Garbato voyerismo nei murales del 2009. Si celebra reggicalze e tutù

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Si ricorda infatti l’invenzione del reggicalze nel 1876 da parte del francese Fereol Dedieu. Proposto tale elemento dell’abbigliamento dell’intimo che diede grande imput al cancan ed al voyeurismo, molto diffuso nella cultura francese dell’epoca. Era nell’idea dell’inventore incorniciare con la particolare forma di questo indumento la bellezza femminile dalla vita alle anche, quindi alle gambe. Il reggicalze fu pensato infatti quale cornice all’”origine della vita” come amò definire quella importante parte del corpo femminile un grande artista!!!
L’autrice sarà l’artista Rita Lepore, professoressa d’arte che già anni or sono realizzò a Saludecio, tra velature e delicatezze pittoriche, il Murale dedicato al primo “figurino” di abiti da sposa ed al primo rosolio di rose, offerto nell’800 nei matrimoni come buon auspicio. La dama in abito ottocentesco, che avrà tra le mani un fascio di fiori, simbolo di un erotismo puro, con i propri organi genitali, pistilli e stami, in bella vista, con la delicata mano inguantata, alzando il lungo vestito, aggiusta il reggicalze, con una sensualità d’epoca del poco intravisto!!
Il secondo murale sull’invenzione del tutù sarà realizzato dall’artista Mauro Trotta, che già molti bei murales ha lasciato sulle mura di Saludecio. Su un immaginario palcoscenico e tra le quinte si evidenziano, in un gioco di luci ed ombre, tre ballerine con tutù di varia lunghezza, richiamando alla storia del tutù, mentre coperte gocciolanti acqua ricordano tale usanza per sicurezza per eventuali incendi, dato il tipo di illuminazione dell’epoca. La ballerina, che si china per allacciarsi la scarpetta, mostra, civettuolmente, il tutù, per ricordare il significato francese di tale parola, ovvero “sederino”!!!
Richiamati con un restauro altri due murales in sintonia con il tema di questo Festival dell’800 2009, scelto dal direttore artistico del Festival, l’architetto Giuliano Chelotti, il cancan e l’Invenzione dell’auto nella Ville Lumière, in una Parigi spumeggiante. L’Ottocento Festival è anche l’occasione per ammirare i murales dipinti negli anni.

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