Scm-Ferretti, la forza in ginocchio

ECONOMIA

– In casa Scm almeno 350 lavoratori quando la crisi sarà passata non rientreranno più in azienda; sarebbero stati in ogni caso appiedati per la riorganizzazione industriale del colosso secondo al mondo nella produzione delle macchine per il legno. Intanto, 180 persone a rotazione sono in cassa integrazione, con il futuro dell’orizzonte ancora nella nebbia della crisi.
Scenari nell’incertezza anche per la Ferretti Craft, l’azienda di Cattolica-San Giovanni leader mondiale per la produzione di barche da diporto. Il gruppo industriale continua ad andare per fiere, continua a portare avanti la propria strategia, ma al momento anche i ricchi non se la sentono di spendere per il la bellezza del superfluo. Lo scorso settembre, salone di Cannes, si erano visti degli squarci di sereno. Le voci interne affermano che in Francia erano state vendute barche per 60-90 milioni di euro. Si sperava nel Salone di Genova ai primi di ottobre, invece causa il maltempo, è stato un autentico disastro. In questo momento, si stanno facendo provare ai facoltosi clienti le barche nel mare antistante Viareggio. Speriamo nell’innovazione Ferretti Craft. Ma l’azienda continua ad investire. Al momento le fiere programmate si faranno tutte, con la speranza di mettere in cascina qualche ordine. A giorni, il vertice aziendale illustrerà il piano industriale per i prossimi due anni. Una proiezione che interessa anche i tanti terzisti (alcuni centinaia) che da anni collaborano con la casa madre. In questo momento nei cantieri di San Giovanni e Cattolica, forza lavoro di circa 150 addetti per unità produttiva, sono in attività una cinquantina di addetti per sede.
L’Scm sconta la crisi mondiale e la riorganizzazione portata dal manager Monetini, arrivato dalla Brembo, il colosso mondiale dei freni all’avanguardia e vanto del made in Italy. Il tagliatore di teste senza la crisi avrebbe appiedato 350 persone: sta tagliando tutti i ruoli doppi presenti nelle varie aziende del gruppo. Molte unità produttive saranno concentrate e Villa Verucchio. Sempre a Villa Verucchio sarà portata anche la fonderia dello storico stabilimento di Rimini.
La Ferretti Craft e l’Scm sono state sempre considerate due delle quattro gambe straordinarie del tessuto produttivo di Rimini. Le altre sono il tessile-abbigliamento e il turismo. Nell’ultimo anno le soddisfazioni giungono solo dallo storico comparto vacanziero, un po’ snobbato negli ultimi anni si sta prendendo le giuste rivincite.




Speranza della gioventù errante

I giovani, una realtà oggi complessa e affascinante che sicuramente offre spunti per numerose riflessioni. Il 23 ottobre, l’animo della platea è stato scosso da vari relatori, ciascuno dei quali ha mostrato un carisma capace di suscitare curiosità, attenzione e di strappare anche piacevoli risata.
Dai diversi interventi è emerso che oggi i giovani sono castrati dalla società, perché costretti fin da troppo piccoli a farsi i conti in tasca e a limitare i propri sogni perché sembrano irrealizzabili. Fanno parte di un sistema irrazionale: non c’è un’economia del sapere, mancano le alternative e non è possibile maturare speranze in un contesto simile. L’intervento conclusivo è toccato al sociologo veneto Crepet: come a formare un cerchio perfetto, è tornato al punto di partenza, alla potenza nomade.
Il nomadismo richiede fatica, desiderio, l’oltrepassare i confini e uscire dalla cultura della paura che oggi domina. Con geniale e brillante semplicità ha saputo delineare la dimensione mondiale della nostra cittadinanza e la necessità di spingersi più in là, oltre il proprio giardino.
L’evento si è concluso con la seduta plenaria che ha visto la partecipazione di rappresentanti di organismi internazionali, personalità della cultura, delle istituzioni e della vita economica, intervenuti per fare il punto sui temi della povertà e dello sviluppo.
Alcuni di loro sono stati poi insigniti di onorificenze dello Stato italiano e del Centro Pio Manzù per essersi distinti a livello internazionale nel campo della solidarietà e per il loro contributo al progresso sociale: tra questi la first lady della Repubblica Araba d’Egitto Su Zanne Mubarak; il ministro del Commercio Estero degli Emirati Arabi Lubna Al Rasimi.
Nel pomeriggio, dal titolo “Don’t worry, be happy! Ottimisti per volontà, ricchi di senso: quelli che ce la vogliono fare”, sono intervenute personalità che hanno raccontato la propria esperienza come esempio concreto di chi nella propria condizione di giovani d’oggi non si è arreso.
In Italia, il 71% dei giovani tra i 23 e i 29 anni vive ancora in famiglia, con il rischio di trascorrere un’adolescenza permanente. In contrapposizione a questi, ci sono quei giovani che fanno impresa, che generano ricchezza e posti di lavoro.
Ma nel nostro Paese costituiscono una forte minoranza: la restante parte è nomade e articola la propria vita alla ricerca di nuovi modelli sociali, spesso senza trovarne di validi.

Laura Santoni




Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio

L’evangelista Matteo gli fa dire la famosa frase: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Insomma, un conto è lo Stato e altro è la fede; un concetto antico ma troppo spesso dimenticato, perfino dalle alte cariche curiali.
In una società complessa come quella industriale ognuno ha un ruolo e lo deve giocare al meglio, un po’ come il rapporto tra figli e genitori. Quando per i pargoli è lecito chiedere, spesso per i genitori è un dovere rispondere no. Un atteggiamento educativo.
I banchieri sono accusati dagli imprenditori di non aprire i cordoni della borsa per aiutare le aziende in questo momento di crisi; anzi, le hanno completamente chiuse. I banchieri si difendono affermando che se non ci crede l’imprenditore nella propria impresa, a maggiore ragione non può chiedere che sia un altro a finanziarlo. A scommetterci.
E qui sale in primo piano una delle debolezze del capitalismo italiano: la sottocapitalizzazione delle imprese, tipica di una certa miopia. Molte imprese vivono la contraddizione di avere una proprietà ricca e una realtà propria povera. Tradotto in soldoni, significa che la proprietà ha attinto risorse per sé e i propri cari ( si spera non per il gioco, ma per le donne e per lo Champagne) quando le doveva investire nell’impresa. Nella crisi, come quella di oggi, le imprese soffrono la mancanza di liquidità mentre la proprietà non vuole sentire ragioni di rischiare quanto accantonato in beni negli anni delle vacche grasse.
Un esempio. Nel nostro territorio c’era (e c’è ancora) una blasonata azienda in crisi che non aveva più nulla da dare al mercato per la semplice ragione che negli ultimi 10 anni la proprietà non aveva fatto nessun investimento: né di tecnologia, né di uomini, né di mercati, né di prodotti. In compenso, i padroni avevano acquistato case, capannoni industriali, terre, appartamenti. Poiché erano sobri non si sono mai lasciati attirare dalle sirene di uno yacht. Risultato: 4 anni fa hanno venduto il marchio agli amici concorrenti. Ora fanno i signori, vivendo di rendita. Giusto o sbagliato?
La banca è un’impresa qualsiasi. Ha una proprietà (i soci), amministra i risparmi della clientela, senza contare che è vincolata da una serie di leggi e normative per tenere a freno la loro esuberenza come avvenuto con la speculazione finanziaria recente. Domanda: perché dovrebbe prestare danaro all’impresa senza le opportune garanzie? Lo può fare, può rischiare, se dall’altra parte c’è un imprenditore trasparente, motivato, che crede nel futuro del suo lavoro e della sua azienda. E ce ne sono di uomini di impresa con tale tembra.
Da parte sua l’imprenditore, come scrive l’economista Paul Samuleson, carismatico e saggio premio Nobel, è colui che acquista manopera e altri fattori produttivi per produrre e vendere beni. Denaro compreso.
Ci dovrebbe essere lo Stato a dar man forte alle aziende sane nei momenti di crisi e non solo. Lo dove fare in più modi: con gli ammortizzatori sociali, con i servizi, con il giusto governo delle aree industriali, spesso lasciate nelle mani degli speculatori. Con l’etica della responsabilità.




Banche e imprese da dove ricomniciare?

L’ECONOMIA

– Nel dialogo tra sordi, Cna e Confartigianato insieme hanno organizzato una giornata con le banche del territorio per mettere sul tavolo le ragioni degli imprenditori come futuro vero dell’economia di questa provincia. Hanno scelto un titolo volutamente provocatorio: “Banche e imprese da dove ricominciare”. Si è tenuto lo scorso 29 ottobre, tra gli intervenuti Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini e Luigi Marattin, giovane professore di economia dell’Università di Bologna, nonché buon conoscitore del tessuto produttivo del Riminese. E a sorpresa viene fuori che il 72 per cento degli imprenditori sono soddisfatti del comportamento della propria banca in merito ai finanziamenti.
“E’ una giornata importante – ha argomentato Salvatore Bugli, direttore Cna della provincia di Rimini – ad un anno della nascita di Unifidi, la cooperativa regionale di garanzia delle imprese artigiane, per continuare il nostro ragionamento. Siamo la prima cooperativa d’Italia e finora abbiamo già garantito 750 milioni di euro, che diventeranno un miliardo entro la fine dell’anno. Nella nostra provincia, siamo a 70 milioni per 5.000 imprese. Penso che siamo interlocutori importanti per il sistema creditizio. Dopo il disorientamento iniziale, il rapporto banca-impresa sta dando dei frutti, anche se non come ci aspettavamo. Il credito deve continuare ad essere sufficiente per la piccola e media impresa. Devono guardare con pacatezza e realismo le necessità di chi produce e non prendere alla lettera i parametri di Basilea 2; perché in questo contesto di crisi il rischio è che siano le piccole imprese a pagare il prezzo più alto”.
“La crisi – è intervenuto appena dopo Bugli, Mauro Gardenghi, segretario Confartigianato della provincia di Rimini – è un nemico unico per tutti: per le imprese e per le stesse banche. Non si salvano quest’ultime se le imprese spariscono. O viceversa. C’è la necessità di un rapporto di collaborazione, altrimenti che cosa farebbero le banche senza l’economia? Quella vera, non quella finanziaria. Voglio ricordare che il 95 per cento delle imprese italiane sono piccole e questa è una delle ragioni della collaborazione; per le dimensioni hanno maggiori difficoltà a traghettarsi fuori. Lo possono fare però con i grandi numeri di Unifidi. In questo momento la crisi economica si può affrontare solo col coraggio delle imprese e col coraggio delle banche. Le banche devono fare tutto quello che possono; le associazioni di categoria fanno il massimo e Unifidi ne è la dimostrazione. Però alla fine Unifidi non può salvare le banche”.




Salone internazionale dell’accoglienza e delle idee

Idee per innovare, per le nuove tendenze, per le atmosfere di un mercato in continua evoluzione. Semplicemente per fare al meglio il proprio mestiere: alberghiero e ricettivo. Tutto questo e altro ancora è la 59^ edizione di SIA Guest – Salone Internazionale dell´Accoglienza. Forte di un´esperienza e di un know how consolidato negli anni, si riconferma come punto d´incontro tra tutte le realtà industriali e i fornitori di servizi, italiani ed esteri di altissimo livello che operano nel mercato dell´ospitalità.

Esposizione
Accanto all´esposizione di prodotti di aziende leader nei settori dell´arredamento, contract, forniture (porcellane, cristalli, argenteria, tovagliati, biancheria), inter decò (tessuti, pavimentazioni e rifiniture d´interni per il contract), attrezzature e impianti per la ristorazione ed il bar, tecnologie, sicurezza, servizi, impiantistica, benessere e arredo bagno, il nuovissimo padiglione dedicato alle eccellenze della produzione italiana fungerà da strumento di stimolo per l´incontro produttivo tra domanda ed offerta in un contesto interattivo.

Espositori e visitatori verranno coinvolti in un evento interattivo che, attraverso mostre dedicate ai diversi settori merceologici, vuole contribuire a sviluppare e dare rappresentazione alla cultura dell´innovazione.

Convegni
Per approfondire i temi più attuali in discussione, SIA Guest rinnova l´offerta di momenti di riflessione e di scambio con aggiornamenti, incontri, convegni e workshop, che affronteranno i temi più attuali organizzati in collaborazione con i più importanti operatori del settore, partner nazionali ed internazionali.

Percorsi
Top Buyer e Manager delle più grandi Catene Alberghiere, Food & Beverage Manager, Chef, Direttori di Albergo, Proprietari, Investitori e distributori troveranno a SIA Guest un percorso personalizzato che agevolerà e ottimizzerà il contatto con il loro mercato di riferimento.

Visitare SIA Guest sarà un´occasione per essere protagonisti assoluti del mercato dell´ospitalità.

CURIOSITA’

Dieci settori merceologici

– Otto i settori merceologici di SiaGuest: arredo contract, forniture, bagno e benessere in hotel, interdecò, ceramiche, illuminazione, tecnologia e servizi, impianti e attrezzature per la ristorazione.

NUMERI

I numeri del 2008

Gli stranieri: circa 2.500

Ecco i numeri di SiaGuest 2008.

– 90.000 mq di esposizione
– 700 aziende espositrici
– 44.078 visitatori professionali
– 505 business meeting tra buyer internazionali ed aziende espositrici
– 250 giornalisti accreditati
– copertura totale della stampa specializzata
– servizi televisivi in onda su TG5, TG1 Economia, TG2 Costume&Società, SKY TG 24 e TG3 Emilia Romagna
– 11 associazioni di categoria presenti
– 35 tra convegni, workshop, mostre, concorsi, aree dimostrative

Per maggiori informazioni: www.siarimini.it.




Olive marinate: è il mese del finoccchio selvatico

E’ una pianta erbacea perenne che cresce in tutta la zona mediterranea, fino ai 700 metri di altezza. Il fusto può essere alto anche due metri e si presenta cilindrico, lucido, ramoso e di colore verde chiaro. Le foglie sono divise in lobi filiformi: quelle basali sono più grandi con la guaina molto sviluppata e carnosa, quelle superiori sono piccole. I fiori sono gialli, piccoli e riuniti in grandi ombrelli. I frutti compaiono nel secondo anno di vita della pianta. I semi sono particolarmente aromatici.

Significato del nome Foeniculum è un diminutivo della parola latina foenum, fieno, riferita al fatto che il finocchio, seccando, gli assomiglia.
Cosa contiene. Nel finocchio è contenuta un’essenza aromatica dall’odore caratteristico e dal sapore dolciastro.
Proprietà ed uso
La radice del finocchio ha proprietà diuretiche e aperitive.
I semi, presi in tisana, favoriscono la digestione e agiscono contro i gonfiori e i gas intestinali. Inoltre, masticati crudi, aiutano a prevenire l’influenza. Il finocchio, assieme alla galega, è considerato un’erba galattogena cioè favorente la produzione di latte nelle nutrici.
Per uso esterno, l’infuso dei frutti calma le ecchimosi, le infiammazioni delle gengive e gli occhi arrossati. In dosi molto forti provoca crampi ed ebbrezza.
In cucina
La parte commestibile è la base carnosa delle foglie; sono motto usati anche i semi per aromatizzare pietanze e dolci. E’ bene evitare la cottura del finocchio perché, cuocendo, si distruggono le essenze aromatiche e si perde il suo caratteristico sapore.
Storia
Un tempo si usava far mangiare il finocchio ai conigli qualche giorno prima di ucciderli, allo scopo di aromatizzarne le carni




Solare, dalla ricarica per cellulari ai pannelli industriali

L’INTERVISTA

di Matteo Marini

– Hanno cominciato da un “giocattolino” grande come un foglio A4, che serve per ricaricare cellulare e iPod, sono diventati una delle aziende più importanti nel settore della progettazione e installazione dei pannelli fotovoltaici. La storia di “Ubisol” comincia nel 2005, quando due giovani studenti di ingegneria a Bologna, Francesco Rinaldi e Luca Ciccarelli, vincono il premio nuova impresa a Rimini grazie a Easysun, il dispositivo portatile che permette di ricaricare piccoli apparecchi elettronici grazie alla luce del sole.
Il sogno di produrre in serie e commercializzare Easysun resta chiuso nel cassetto, ma loro, con i 20.000 euro del premio, costituiscono una Srl e si lanciano nell’avventura del fotovoltaico. È il 2006, nasce “Ubisol” per studiare e promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili. Cavalcando l’onda degli incentivi introdotti dalla legge Bersani cominciano le installazioni dei pannelli. Prima a casa propria e di amici con un piccolo investimento per acquistare il materiale. Poi il lavoro comincia a crescere, e con esso i guadagni.
Una progressione esponenziale. “Ubisol” ha fatturato 150.000 euro nel 2007, un milione di euro nel 2008 e si avvicina ai 2 milioni quest’anno. Nel 2007 data la mole di lavoro crescente, entrano anche altri due soci, Marco Polazzi e Matteo Ronconi. Sono loro quattro (giovanissimi, dai 28 ai 36 anni) l’anima della società, una realtà piccola (hanno due dipendenti e qualche altro collaboratore a chiamata) ma dalle potenzialità enormi. “Diciamo che siamo stati anche fortunati – ammette con un sorriso Francesco Rinaldi, fondatore e ora amministratore delegato della “Ubisol” – perché la legge Bersani rende molto conveniente passare al fotovoltaico. Con un investimento di circa 16.000 euro a 20 anni è possibile realizzare un utile netto di quasi 30.000 euro, tra risparmio sulla bolletta e vendita di energia alla rete”. Per facilitare l’accesso alle energie alternative “Ubisol” ha stipulato una partnership con Eticredito, la seconda banca etica italiana, che finanzia la spesa totale dell’impianto: “La spesa del finanziamento viene annullata totalmente dal risparmio sulla bolletta”, spiega Francesco.
Il fotovoltaico in Italia ha toccato ancora pochi cuori ma la tendenza è in forte aumento, alla fine del 2009 si dovrebbero contare infatti i 70.000 impianti, oltre 5.000 solo nella nostra regione.
“Entro il 2013 l’Emilia Romagna sarà la prima regione italiana nell’utilizzo del fotovoltaico”. Lo ha detto Vasco Errani proprio durante l’inaugurazione della nuova sede di Ubisol, sulla vecchia via che porta a San Marino. Fino a un paio di mesi fa stava in uno scantinato. Poi la necessità di cercare uno spazio più ampio per l’enorme mole di lavoro ed ecco la nuova “casa” di Ubisol, naturalmente classe A, a impatto zero, grazie a pompe di calore ed energia solare. Ma il capannone in via dello Stambecco sembra già troppo piccolo, già pensano di “sfondare” una parete e prendersene un altro pezzo: in pochi anni l’impresa ha fatto passi da gigante e le prospettive sono ancora in ascesa. “Per ora abbiamo un paio di dipendenti, contiamo di assumere ancora nel 2010 però non vogliamo esagerare – spiega Luca Ciccarelli – perché nel 2011 scadrà il periodo di incentivi statali e il mercato per forza di cose avrà un rallentamento”.
Luca e Francesco sono figli d’arte. I loro papà sono ingegneri, hanno partecipato alla realizzazione di uno dei primi prototipi di impianto fotovoltaico in Italia, a Santa Aquilina, che ancora funziona.
“Avevano anche progettato piccoli pannelli per i lumini dei loculi – racconta Luca con un sorriso – per quei cimiteri che non sono raggiunti dalla luce elettrica. Una bella idea che però, come il nostro Easysun, non ha avuto attenzione da parte della grande produzione”.
“Ubisol” non fa solo progettazione e installazione di pannelli fotovoltaici, si occupa di energia pulita tout court, in particolare eolico e solare termico. Lo sfruttamento dell’energia del sole per produrre elettricità resta comunque il loro core business. “Nel 2007 abbiamo realizzato circa 50 impianti – spiega Francesco – tra i 60 e i 70 nel 2008 e arriveremo attorno ai 100 quest’anno. Per il 90 per cento sono piccoli impianti domestici, non superiori ai 90 Kw”.
La bella storia della giovane società riminese ci porta infine in Abruzzo, nelle terre devastate dal terremoto, e parla di solidarietà. Poggio Picenze è un paesino a circa 10 chilometri da L’Aquila. Il sisma del 6 aprile si è portato via 5 persone, tra cui tre bambini. La ricostruzione per loro riparte proprio dall’asilo del paese, che era andato completamente distrutto. Ubisol ha realizzato gratuitamente l’impianto fotovoltaico dello stabile in legno costruito grazie all’impegno di diverse aziende trevigiane, rispettando tutti i più moderni parametri di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. L’inaugurazione è avvenuta il 3 ottobre, assieme al sindaco e agli amministratori del paese anche chi ha realizzato materialmente il progetto. Tra loro Luca e Francesco, che hanno dato ma anche ricevuto tanto da questa esperienza: “Confrontarsi con chi ha perso tutto in pochi attimi, con persone e famiglie colpite da lutti terribili – è stata la loro riflessione – rappresenta una lezione di vita che non dimenticheremo. Siamo noi a dire grazie a Poggio Picenze e ai suoi cittadini per quello che ci hanno donato in termini di umanità”.




Incontri del Mediterraneo 2009

– Ottavo anniversario con una sorta di ingrandimento puntato sull’Iran. Gli “Incontri del Mediterraneo 2009”, rassegna in programma a Riccione e Rimini a novembre, cresce per intensità e continua a promuove l’incontro tra i popoli che si affacciano sulle sponde del mare “nostrum”. La manifestazione è nata dall’attivismo di Michele Pulici come confronto positivo tra civiltà concretizzatosi dopo l’attentato del 2001 alle Torri Gemelle. L’iniziativa sopravvive alla scomparsa del suo fondatore grazie all’opera di volontari che hanno deciso di portare avanti l’attività dell’amico, dedicandogli l’omonima organizzazione.
Quest’anno, il filo conduttore alla base degli appuntamenti è la volontà di soffermarsi sui protagonisti della lotta per la democrazia in terra iraniana: giovani e donne.
Si parte con la rassegna cinematografica, con 3 appuntamenti, alle 21, nella cineteca comunale riminese (via Gambalunga, 27) il 5, il 12 e il 19 novembre con le proiezioni di, rispettivamente, “Il sapore della ciliegia”, “Il cerchio” e “Il tempo dei cavalli ubriachi”. A cui si aggiunge il 28 novembre, sempre alle 21, il documentario “Come un uomo sulla terra” al cinema Tiberio (viale Tiberio, 59 – Rimini).
Non mancheranno poi le “Conversazioni”, alle 21, al Palazzo del Turismo di Riccione (piazzale Ceccarini, 11): 14 novembre – “Iran: le nuove generazioni”, martedì 17 novembre – “Iran: le donne” e giovedì 26 novembre – “Il Mosaico Iraniano”.
Dal 14 al 26 novembre si possono poi visitare, sempre al Palazzo del Turismo, la mostra di arte figurativa iraniana “Disegnidisogni” e l’esposizione fotografica “Donne in Iran” (inaugurazione sabato 14, alle 18,30). Mentre al teatro del Mare di Riccione (viale Don Minzoni, 1), domenica 15 novembre, alle 17, è infine di scena “Un ventre gonfio di assenza” della compagna dell’Argine.
Come sempre, poi, è ricco il programma di iniziative all’interno degli istituti scolastici superiori, realizzato in collaborazione con “Interazioni” e dedicato a studenti e insegnanti per condividere le migliori pratiche di integrazione.
La manifestazione è realizzata dall’associazione “Michele Pulici” in collaborazione con Comune di Riccione, Provincia di Rimini, Regione Emilia-Romagna, Pool di Solidarietà Petroltecnica e I Centri di iniziativa democratica insegnanti dell’Emilia-Romagna. Il programma dettagliato è consultabile nel sito www.incontridelmediterraneo.org

Per info: Volontarimini tel. 0541.709888.

volontarimini@volontarimini.it




Turismo, lo spirito riccionese nel libro di Sabbatelli

ECONOMIA

– Una favola il turismo dei pionieri. Talmente ardita che si legge nella quarta di copertina: “Episodi realmente accaduti sulla Riviera Romagnola che proietteranno il lettore in un mondo che non c’è più”. Ed è quel “realmente accaduti”. Questa favola personale, nella quale si possono specchiare in tanti, l’ha scritta Luciano Sabbatelli. L’autobiografia si intitola “Sulle onde del turismo” (Maestri Editori); un centinaio di pagine, impreziosite da molte decine di fotografie che raccontano non meno dei ricordi.
Quelli di Sabbatelli sono quadri che conducono in un mondo unico, dove la voglia di vivere e la curiosità sugli ospiti prevalevano e sono stati i cardini del boom turistico. Si legge a pagina tre: “Erano altri tempi lo riconosco. Agli agenti che oggi si affacciano sul mondo del turismo auguro che quei momenti tornino, ma non è solo una questione di numeri e incassi. Sono cresciuto in un periodo della storia unico, anni nei quali contavano soprattutto i rapporti umani e i numeri, in fondo venivano in secondo piano”.
E con qui rapporti umani e la sua curiosità partendo dal nulla, Luciano ha coronato il sogno della sua vita: diventare proprietario dell’albergo che gestisce, il “Cristina”: “Il mio sogno diventato realtà”.
Il primo incontro con i ragazzi stranieri che scendevano in riviera, Sabbatelli ha 10 anni e lo ricorda così: “…avevano un modo di fare diverso, uno sguardo sul mondo nuovo per me. Insieme ad altri compagni cercavo di arrampicarmi sulle mura dell’ostello De Amicis di via Ricasoli. Sbirciavamo e a volte eravamo premiati con la vista di un ristretto triangolo di pelle che si scopriva mentre scendeva la spallina del vestito di una bionda ragazza. Eravamo curiosi e non solo della bellezza femminile. Io ero curioso perché volevo capire da dove venivano quei giovani e conoscere quei posti lontani”.
E a 10 anni, siamo nel 51, si compra un libro di tedesco per imparare la lingua dei turisti e la pronuncia, non proprio facile nella sua semplicità per uno senza guida. E la guida arriva da un corso di tedesco organizzato dalle Acli. Il suo primo lavoro estivo è aiuto mosconaio a Rimini, altezza di piazzale Tripoli. Grazie a quel tedesco imparato a 16 anni e mezzo lavora per un’agenzia turistica tedesca, la “Nord Sued” di Monaco di Baviera. Per il riminese è lo sbarco a Riccione e “nonostante mi chiamassero ancora per parecchi anni ‘quello di Rimini’, mi sono per sempre innamorato di Riccione”.
Quell’agenzia tedesca a fine stagione gli regala un soggiorno a Monaco, per via dei monumenti la città più italiana della Germania. A 20 anni, a Sabbatelli gli offrono di lavorare in banca a Monaco. Accetta. Conosce una ragazza benestante, ma la sua vita è il turismo. Ritorna all’agenzia. Spargeva i tedeschi in una serie di pensioncine di via Tasso: “Niagara” (fratelli Duilio, Italo e Gianna Montebelli), “Franca” (Montanari), “Nettuno” (Lidia Clementoni), “Baviera’ (Casadei), “Dory” (Giuliodori), “Vittoria” (D’Orazio).
Nel ’68, c’è il grande salto. Sabbatelli si mette in proprio, grazie al babbo che gli firma cambiali per tre milioni. Ha la sua agenzia viaggi: “Sabbatelli Tours”. Nel ’74 si laurea in lingue; altro sogno realizzato.
Negli anni ’70 e ’80, si vive il boom: c’era più domanda di camere che offerta. La discesa lenta e inarrestabile negli anni ’90. Ai primi del 2000, Luciano Sabbatelli, passione per le automobili, i vestiti eleganti, il canto, che con la sua agenzia aveva riempito gli alberghi di mezza Riccione “diventa uno di loro”: acquista il suo albergo. Il libro dovrebbe essere regalato ad ogni operatore turistico. Letto. E buttarsi nel turismo dei prossimi decenni con lo spirito di Luciano Sabbatelli: la passione.




Spigolature degli Scrondi

R.C. – Leggiamo: “Trc, Riccione si mette di traverso. Sul tavolo di Agenzia Mobilità e Provincia le modifiche al tracciato chieste dall’amministrazione comunale: sono condizioni imprescindibili”. Poi lo chiameremo TRC (Trasporto Riccionese Costiero”…

Nuovi cantieri – Leggiamo: “Cinque nuovi cantieri entro il 2010. Investimenti per 30 milioni di euro”. Riccione trova nuovo slancio col Project financing. Ma alla fine siamo sicuri che i costi non cadano sul groppone della collettività…

L’attesa – Leggiamo: “Autobus in ritardo, proteste al Fellini. La denuncia: attese estenuanti nei pomeriggi di rientro, oltre 90 minuti per tornare a casa”. E poi dicono che bisogna disincentivare l’uso dei mezzi privati…

La mostra – Leggiamo: “Immondizia e acqua stagnante in mostra ai giardini dell’Alba”. Che sia una installazione concettuale di qualche artista?…

Il caso che scotta – Leggiamo: “Corruzione e abusi in hotel – Il Pd vuole l’autosospensione – Il caso Zaffagnini scotta. Pironi resta al suo posto”. Va in onda un’altra puntata della soap opera ‘Mattone bollente’…

Morbidezza – Leggiamo: “Zaffagnini? L’autosospensione non esiste – Respinta da Pironi la richiesta del Pd che dice: ‘Il contratto scade a fine anno. Se le cose resteranno così non sarà rinnovato’”. Linea morbida ‘Rotoloni Regina’…

Questione morale – Leggiamo: “Caso Zaffagnini, i partiti pongono la questione morale”. La questione morale parte da una pulizia seria dentro i partiti…

Urbanistica – Leggiamo: “Francesco Masini: urbanistica, chi la tocca muore – L’ex assessore: ‘Caso Zaffagnini, chiesi di cambiare e non venni confermato’”. Dichiarazioni molto pesanti. Ci sarà qualche magistrato pronto ad ascoltarlo?…

L’isola – Leggiamo: “Nuovo pontile, i bagnini bocciano l’isola – Il presidente Manzi: ‘Non bastano i fabbricati vicino a riva, vogliono costruire anche in mare’”. Parole sagge. Saranno ascoltate?…

Si triplica – Leggiamo: “Piscina, le case triplicano nel pioppeto – Da 2.700 i metri quadri salgono a 7.500”. A Riccione sarà rimasto qualche angolino ancora non costruito?…

Il lucchetto – Leggiamo: “Il Comune si riprende lo stadio – Impugnata la convenzione, l’amministrazione cambia i lucchetti della sede del Riccione”. Comune-Riccione 1-0 e cambio di… lucchetto…