SAPORI E COLORI DEL NOSTRO DIALETTO di A.F.

– (2) La era bèla la vita dal gradass: magna, bév e andè spass. Adèss che l’è cambiè musica, la s’è fata grisa (difficile) anche par lu
– (3) Us fèva un brèv (stimarsi). Al cridéva d’avé fatt un gran ciap. Invece conta conta l’era cume la castagna: bèla ad fora e drénta sla magagna (marcia)
– (4) O fiol d’na bona dona! Se t’mi ven a tir ad dagh ‘na ciavatèda. T’m’è fatt spudé i palmun pri ciamèt. Perché an t’arspundiv?
– (5) A péns ma la su moj. Cum l’ha fatta a to un sandron i sé, cal sarnocia (russare) anche quand l’è svégg
– (6) Ad punt in biènch (improvvisamente) l’ha lass pètne e cass, e nun s’un pèlme ad nès a sin armast tutt ad sass

– (1) Mi domando se c’è tutta. Non vedi, è grande e grossa e ancora si trastulla con la bambola. Giuclona: ragazzona un po’ immatura
– (2) Era bella la vita del gradasso: mangiare, bere e andare a spasso. Adesso che è cambiata musica, si è fatta difficile anche per lui
– (3) Si faceva una stima. Credeva di avere fatto una grande conquista. Invece conta e conta era come la castagna: bella di fuori e fradicia dentro
– (4) O figlio di una buona donna! Se mi vieni a tiro ti do una ciabattata. Mi hai fatto sputare i polmoni per chiamarti. Perché non rispondevi?
– (5) Penso a sua moglie. Come ha fatto a prendere un sandrone così, che russa anche quando è sveglio
– (6) Improvvisamente ha mollato le redini della situazione, e noi con un palmo di naso siamo rimasti tutti di sasso. Pètne e cass: parti importanti del telaio




Italiani, una storia da De Gasperi fino a Palazzo Grazioli

LA RIFLESSIONE

La coerenza e il rigore morale di De Gasperi rifulgono tanto più in questa stagione di atei devoti e di family day affollati di gente che non ha famiglia e ne ha troppe; e induce a domandarsi come e perché si sia sviluppato il degrado morale che riempie oggi le pagine dei giornali.

Chiesa in contropiede. La parte più visibile e potente di essa aveva investito sul centrodestra, ripetendo e aggravando l’antico errore che Scoppola riassumeva così: la Chiesa era tutta impegnata a combattere contro materialismo e comunismo e intanto non si accorgeva che un nemico più subdolo, il secolarismo consumista

– Alcide De Gasperi «fu autonomo e responsabile nelle sue scelte politiche, senza servirsi della Chiesa per fini politici e senza mai scendere a compromessi con la sua retta coscienza… Formato alla scuola del Vangelo, egli fu capace di tradurre in atti concreti e coerenti la fede che professava».
La sua “indiscussa fedeltà ai valori umani e cristiani” è stata ricordata da Benedetto XVI proprio nei giorni in cui emergono gravi interrogativi di carattere morale che riguardano i vertici del governo italiano.
Certo qualcuno ha ricordato che lo stesso De Gasperi seppe dire di no a Pio XII che voleva un’alleanza tra la Dc e la destra monarchica e fascista in funzione anticomunista; e da allora il Papa si rifiutò di riceverlo in udienza persino in occasione del cinquantesimo anniversario di matrimonio e della professione solenne della figlia suora.
La coerenza e il rigore morale di De Gasperi rifulgono tanto più in questa stagione di atei devoti e di family day affollati di gente che non ha famiglia e ne ha troppe; e induce a domandarsi come e perché si sia sviluppato il degrado morale che riempie oggi le pagine dei giornali.
Quel che sorprende non è soltanto che certi fatti avvengano, ma che siano circondati da un’aura di impunità, e che molti cittadini non se ne scandalizzino affatto. Forse ha ragione l’arcivescovo Carlo Ghidelli che nella sua bella intervista al Corriere della Sera del 21 giugno affermava: «Ho qualche dubbio sul fatto che la gente sia turbata. Temo che pure fra la nostra gente vacilli il sostegno di un giudizio etico forte, sicuro. Viviamo in una società nella quale è bravo chi ha fatto i soldi, ha successo, sa attrarre l’attenzione degli altri. Magari c’è chi pensa: beato lui che è diventato ricco, che ha fatto carriera, eccetera. Questi sono gli pseudovalori su cui si giudica. Ho paura che la gente non si scandalizzi. E non vorrei si pensasse a una Chiesa connivente».
Certo la Chiesa è stata presa un po’ in contropiede. La parte più visibile e potente di essa aveva investito sul centrodestra, ripetendo e aggravando l’antico errore che Scoppola riassumeva così: la Chiesa era tutta impegnata a combattere contro materialismo e comunismo e intanto non si accorgeva che un nemico più subdolo, il secolarismo consumista, ancor più materialista, arrivava alle spalle e vinceva quasi senza combattere.
E infatti, come scrive Franco Monaco su questo stesso giornale, la gerarchia, salvo eccezioni, è stata assai “diplomatica” e “prudente” sulla vicenda che coinvolge Berlusconi e il suo entourage. Qualcuno potrebbe dire connivente.
Molto meglio hanno fatto commentatori “laici” di alto livello come Gad Lerner (Repubblica 20 giugno), Edmondo Berselli (Repubblica 23 giugno), Barbara Spinellli (La Stampa 23 giugno); e, anche sollecitato dai lettori del settimanale, don Antonio Sciortino su Famiglia Cristiana.
Ma la cosa più importante non è tanto la durezza dei toni di condanna quanto la volontà di cogliere l’occasione per fare un vero esame di coscienza. Conviene domandarsi come e perché ciò sia potuto accadere; come è successo che da De Gasperi, Lazzati, Berlinguer, Moro siamo passati a palazzo Grazioli; e soprattutto perché la reazione di tante persone, anche “cattoliche”, sia stata così leggera, distratta, ai limiti della connivenza o dell’invidia.
Forse converrebbe domandarsi se negli anni recenti la chiesa italiana non abbia fatto troppa politica, troppa organizzazione esteriore, troppi interventi sulle istituzioni, le leggi, i bilanci… e poca educazione delle coscienze: educazione alla libertà, alla legalità e alla responsabilità.
Troppe parole e poca testimonianza di coerenza e di rigore. Mi sembra che dovremmo meditare sulle parole con le quali il cardinale Dionigi Tettamanzi aveva aperto il convegno ecclesiale di Verona, parole che non erano piaciute a tutti, ma che portavano il segno della sapienza dei Padri: “Meglio essere cristiani senza dirlo che proclamarlo senza esserlo”.

(ab)
Fonte Adista n.75 2009




Politica, tanti vertici: senza la base, senza proposte concrete

Il fatto importante che hanno voluto far passare è stato soltanto uno: convincere l’opinione pubblica mondiale di essersi efficacemente “dedicati”, nelle tre giornate aquilane, al fattivo miglioramento delle cose del mondo, che vanno veramente parecchio male. La crescita sociale e l’occupazione, sono ancora una volta rimasti sulla carta. 
Un’altro copione di quello, svoltosi in Italia -Genova 2001-, quando tutti insieme avevano stanziato sulla carta, miliardi di dollari per debellare l’Aids. 
Quei soldi, a tutt’oggi, nessuno li ha mai visti. L’Aids in Africa nel frattempo si è moltiplicato. L’Italia da quest’anno è all’ultimo posto per gli aiuti allo sviluppo: lo 0,12%.  Altra notizia, il costo di tre giorni all’Aquila: 400 milioni di euro. Quando capiranno, quando capiremo che quando si è mangiato a sufficienza, ogni boccone provoca malessere? 
Sobrietà e solidarietà sono state assenti, non hanno partecipato al tavolo dei ricchi. 
Ancora una volta all’Aquila si è pasteggiato come al tavolo del “ricco epulone”. Gli impoveriti dovranno continuare a dividersi le briciole che Lazzaro contendeva con i cani. Tutti sappiamo che fine ha fatto Lazzaro!  Questo è ciò che ereditiamo da questa tre giorni. 
A quando vertici che mettano al centro la vita di ogni donna e di ogni uomo?
A quando uomini retti, tanto nella politica quanto nell’economia, che siano veramente proiettati nella pratica al bene comune?
A quando affrontare con decisione il dramma della fame e della sicurezza alimentare eliminandone le cause strutturali e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri, che investe ormai un quarto dell’umanità?  
A quando una nuova progettualità economica che ridisegni lo sviluppo in maniera globale, basandosi sul fondamento etico della responsabilità?

Antonio Vermigli




Bici, memorial per ricordare Clementi

Si disputa, con inizio alle 16,30, sull’anello della zona artigianale di Gabicce, a Case Badioli, il 7° Gran Premio Città di Gabicce Mare – Memorial Elio Clementi. Gara ciclistica Tipo Pista, è riservata alle Categorie Giovanissimi G5, G6, Esordienti 1° Anno, Esordienti 2° Anno, Donne esordienti -allieve (unica), Allievi, Juniores, Elite Under 23. A volerla fu proprio Clementi insieme ad un manipolo di amici come lui appassionati di ciclismo.
Gare all’insegna della velocità, per un appuntamento che come nelle passate edizioni si preannuncia spettacolare. Da ricordare l’adesione record dell’edizione passata con oltre 380 iscritti e le doppie partenze nelle batterie riservate ai giovanissimi G6 ed agli Allievi.
Questa kermesse serale, con una ricchissima dotazione di premi extra Fci, è firmata dal Nuovo G. C. Gabicce Mare presieduto da Aroldo Tagliabracci che si avvale della prezioso apporto del suo staff, oltre alla collaborazione tecnica degli amici del Velo Club Cattolica.
Confermato il nutrito e ricco programma della serata che ogni anno attira tanti sportivi. Si partirà alle ore 16,30 con i giovanissimi della Cat. G 5 ed a seguire tutte le altre categorie con il regolamento classico di queste velocissime gare che ricalca quello delle corse a punti su pista, con sprint intermedi a punteggio. Chiuderà la serata la prova riservata agli Elite Under 23, sulla distanza complessiva di 27 giri (un giro misura un chilometro). Agonismo, spettacolo, ma anche tanta ospitalità sono gli ingredienti naturali per questa festa di vero ciclismo giovanile, che si avvale come sempre del patrocinio e pieno sostegno dell’amministrazione comunale della di Gabicce Mare.




Gabicce-Gradara, iniziative di agosto

GABICCE

– Domenica 9 ore 21: Stella show dance – Ballo e animazione (Spiaggia libera sottomonte)
– Lunedì 10 ore 21: Sommeggiando sul San Bartolo – Escursione nella notte di San Lorenzo
– Martedì 11 ore 21: Notti fra il verde e il blu – Rassegna di concerti all’aperto – Concerto Band Ottoni (Piazza Matteotti)
– Mercoledì 12 ore 17: Gara ciclistica tipo pista riservata ai corridori categorie dai Giovanissimi ai Dilettanti under 23 (Area artigianale di Case Badioli)
– Sabato 15 ore 21,30: Spettacolo pirotecnico di Ferragosto
– Domenica 16 ore 21: Stella show dance – Ballo e animazione (Spiaggia libera sottomonte)
– Martedì 18 ore 21: Notti fra il verde e il blu – Rassegna di concerti all’aperto – Concerto della Banda di Colbordolo (Centro città)
– Mercoledì 19 ore 21: Festa dell’ospitalità (Piazzale Turismo)
– Giovedì 20 ore 21: De Gustibus 2009 (Piazza Valbruna Gabicce Monte)
– Giovedì 20 ore 21: Spettacolo di ballerine brasiliane (Centro città)
– Sabato 22 ore 10: Tradizionale veleggiata estiva (Porto)
– Domenica 23 re 21: Stella show dance – Ballo e animazione (Spiaggia libera sottomonte)
– Martedì 25 ore 21: Notti fra il verde e il blu – Rassegna di concerti all’aperto – Concerto Sigelee (Piazza Matteotti)
– Mercoledì 26 ore 21,15: Concerto del tenore Antonio Perez (Piazza Municipio)
– Sabato 29 ore 10: Tradizionale veleggiata estiva (Porto)
– Sabato 29 ore 21: Grande festa del volontariato (Piazzale Turismo)
– Domenica 30 ore 21: Stella show dance – Ballo e animazione (Spiaggia libera sottomonte)

GRADARA

– Domenica 9 ore 21: Concerto Corpo Bandistico di Gradara (Piazza Rubini Vesin)
– Domenica 23 ore 21: Random Quartett in concerto (Cortile d’onore della Rocca)
– Venerdì 28 ore 21: Rock-Gradara, note sotto le mura (Piazza Paolo e Francesca)

LE MOSTRE

– Palazzo Rubini Vesin: Sulle orme del circo Léger Fellini
– Rocca di Gradara: Baci rubati, storie d’amore tra arte e letteratura
– Palazzo Zanvettori (11/8 – 23/8): Luciano Andreani (sculture in legno), Pasquina Bacchini (bambole di pezza), Barbara Zavagnini (pittura)
– Palazzo Zanvettori (25/8 – 13/9): Giancarlo Melchiorri (ceramica)




Amarcord Gabicce di Dorigo Vanzolini

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Nell’anima del Monte Catria

Senza dimenticare i luoghi della buona tavola. L’escursione era al convento di Fonte Avellana, l’anima del Monte Catria. Il programma: ore 8,15 breve colazione incontro presso il Bar”Green Caffè” a Gradara, ore 8,30 puntuali partenza alla volta di “Fonte Avellana”, breve sosta lungo il percorso per ammirare i bei panorami. Un assaggio della descrizione di Massimo: “Arrivati in quota ml. 1.700 (km.10) il panorama è da mozzafiato, spazia fino al mare Adriatico (sosta) da quì si discende nel versante opposto km.14 tra boschi e splendidi prati con bei panorami, fino al bivio di Frontone, si gira a destra per loc. Caprile/ Fonte Avellana (km.10) arrivo, pranzo completo €. 25,00 presso il Monastero a base di prodotti tipici “cucina casalinga garantita”. Nel pomeriggio visita del Monastero”. Da non perdere.




Palio de lo Daino

E’ una delle rievocazioni storiche più raffinate della provincia di Rimini. Per 4 giorni, Mondaino si tuffa nel 1400.
Ogni particolare è curato nei dettagli. Centinaia di arti e mestieri. Organizzano: Comune di Mondaino, le contrade Borgo, Castello, Contado, Montebello
associazione culturale Tredici Torrioni – Li Zenzeri, compagnia Balestrieri musici e sbandieratori San Michele con il patrocinio della Provincia di Rimini

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– E’ una rievocazione storica che prende spunto da un fatto storico veramente accaduto. L’assassinio di Muzzarelli, signore del borgo. Nei quattro giorni spettacoli, cortei e disfide. Il clou la domenica del 23 agosto con il Palio tra le quattro contrade.

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/agosto09/contrade-mondaino.jpg[/img]

L’ALBO D’ORO

Palio, all’assaltodel Castello

Sul palazzo comunale
in segno di vittoria sventola
il vessillo della contrada

1988: Montebello
1989: Borgo
1990: Castello
1991: Montebello
1992: Borgo
1993: Contado
1994: Borgo
1995: Montebello
1996: Contado
1997: Castello
1998: Castello
1999: Castello
2000: Castello
2001: Montebello
2002: Castello
2003: Castello
2004: Castello
2005: Castello
2006: Borgo
2007: Castello
2008: Montebello




“Compartone, si realizzerà in 15 anni”

L’INTERVISTA

– “I marignanesi sono preoccupati, ma il Puc (Progetto urbano di coordinamento) e i Piani di attuazione sono pubblici”. Il sindaco Domenico Bianchi sul cosiddetto “Compartone”, 18 ettari di terra dietro l’ufficio postale, sul quale sorgeranno 450 appartamenti, 6.000 metri quadrati di commerciale, in mezzo ad un parco di 7 ettari (tre volte il Gaibarella)”.
Continua il sindaco Bianchi: “Abbiamo adottato il Piano in Consiglio comunale lo scorso 7 aprile. Dato l’importanza dei numeri, la preoccupazione non può essere che grande. Proprio per questo gli accordi con la proprietà sono precisi, chiari, sicuri. Abbiamo richiesto che gli appartamenti siano non inferiori ai 65 metri quadrati di superficie utile. Abbiamo ritenuto fondamentale farli costruire attraverso tre stralci da spalmare in un arco temporale di 15 anni, affinché ci sia una crescita controllata. Diciamo che lì ci saranno 63 nuovi abitanti l’anno, pari a meno della metà dell’aumento della popolazione a San Giovanni. Dalla partita Compartone, alla comunità di San Giovanni vanno molti beni, molti servizi. Appena dopo via Spesso sarà costruita una strada che collegherà la lottizzazione alla vecchia provinciale per Tavullia, con l’antica via Spesso che sarà ciclabile e pedonabile. Poco lontano dall’Ufficio postale sarà costruito un Centro giovani con misure importanti. Ci sarà consegnato un parco di 7 ettari, tre volte Parco Gaibarella che darà qualità di vita al nuovo quartiere e a San Giovanni. All’interno del parco ci sarà una pista ciclabile senza attraversamenti di un chilometro e mezzo. Inoltre, ci sarà un’area per la realizzazione di un asilo nido interaziendale per dare risposte al nostro polo produttivo”.
“Il Comune – continua a dare dati Bianchi – riceverà 14.000 quadrati di edificabilità; 9.500 li lasceremo lì, mentre gli altri 4.500 metri quadrati li spalmeremo nelle frazioni e verranno assegnati ai bisogni delle famiglie marignanesi nel nuovo Psc (Piano strutturale comunale”.

LA SCHEDA

Su 18 ettari

– Anni ’90: idea giunta Cenci
– Ettari interessati: 18
– Appartamenti privati: 300
– Appartamenti pubblici: 140
– Commerciale: 6.000 metri/q
– Abitanti: 947
– Centro giovani
– Parco pubblico 7 ettari (con
pista ciclabile di 1,5 km)
– Area per asilo nido
– Strada parallela a via Spesso




Sotto le Stelle, grande successo. Grande Paolo Marchini

Tre i vincitori: Giulia Sciacca (come interprete di brani famosi) di Gemmano e Marco Trivilino (come cantautore), di Montescudo. Il terzo protagonista dello spettacolo è Paolo Marchini, l’organizzatore, un personaggio. E’ il titolare della Fonolux, azienda marignanese che si occupa di palchi e relativi impianti audio e luci. Da giovane Marchini, ha fatto parte di un gruppo, i “Better Sound” che si sono molto divertiti e che da una manciata d’anni, per pura passione, tengono dei concerti nelle piazze dei nostri borghi, sempre con divertimento e professionalità. Dunque Marchini, ha avuto l’idea, concretizzata grazie al sostegno della Pro Loco presieduta da Mauro (per tutti Mimmo) Landi, il Comune (attraverso l’isitituzione la Porta della Valconca).
Merito del successo anche a Vittorio Regina, noto attore di operette, affiancato dalla ex Miss Romagna, la riccionese Maddalena Vandi Mazzoli. Regina è presentatore veloce e piacevole.
P.S. Lo scorso 31 luglio, i Better Sound hanno festeggiato i 40 anni di vita con un concerto nei pressi del ristorante “l’Usignolo”. Seicento sedie, tutte occupate. Spirito marignanese.