Le leggi “ad personam” e la morale politica

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– Le 16 leggi “ad personam” dal 2001 ad oggi. Negli ultimi otto anni abbiamo contato almeno sedici leggi “ad personam” approvate dal Parlamento. Poiché non tutti conoscono il latino, si premette a questo elenco la traduzione italiana: una legge è “ad personam” quando è fatta nell’interesse di una singola persona. Nel nostro caso: Berlusconi. Ed ecco l’elenco: 1) Legge n. 367 del 2001: limite all’utilizzazione delle rogatorie internazionali. Servì a coprire i movimenti sui conti svizzeri attuati dagli avvocati Previti e Squillante (corruzione in atti giudiziari).
2) Legge n. 383 del 2001: abolizione dell’imposta sulle successioni e donazioni per grandi patrimoni.
3) Legge n. 61 del 2001: depenalizzazione del falso in bilancio (processi All Iberian 2 e Sme-Ariosto 2).
4) Legge n. 248 del 2002 (legge Cirami): trasferimento del processo per “legittimo sospetto”.
5) Decreto legge n. 282 del 2002: meno tasse sulle svalutazioni dei giocatori (vedi Milan).
6) Legge n. 289 del 2002: condono fiscale (a beneficio anche della Mediaset).
7) Legge n. 140 del 2003 (lodo Schifani): improcessabilità delle 5 più alte cariche dello Stato. Legge dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale con sentenza n. 13 del 2004.
8) Decreto-legge n. 352 del 2003 per permettere a Rete 4 di continuare a trasmettere.
9) Legge n. 112 del 2004 (legge Gasparri): riordino del sistema televisivo che lascia intatta la posizione dominante di Mediaset.
10) Legge n. 308 del 2004: estensione del condono edilizio ad aree come Villa Certosa.
11) Legge n. 251 del 2005 (ex Cirielli), accorciamento dei termini di prescrizione: si estinguono così i processi Lodo Mondadori, Lentini, Diritti tv Mediaset.
12) Decreto legislativo n. 252 del 2005: agevolazioni fiscali per società assicurative come quella di proprietà della famiglia Berlusconi.
13) Legge n. 46 del 2006 (legge Pecorella): l’ accusa non potrà più appellarsi contro sentenze di proscioglimento. Sarà parzialmente respinta dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.
14) Legge n. 124 del 2008 (lodo Alfano): sospensione dei processi riguardanti le alte cariche dello Stato: serve a salvare Berlusconi coimputato per corruzione del teste Mills, condannato in appello a 4 anni e 6 mesi di carcere. Sarà bocciata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 262 del 1009.
15) Decreto legge n. 185 del 2008: aumenta dal 10 al 20% l’ IVA di Sky Italia, concorrente del gruppo Mediaset.
16) Disegno di legge sul “processo breve” per l’ imputato incensurato, anche con il processo in corso: i processi non possono durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per Cassazione). Serve a salvare Berlusconi dai processi per corruzione in atti giudiziari dell’ avvocato Mills e per reati societari nella compravendita di diritti Mediaset.
Tutti sanno che la giustizia in Italia è troppo lenta. I berlusconiani se ne sono accorti tutt’ in una volta, ed hanno improvvisamente gran fretta di varare la legge che concede ai processi sei anni di tempo (giusto giusto gli anni che servono alla cancellazione dei due principali processi a carico del presidente del Consiglio), e tanto peggio per le famiglie degli operai della Krupp di Torino e per le altre vittime di reati che saranno cancellati, come i truffati della Parmalat. E bisogna far presto, prima che i processi berlusconiani entrino in dirittura d’arrivo.
Il presidente del Consiglio sta preparando un discorso agli italiani sulla giustizia. Peccato però che in tutti questi anni i berlusconiani abbiano fatto di tutto per rendere i processi ancora più lenti, per dar modo agli avvocati del premier di sfruttare tutti i cavilli, fino ad ottenere la prescrizione, ossia la cancellazione dei processi. Questo fu lo scopo delle due leggi qui elencate con i numeri 1 e 4. E’ così che Berlusconi si è ripetutamente salvato. Osserva il docente universitario Stefano Passigli che «già nella metà dei suoi processi Berlusconi non è stato “assolto”, bensì “prosciolto” per intervenuta prescrizione del reato dopo essere stato condannato in primo grado».
Non paghi di tanto scempio della logica e della verità, gli stessi berlusconiani hanno stabilito che lo Stato venda all’asta i beni confiscati alla malavita organizzata. Su parte di questi il volontariato “Libera”, l’associazione di don Ciotti e di Rita Borsellino aveva cominciato a coltivare ulivi, grano, arance ecc. La mafia ringrazia, perché potrà riacquistarli attraverso i suoi prestanome. E’ così che si intende combattere la criminalità organizzata? E’ così che si lavora per la sicurezza dei cittadini?
Che ne dice Bersani? Non sarà ora di affrontare la questione morale, facendo piazza pulita in casa sua, dove tra corruzione e infiltrazioni mafiose si sono verificati alcuni casi sconcertanti? C’è da sperare che la sua sensibilità gli faccia capire che l’Italia, oggi, ha un grande bisogno di pulizia, che restituisca dignità alla politica.

di Alessandro Roveri
Libero docente dell’Università di Roma

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