‘Le nostre sconfitte sono figlie del 2004’

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– “Siamo all’opposizione per una lotta tutta interna alla Margherita che risale al 2004. I personalismi uccidono la politica. Bravo Sanchini ad essere riconfermato dai cittadini e lo riconosco come mio sindaco”.
Gioacchino Di Pasqua è il segretario del Pd di Saludecio; lo era anche dei Ds. Giovanissimo, a 25 anni, dal ’75 all’85 fu sindaco Pci di Saludecio. Nel suo partito si è sempre riconosciuto tra i miglioristi, avendo come Napolitano leader a livello nazionale.
Quanto brucia la sconfitta dello scorso giugno?
“Molto. Ma siccome sono molto democratico nei fatti e non solo a parole, mi inchino davanti alla volontà popolare. Hanno avuto le loro buone ragioni per votare il sindaco uscente”.
Saludecio è da sempre culturalmente più di sinistra che di destra, dove avete sbagliato?
“La nostra sconfitta non va ascritta al 2009, ma al 2004, quando la Margherita si spaccò e Sanchini, uno dei suoi esponenti di spiccò, si fece una sua lista che poi vinse. In noi c’era la consapevolezza che il sindaco uscente avesse più chance rispetto all’alternativa. Senza quella spaccatura interna al centrosinistra, Sanchini sarebbe il sindaco del nostro partito. Per mia formazione sono contro le rotture; è giusto discutere, avere idee diverse, ma poi va trovata una sintesi. Invece, e il mio è un discorso in generale, quando la politica scade nei personalismi tutto può accadere. E ogni persona si dovrebbe fare un partito a sé”.
Avete mai tentato un accordo con il sindaco Sanchini?
“No. Non c’erano le condizioni; anche durante il suo ultimo mandato non ci sono stati segnali di apertura. Non ci sono mai state le condizioni per aprire un dialogo”.
Quale giudizio sul sindaco Sanchini?
“E’ il sindaco del nostro Comune e come tale lo riconosco e lo rispetto. Allargando la riflessione, abbiamo un modo diverso di vedere le cose. Questo però non vuol dire che le mie idee siano migliori delle sue; i cittadini lo hanno votato e ne prendo atto con rispetto”.
Per il centrosinistra è la secondo sconfitta consecutiva, come ricominciare?
“Il Pd a livello nazionale ha scelto di andare da solo e deve proseguire su questa linea anche a livello locale. E su questa linea ho sposato la tesi di Franceschini, la persona più adatta a guidare il nostro partito in un discorso futuristico. Altro punto, è dare la risposta alla gente e su questa capacità deve essere votato”.
Il sindaco Sanchini viene dalla Margherita, il vice-sindaco Augusto Facondini e l’assessore Roberto Cialotti sono di area culturale di sinistra, dove avete sbagliato?
“Non fanno parte del nostro partito; e non ci sono stati avvicinamenti da parte di Facondini e Cialotti. Dicono di essere di sinistra ma non cercano un dialogo con noi. Dunque, non li riconosco. La nostra coalizione era altro; eravamo la vera alternativa di sinistra”.
Un ex sindaco del Pd della Valconca ha detto che se fosse di Saludecio voterebbe Sanchini, che ha fatto più lui in 5 anni che il suo partito negli ultimi 20, che risponde?
“Sanchini si è trovato in un momento storico particolare nel quale è campato di rendita. Gran parte delle cose fatte erano state programmate dalla giunta di Dilvo Polidori, della quale Sanchini faceva parte. La cosa che non mi è piaciuta è che Sanchini ha perso un sacco di tempo nel rinfacciare le scelte di Polidori”.
Che si augura per il Pd?
“Fare in modo che nel prossimo congresso si faccia avanti una persona giovane per fare il segretario. Personalmente lavorerò per questo; già nei Ds e poi nel Pd ho sempre sostenuto che volevo lasciare il mio ruolo per il rinnovamento”.

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