Volley, si riparte con le nuove leve

Per il volley femminile misanese è un’annata a suo modo storica. Retrocesse in Prima divisione la scorsa stagione, le ragazze che avevano portato la città con onore nella D hanno passato il testimone ad una nidiata di giovani promesse attorno ai 17 anni. Mentre quelle del vecchio nucleo si sono accasate presso altre società per continuare a coltivare i propri sogni. Afferma Bruno Berardi, il factotum della pallavolo misanese: “Saluto e ringrazio con affetto le ragazze che sono state un pezzo importante per Misano. Alle giovani che si vanno a cimentare in un torneo arduo auguro buon lavoro; che possano onorare una realtà che ha 30 anni di vita. I presupposti per far bene ci sono tutti”.

Il settore pallavolistico misanese conta una sessantina di iscritti che vanno dal mini volley fino all’under 18. Partecipano a 4 campionati: under 18, under 16 e i campionati federali di Prima e Seconda divisione.

Le aspettative sono buone e i due coach misanesi, Massimo Gambuti e Claudio Schiano, sono certi che le loro ragazze giocheranno delle belle partite. Per la prima squadra non sarà facile perché affronteranno avversarie mature con anni di esperienza alle spalle. Ma l’importante è divertirsi, impegnarsi e credere in se stessi. L’obiettivo: non retrocedere.

Quest’anno, in Prima divisione è stata formata anche una squadra maschile composta da giovani atleti allenati da Claudio Schiano.




Francesconi, riccionese da esportazione

– Rodolfo Francesconi è un riccionese da esportazione. Ottantadue anni ben portati, sposato due volte (quattro figli, due suoi e due della seconda consorte), chimico-fisico uscito dall’Università di Pavia, ha sempre abitato a Milano. E’ stato dirigente di aziende di grandi aziende italiane e straniere e uno tra i primi a tenere corsi di marketing in Italia. Tra gli allievi anche Francesco Merloni, uno dei titolari della multinazionale marchigiana del bianco.

Riccionese purosangue (il babbo fu anche segretario del Partito fascista di Riccione), per anni non è mai sceso in Romagna; gli preferiva la Liguria. Invece, da 7-8 vi abita normalmente ed è uno degli avventori che danno il ‘la’ al “Blue Bar”. Racconta: “Per 20 anni mi stava assolutamente sul cavolo Riccione. Non offriva conoscenze, spettacoli, opportunità culturali. Invece, negli ultimi anni non dico che è come Milano, ma ci si può sbizzarrire”.

La vita di Francesconi è sempre stata caratterizzata dal sapere. A fianco dell’attività imprenditoriale, ha intrecciato la cultura ed a livelli eccellenti. Fin da giovane. Come borsista dell’Accademia del Lincei, è stato assistente di Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica del ’63. Ha avuto il piacere e l’onore di essere stato grande amico di Carlo Bo (rettore dell’Università di Urbino e raffinato francesista), Paolo Volponi (grande dirigente dell’Olivetti, nonché scrittore valente), Raffaello Baldini (poeta dialettale santarcangiolese, persona bravissima ed intelligente). A Milano, Francesconi ha frequentato e conosciuto gli scrittori Italo Calvino, Elio Vittorini, Paolo Grassi (sovrintendente della Scala), il regista Giorgio Strehler. I suoi autori preferiti sono Ennio Flaiano e Carlo Emilio Gadda, il primo per l’ironia garbata, il secondo per la precisione di scrittura.

Come esperto di economia non gli si può non chiedere se questi italiani ce la possono fare ad essere competitivi sui mercati mondiali: a produrre ed esportare ricchezza.

“Ho due insegnamenti di base – racconta seduto ad un tavolo davanti ad un caffè al ‘Blue Bar’ in viale Ceccarini -. Uno è di un proprietario di azienda francese mentre io ero il direttore generale. Mi dice che il suo socio più importante è lo Stato che con le tasse si prende il 45 per cento degli utili, ma gli si deve sempre dire la verità. L’altro è Cesare Bruschio, amministratore delegato della Rinascente. Mi sottolinea che lo scopo di un’azienda è molto di più che produrre profitti per gli azionisti, ma di creare ricchezza nella zona che la ospita. Non mi sembra che oggi questa filosofia, questa impostazione culturale generale, siano molto presente nella società economica italiana”.
Francesconi ha scritto numerosi libri. Il primo si intitolò “Quello che butta il mare”, ed è la sua autobiografia di guerra vissuta a Misano. L’ultimo invece è un omaggio a Riccione: “L’intelligenza del luogo. Riccione nella Romagna” (Raffaelli Editore, 476 pagine, 36 euro). Prefazione di uno tra i massimi scrittori italiani Piero Meldini, il volume dovrebbe trovare posto in ogni casa dei riccionesi. Racconta “L’intelligenza del luogo”, ma in una visione universale.

Le pagine colpiscono per le migliaia e migliaia di informazioni contenute; informazioni che ti fanno pensare alla mole di lavoro dietro, alla passione certosina. Ci ha dedicato tre anni di lavoro. Cinque capitoli: l’origine dei nomi dei luoghi, la Romagna, Romagna e Riccione, Riccione, i documenti ufficiali e considerazioni finali. Dalla lettura si desume che Francesconi si sia molto divertito a scriverlo. Leggerlo è uno spasso e ti apre le finestre della mente.




Lirica: Grande concerto con i migliori cantanti del Riminese

– Gian Luca Pasolini, tenore, riccionese, ha nel suo palmarès quattro produzioni alla Scala di Milano, il teatro lirico più prestigioso del mondo. Laura Brioli, anche lei riccionese, è un affermato soprano. Simona Baldolini, cattolichina, ha una voce meravigliosa.
Stessa cosa per Norina Angelini, Omar Montanari e Luca Gallo.

Sono i protagonisti del Concerto degli auguri in cartellone il 29 dicembre al Palacongressi, con inizio alle 21, organizzato dal maestro Giorgio Leardini. I sei cantanti sono accompagnati dall’orchestra sinfonica Toscanini dell’Emilia Romagna di 55 componenti diretta dallo stesso Leardini. Il programma, suddiviso in due parti, aperto dal “Nabucco” di Verdi e chiuso dalla Marcia di Radetzky, presenta una scaletta con alcune delle arie più note: “Ah! Mes amis” (Donizetti), “Un bel dì vedremo (Puccini), “Non più andrai farfallone (Mozart), “Habanera” (Bizet), “Madamina il catalogo è questo”, “Acerba voluttà” (Cilea), “Nussun dorma” (Puccini), “Mi chiamano Mimì” (Puccini), “Cavatina di Dulcamara” (Donizetti), “Milonga de la Anunciacion” (Piazzolla), “La Calunnia” (Rossini), “Mon coer” (Saens), “Questo è un nodo avviluppato” (Rossini).




Veterani, magnifico presepe

L’infaticabile, estroso Maurizio ha creato un gioiellino di 40 metri quadrati, tempestati da centinaia di figure in movimento: oltre 500. Bellissimi anche gli effetti sonori e meteo: con pioggia e neve. Il primo vagito del presepe risale all’89: un metro quadrato in un angolo di casa. Poi, fuori, passaggio sul l porto, all’Abissinia. La casa colonica del parco. Il presepe è aperto da dicembre fino a tutto gennaio. Per le visite delle scolaresche sarebbe auspicabile la prenotazione. La segreteria di Famija Arciunesa è aperta il martedì, giovedì e sabato dalle 16.30 alle 19. E’ comunque sempre in funzione la segreteria telefonica (0541-643884), alla quale si può lasciare la propria richiesta per poi concordare la visita.




Spigolature degli scrondi – Con allegria ma non troppo

[b]Pdl [/b]- Leggiamo: “La Mulazzani ha lasciato solo veleni – Durissimo attacco di Andrea Usai consigliere comunale del Pdl alla ex capogruppo di Forza Italia, ora in Provincia”. C’è molta armonia nel Pdl riccionese…

[b]Taxi [/b]- Leggiamo: “Sindaco e taxisti si stringono la mano. Siglato l’accordo con l’amministrazione comunale”. Una stretta di mano col tassametro?…

[b]Cinema [/b]- Leggiamo: “Planet, i sei cinema si possono ancora salvare. Il cda: ci sono i numeri per tenerne aperte solo tre”. Da multisala a minisala?…

[b]Famiglia romagnola [/b]- Leggiamo: “Clan dei calabresi, condanne in appello. Confermato l’impianto accusatorio emerso nel processo di primo grado: contesto mafioso”. La famiglia romagnola si allarga: dopo i turisti, i mafiosi?…

[b]Orti [/b]- Leggiamo: “Il Palazzo ha deciso: gli orti vanno demoliti. Verranno reimpiantati in un’altra zona che l’amministrazione sta ancora individuando”. Cavoli, insalata e pomodori abusivi?…

[b]Sfondamento [/b]- Leggiamo: “Con Rimini per sfondare in Europa – Il futuro del Palas secondo Pironi”. Il cda sarà composto da una prima linea di giocatori di rugby?…

[b]Pronto soccorso [/b]- Leggiamo: “Sempre più pazienti al Pronto soccorso. Nel 2007 erano 34.700 alla fine del 2009 sfioreranno quota 40mila: aumento del 15 per cento”. C’è da essere contenti?…

[b]Sposi [/b]- Leggiamo: “Da oggi il salone degli sposi. 80 espositori per il giorno del sì”. Meglio stare alla larga, visto come vanno a finire la maggior parte dei matrimoni…

[b]Il governatore [/b]- Leggiamo: “Vogliamo vedere in faccia il governatore – Manzi (bagnini) infuriato con la Regione sul molo di Cattolica”. Errani humano est…

[b]Spiagge negate [/b]- Leggiamo: “La spiaggia blindata anche con i cancelli. Bagni chiusi con ogni sistema: lucchetti, palizzate in legno e anche lamiere arrugginite. Arenile impossibile da raggiungere per i bambini in carrozzina e per i disabili”. Spiagge negate da chi si sente padrone assoluto di un bene pubblico…




Ritorna DivertinArte

“DivertinArte”, il festival della creatività solidale, giunge alla sua seconda edizione con l’appuntamento di sabato 19 dicembre, al teatro del Mare di Riccione (via don Minzoni, 1). E come dice la parola stessa, sono due gli ingredienti che caratterizzano la manifestazione promossa dalle associazioni Anni d’Argento Amici di Casa Serena, Arcobaleno e Centro Elisabetta Renzi: il gusto di trascorrere una serata in compagnia miscelato al piacere di assistere a spettacoli di danza, canto e satira. Ma un terzo elemento, ultimo ma non meno importante, si aggiunge ai primi due svelando il significato più profondo dell’iniziativa, quello di raccogliere fondi a sostegno di progetti portati avanti dalle tre organizzazioni di volontariato.

Sono nove gli artisti che si esibiranno sul palco, tre per ciascuna categoria – danza, comicità e canto -, tutti rigorosamente di Riccione. Si partirà con la danza, che avrà come protagonisti il gruppo “Cose così” di Eleonaora Gennari, l’Atr di Riccione e la scuola di danza e spettacolo Aga di Monica Pasquinelli. A cui seguiranno le battute e le gag dell’associazione Attimatti e delle Tribù del Villaggio 1 e 2. Per finire con le note e le voci di Lisa Bretani, Alessandra Del Bello e Massimo Montanari.

Per informazioni: Volontarimini, tel. 0541 709888 – volontarimini@volontarimini.it




Gabriele Siliquini, un misanese in Cina

– Gabriele Siliquini è di Misano Monte, ma dal ’90 abita a Scacciano. Sposato, un figlio, lavora in Cina, a Tiangin, una città sulla costa di 10 milioni di abitanti a 180 chilometri da Pechino, a mezz’ora di treno veloce. Dirige un’azienda a capitale e tecnologia italiana specializzata in macchine per la produzione di tondini per cemento armato. Dopo le difficoltà iniziali l’azienda va bene; ed è pronta ad ingrandirsi.
Sede a Fano, si chiama “Schnell” (dal tedesco “Veloce”), a dispetto del nome è italianissima; con i suoi 250 dipendenti, la tecnologia e i 100 milioni di euro di fatturato, è tra le prime quattro al mondo (in alcune linee è leader). In Italia ha tre unità produttive, oltre a Fano, Pescara e San Marino (dal ’99). Una all’estero, in Brasile. Dal ’93 fino a tutto il 2008 è cresciuta tra il 20 e il 30 per cento l’anno; all’estero va l’80 per cento della produzione.

Il primo piede in Cina risale a quattro anni fa; due anni fa invece inizia la produzione. Siliquini ha la fortuna di conoscere la Cina di prima mano. Dice: “Il mercato cinese è difficile; è protetto dai dazi per difendere i manufatti interni. Una buona strada è produrre là. Al momento, il cinese acquista le macchine che costano meno, piuttosto che quelle di qualità. Ancora non valuta la capacità e l’affidabilità”.
Ma com’è questa Cina? Siliquini: “E’ un immenso cantiere di grandi opere. Stanno costruendo una linea di treni superveloci tra Pechino e Shangai. Il cinese come essere umano non è facile; è difficile inserirsi nella sua mentalità. Noi europei abbiamo ritmi di lavoro più alti. Noi facciamo una produzione che non si completa coi disegni, ma vanno portati avanti mentalmente e con spirito di iniziativa ed è per questa ragione che c’è un italiano. I cinesi sono molto bravi quando devono fare numeri alti, ma finito il compito si fermano. Molte aziende cinesi sono affidabili e di livello professionale alto. Nei rapporti interpersonali c’è molto rispetto, con la relazione che va costruita, un po’ come in Italia. Nella risposte di lavoro sono anche più immediati e puntuali di noi. Voglio anche dire che con lo Stato, a differenza che da noi, non ci sono compromessi. Se le regole dicono che il magazzino va gestito così, si fa così. Punto. E fiscalmente l’azienda è controllata una volta al mese attraverso un’agenzia che ci fa da supporto”.
Un’altra domanda che ci si pone, ma quanto guadagna un operaio in Cina? “In regola, 8 ore al giorno, costa tra i 230 e i 280 euro al mese; uno bravo giunge anche a guadagnarne 300”.
E i giovani? “Sono come i nostri. Vestono di tutto e di più e sembrano molto europei. Frequentano le discoteche”.

E l’ambiente? “Hanno lo stesso rapporto che avevamo noi 40 anni fa”.
L’esperienza cinese del misanese è la sua prima volta all’estero. “Ho detto sì all’azienda per attaccamento alla bandiera. C’era bisogno di una certa esperienza e mi hanno chiesto un impegno di due anni. E sono dell’idea che quando l’azienda chiede, bisogna essere disponibili”.
Gabriele Siliquini da giovane è stato un buon calciatore. Per via dell’altezza forse può recriminare con la fortuna, ma al calcio deve molto. Da ragazzo ha giocato nel Cesena; doveva andare alla Juve, ma gli mancavano una manciata di centimetri. Terzino, ha giocato nel Riccione e nel Gradara. Di quest’ultima società ne è stato il portabandiera. Professione perito, al compianto presidente Vichi chiese un posto di lavoro nella sua azienda, la “Viet”, dove rimase per molti anni. In Schnell è da 19 anni.




Di cotte e di crude ma non solo!

– “Di cotte e di crude” è il ricettario gustoso curato da Antonella Chiadini, medico e autrice di numerosi libri sulle tradizioni a tavola. Vi dice niente la tenerina? O il croccantino? O la zuppa imperiale dell’Amneris? Il volumetto propone i piatti della tavola emiliano-romagnola ma anche ricette raccolte qua e là: dalle torte salate ai tanti dolci tutti buonissimi e collaudati. Ogni ricetta è accompagnata da suggerimenti per la buona riuscita e da preziosi consigli per la salute.
Il libro (Edizione il Ponte, 7 euro) si trova nelle librerie a Rimini e può essere richiesto a fburna@libero.it – tel. 3358472461.

“Di cotte e di crude” non può mancare a chi ama la buona cucina e si diletta ai fornelli e sarà un apprezzato regalino di Natale perché il ricavato andrà all’Associazione Isal (Istituto in Scienze Algologiche) per l’acquisto dell’apparecchiatura Tsm (Stimolazione Magnetica Transcranica) per il Centro di Terapia del Dolore dell’Azienda Usl di Rimini.

Ma il Natale di Isal è ricco di emozioni. Le iniziative per la campagna di raccolta fondi per l’acquisto della Tms , per le festività natalizie sono tante.

Durante le festività si potranno inoltre ammirare, sempre per Isal, le Natività di Angela Micheli, artista riminese nota per le sue figure femminili che sanno arrivare all’anima. Il percorso scultoreo va dal mare all’entroterra toccando Cattolica, Rimini e Santarcangelo. Le ambientazioni espositive vanno da quelle classiche (a Cattolica alla Galleria Comunale Santa Croce, a Rimini alla Galleria Scarpellini e al Palazzo della Provincia, a Santarcangelo in Comune e al Musas) o dei grandi numeri (al Centro Le Befane di Rimini) fino a proporre atmosfere inedite come quelle delle Grotte Monumentali di Santarcangelo (prenotazione visite IAT/Proloco 0541624270).
Il programma completo su www.fondazioneisal.it.

Sono quasi 13 milioni gli italiani (21,7% della popolazione) che soffrono ogni giorno, tutti i giorni senza trovare sollievo ai loro mali. Isal da oltre 15 anni studia e ricerca nuove terapie contro il dolore aiutando il Centro di Terapia del Dolore e Hospice di Rimini, polo all’avanguardia nel settore collegato con i maggiori Centri scientifici internazionali.

Associazione “Amici di ISAL”, presso U.O. Terapia Antalgica Cure Palliative, Ospedale Infermi, Via Ovidio 47900 Rimini Tel. e fax 0541 705587/705686 www.fondazioneisal.it; info@fondazioneisal.it




Rimini, intercettare il turismo sociale mondiale

– La valigia è di cartone, con gli angoli irrobustiti da quattro toppe fermate con dei chiodi. Ma accanto sfreccia un jet di ultimissima generazione.

Sono i simboli che gli organizzatori hanno utilizzato per il convegno sul turismo sociale che si tiene a Rimini, al Centro congressi Sgr il 12 dicembre con inizio alle 10 del mattino. Ha come titolo “Turismo: le occasioni da non perdere”. Ed è in preparazione del congresso mondiale del turismo sociale Bits (Borsa internazionale del turismo sociale) che si terrà a Rimini nel 2010. Intervengono: Stefano Casadei (consigliere regionale), Cesarino Romani (coordinatore della Bits Italia), autorità ed esperti in progettazione e programmi europei, Buoni Vacanze Italia, Progetto Europeo Calypso e Turismo for all.
Per il turismo riminese sono opportunità da intercettare per rilanciarsi e continuare a stare sui mercati delle paletti e secchielli da protagonisti.

Il convegno si tiene perché Cesarino Romani, ex assessore provinciale all’Ambiente, è il coordinatore Bits per l’Italia. Negli ultimi anni Romani ha preso parte a molti incontri organizzati dalla Borsa. Il turismo sociale ogni anno muove centinaia di migliaia di persone ed è in tendenziale crescita. E per il fatto che il congresso mondiale si terrà a Rimini è un altro segnale positivo.




Quei capolavori di Boston a Rimini

– Per la prima volta non si abusa del termine capolavori se si vuole parlare della mostra che si sta tenendo a Rimini presso il Castel Sismondo. Grandi nomi della storia della pittura: Veronese, Gauguin, Picasso, El Greco, Jacopo da Bassano, van Dyck, Gainsborough, Rembrandt, Velàzquez, Hals, Degas, Manet, Renoir, Latour, van Gogh, Cézanne, Monet, Pissarro. “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso”, il titolo, la mostra dal 10 ottobre scorso arriverà al 21 marzo prossimo e non più al 14, a fronte dell’elevata affluenza. Giungono del Museum of Fine Arts di Boston a Rimini perché in America stanno effettuando dei lavori all’edificio che li ospita.
Si contano già oltre 50 mila visitatori in soli 51 giorni di apertura, per una media di mille visitatori al giorno tra privati e gruppi, i quali hanno addirittura esaurito le prenotazioni per gli ultimi fine settimana di mostra. Sessantamila sono ad oggi le prenotazioni complessive.
Come afferma il curatore dell’evento Marco Goldin, le aspettative sono state senza dubbio superate, pensando altresì al periodo di crisi che si sta attraversando e che più difficilmente permette di far giocare alla cultura e alle sue iniziative un ruolo di primo piano.
Le code che si sono viste formarsi in queste settimane hanno sicuramente rappresentato una novità per la città di Rimini che ha potuto godere ampiamente dei benefici che questa mostra ha comportato: l’interesse del 75% dei visitatori ha superato le mura del castello, soffermandosi nei punti principali del centro storico.
Questo un primo passo verso l’esportazione delle ricchezze e delle bellezze di Rimini in tutto il resto d’Italia: le migliaia di visitatori rappresentano in percentuali più o meno alte quasi tutte le regioni del nostro Paese. Il maggior numero di essi proviene dall’Emilia Romagna ed in generale dal centro nord. Ma non meno importante è la presenza delle Marche, della Toscana con Firenze e del Lazio con la città di Roma, che sembra sul punto di rientrare tra le prime dieci città che più hanno risposto a questa iniziativa di così alto prestigio.
Neppure l’assessore provinciale al Turismo Fabio Galli può negare l’assoluta positività di questa esperienza, che egli sostiene calarsi in un progetto più ampio di valorizzazione del territorio e di destagionalizzazione del turismo, volto a neutralizzare il fenomeno del turista “mordi e fuggi” e a creare presenze più stabili. La provincia si sta muovendo in tal senso, facendo leva sui punti di forza di cui naturalmente dispone, quali la rete museale, i castelli, i monumenti e sulle nuove risorse aggiuntesi attraverso l’acquisizione di sette nuovi comuni.
La spesa complessiva affrontata per offrire a Rimini una nota di così alta qualità ammonta a 2,3 milioni di euro; per il 15% ha partecipato la Fondazione della Cassa di Risparmio di Rimini e il restante 85% proviene dalla società trevigiana Linea d’ombra, la quale si occupa dell’organizzazione di mostre d’arte e allestimenti di esposizioni e della quale Marco Goldin è direttore generale.

di Laura Santoni