Cemento in Valconca? Colpa nostra

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– “E’ evidente che a Sant’Andrea in Casale (frazione del Comune di San Clemente) come altrove è colpa nostra”. Meglio tardi che mai, recitava un vecchio adagio. Nando Fabbri, dal ’99 presidente della Provincia di Rimini, lo ha detto lo scorso 20 aprile durante il convegno che aveva come tema la valorizzazione del Conca sul quale sono previsti investimenti per 5,5 milioni di euro. Si riferiva al famigerato mattone, al caotico sviluppo urbanistico del territorio: più area di speculazione che di intelligente e civile programmazione.
Mente pronta, un’eleganza ed un gesticolare che nascondono un decisionismo di certo superiore, Fabbri ha stupito i presenti. Ha argomentato con maestria: “Sant’Andrea è un esempio debole, con problemi veri. Mancano i servizi, è difficile la viabilità, la qualità urbana è scarsa. Bisogna cercare di accelerare il recupero territoriale, urbano e paesaggistico. Non possiamo permetterci tale disordine, tale incuria del paesaggio e tali ferite nelle nostre colline. L’unica condizione futura è recuperare l’equilibrio”.
Molta parte del caos urbanistico di Sant’Andrea in Casale, un intreccio di case e capannoni artigianali per trovare una soluzione alla Ghigi che poi è miseramente naufragata, sono opera del presidente Fabbri e del suo consiglio provinciale. I presenti hanno apprezzato il mea culpa, commentando: “Glielo avevamo inutilmente detto…”.

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