Allegro, ma non troppo: Crisi, tutti quanti siamo tesi.

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Salve caro direttore
Qui fa freddo ho il raffreddore
C’è la crisi e ciao lavoro
Non c’è più futuro d’oro!

Dell’Italia le ho già detto
Ma il lamento mio non smetto
Sono uno assai arrabbiato
Conto un ####per ‘sto stato

E se penso a Quagliariello
Dal nervoso mi arrovello
Referendum a me gradito
E all’improvviso m’ha tradito

Sono andato ed ho firmato
Quel che lui ha preparato
Ed adesso ‘sta faccia tosta
Lo boicotta proprio apposta

E in momento di gran crisi
Tutti quanti siamo tesi
Lui, sta gran bella testa
Getta milioni dalla finestra

Con lo scopo di far fallire
Ciò che era da costruire
Niente più election day
Che a votare vadano in sei!

E’ il livello da spavento
Dei nostri grandi in parlamento
Preoccupati tutti lo sanno
Di alleanze e del loro scranno

Ma sta strana società
Fa schifezze anche un po’ qua
Se arriviamo al sociale
Anche qui finisce male.

Sa che in quel di Sant’Andrea
C’è già stata guerra vera?
Che il circolo Del Bianco
A qualc’un non han dato il banco?

“Il merluzzo in mia padella?
Te lo scordi cara bella!
Se ti vuoi arruffianare
Anche gli attrezzi va a comprare!”

“Ma pensavo veramente
Che in comun fosse l’ambiente!
Che le tasse che ho pagato
Un diritto mi avrebber dato”

“Certo che è anche tuo
Tutto quello che non è mio
Tu hai tavoli e mattonelle
Ma i fornelli non son di quelle”

“A va bene facciam casino
Io ti faccio un volantino
E così faccio presenza
Di quest’altra prepotenza”

“Ma fa pure quel che vuoi
Tanto abbiam ragione noi
Col servizio che noi diamo
Sto diritto ci avochiamo”

E’ una sintesi inventata
di una storia complicata
che ha messo contrapposti
personaggi assai tosti.

E dispiace veramente
Che si scontri lì la gente
Forse manca uno strumento
Un più chiaro regolamento

C’è un luogo ch’è di tutti
Giovani vecchi belli e brutti
Nel rispetto del locale
Lì ognun dovrebbe andare

Poi c’è un gruppo di persone
Che son da benedizione
Per gli anziani danno impegno
E fatican senza ritegno

Ecco allora che s’ha da fare
C’è qualcosa da regolare
Per iscritto e detto a tutti
Alti bassi belli e brutti

E così in quella sala
Pranzi balli di gran gala
E nei muri poverini
Niente più quei volantini.

E’ sol bega di paese
ma poi tutti paghiam le spese
pel futur penso assai bello
prevenir ogni ulterior duello

ora basta che son stanco
vado a nanna e mi rinfranco
ma vedrà che in settimana
ci sarà ancor buriana

Fausto Nottiberti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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