Elezioni comunali, una partita a quattro

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IL PUNTO

– La roulette della politica misanese si è fermata. Le palline si sono incasellate dopo mesi di sfide, tattiche, accuse, giri di nomi, con gli insulti di gran lunga superiori ai rammarichi. Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo della lotta per il potere come recita un saggio, speranzoso ed elegante passaggio biblico: l’Ecclesiaste.
Centrosinistra
Alla fine il candidato a sindaco Stefano Giannini è riuscito a fare quadrare il difficile cerchio. Il suo agire prima è stato l’artefice delle dimissioni dal partito di una fetta importante e perbene della sinistra misanese: Antonio Semprini (già sindaco negli anni ’70), Antonio Magnani (l’attuale sindaco), mezza segreteria in carica (Luciano Migliorini, Nicola Semprini, Daniele Michenzi). Indispettito, Sergio Morotti (sindaco di Misano negli anni ’80) si è fatto promotore di un’associazione culturale, “Misano riformista e democratica”, che minacciava di presentare una lista di centrosinistra in alternativa a Giannini, con la consapevolezza se non di vincere la partita, di certo di far perdere Giannini: a la guerre comme a la guerre (in guerra tutto è lecito).
E’ molto strano che l’avvocato Giannini, già vice-sindaco con Sandro Tiraferri, eletto consigliere provinciale, fino a pochi mesi fa vice-presidente di Romagna Acque, non sia stato accorto nella gestione del dopo 18 gennaio, fatidica domenica delle primarie nelle quali riuscì ad avere la meglio per un’ottantina di suffragi su Antonio Magnani e di circa 300 su Fabrizio Piccioni, Comunisti italiani, ma che correva anche in rappresentanza di Rifondazione e Sinistra democratica.
Le discesa in campo di Morotti ha portato all’accordo. Ma non era possibile evitare l’utile litigio e il logorante sfilacciamento del neonato Pd? Ma tutto è bene quel che finisce bene, recita un vecchio adagio. Ma gli uomini sono così, come piume al vento e qualche volta non sanno moderarsi. In molti pensano che Giannini nella suicida tattica sia stato mal consigliato; gli viene riconsociuta la mediazione e la capacità di trattare. In ogni caso il chiarimento non farà che bene al matrimonio. Ci si controllerà a vicenda, quasi come fanno i genitori coi figli. Con Giannini anche Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Sinistra democratica.
Centrodestra
Stessa situazione del centrosinistra: litigi elettrizzanti e finale a sorpresa degno del miglior teatro. Con Luigi Padula, referente di Forza Italia, che in cinque anni prende due batoste ma che poi ritorna in campo e si accorda. Cinque anni fa Rimini gli rifiutò il simbolo e fu costretto a correre sotto le insegne della lista civica la Tua Misano. Sede in galleria Gardenia con due vetrine, coordinatore Nino Guerra, questa volta invece come Pdl sembrava che avesse il suo candidato già in rampa di lancio, il riccio-misanese Antonio Mignani, ma all’ultimo minuto dal cilindro è sbucato Paolo Casadei, un riccionese che abita a Santamonica da un decennio. La scelta Casadei è stata decisa a Rimini ed ha trovato a Misano alleati in Andrea Muccioli, Maurizio Vandi e Rosario Zangari. Casadei rappresenta la mediazione all’interno delle tante anime del Pdl. Si potrebbe dire che è in quota socialista dentro il Popolo della libertà.
Per vendicarsi dell’affronto Padula voleva organizzare la sua lista. Scopo non dichiarato: sottrarre voti al candidato ufficiale. La mediazione di Marco Lombardi ha messo tutti d’accordo: una sola lista per cercare di vincere. Con il Pdl anche la Lega nord di Marco Sensoli, con alle spalle una famiglia di sinistra.
Sinistra critica
Tutto semplice e chiaro in casa Sinistra critica. Il candidato a sindaco è Sandro Pizzagalli, consigliere provinciale uscente eletto sotto le insegne di Rifondazione comunista e poi approdato in Sinistra critica. E’ molto probabile che la falce e il martello nel simbolo di Pizzagalli attireranno molti misanesi. Va ricordato che alle ultime elezioni comunali Rifondazione, Pasqualina Pala candidata a sindaco, ottenne oltre il 17 per cento del consenso. Fu un grande ed inaspettato successo.
Misano Futura
Masimiliano Laganà, figlio di Michele, sarà il candidato a sindaco della lista civica Misano Futura, che eredita l’esperienza della lista La Tua Misano. Il babbo corre come capolista, ma è candidato a sindaco a Bologna (la sua città; la famiglia da decenni abita a Portoverde) e alle Europee. A Bologna sotto le insegne della lista civica Futura; con il Mpa a Bruxelles. Insomma, Misano ha un cavaliere in lizza per il parlamento europeo.
Chiusa la partita liste e candidati ora i misanesi vorrebbero sapere dai contendenti i programmi e come realizzarli. Non i massimi sistemi, sui quali si è tutti d’accordo, ma che cosa fare in concreto: per le famiglie, per gli imprenditori, per il futuro. Continuare ad amministrare come negli ultimi 20 anni serve a chi? La società si è incattivita e sfilacciata; c’è chi ha ottenuto molto (gli affaristi) e chi non può aprire neppure una finestra (il cittadino medio). La politica deve essere al servizio del cittadino, perseguendo l’uguaglianza e la crescita civica. Più che fare qualcosa di sinistra o di destra, dovrebbe fare qualcosa di umano.

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