Magi, la vita è uno stato mentale

IL LIBRO

di Enzo Cecchini

– Gianluca Magi sbarca all’estero mentre esce per Bompiani il nuovo libro, La vita è uno stato mentale. Gianluca Magi, cattolichino, è uno dei massimi orientalisti italiani. Impartisce una tecnica di meditazione che combina spunti del tantrismo, del sufismo, del taoismo e del buddhismo.
Talvolta, all’improvviso, l’immenso tesoro del pensiero tibetano schiude una perla. A questa schiusa è primavera in tutto il mondo. Un libro di regole per impedire che la vita si muti in un incubo indigesto. Ne parliamo con l’autore, uno dei massimi orientalisti italiani, fondatore (nel 1997) e direttore didattico della Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini (www.isurimini.org) e docente all’Università di Urbino.
Come è nato questo libro?
“E’ un ritrovamento incredibile. Questo libro sino alla metà del secolo scorso era popolare in Tibet come un lunario. Poi le orde dilaganti delle Guardie Rosse lo piombarono fanaticamente nell’oblio. Cercai l’antico testo tibetano xilografato anche nelle biblioteche buddhistiche di Dharamsala (India del Nord). Ma per una quindicina d’anni non ne trovai ombra. Poi, per caso – miracoli della tecnologia! – un giorno m’imbattei nelle xilografie acquistate da un venditore ambulante a Shigatse (Tibet) da un ragazzo ungherese che le scansionò e inserì nel suo blog. Che meraviglia! Non credevo ai miei occhi! Mi misi immediatamente a tradurre questo meraviglioso florilegio di sentenze di Phalu il kashmiro per parare i colpi del mondo e addomesticare la vita”.
Riflessioni per parare i colpi del mondo?
“Sì. Le parole che si ascoltano nascono da un abbraccio insolito e fruttuoso tra il pensiero dell’Islam sufi e quello del Buddhismo tibetano, aspetto praticamente ignoto allo stato attuale della storiografia. Le parole di Phalu il kashmiro sono di chi ha certo vissuto più intensamente di chi oggi lo leggerà, provengono da un’epoca in cui si viveva più adagio e proprio per questo si faceva provvista d’esperienze più energiche di quelle che oggi si dissipano nel guazzabuglio dell’esistenza. Noi certo viviamo più a lungo, ma troppo in fretta; e non facciamo in tempo a metabolizzare la vita”.
Di che cosa parla Phalu il kashmiro?
“C’invita a perseguire un ideale che, alla sensibilità dei nostri giorni al galoppo, potrebbe suonare ai più risibile: il perfezionamento di sé. Il suo è un catalogo di consigli per mettere in guardia l’essere umano dalle sfibranti contese, dalle fatali insidie, dagli azzardi e dagli inciampi, dalle illusioni e delusioni che l’esistenza inevitabilmente apparecchia. Il tutto suddiviso in capitoletti tematici: dalle relazioni sociali alla riservatezza nel parlare, dalla moderazione all’educazione dei figli, etc. Insomma un ‘prontuario’ di saggezza mondana condensato in un guscio di noce per consentire all’uomo di attraversare le interrogazioni fondamentali, quelle della vita”.
Qual è la saggezza di vita proposta?
“Per esempio, nei capitoletti finali del libro, la necessità della cultura. L’idea è: più una persona è colta e meno denaro le serve per vivere una giornata felice. E meno è colta, più ha bisogno di scialacquare, di artifici, perché il tentativo di arredare un vuoto non è semplice. Se una persona arreda il proprio «interno» con 300 parole credendo che le bastino per esprimere tutte le sfumature della sensibilità sta proprio inguaiata! L’ignoranza rende alla stregua di quadrupedi inselvatichiti o di buoi dagli occhi bendati che girano in tondo tutto il dì per azionare un argano che cava acqua da un pozzo ritrovandosi al crepuscolo a punto daccapo. Questo è davvero un pessimo affare per la propria vita! Che ha varie conseguenze. Chi non prova il piacere erotico di far muovere il cervello può per esempio sostituire il pensiero con l’uso di droga. Voglio dire che alcune persone per sopportare la contiguità con il prossimo devono avere una zona interiore dove rifugiarsi. E se non è la cultura a offrirgliela, dovrà essere la chimica o qualcos’altro, perché ne hanno bisogno. Insomma, una saggezza quella proposta da Phalu il kashmiro in netta controtendenza rispetto ai modelli imbecilli, risultato di operazioni di mercato, offerti oggi dai vari mass-media. La voce di Phalu è serena come le montagne ma anche autorevole. La parola ‘autorità’ proviene da ‘augeo’, ossia ciò che fa crescere, che apporta benessere, ciò che ci aiuta a superarci. Ed è evidentemente necessario crescere sin dall’inizio. Ecco perché se lasci che tuo figlio faccia sempre di testa sua, te lo ritrovi a 15 anni munito di coltello e svastiche sul giubbotto. La paternità è un compito di lungo respiro e prima di esercitare una certa autorità sui propri figli è necessario esercitare l’autorità su noi stessi. Se passo la giornata stravaccato davanti alla TV e nel frattempo rimprovero mio figlio perché non legge, sarei davvero patetico! Si dice che i giovani sono rozzamente materialisti. Ma che altro ci si può aspettare se vedono i genitori pieni di risentimento per il mondo? Il padre che si presenta come l’immagine del disagio, dell’irritazione e della frustrazione, senza mai infondere sensazioni di gioia, di sentirsi bene con se stesso, d’amore ed entusiasmo per la vita e per le cose, ossia tutto ciò che genera anche stima e amore per gli altri, non sarà mai un buon padre. In quel modo si creano esseri frustrati che, d’altronde, troveranno pochissimi appoggi in una società come la nostra. Dà più forza sapersi amato che sapersi forte: ed è questo che deve dare la famiglia. E questa esigenza psico-pedagogica – ciò che realmente mi preme – attraversa e trama tutti i miei libri”.
A proposito di altri libri, I 36 stratagemmi (Edizioni Il Punto d’Incontro) presentato da Franco Battiato, è arrivato alla ventunesima edizione.
“Questo libro, un longseller sulla cresta dell’onda, è baciato da una fortuna sfacciata. Anche La Via dell’Umorismo. 101 burle spirituali (Edizioni Il Punto d’Incontro), presentato dal mitico Alejandro Jodorowsky, sta riscontrando un notevole apprezzamento di pubblico. E se ne sono accorti anche gli editori stranieri. La Random House (il colosso editoriale più grande al mondo, N.d.R.) ha acquistato i diritti di tre miei libri e, tra agosto e settembre, sbarcherò nei paesi di lingua tedesca, in Spagna e in tutto il mercato dell’America Latina. Già da alcuni mesi è cominciato il battage pubblicitario per l’uscita in bella edizione cartonata. Gli autori italiani che vengono tradotti in lingue straniere si contano sulla punta delle dita. Che abbiano scelto me, oltre che lusinghiero è miracoloso. Anche se me ne sfugge la ragione”.




A sirene spiegate

Teatro della manifestazione la Galleria Comunale S.Croce e il giardino del Museo della Regina sede della consueta stagione di concerti all’aperto all’insegna del “canto delle sirene”, voci soliste tutte suadentemente femminili (il 16, 23, 30 luglio e 6 agosto).
La mostra propone uno straordinario racconto visivo pieno di suggestione dedicato al monumento simbolo della Cattolica balneare.
Sono le fantasiose opere ricamate di Giuliana Tomassoli il perno dell’esposizione sul tema della fontana creata dallo scultore Giuseppe Casalini nel 1928. Sono su supporto tessile, decorate con materiali di diversa estrazione e caratteristiche, combinazioni estrose e colorate, variazioni originali con lo sfondo della fontana di Cattolica. La fontana è interpretata come un palcoscenico per le storie collettive e private della città dagli anni ’30 ad oggi.
Verrà inoltre esposta una selezione di immagini storiche, tra le tante fotoricordo di cittadini e turisti che nel corso degli anni sino ai nostri giorni si sono fatti ritrarre accanto al monumento.
Sirene! La fontana delle Sirene di Cattolica nella memoria e nelle immagini fotografiche in oltre mezzo secolo di ricordi è infatti una sezione della mostra che evidenzia gli aspetti storici-documentali del monumento e del turismo a Cattolica.




Bcc, buon primo semestre. Sempre più sociale

BCC GRADARA – BILANCIO 2009

– Un buon semestre economico quello della Banca di Credito Cooperativo di Gradara nel 2009, nonostante il difficile momento mondiale del sistema produttivo, da una parte. Dall’altra, sempre più impegno nella comunità in cui opera attraverso il sociale, la beneficenza, la cultura. Nello stesso solco con cui venne fondata agli albori del 20° secolo: la mutualità e il sostegno alle famiglie e alla piccola impresa.
Soddisfatto il consiglio di amministrazione dell’istituto di credito. Afferma il presidente Fausto Caldari: “La Bcc di Gradara, nel rispetto delle norme bancarie di prudente e corretta gestione, anche in questa situazione particolare, resta vicino all’impresa, alle famiglie a chiunque intenda intraprendere sul territorio.
Continua a concedere credito e fiducia; chiede impegno, capacità d’impresa, rispetto delle regole”.
“Siamo – continua il presidente – una banca mutualistica, la sua azione consiste nell’offrire i propri servizi di credito prevalentemente a favore dei soci (più del 50% degli impieghi, è destinato ai soci e/o ad attività prive di rischio). I soci a loro volta sono impegnati moralmente a servirsi della propria cooperativa ogni qualvolta necessitino dei prodotti e servizi da essa forniti.
La mutualità indica l’assenza di scopo di lucro e vincoli sulla destinazione delle riserve patrimoniali della società, sulla loro disponibilità e sulla distribuzione degli utili.
Infatti, le BCC devono destinare il 70% degli utili netti annuali a riserva legale; il 3% ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione; la quota rimanente deve essere destinata a fini di beneficenza e mutualità.
Le Bcc si impegnano a impiegare le risorse raccolte dal territorio a favore dello sviluppo sociale economico e morale della comunità che vi risiede. E’ una banca locale, la cui missione è il sostegno e lo sviluppo del territorio, in termini non soltanto economici ma anche sociali, culturali e morali”.
Nel primo semestre, sono stati concessi 102 mutui prima casa per un importo di 9 milioni di euro. In generale il dato riguardante il totale degli affidamenti deliberati e rinnovati è pari 165 milioni.
Si aggiungono i dati relativi alle surroghe (mutui accesi presso altre banche), 23 mutui per 1,8 milioni di euro, la rinegoziazione dei mutui per andare incontro alle esigenze del cliente: 15 situazioni per 2.32 milioni di euro.
Nel primo semestre la Bcc di Gradara ha erogato 260.000 euro in beneficenza, rappresentanza e pubblicità, una cifra importante in un momento economico difficile.

I NUMERI

Primo semestre

Raccolta: 528 milioni (più 14 milioni rispetto al 30.12.2008)
Impieghi: 443 milioni (più 3 milioni rispetto30.12.2008).
Mutui prima casa: N.° 102 Contributi sociali: 260.000 euro

BCC GRADARA – AZIENDA

Morciola, oltre 1.000 persone per la nuova filiale

– La Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha inaugurato la 17^ filiale a Morciola (dinamica frazione di Colbordolo) lo scorso 28 giugno alle 18. Il nastro è stato tagliato dal sindaco Massimo Pensalfini. Intervenuto anche Palmiro Ucchielli, già sentaore, già presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Daniela Ciaroni, assessore provinciale e Almerino Mezzolani, assessore regionale. Un pomeriggio di grande gratificazione per la direzione dell’istituto di credito, per la cerimonia sono accorse oltre mille persone, allietate dalle note delle bande cittadine di Gradara e Colbordolo, tra le due realtà musicali ci sono legami storici che vengono da molto lontano; sembra che il fondatore della banda di Gradara fosse di Colbordolo. Per tutti, offerto una serata di pesce cucinato dai marinai di Cattolica, roba da leccarsi i baffi.
Nell’intervento di Fausto Caldari, presidente della Bcc di Gradara, i legami tra i due territori: “Riteniamo che l’inaugurazione di questa filiale, debba rappresentare un’occasione di festa, e di incontro con tutti i cittadini di Colbordolo, un’emozione particolare da conservare nella nostra memoria.
Questo territorio ha già avuto in passato una Cassa Rurale, e l’apertura dello sportello alla Morciola potrebbe costituire, in un certo senso, un nostalgico ritorno.
Sto parlando della Cassa Rurale dei Prestiti e dei Risparmi di San Gaudenzio di Montefabbri di Colbordolo, costituita il 14 ottobre 1906 e posta in liquidazione nel 1936”.
“Siamo venuti qui – ha continuato il presidente – perché sollecitati da diversi cittadini ed imprenditori, che desideravano una banca locale da radicare su questo territorio; in grado di comprenderne i problemi, di soddisfarne le esigenze, di accompagnarne lo sviluppo. Siamo orgogliosi di questa scelta, perché Colbordolo negli ultimi anni, ha dimostrato un grande dinamismo, una grande voglia di crescere”.

BCC GRADARA CULTURA

Scuola, la cooperazione come lavoro e affidabilità

– Si chiama Acs (Associazione cooperativa scolastica) “Il nostro angelo”, in memoria della loro compagna di classe Jasmine Vannucci, scomparsa prematuramente lo scorso inverno. E’ nata da un progetto socio-educativo della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. A Cattolica ha coinvolto la IIE ed è stato coordinato da Giancarlo Messina. Dice: “Grazie alla Bcc di Gradara, l’iniziativa è delle Bcc marchigiane, siamo l’unica scuola a concretizzare ‘crescere nella cooperazione’. I ragazzi hanno trovato il percorso molto interessante e ne sono stati molto coinvolti. Fino al divertimento”.
“Ricordo – prosegue il professor Messina – la gioia il giorno dopo la loro prima uscita di lavoro: acquisire la pubblicità per il giornalino interno, la cui realizzazione è stata un bel momento formativo. Avevano raccolto 7-800 euro ed erano alle stelle. Hanno capito che col lavoro si possono guadagnare dei soldini. La cosa che ci ha differenziato è che ogni ragazzo percepiva uno stipendio simbolico: 50 centesimi al giorno”.
“Ma uno tra i fatti più importante – chiude la sua riflessione Messina – è capire che cos’è il lavoro e come si costruisce qualcosa partendo dal nulla. Non meno importante, l’aver imparato l’essere affidabili e il suo contrario, l’essere produttivi, oppure no. Noi prima di iniziare nella pratica, abbiamo realizzato la struttura: lo statuto, i soci, l’elezione del consiglio di amministrazione, dei sindaci revisori. Anche questo una lezione”. Con la vendita dei biglietti (cineforum) e della pubblicità sul giornalino hanno incamerato 1.500 euro. Con la cifra compereranno una lavagna interattiva multimediale. Il progetto si ripeterà anche nel 2009-2010.

Marineria, quaderno nel segno della Bcc di Gradara

– La Bcc di Gradara ha sponsorizzato al pubblicazione di “Rerum Maritimarum”, un quaderno (nuemro 4) che racconta la marineria di Pesaro e dell’Adriatico. Viene presentato al Musero della Marineria Washington Patrignani di Pesaro (via Pola 9) l’11 luglio alle 18. Intervengono la cattolichina Maria Lucia De Nicolò (direttore del museo, nonché professoressa di Storia contemporanea a Bologna) e Cristina Ravara Montebelli




SAPORI E COLORI DEL NOSTRO DIALETTO di A.F.

– (2) Bigion quand l’è vnu su da l’America, l’era sempre in giuvaca (gozzovigliare) pront a paghè ma tutt. L’aveva sempre la borsa vérta come Ciass. Adess se tal ved, se an va a la carità poch u j’amènca
– (3) U j’è ‘na bèla micragna (crisi) in gir, anche ogg i client j’è stè fétt cume i lévre (lepri) cima i tétt
– (4) L’era comde a vnì a magnè a tèvla parcèda. Adess al tira un’ent’eria. U j’è poch da storc la boca, l’è ‘na pélula (pillola) che ingiotla us toca
– (5) “Mé a facc cume quej dla vall, tutt i pensier ai butt dré li spall” – “Adess a capéss perché la tu goba la s fa sempre più grossa”
– (6) L’è bast un’ucèda pri capì ch’a s’era d’impécc (d’intralcio). A so vnù via a spron batud senza gnènca di bao (in silenzio)

– (1) “Allacciati quelle scarpe, mi sembri Tommaso” – “Lo so, ma ho le mani intirizzite e non ce la faccio a raccogliere i lacci per allacciarle”. Tommaso era un personaggio caratteristico che si vestiva in maniera strana e trasandata
– (2) Bigion quando è arrivato dall’America, era sempre a gozzovigliare pronto a pagare per tutti. Aveva sempre la borsa aperta come Ciass. Adesso se lo vedi, se non si è ridotto a chiedere l’elemosina poco ci manca. Ciass era una persona tornata dall’America che in poco tempo aveva sperperato tutti i suoi risparmi
– (3) C’è una bella crisi in giro, anche oggi i clienti erano tanti come le lepri sui tetti
– (4) Era comodo arrivare a tavola apparecchiata, adesso tira un’altra aria. C’è poco da storcere la bocca, è una pillola che ci tocca inghiottire
– (5) “Io faccio come quelli della valle, tutti i pensieri li butto dietro le spalle” – “Adesso capisco perché la tua gobba si fa sempre più grossa”
– (6) E’ sata sufficiente un’occhiata per capire che ero d’intralcio. Sono venuto via a spron battuto senza dire niente




Velo Club, in un libro 60 anni

– Velo Club Cattolica, storie di ieri e di oggi, pedalando verso il sessantesimo.
Il presidente Giorgio Gobbi parla del progetto di ricerca sul mondo del ciclismo della nostra città.
“Vogliamo raccogliere parole, ricordi, emozioni di una spedizione che dal 1952 porta il nome Velo Club Cattolica. Oltre cinquant’anni d’amicizia, di voglia di fare sport insieme? di riconoscersi in valori condivisi, partecipati? di trasmettere passione e divertimento insegnando le regole della vita prima ancora dei fondamenti della tecnica ciclistica”.
Cosa volete fare?
“Un libro che contenga la memoria storica di quasi un sessantennio del nostro ciclismo locale, per riuscire a tramandare quello che la passione e l’amore di tanti ‘volontari per la bicicletta’ hanno trasmesso a molti ragazzini, quello di vivere il ciclismo come una tappa importante, ma non decisiva, della gara che è la vita. Nella ricerca saranno coinvolti i nostri giovani atleti e le loro famiglie con un progetto partecipato sul territorio, per ricostruire, attraverso le narrazioni, i fatti e gli avvenimenti, la storia della nostra associazione fin dal suo nascere, nella consapevolezza che la memoria collettiva è un ‘bene pubblico’, di appartenenza al territorio”.
“Quindi, racconti lontani legati alle prime esperienze con la bicicletta da corsa, ai valori, ai miti, agli allenamenti. Storie di traguardi volanti, di sfide, di vittorie, di rabbia, di sconfitte, di polvere e sudore, di avventura e sacrifici, di amicizie, di gite in compagnia, di festeggiamenti? per tornare a rivivere quel che sembrava dimenticato. Non solo: questi ricordi saranno integrati con le storie dei piccoli atleti d’oggi, arricchite dai loro disegni e dalle loro emozioni sulla bicicletta, perché anche sui pedali si ritrovino le tracce di una identità comune, condivisa nel colore di una maglia che a reso simili tutti quelli che l’anno indossata”.
Cosa bisogna fare?
“Invitiamo la cittadinanza a partecipare a questa iniziativa. Se avete vissuto in prima persona, fatti, situazioni, avvenimenti riferiti al Velo Club Cattolica fin dai primi anni ’50 o possedete ricordi di ciclismo locale e avete ‘voglia di raccontare’, potete telefonare al 3495423538 o mandare un email a veloclub.cattolica@email.it scrivendo la vostra narrazione, completa di dati anagrafici: sarete poi contattati. Inoltre, siamo alla ricerca di documenti storici sulle due ruote locali: titoli introduttivi su articoli di giornali, ordini d’arrivo importanti, foto di ciclisti locali di ieri e di oggi. Insomma, un bel collage d’immagini, ma soprattutto di parole, realizzato da tutti noi, insieme”.
Il progetto è curato da Anna Cecchini, diplomata esperta in pratiche biografiche territoriali dalla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.




Italia, quarto posto mondiale nella spesa per gli armamenti

LA RIFLESSIONE

di Iglis Selvagno

– L’8 aprile, due giorni dopo il terremoto dell’Abruzzo, le Commissioni Difesa della camera e senato, hanno approvato (“in gran silenzio” come denuncia “Famiglia Cristiana”) in via definitiva l’acquisto di 131 cacciabombardieri da combattimento, denominati F35, aerei progettati al trasporto di armi nucleari. Quasi che la guerra fredda non fosse finita o che ci apprestassimo ad invadere la Cina, come ironicamente ricorda “Famiglia Cristiana”.
La spesa si aggira intorno ai 15 miliardi di euro. Più o meno la cifra che secondo il ministro Maroni servirà per la ricostruzione delle aree terremotate.

Con una delle sue uscite infelici, il ministro Tremonti aveva proposto di destinare all’Abruzzo il 5 per mille, che ogni anno gli italiani in sede di dichiarazione dei redditi destinano ad associazioni di volontariato, istituti di ricerca ecc… Perché no? Si saranno chiesti un po’ tutti. La trovata, estemporanea come tante altre (vedi Robin Tax, detassazione straordinari, ecc…), poteva suscitare il plauso degli italiani e ovviamente altri consensi al suo governo.

Probabilmente il ministro contava sul fatto che pochi sanno che le risorse provenienti dal 5 per mille sono piuttosto modeste, o comunque inadeguate a far fronte alla catastrofe Aquilana. Per uno strano caso, la cifra si aggira sui 400 milioni di euro; guarda caso la stessa che più o meno si poteva risparmiare accorpando il referendum alle elezioni europee. Ma poteva il ministro, ammesso che lo avesse voluto, scontentare il suo collega leghista Maroni, fieramente avverso all’accorpamento?

Dunque meglio sottrarre fondi destinati ad attività sociali ed umanitarie. Del resto il terremoto non è un’emergenza umanitaria? Qualcuno, particolarmente sagace, potrebbe anche pensare di ricavare la stessa cifra comprando 4 cacciabombardieri in meno; ognuno costa più o meno 100 milioni di Euro, salvo lievitazioni. Qualcun altro potrebbe sbilanciarsi un po’ più e chiedere al governo di non procedere alla firma del contratto che va siglato entro il 31 dicembre di quest’anno.
La Norvegia ci ha già ripensato, congelando la sua partecipazione fino al 2012. Ma poteva Tremonti, ammesso che lo volesse, opporsi alle richieste militari o creare un contenzioso col suo collega La Russa, ministro della Difesa?

E’ opportuno dare alcune cifre. Secondo il Sipri Yearbook 2009, un autorevole Istituto internazionale di Stoccolma di ricerca sulla pace, l’Italia è all’ottavo posto nel mondo per spese militari, ma sale al quarto posto se si divide la cifra per il numero degli abitanti. Un cittadino italiano spende 689 dollari, mentre un tedesco ne spende 568, uno russo 413 e un cinese solo 65. Sopra di noi ci sono invece americani (1967 dollari pro capite), inglesi (1070) e francesi (1061).

“In un momento di grave crisi economica in cui non si riescono a trovare risorse per gli ammortizzatori sociali per i disoccupati e vengono tagliati i finanziamenti pubblici alla scuola, all’università e alle politiche sociali, destinare 14 miliardi di euro alla costruzione di 131 cacciabombardieri è una scelta sbagliata e incompatibile con la situazione sociale del Paese”: questo l’appello di Sbilanciamoci che raggruppa molte organizzazioni della società civile e cristiana (Mani Tese, Pax Christi, Beati i costruttori di pace…).
Sull’argomento è intervenuta anche la Commissione Justitia et Pax di Novara, provincia destinata ad ospitare una linea di assemblaggio e verifica dei cacciabombardieri. Nel suo documento la Commissione ricorda l’insegnamento di Giovanni Paolo II che definiva la corsa agli armamenti “immorale, non solo perché tesa a costruire strumenti di morte, ma anche e soprattutto perché essa sottrae risorse preziose che potrebbero essere utilizzate in maniera più proficua per lo sviluppo dei popoli”.
E Dio sa quanto bisogno ci sarebbe oggi, in un momento di crisi economica mondiale, di una politica che facesse propri questi consigli, che sono di una ovvietà che rasenta la banalità. Ma la politica risponde realmente agli interessi del cittadino? E i cittadini da parte loro si interessano di come vengano spesi o sperperati i loro soldi?




Salvadori, dalle suore di madre Teresa in Armenia

Questa volta ha fatto tappa in Armenia, una delle nazioni più povere d’Europa, ma una delle più affascinanti: per il suo paesaggio e per la sua storia. Ha portato con sé 6.000 euro, in assoluto una piccola cifra ma là importante. Li ha distribuiti in due case che ospitano gli ultimi della terra: ammalati, poveri, disederedati. Lo hanno ringraziato con questa lettera, semplice, bella, commovente: “Grazie quando mi hai visitato… quando mi hai sorriso… quando mi hai parlato, quando mi hai amato così come sono… quando mi hai dato da mangiare… quando hai pregato per me… quando hai lavorato nel mio giardino… quando hai cantato e suonato per me…” (c’era un pianoforte che Giovanni ha imparato a suonare da bambino su insistenza della madre, ndr).
Colonnello dell’aeronautica in pensione, Giovanni Salvadori abita da sempre a Misano Monte. In un decennio ha compiuto decine di viaggi umanitari; nel primo, in India, poco prima della sua morte, conobbe anche madre Teresa di Calcutta. Raccoglie danaro e beni fondamentali, come cancelleria, vestiti, libri, giocattoli e danaro. Lo fa nel giro degli amici ed è oramai diventato un personaggio davanti alle Conad di Gabicce Mare, Misano Adriatico e Riccione. Gli danno un sostegno anche le scolaresche e le parrocchie.
Col suo piccolo grande carico di speranza è stato in una marea di nazioni, dall’Africa, all’Asia, al Sud America, senza dimenticare l’Europa. Tutte le volte che torna afferma che è il suo ultimo viaggio; poi lo deve assalire qualcosa di inspiegabile, quanto in grado di dargli forza e energia, perché riprende a tessere la propria tela per un altro carico di sorrisi. Così è stato anche dopo l’Armenia. “Basta è troppo faticoso!”, il suo commento. Appartiene a quella categoria di uomini che rientrano in quel saggio pensiero di Leonardo da Vinci: “E’ importante inziare a fare, ma lo è molto di più perseverare”. Giovanni ha una tenacia che coinvolge; i suoi amici sono come lui un po’ “stufi”, ma poi ripartono insieme per un altro pezzo di strada.




Curti raddoppia, anche le deleghe

– La nuova giunta cresce di numero, da 5 a 6 assessori. Infatti la famiglia della maggioranza è cresciuta con l’Idv che rivendica un posto “esterno”. Alla faccia della critica sui costi della politica…
Corrado Curti (Pd), sindaco (si tiene le deleghe più pesanti: Urbanistica e Turismo); Adriano Arduini (Pd), vicesindaco, Bilancio, Rapporti intercomunali per la gestione dei servizi; Rosina Alessandri (Pd), Servizi sociali, Pari opportunità, Politiche per l’immigrazione, per la persona e la famiglia, Lavori pubblici; Aroldo Tagliabracci (Pd), Polizia municipale, Personale; Vittorio Annibalini (Pdci), Sport, Tempo libero, Manifestazioni sportive promozionali, Associazionismo; Giuseppe Cucchiarini (Rifondazione comunista), Pubblica istruzione, Cultura, Politiche giovanili, Sistemi e reti informatiche; Daniele Pierleoni (Idv), Attività economiche, Relazioni con le Consulte di quartiere, Politiche per la sicurezza.
A ben guardare si nota che dei sette membri di giunta, quattro, compreso il sindaco, sono del Pd. Dunque, maggioranza in giunta sempre garantita su ogni argomento. Il Pd fa la parte del leone anche nelle deleghe: sostanzialmente si “pappa” tutte quelle più importanti.
Ovviamente la soddisfazione di Corrado Curti è grande: per avere vinto le elezioni con un tondo 54,38%, per avere costruito una squadra senza sbavature. Insomma, tutto sotto controllo. O no?!?
Gli altri componenti del Consiglio comunale: per la maggioranza, oltre agli assessori, Cristian Lisotti, Carmelo Caico, Agnese Druda, Mara Gaudenzi, Domenico Pascuzzi, Roberto Paolini (quasi tutti del Pd). Per l’opposizione: Milena Scola, Massimo Muccini, Roberto Reggiani, Maura Pratelli (tutti di Rinnova Gabicce), Bruna Tacchi.




Estate gabiccese con i classici della musica

Inizio alle 21.15, piazzale del palazzo comunale, appassionati e turisti si possono deliziare col tenore Antonio Perez, il soprano danese Lykki Anholm, il mezzosoprano Lia Salemme. Completano lo staff, il pianista Andrea Ruscelli e la presentatrice Renata Pratelli. Piacevole, pieno di ritmo, il concerto, come da consuetudine, viene aperto da una canzone composta per la città, “Gabicce Gabicce Gabicce”: un brano semplice e ben armonizzato.
Le quattro date di quest’anno: 1° luglio, 22 luglio, 26 agosto e 8 settembre. Quest’ultima serata si tiene nella chiesa dell’Immacolata di Gabicce Mare e saluta la stagione estiva.




Angelo Cucchiarini, un “contadino” al Quirinale

L’onorificenza gli è stata consegnata lo scorso 2 giugno, festa della Repubblica, a Pesaro, nel nobiliare palazzo della prefettura. Da anni Cucchiarini si occupa dell’eredità culturale della civiltà contadina. Con appassionata diligenza, ha raccolto tutti gli oggetti della casa colonica. Un autentico museo-testimonianza.