Crisi, Caritas sempre più attiva




Le leggi “ad personam” e la morale politica

– Le 16 leggi “ad personam” dal 2001 ad oggi. Negli ultimi otto anni abbiamo contato almeno sedici leggi “ad personam” approvate dal Parlamento. Poiché non tutti conoscono il latino, si premette a questo elenco la traduzione italiana: una legge è “ad personam” quando è fatta nell’interesse di una singola persona. Nel nostro caso: Berlusconi. Ed ecco l’elenco: 1) Legge n. 367 del 2001: limite all’utilizzazione delle rogatorie internazionali. Servì a coprire i movimenti sui conti svizzeri attuati dagli avvocati Previti e Squillante (corruzione in atti giudiziari).
2) Legge n. 383 del 2001: abolizione dell’imposta sulle successioni e donazioni per grandi patrimoni.
3) Legge n. 61 del 2001: depenalizzazione del falso in bilancio (processi All Iberian 2 e Sme-Ariosto 2).
4) Legge n. 248 del 2002 (legge Cirami): trasferimento del processo per “legittimo sospetto”.
5) Decreto legge n. 282 del 2002: meno tasse sulle svalutazioni dei giocatori (vedi Milan).
6) Legge n. 289 del 2002: condono fiscale (a beneficio anche della Mediaset).
7) Legge n. 140 del 2003 (lodo Schifani): improcessabilità delle 5 più alte cariche dello Stato. Legge dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale con sentenza n. 13 del 2004.
8) Decreto-legge n. 352 del 2003 per permettere a Rete 4 di continuare a trasmettere.
9) Legge n. 112 del 2004 (legge Gasparri): riordino del sistema televisivo che lascia intatta la posizione dominante di Mediaset.
10) Legge n. 308 del 2004: estensione del condono edilizio ad aree come Villa Certosa.
11) Legge n. 251 del 2005 (ex Cirielli), accorciamento dei termini di prescrizione: si estinguono così i processi Lodo Mondadori, Lentini, Diritti tv Mediaset.
12) Decreto legislativo n. 252 del 2005: agevolazioni fiscali per società assicurative come quella di proprietà della famiglia Berlusconi.
13) Legge n. 46 del 2006 (legge Pecorella): l’ accusa non potrà più appellarsi contro sentenze di proscioglimento. Sarà parzialmente respinta dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.
14) Legge n. 124 del 2008 (lodo Alfano): sospensione dei processi riguardanti le alte cariche dello Stato: serve a salvare Berlusconi coimputato per corruzione del teste Mills, condannato in appello a 4 anni e 6 mesi di carcere. Sarà bocciata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 262 del 1009.
15) Decreto legge n. 185 del 2008: aumenta dal 10 al 20% l’ IVA di Sky Italia, concorrente del gruppo Mediaset.
16) Disegno di legge sul “processo breve” per l’ imputato incensurato, anche con il processo in corso: i processi non possono durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per Cassazione). Serve a salvare Berlusconi dai processi per corruzione in atti giudiziari dell’ avvocato Mills e per reati societari nella compravendita di diritti Mediaset.
Tutti sanno che la giustizia in Italia è troppo lenta. I berlusconiani se ne sono accorti tutt’ in una volta, ed hanno improvvisamente gran fretta di varare la legge che concede ai processi sei anni di tempo (giusto giusto gli anni che servono alla cancellazione dei due principali processi a carico del presidente del Consiglio), e tanto peggio per le famiglie degli operai della Krupp di Torino e per le altre vittime di reati che saranno cancellati, come i truffati della Parmalat. E bisogna far presto, prima che i processi berlusconiani entrino in dirittura d’arrivo.
Il presidente del Consiglio sta preparando un discorso agli italiani sulla giustizia. Peccato però che in tutti questi anni i berlusconiani abbiano fatto di tutto per rendere i processi ancora più lenti, per dar modo agli avvocati del premier di sfruttare tutti i cavilli, fino ad ottenere la prescrizione, ossia la cancellazione dei processi. Questo fu lo scopo delle due leggi qui elencate con i numeri 1 e 4. E’ così che Berlusconi si è ripetutamente salvato. Osserva il docente universitario Stefano Passigli che «già nella metà dei suoi processi Berlusconi non è stato “assolto”, bensì “prosciolto” per intervenuta prescrizione del reato dopo essere stato condannato in primo grado».
Non paghi di tanto scempio della logica e della verità, gli stessi berlusconiani hanno stabilito che lo Stato venda all’asta i beni confiscati alla malavita organizzata. Su parte di questi il volontariato “Libera”, l’associazione di don Ciotti e di Rita Borsellino aveva cominciato a coltivare ulivi, grano, arance ecc. La mafia ringrazia, perché potrà riacquistarli attraverso i suoi prestanome. E’ così che si intende combattere la criminalità organizzata? E’ così che si lavora per la sicurezza dei cittadini?
Che ne dice Bersani? Non sarà ora di affrontare la questione morale, facendo piazza pulita in casa sua, dove tra corruzione e infiltrazioni mafiose si sono verificati alcuni casi sconcertanti? C’è da sperare che la sua sensibilità gli faccia capire che l’Italia, oggi, ha un grande bisogno di pulizia, che restituisca dignità alla politica.

di Alessandro Roveri
Libero docente dell’Università di Roma




La domus del Chirurgo diventa un catalogo d’arte

– La domus del Chirurgo è diventata un catalogo d’arte. E’ diventata il libro strenna della Banca di Credito Cooperativo di Gradara nel 2009: la periferia dei Malatesta che ricambia i favori ricevuti. Si intitola “Ars medica. I ferri del mestiere”. Sottotitolo: “La domus ‘del Chirurgo’ di Rimini e la chirurgia nell’antica Roma”. La pubblicazione è stata curata da Stefano De Carolis, geriatra, nonché appassionato storico della medicina, nonché conoscitore della storia e dell’arte della provincia di Rimini e non solo. De Carolis, per giunta, è persona squisita.

Il libro è stato fortemente voluto da Gianfranco Francioni, direttore del dipartimento di chirurgia dell’Azienda usl della provincia di Rimini, per il 111° Congresso nazionale della società italiana di chirurgia. Scrive Francioni a proposito dell’opera: “Questo che ora avete fra le mani, che mi azzarderei a definire un libro d’arte, è stato fortemente voluto perché strettamente legato al ritrovamento a Rimini della domus ‘del Chirurgo’, la cui eccezionalità non poteva essere ignorata dalla Società italiana di chirurgia; e ne sancisce, per così dire, la notorietà fra chi opera, in fondo, con gli stessi ferri del mestiere”.

Se Francioni l’ha voluto, De Carolis ha coordinato altri cinque autori di valore assoluto: Enrico De Antoni (professore di Chirurgia all’Università la Sapienza), Valentina Gazzaniga (professore di Storia della medicina sempre alla Sapienza), Ralph Jackson (responsabile della sezione romano-britannica e medievale al British Museum di Londra), Jacopo Ortalli (professore di Archeologia all’Università di Ferrara) e Gennaro Rispoli (direttore della Chirurgia generale all’ospedale Ascalesi di Napoli).

Il libro viene presentato al Teatro degli Atti il 19 dicembre, alle 16.30. Intervengono: Fausto Caldari (presidente della Bcc di Gradara), Stefano De Carolis, Jacopo Ortalli e Gianfranco Francioni. Il libro sarà regalato ai presenti.




Piero Manaresi, ‘scopritore’ di paradisi finanziari

– I paradisi fiscali li conosce come le proprie tasche. E’ stato uno di coloro che ha permesso di portare alla luce del sole i mille rivoli finanziari del crack Parmalat e forse molti non sono mai stati svelati. Si diverte come un bambino col giocattolo preferito in questo nascondino a ritroso. Si chiama Piero Manaresi; ha 41 anni ed è di Riccione.

Uffici a Bologna e Milano, Piero Manaresi di mestiere fa il consulente aziendale per le cessioni e le acquisizioni. Con lui in società un altro riccionese, Massimo Magnani. L’ultima transazione importante è l’aver contribuito a far passare di mano un gruppo ortopedico italiano ad un’azienda tedesca concorrente.

Capace di capire da dove arrivano i soldi, come vengono frullati e come escono, è stato chiamato come perito dell’accusa dai tribunali a trovare il bandolo finanziario di matasse ingarbugliate: l’affare Parmalat nel 2004, la confisca dei beni di Michele Aiello presunto prestanome del capo-mafioso Bernardo Provenzano per un valore di 250 milioni di euro nel 2005 e il fallimento della holding di Giuseppe Gazzoni Frascara che controllava il Bologna Calcio nel 2007.
Per le somme, il blasone dell’azienda non ci sono dubbi che il crack Parmalat sotto il peso di quasi 15 miliardi di debiti è stato l’incarico più importante ricevuto. Ha messo le sue competenze al servizio del tribunale di Parma per un anno e mezzo. Dell’affare Parmalat ricorda: “Ho ricostruito i rapporti tra Calisto Tanzi [il proprietario, nota del redattore], Cragnotti [titolare della Cirio, ndr] e la politica.

Ho ricostruito il periodo 1988-1993, più una serie di strani derivati [prodotti finanziari venduti in gran parte ai piccoli risparmiatori, ndr]”.
“Il crack Parmalat – continua il giovane consulente riccionese – è un gioco delle tre scimmie. Tre gli attori coinvolti: i politici, gli organi di controllo esterno e i controlli interni. Da un punto di vista industriale la Parmalat era fallita nell’88. Fu salvata da una speculazione di Borsa, dove tutti si girarono dall’altra parte. Vennero raccolti 300 miliardi di lire dal mercato, in gran parte piccoli risparmiatori. I vantaggi non furono tanto i 300 miliardi di lire, ma il fatto che con la quotazione la Parmalat si fregiò della patente di società quotata e come tale sottoposta agli organi di vigilanza: la Consob (Commissione nazionale per le Società e la Borsa), le società di certificazione e rating. Tutto questo dovrebbe dare garanzie. Dunque, con la Parmalat in Borsa il piccolo risparmiatore non poteva che avere fiducia. Nell’88, la Parmalat aveva un patrimonio negativo di 180 miliardi di lire. Con artifizi, il patrimonio venne portato in positivo e l’azienda quotata, quando davanti non aveva che due strade: o vendere a pezzi, o tutto (la svizzera Nestlè aveva pronto un’offerta)”.

“Ho interrogato Tanzi quatto-cinque volte – continua Manaresi – da un punto di vista umano è persona gradevole; con un’idea industriale ottima ma si era allargato troppo in un settore, quello alimentare, a basso margine di guadagno. Dove il lancio di nuovi prodotti (merendine, succhi di frutta, pelati) richiedevano investimenti quasi impossibili da sostenere. La Parmalat è ufficialmente fallita il 19 dicembre del 2003, ma qualcuno mi deve spiegare come mai ancora l’8 dicembre dello stesso anno in un report City Group invita ad acquistare azioni Parmalat. Due le risposte: o sei un cretino, oppure sei un delinquente”.

Sposato, una figlia di cinque anni e mezzo, inglese fluente, laurea col massimo dei voti in Economi e commercio a Bologna, Piero Manaresi tiene un seminario di “Riciclaggio, reati finanziari e crisi e finanza” all’Università di Bologna. Dal suo punto di osservazione, con i contatti stretti con gli imprenditori, quali mesi ci si prospettano? “Il 2010 sarà durissimo. Il portafogli ordini non si muove. Il 2009 si chiude con una produzione industriale tra il meno 30 e il meno50 per cento. Mentre il comparto alimentare se la cava meglio; con il consumatore che acquista prodotti di qualità più scadente. Ad esempio, il comparto wuerstel ha avuto un incremento del 20 per cento. Altri settori che vanno benino sono i servizi legati alla sicurezza, e le aziende medicali”.
In quali settori si potrebbe investire? Manaresi: “In quelli alimentari e di nicchia, come per i ciliaci, ad esempio. In questo momento, il comparto alimentare, negli ultimi anni visto come il brutto anatroccolo, si sta prendendo la rivincita. E’ visto come un settore-rifugio. Non ha grossi margini, ma non ha neppure grossi rischi. Non scommetterei sulla moda, altro cardine del made in Italy. Credo che tutto sommato, complessivamente, ci aspettano altri 2-3 anni turbolenti”.

Come sono le nostre aziende? “Sono poco managerializzate, poco patrimonializzate, poco orientate al controllo dei costi e senza una pianificazione strategica. In questo momento, con volumi inferiori, tassi di crescita infimi, con le materie prime soggette a speculazione e instabilità, ce ne sarebbe estremo bisogno, ma poiché non l’ha mai fatto, non sei preparato”.




Premiato il giudice Morosini

– Il lavoro, la serietà e le competenze del giudice cattolichino Piergiorgio Morosini vengono sempre più riconosciute e premiate. Il suo libro “Il Gotha di Cosa nostra” sta ottenendo un buon successo. Siamo ben oltre le 5mila copie vendute, che per un libro del genere non è cosa da tutti i giorni. I proventi del libro saranno devoluti all’Ail (Associazione italiana contro le leucemie).

Morosini ha recentemente ottenuto due premi significativi: il “Premio Paolo Borsellino” a Pescara (6 novembre) direttamente dalle mani di Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati. La manifestazione di Pescara, arrivata quest’anno alla 14^ edizione, ha visto Morosini anche come relatore in uno dei convegni. Per capire l’importanza di questo premio, basta citare solo alcuni nomi che lo hanno ottenuto negli anni precedenti: Giorgio Napolitano, Giancarlo Caselli, don Luigi Ciotti, Luigi De Magistris, Antonino Caponnetto. Motivazione: “Per l’impegno a difesa della legalità, contro la violenza delle mafie, contribuendo alla costruzione di un Paese migliore”.

Altro premio a Savignano sul Rubicone attribuitogli dalla Rubiconia Accademia dei Filopatridi domenica 22 novembre. Conferimento de “Lom d’Or”, premio d’onore fondato nel 1958 destinato a chi è nato in Romagna: “Rendere onore a chi onore ha dato, con le sue opere e con la sua vita, alla terra Natale”. Motivazione: a Morosini “per gli alti meriti acquisiti in campo giuridico, benemeritando anche in campo sociale”.

Piergiorgio Morosini, 45 anni, da 16 giudice della Procura di Palermo, è oggi uno dei massimi esponenti della lotta alla mafia. E’ componente del Comitato direttivo e della Giunta esecutiva dell’A.N.M. (Associazione nazionale magistrati). E’ docente di Diritto penale presso l’università LUMSA di Palermo. Ha fatto parte della Commissione ministeriale per la riforma del Codice penale dal 2006 al 2008 con il governo Prodi.

Piergiorgio Morosini, Gip (giudice delle indagini preliminari), è stato estensore di sentenze relative ai capi storici di Cosa nostra (Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella). Si è occupato di infiltrazioni mafiose nella sanità, negli appalti di opere pubbliche, nella politica e nella giustizia.

A metà novembre dopo l’arresto del numero 2 di Cosa nostra, Domenico Raccuglia, è stato il primo giudice della Procura di Palermo ad interrogarlo.

Le riflessioni e denunce che da tempo porta avanti Morosini, trovano conferma nell’allarme lanciato dal governatore della Bankitalia, Mario Draghi, proprio pochi giorni fa: “Nel Sud, clan infiltrati negli enti locali. Grava su ampie parti del nostro Sud il peso della criminalità organizzata. La malavita infiltra le pubbliche amministrazioni, inquina la fiducia fra i cittadini, ostacola il funzionamento del libero mercato concorrenziale, accresce i costi della vita economica e civile”.
L’ottica attraverso la quale leggere questa denuncia, passa attraverso lo scioglimento finora di 200 comuni, dodici solo negli ultimi 18 mesi. Tra il giugno 2007 e giugno 2008: 27 ordinanze di applicazione di misure cautelari nei confronti di 758 persone, 14 richieste di rinvio a giudizio per 300 persone e 8 sentenze emesse. Procedimenti penali e di inchieste giudiziarie per tentativi di infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti pubblici che la Direzione nazionale antimafia (Dna) ha messo sotto osservazione e consegnato al Parlamento a fine 2008.
Altra conferma alle segnalazioni di Morosini sul problema delle infiltrazioni della malavita organizzata nella nostra regione, le troviamo nella denuncia del nuovo Procuratore capo di Bologna, ex aggiunto della Dna, che il 29 novembre scorso ha affermato: “La regione Emilia Romagna subisce l’assalto della mafia anche nelle zone che sembrano esenti da infiltrazioni. Ma la mancanza, o quasi, di fatti di sangue deve essere letta all’incontrario: è solo la conferma della sua presenza. Infatti in Emilia Romagna il mondo degli affari è vivace, ci sono aziende, c’è molta ricchezza: si vede che per queste organizzazioni parassitarie che hanno come obiettivo primario gli investimenti illeciti e il riciclaggio di danaro sporco, qui è più utile sul piano logistico evitare di mettersi in mostra con gesti eclatanti”.

Ma Morosini rincara la dose, e il 2 dicembre in una intervista al Resto del Carlino, afferma: “Una settimana fa i quotidiani segnalavano la confisca di ingenti patrimoni di matrice mafiosa a Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna. In tempi di vacche magre le piccole-medie imprese del centro-nord vedono inaridirsi i propri flussi di cassa e cadere il proprio valore di mercato. Aziende in difficoltà diventano preda delle mafie. Edilizia pubblica e privata, alberghi, ristoranti, locali notturni sono nel mirino del riciclaggio secondo i dati rececenti della Direzione antimafia di Bologna”.

di Enzo Cecchini




Comune multi-etnico: 737 stranieri su 6.892 abitanti

– Morciano città multi-etnica: 737 abitanti su un totale di 6892, il 10,69 per cento della popolazione, sono stranieri regolarizzati. Questa percentuale secondo le stime della Caritas a livello provinciale è dell’8,62, a livello regionale è del 10,5% ed a livello nazionale del 6,48%.

La loro presenza, nell’asilo nido ed alla scuola materna sale al 19,13%: un bambino su cinque è figlio di lavoratori stranieri. Nell’età scolastica, i figli degli stranieri regolarizzati, costituiscono l’11,67% degli alunni morcianesi. Su 552 stranieri regolarizzati, il 74,89%, hanno l’età lavorativa (18-65 anni), sensibilmente superiore, alla media comunale che è del 61,49%. Il 2,03% degli stranieri residenti ha più di 65 anni, mentre la media comunale è del 21,76%.

I nostri concittadini stranieri provengono da quattro continenti e 46 nazioni. Credono e praticano quasi tutte le religioni del globo. 497 persone provengono dai Paesi dell’Est Europa, dove tradizionalmente sono cristiani ortodossi, o non credenti; 359 immigrati sono provenienti dall’Albania, Nord Africa e Medio Oriente dove la maggioranza della popolazione è musulmana o non credente.
Le sette nazionalità maggiormente rappresentate da 577 abitanti che formano il 78,29% della popolazione straniera di Morciano, provengono dai seguenti Paesi: Albania (261), Macedonia (98), Marocco (61), Romania (58), Ucraina (41), Cina (31) e Senegal (27).
Data la realtà, si pone all’attenzione dei cittadini e delle amministrazioni comunali e provinciale, alcune domande emerse dal dibattito svoltosi a Morciano lo scorso 6 novembre, durante la terza conferenza-incontro della rassegna “Virtù in Comune”, che ha avuto per tema “Nuovi cittadini italiani”.

Quali sono le linee programmatiche dell’amministrazione comunale, per rafforzare il sentimento della cittadinanza in questi nostri coabitanti di Morciano?

Per far conoscere i loro diritti e doveri, facilitare la loro l’integrazione nel nostro Paese e di conseguenza contribuire alla creazione di una società più coesa nella nostra cittadina, quali sono i progetti dell’amministrazione comunale per il 2010?

Quanti Euro d’investimento e sotto quale voce sono stati previsti per la coesione sociale?

I cittadini stranieri residenti a Morciano, cosa potrebbero e dovrebbero fare per contare di più, nelle decisioni e nelle programmazioni delle amministrazioni?

All’incontro erano presenti il vice-sindaco di Morciano di Romagna Stefano Dradi, l’assessore ai Servizi Sociali Corrado Bernabei, l’assessore al Commercio Evi Giannei e l’assessore ai Giovani Ivan Tagliaferri.

In seguito con una nota l’assessore Bernabei ha precisato che “l’amministrazione comunale intende affrontare in modo serio e consapevole le problematiche che l’integrazione comporta, in particolare organizzando assemblee pubbliche rivolte ad italiani e nuovi italiani e cercando di verificare anche in ambito scolastico quale livello d’integrazione si sia raggiunto”

“Per garantire – ha continuato Bernabei – una convivenza serena e civile all’interno della nostra comunità cittadina, che si rafforzi in ciascun individuo la coscienza dei propri diritti e doveri e della necessità che vengano ugualmente rispettati”.
“Questa amministrazione – ha sottolineato Bernabei – intende creare un mediatore culturale che possa agevolare la comprensione d’aspettative ed esigenze dei nostri concittadini stranieri, nella convinzione, come già affermato, che nel processo d’integrazione sono essenziali la coscienza, la conoscenza ed il rispetto dei diritti e dei doveri. Una proposta/progetto potrebbe essere, pertanto, quella di aprire uno sportello per immigrati.
Riguardo agli investimenti, si precisa che è in fase di predisposizione il bilancio di previsione per il 2010. La fattibilità dei progetti summenzionati verrà quindi valutata sulla base delle risorse disponibili.

Hossein Fayaz




Misano conferenze, il bello della cultura

E’ questo l’intento e il ruolo della Biblioteca di Misano che si configura ormai come vera e propria piazza del sapere. Il suo fiore all’occhiello, oltre alla nuova frequentatissima sede, è la rassegna filosofica “La bellezza salverà il mondo?”, 8 incontri dal 9 ottobre al 27 novembre) che anche quest’anno ha portato a Misano migliaia di persone per riflettere sul tema della bellezza come forza civilizzatrice, come forza in grado di ricondurre ad una tensione morale che sappia opporsi al nichilismo del nostro tempo.
Ha aperto Salvatore Natoli sull’etica ed estetica dell’esistenza. Cinema strapieno in ogni ordine di posti. Molti parlano del fenomeno “Misano”, si costruiscono tesi di laurea sul perché a Misano, cittadina di mare abituata a sonnecchiare durante l’autunno, accade tutto ciò”.
Anni di lavoro fatto con passione, competenza, costanza, serietà hanno certo avuto un ruolo centrale ma penso anche che vi sia nel paese, nonostante tutto, un bisogno forte e crescente di approfondimento, di spessore, insomma di cultura, parola che tende ad essere sempre più vuota di significato e abusata ma se spegniamo la luce della cultura non possiamo più confrontarci con i grandi temi e un paese che non si racconta e non si esprime è un paese che muore. La cultura non deve essere un lusso per pochi ma una risorsa fondamentale per tutti, un investimento per il futuro.
Le centinaia di persone che hanno affollato, ogni venerdì sera il cinema Astra di Misano sono il segno tangibile e visibile che molta gente non si accontenta più di quello zapping ininterrotto di immagini e parole che la televisione dispensa un tanto al chilo, di quel carnevale di opinioni, di fiere delle banalità e vanità che è ormai il circo dei media in cui la cultura è relegata alle due di notte per un pubblico virtuale di fantasmi.
Non sorprende allora che il pubblico degli incontri sia costituito in parte significativa di giovani che certi stereotipi duri a morire vorrebbero tutti votati alla trasgressione a tempo pieno, allo sballo, magari annebbiato da ecstasy e pasticche varie. E invece eccoli lì i giovani, non solo a partecipare numerosi agli incontri, ma anche ad intervenire, a porre domande sul senso profondo dell’esistenza, a stimolare il dibattito.
Nel corso degli anni la Biblioteca di Misano, ha avuto il merito di introdurre un nuovo modo, intelligente, elegante, sobrio di fare cultura, senza smancerie, retorica e manie di grandezza, ma con un senso della misura e del proprio ruolo, nella consapevolezza che in un’epoca di smarrimento collettivo e volgarità esibita occorrono parole profonde e sensate.

di Gustavo Cecchini
Direttore della biblioteca di Misano




Lago di emozioni: presepe statico e vivente. Santa Chiara in musical

– Prima il largo e avvolgente silenzio che ti accompagna dal cancellone d’entrata. Poi, attorno al Lago di Montecolombo il bello dello stare insieme con: i mercatini, il presepe, il bazar, il presepe vivente in musical scritto e diretto da Carlo e lo spettacolo sulla vita di santa Chiara, sempre di Carlo Tedeschi al teatro.
Sono le pietanze servite all’anima durante il periodo natalizio al Lago di Montecolombo. Con ordine.
All’aperto vengono proiettate senza interruzioni le rappresentazioni del musical della Natività “Greccio, Notte di Natale 1223”. Come i bambini sanno, non va assolutamente perso.

Presepe
E’ allestito su di un’area di oltre 1.500 metri quadrati. Statue a grandezza naturale, sono state realizzate da maestri artigiani di Lucca. Il visitatore potrà passeggiare all’interno del presepe, fino ad arrivare alla capanna della Natività. Un percorso piacevole per i grandi ma di grande impatto per i più piccini.

Mercatino
Prodotti biologici dell’azienda agrituristica “Il Mio Casale”, punti di ristoro con caldarroste e vin brulè per tutti, torrone, la piadineria. A bordo lago, nei pressi del veliero, il parco giochi per i bambini, la Via Crucis il Giardino della Preghiera, la Cappella della Santissima Trinità e la cappella del Cristo Risorto.

Chiara di Dio
Ogni sabato, inizio alle ore 21, va in scena al Teatro Amici il musical “Chiara di Dio”. Ad Assisi al Teatro Metastasio è stato rappresentato per un anno; con 26mila persone di applausi. Lo spettacolo inizia con Chiara morente, intorno a lei le consorelle piangenti. Poi a ritroso gli avvenimenti più toccanti della sua vita: l’incontro con Francesco, la fuga da casa, il taglio dei capelli per la consacrazione, lo spettacolare confronto con i Saraceni. Carlo Tedeschi, autore e regista, sa raccontare con i tempi giusti. Sa tocccare i cuori e la profondità dell’intelligenza. Insomma, i suoi spettacoli divertono. Ha alle spalle 20 anni di musical e tutti di successo: “Sicuramente Amici”, “Dio, che meraviglia” e “Nel nome di Gesù”, “Un fremito d’ali”, “San Gabriele dell’Addolorata”.




Quel farmacista con la musica come medicina

– “Dr. gam è lieto di comunicare l’uscita del nuovo album live ‘The new medicine show’. L’album, registrato l’inverno scorso al Miky’s di Livigno, contiene nove tracce infuocate, dove vengono riproposti classici della musica reggae, rivisitati e personalizzati”.
E continua: “Le ritmiche vengono spinte fino ad acquisire connotati prettamente funk, la potenza viene notevolmente aumentata dal piglio rock tipica del power trio, mantenendo la misticità e l’intimismo della musica giamaicana”.
Così Andrea Gamurrini, professione farmacista, presenta l’uscita del suo cd. Si è avvalso della collaborazione del talento naturale di Miky Scarabattoli alle tastiere, basso synth e cori e della grande esperienza del batterista e produttore Graziano Ragni.

I tre artisti hanno alle spalle una miriade di appuntamenti su scala nazionale: Tim Tour, Tarattattà, Arezzo Wave, Roxy Bar, Help. Hanno sconfinato anche negli Stati Uniti, Francia, Germania, Austria, Svizzera. Inoltre, nel palmarès vantano collaborazioni con artisti internazionali: Thelma Houston, Gloria Gaynor, Steve Ferraris.
I Medicine Shows erano comuni negli Stati Uniti durante il diciannovesimo secolo, dove stravaganti dottori viaggiavano di città in città vendendo le loro “medicine miracolose” attraverso svariate rappresentazioni artistiche di intrattenimento, inclusi spettacoli musicali.
Due secoli più tardi dr.gam sta viaggiando in giro per il mondo proponendo il suo “nuovo medicine show”, dove la musica da sola è la medicina miracolosa capace di generare grandi e benefiche vibrazioni positive.

L’album, prodotto da Vallemania Records, è in vendita on line, ma l’indicazione più appropriata, quando possibile, è quella di acquistarlo alle performaces live di dr.gam.
Di prossima uscita il nuovo singolo inedito dal titolo “Italian Rastaman”.
Per info su vendita cd, concerti ed altro www.myspace.com/drgam o dr.gam@email.it.




Valliano, presepe da visitare

– Prendere al volo il presepe di Valliano (bellissimo) per visitare una delle chiese più importanti della provincia di Rimini. L’edificio esisteva già nel 1200. Ampliato tra il 1465-’74, quando venne modificata l’originaria pianta a croce greca (tutti e quattro i bracci uguali), è stato duramente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale. Subito dopo il conflitto il Genio civile ricostruì la copertura, nel ‘99 venne iniziato il restauro, terminato nell’estate 2003 con il campanile. Ha curato il recupero l’architetto: Pierfrancesco Gasperi.

La canonica, dal novembre 2003, ospita il museo della civiltà contadina. Il santuario di Valliano è un capolavoro: l’interno conserva gli affreschi di uno degli allievi prediletti da Raffaello: Pellegrino da Modena, che aiutò il grande artista urbinate nel decorare le Logge Vaticane. Il presepe si può visitare durante tutto l’anno, poiché è struttura fissa.