A tavola con giudizio

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– Il corpo umano è una macchina incredibile ed affascinante, in migliaia di anni di evoluzione le capacità difensive che ci proteggono dall’ammalarci sono state messe a punto dall’ambiente che ci circonda, in un modo quasi perfetto.
Dico quasi perché bisognerebbe prima di tutto avere un giudizio univoco della parola malattia. Che dire ad esempio del fatto che “curiamo” la tosse già dalla prima avvisaglia con litri di preparati (sciroppi)? Quasi sempre il “colpo di tosse” è semplicemente una reazione fisiologica e difensiva ad un’altra malattia, che gli consente di liberare le vie aeree dal muco in eccesso. Per citare un altro esempio, un atteggiamento comune è quello di assumere integratori vari come fossero medicine, mentre siamo super alimentati e non ci serve niente di più di quello che attingiamo dai cibi. Di esempi se ne potrebbero fare a decine, ma per ora ci fermiamo qui, penso che il concetto sia chiaro.
Le sostanze potenzialmente inquinanti che ci circondano ed attentano alla nostra salute, mettono a dura prova il sistema immunitario. Esse penetrano nel nostro organismo in diversi modi e con diverse modalità: attraverso l’assorbimento epidermico (lozioni, cosmetici, abiti ecc…), attraverso l’inalazione ( vapori, polveri, profumi ) ed infine con l’ingestione di cibi e bevande. Questa terza modalità è la maggiore responsabile (70%) di tutte le malattie che assalgono il nostro corpo; risulta quindi evidente l’importanza di alimentarsi in modo corretto e con giudizio, da subito e per sempre. Per fortuna la consapevolezza di questi rischi sta aumentando, sempre più spesso infatti gli organi d’ informazione si occupano e ci mettono al corrente delle problematiche legate all’inquinamento chimico dei prodotti che usiamo quotidianamente. È superfluo quindi ricordare gli scandali alimentari apparsi recentemente sui principali giornali ( vedi quello sui formaggi ), che hanno coinvolto ditte a livello nazionale. C’è da sperare che quelli scoperti non siano, come si usa dire, la punta dell’iceberg di un problema più radicato. A volte l’industria alimentare si permette comportamenti in totale spregio delle leggi e senza alcuna coscienza, in nome del profitto e puntando sulla diffusa impunità. Ben vengano quindi controlli capillari e pene adeguate, non solo pecuniarie. Oggi l’informazione è aumentata a dismisura, nonostante tutto la sua diffusione (almeno per ciò che riguarda questo argomento) è frammentaria, priva di attendibili riferimenti scientifici; inoltre manca di una strategia di denuncia e di inchiesta.
Il consumatore come può difendersi se non può fidarsi delle indicazioni riportate sui prodotti? È a questo punto che la non conoscenza innesca la paura: si temono gli Ogm, i sistemi intensivi di allevamento, ciò con cui gli animali vengono alimentati e preoccupano i pesticidi usati per combattere i parassiti di frutta e verdura. È quindi giusto e legittimo pretendere che gli ingredienti alimentari che acquistiamo abbiano caratteristiche igieniche e di salubrità controllate ed ineccepibili.
Ciò che ciascuno di noi può fare, oltre ad acquisire consapevolezza su ciò che ci circonda, è non considerare il cibo solo come uno strumento per appagare il palato, anche se questa è una delle sue funzioni principali. Una dieta equilibrata trasforma gli effetti benefici degli alimenti, in sano sostentamento per il benessere dell’organismo, e in questi ultimi anni con le recenti scoperte in campo alimentare, è stato provato anche il suo potere nella prevenzione delle malattie. Non è utopistico a questo punto pensare al cibo anche come mezzo per aumentare la nostra longevità. È provato scientificamente che la cellula umana può vivere biologicamente e comodamente oltre i 100 anni e fino ai 130. le regole base per aspirare a questi obiettivi non sono tante. Certo, non ci si può svegliare una mattina, sulla soglia dei cinquanta o sessanta, reduci da gozzoviglie protratte negli anni, decidere di voler vivere fino a cento anni e quindi adeguare l’alimentazione al raggiungimento di questo obiettivo. Certamente cambiare alimentazione in senso migliorativo sposterà in avanti le nostre aspettative di vita, ma senza fare miracoli. A grandi linee si può affermare tranquillamente che il nemico numero uno è il consumo eccessivo di cibo, quindi è importante regolarsi nelle quantità, non tanto per dimagrire, ma per sentirsi meglio, e questo dovrebbe diventare uno stile di vita.
Un’altra regola sacrosanta consiste nel limitare l’assunzione di proteine animali contenute specialmente nelle carni rossi, le quali comportano l’affaticamento del sistema metabolico e con il tempo determinano l’insorgenza di patologie e un precoce processo d’invecchiamento generale ma soprattutto cerebrale. Un’alimentazione attenta, consapevole ed equilibrata fornisce all’organismo le sostanze nutritive e le vitamine necessarie per garantire l’equilibrio fisiologico, senza rincorrere ad integratori, di cui se ne fa ambio abuso e che nella maggior parte dei casi creano più danni di quelli che risolvono.
Detto questo vorrei che fosse chiaro che non bisogna eliminare nulla, ma bilanciare meglio il tipo e la quantità di cibo che consumiamo. Saranno questi gli aspetti che cercherò di approfondire nei prossimi articoli, cercando di affrontare un problema complesso e sfaccettato come quello dell’alimentazione, aiutando me prima di tutto, ma anche chi avrà la pazienza di leggermi, ad affrontare questa difficile pratica che è alimentarsi con giudizio.

I SAPORI DELLA NOSTRA TRADIZIONE
di Stefano Piva pivastefano@gmail.com

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