irlanda era avvenuto per bravura e come premio: uno stipendio più alto.
In questo momento il giovane progettista sta lavorando su un chip per cellulari che contiene la tecnologia Gps, il sistema satellitare che ti guida per i punti e le strade del mondo. Si pensa che entro due anni l’80 per cento dei cellulari ne sarà provvisto.
A chi gli chiede quale sono le differenze sostanziali tra il fare impresa in Italia e in Irlanda, argomenta Piccioni: “La differenza più marcata è legata alla serietà, al merito, alla professionalità. Se sei un asino e passi la maggioranza del tempo davanti alla macchinetta del caffè, l’avere raffinate capacità relazionali non paga. Sarai sempre un asino davanti alla macchinetta. In Italia, spesso, tali civiltà rendono. La cosa che più ti impressiona è il fatto che gli irlandesi ti accolgono bene”. E c’è un’euforia di vita che forse in Italia c’era negli anni ’60-’70, anche se adesso la recessione ha iniziato a colpire duro anche qua”.
Passioni per la musica (ha anche studiato pianoforte), lo sport (nuoto, subacquea, sci), Piccioni ha studiato fisica con indirizzo elettronico. Ha fatto un master in elettronica a Catania, dove si trova la Stm, azienda leader mondiale nella componentistica elettronica (microchip). Dopo il corso, è rimasto a lavorare presso il colosso catanese come progettista di microchip. Successivamente ha fatto esperienza alla “Accent” (azienda italiana che progetta sempre microchip per computer e cellulari). Tra le tante progettazioni del misanese poi diventate familiari: chip per l’Adsl (la navigazione veloce nella rete), per sistemi d’audio (dolby sorround). Tra le soddisfazioni professionali anche l’aver tenuto la parola in seminari con in platea centinaia di ingegneri e tecnici. Come a Monaco di Baviera, ad esempio.

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