Campione d’Italia con moto mito

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– Duilio Damiani corre su una moto mito. E’ la Patton 500 (acronimo di Pattoni-Tonti, quest’ultimo un raffinatissimo progettista di motori per giunta cattolichino). A cavallo tra gli anni ’60 e ’70 ci hanno corso e vinto Roberto Bergamonti, Roberto Gallina, Armando Toracca, Virginio Ferrari.
Con questo gioiello di due ruote il misanese ha partecipato al campionato italiano Epoca. Su 6 gare, ne ha vinte cinque e in una fu sbattuto per terra alla partenza da un collega di avventure. La prezosio e non meno che costosa moto è di proprietà di Alessandro Altinier, un appassionato collezionista di Treviso.

A suggello della grande annata, Damiani ha portato a Misano anche il titolo italiano con la Honda 500 bi-cilindrica del ’70; una derivata di serie di sua proprietà. Anche qui c’erano sei gare in programma, ma ha vinto alla giapponese, ovvero sempre piazzato sul podio e dintorni: due secondi, tre terzi e un quarto posto. Damiani spiega così i risultati senza l’acuto: “Non ho mai vinto perché il mio meccanico, Benito Savoia è deceduto lo scorso anno ed era l’unico che riusciva a farla volare”.
Duilio Damiani appartiene a quella cerchia di persone che se da ragazzo avesse avuto l’opportunità di correre in moto poteva essere un campione. Classe ’55, sposato con Nadia Moroncelli, due figli già grandi, ha da sempre la passionaccia per le moto. A 14 anni si compera il primo motorino e naturalmente gli “spatacca” il motore per cercare di volare. Da 20 a 27 anni, si prende una parentesi per due ragioni: la famiglia e le poche risorse.

Riparte con una Moto Guzzi 850 con la quale si diverte ad abbassare il proprio limite sulla pista di Santamonica. Nel ’91, insieme ad un pugno di amici fa “13” al Totocalcio. Si regala una Ducati fiammante, con la quale si diverte sulle strade dell’entroterra. Mèta numero uno: Bocca Trabaria. Su quei tornanti una domenica mattina la fortuna lo aiuta; la ragione gli fa cancellare il percorso per sempre. Quella Ducati la scambia con un’altra Ducati dell’amico Cesare Francolini. Siamo nel ’96 e inizia a correre in pista con i “ragazzi” della sua categoria. Alla prima gara, Vallelunga, fa il terzo tempo in griglia, ma in gara cade. La prima vittoria giunge dopo un paio di stagioni. Nel 2003 centra il primo italiano con una Ducati 500 monocilindrica. Altro tricolore nel 2007, questa volta con un’Honda 500 derivata di serie. L’anno seguente con Giancarlo Rossi e Orlando Fusco vince l’europeo endurance.

Il suo team si chiama Savoia-Damiani e prima ancora che essere competizione è piacere puro. Il camper con il quale va per circuiti se lo è autocostruito con la collaborazione dell’amico Michele Ottaviani. Oltre alla moglie Nadia, altra figura chiave dei fine settimana motoristici è il cuoco. Si chiama Romano Zanotti e cucina specialità romagnole da far invidia ad un’“arzdora’. Così sotto la tenda si raccolgono sempre una dozzina di ospiti. Il primo camper autocostruito risale al ’79; allora lo fece per portare a spasso i due figli, insieme ai quali ha solcato l’Europa. Ma che cos’è la moto per Damiani? Risponde: “Il fine settimana mi libera delle tensioni del lavoro, da una parte; dall’altra è adrenalina purissima quanto irracontabile”. La speranza di Duilio è che il nipotino Alex Della Speranza, due anni, possa raccogliere il suo testimone. Intanto, il giovane nonno dai capelli argentati già gli ha insegnato a mettere in moto.

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