Valmarecchia, il Pd fa filotto

RISULTATI

Santarcangelo

Mauro Morri (centrosinistra): 7.333 (57,23%)

Daniele Macrelli (Pdl – Lega): 4.101 (32%)

Andrea Novelli (Una mano per santarcangelo): 1.042 (8,13%)

Pier Paolo Poggi (Udc): 336 (2,62%)

Torriana

Franco Antonini (Uniti per Torriana): 712 (81,65%)

Loretta Contucci (Pdl – Lega-Udc): 160 (18,34%)

Poggio Berni

Daniele Amati (Democratici per Poggio Berni): 1.279 (66,30%)

Pier Paolo Fornari (Insieme per Poggio Berni): 650 (33,69%)

Verucchio

Giorgio Pruccoli (Verucchio domani): 3.339 (55,9%)

Samantha Coelati Rama (Pdl): 2.393 (40,06%)

Ferdinando Canestri (Sinistra critica): 241 (4,03%)

POGGIO BERNI

Sindaci, 1946-2009

1946-1951
Ivo Zanni (Pci)
1951-1956
Ivo Zanni (Pci)
1956-1960
Giulio Torroni (ind.)
1960-1964
Giulio Torroni (ind.)
1964-1970
Idalgo Savini (Pci), Dante Drudi (Pci)
1970-1975
Dante Drudi (Pci), Giulio Torroni (Pci)
1975-1980
Giulio Torroni (Pci)
1980-1985
Giulio Torroni (Pci),
1985-1990
Renzo Valloni (Pci)
1990 – 1995
Renzo Valloni (Pci), Massimo Raggini (Pci-Pds)
1995-1999
Massimo Raggini (Pds)
1999-2004
Antonio Valli (Ds)
2004-2009 (Ds-Pd)
Antonio Valli

TORRIANA

Sindaci, 1946-2009

1946-1951
Guerrino Montali (Pci),
Giuseppe Della Motta (Pci), Angelo Giacomini (Pci)
1951-1956
Davide Celli (Pci), Ivo Gasperoni (Pci)
1956-1960
Davide Celli (Pci)
1960-1964
Davide Celli (Pci)
1964-1970
Davide Celli (Pci)
1970-1975
Davide Celli (Pci)
1975-1980
Davide Celli (Pci)
1980-1985
Davide Celli (Pci),
Roberto Ballarini (Pci)
1985-1990
Roberto Ballarini (Pci)
1990 – 1995
Roberto Ballarini (Pci),
Alfredo Arcangeli (Pci-Pds)
1995-1999
Alfredo Arcangeli (Pds)
1999-2004
Renato Emanuelli (Ds)
2004-2009
Franco Antonini (Ds-Pd)

VERUCCHIO

Sindaci, 1946-2009

1946-1951
Priamo Rodriguez (Psi)
1951-1956
Benedetto Toni (Dc)
1956-1960
Mario Cenni (Indipendente)
1960-1964
Giovanni Sarti (Dc)
1964-1970
Giovanni Sarti (Dc)
1970-1975
Dario Para (Psu)
1975-1980
Vinicio Fantini (Pci)
1980-1985
Vinicio Fantini (Pci)
1985-1990
Vinicio Fantini (Pci)
1990 – 1995
Vinicio Fantini (Pci),
Sergio Giovagnoli (Pci)
1995-1999
Sergio Giovagnoli (Pds)
1999-2004
Sergio Giovagnoli (Ds)
2004-2009
Giorgio Pruccoli (Ds-Pd)

BELLARIA*

Sindaci, 1956-2009

1956-1960
Nino Vasini (Pci), Giulio Girgetti (Pci), Odo Fantini (Pci), Nino Vasini.
1960-1964
Nino Vasini (Pci)
1964-1970
Odo Fantini (Pci)
1970-1975
Odo Fantini (Pci)
1975-1980
Aldo Vasini (Psi)
1980-1985
Piero Baldassarri (Psi)
1985-1990
Ferdinando Fabbri (Pci)
1990 – 1995
Ferdinando Fabbri (Pci)
1995-1999
Italo Lazzarini (Ppi)
1999-2004
Gianni Scenna (Ds)
2004-2009
Gianni Scenna /Ds-Pd)

*Il Comune di Bellaria è stato istituito il 17 febbraio del 1956. Prima era una frazione di Rimini.

SANTARCANGELO

Sindaci, 1946-2009

1946-1951
Aldo Bagnoli* (Pci), Oreste Macrelli (Psi)
1951-1956
Giulio Belli (Pci)
1956-1960
Augusto De Girolomi (Psi), Filippo Tassinari (Psi)
1960-1964
Filippo Tassinari (Psi)
1964-1970
Giordana Ricci (Psiup),
Filippo Tassinari (Psiup)
1970-1975
Romeo Donati (Pci)
1975-1980
Romeo Donati (Pci)
1980-1985
Giancarlo Zoffoli (Pci)
1985-1990
Giancarlo Zoffoli (Pci), Maria Cristina Garattoni (Pci)
1990 – 1995
Maria Cristina Garattoni (Pci)
1995-1999
Fabio Maioli (Ppi)
1999-2004
Mauro Vannoni (Ds)
2004-2009
Mauro Vannoni 8Ds-Pd)




Addio a Cardinali, un modello imprenditore

AMARCORD

– Umberto Cardinali è morto lo scorso 3 giugno. Aveva 100 anni (era nato il 4 dicembre del 1908). La sua è stata una vita straordinaria: un’avventura degna della sceneggiatura di un film americano. Dal nulla ha costruito il Gruppo Ifi (leader europeo nella produzione di banchi-bar e gelateria). Prima ancora che grande imprenditore è stato una bella persona: aveva fatto della correttezza, la passione per il lavoro, la sobrietà, e una goliardia di intelligenza pura, i fondamenti. Una straordinaria vita operosa, modello per le giovani generazioni. Sempre. Ecco come Gianfranco Tonti, cattolichino, il suo direttore generale, lo vede in uno speciale decalogo. L’occasione furono i festaggiamenti per i 100 anni di Cardinali lo scorso dicembre.

Cardinali: l’unità di misura che usa di più è il buon senso.

1. Quello che sostiene che euforia e scoramento non fanno bene né alla persona né all’impresa;
2. quello che mi ha detto che tutte le salite si possono fare in bici purché si tenga un ritmo adeguato;
3. quello che al mattino arrivava in fabbrica alle 6 a leggersi i giornali, a studiare i problemi del momento e al telefono rispondeva “per favore richiami dopo le 8.30 che 10 sono il custode”;
4. quello che se gli dicono che è un longevo risponde che il padre eterno da lassù non lo trova tanto e’ piccolino;
5. quello che se un dipendente decideva di mettersi in proprio (anche nello stesso nostro settore) lo aiutava finanziariamente e con tanti buoni consigli. Oggi nella provincia di Pesaro-Urbino: oltre 15 imprese, 1000 occupati, 300 milioni di ricavi;
6. quello che quando era consigliere della Bpp (Banca popolare pesarese) non voleva il gettone di presenza! E non voleva si lavorasse con la Pesarese per non rischiare privilegi;
7. quello che paragona l’impresa ad un mosaico dove ogni componente assume valore d’insieme;
8. quello che in fabbrica si è sempre abbassato per raccogliere un seppur piccolo oggetto che fosse angora utile;
9. quello che sostiene che “an gonta quant s’ne chiapa, conta quant s’ne spend” (non conta quanti se ne prendono, ma quanti se ne spendono);
10. quello che seppure con un filo di voce, quando lo incontro, mi domanda: “L’azienda come va? Va bene?”.

Per ricordare i suoi 90 anni la Ifi ha fatto “costruire” il libro “Vita a largo raggio”; per onorare e ricordare i suoi 100 anni, dato che a noi piace fare, e fare ora, ci siamo rivolti a Matteo Giardini che ha creato “Dicono di lui”.

UNA VITA

1908 – il 4 dicembre, Umberto Cardinali nasce a Pesaro in pieno centro, in via Morselli. I genitori gestiscono un’osteria.

1931 – Partecipa al Giro d’Italia, come isolato (senza squadra). Giunge 33°.

1932 – Partecipa al Giro d’Italia, sempre come isolato. Si rompe la bici. Addio sogni.

1932 – Appesi i pedali al chiodo, apre l’officina come riparatore di biciclette.

1946 – Fonda la “Biciclette Adriatica” , poi divenuta “Cicli Adriatica” (azienda che c’è ancora).

1965 – Rileva l’Ifi. Ha 57 anni.

1990 – Acquisisce la Metalmobil Arredo (sedie e tavoli).

1991 – Acquisisce la Steelmobil (sedie e tavoli).

1992 – Nasce la Dsl (semilavorati per banchi-bar).

1998 – Nasce L&R (sedie e tavoli).

Anni 2000 – Acquisizione dei marchi Lai, Coletti e Rossi Dimension (tutt’e tre producono banchi bar).




Pasticceria “Garden”, morcianesi sbarcano ad Hong Kong

ECONOMIA

– Un pezzo di Romagna nel cuore della Cina. Si chiama “Gusto”. E’ scritto nel maiuscolo romano. Si trova a 300 metri della Borsa di Hong Kong. In 400 metri quadrati, 25 addetti propongono: pasticceria, pasta fresca, cucina romagnola con qualche puntata tra i piatti classici italiani. E piadina a volontà; naturalmente con i vini di questa provincia. Dietro ci sono un manipolo di amici: Claudio Castiglioni, Enzo Tagliaferri, Emiliano Bianchi e altri due soci.
Inaugurato lo scorso 22 maggio, erano presenti il console italiano, il presidente della Camera di commercio italiana ad Hong Kong e le massime autorità della città.
Il locale è partito subito fortissimo; con la piadina molto apprezzata. Lo sbarco cinese nasce più di un anno fa ed è stato organizzato in ogni dettaglio. In questo momento lo stanno avviando Enzo Tagliaferri, pasticciere appassionato e Luca Angelini, uno tra i maggiori cuochi italiani, che deve il mestiere a Mario Celotti, il titolare del “Tuf tuf”.
Invece, il locale è stato organizzato da Andrea Bertelli, raffinato professionista della ristorazione che fa formazione per importanti catene alberghiere e collabora con la Camera di commercio italiana in Moldavia.
Dice Bertelli: “In Cina abbiamo avviato una positiva esperienza professionale e umana. Oltre, alla conferma della sensibilità della ‘Garden’ nei miei confronti. Siamo partiti molto bene; gli italiani che vi risiedono vengono a fare colazione e riassaporano il gusto del cappuccino col bombolone o il cornetto”.
A pochi passi della Borsa, in mezzo alle catene alberghiere internazionali, al secondo piano di un grattacielo, “il Gusto” rappresenta al meglio l’imprenditorialità della Valconca. La voglia di cercare nuove strade, nuove opportunità di successo, nuove avventure imprenditoriali. Insomma, di fare. Il locale è italianissimo, il banco bar è opera dell’Ifi, l’azienda di Pesaro leader in Europa nella progettazione e costruzione di banchi bar e gelateria.
Dietro c’è il sapere e la professionalità della pasticceria “Garden” di Morciano, tra le più grandi d’Italia, Emiliano Bianchi un giovane dalla mente pronta di Gemmano e due amici che apportano i capitali.
Hong Kong accoglie 500 aziende italiane e migliaia di imprese occidentali. Potenzialmente, il locale ha tutte le carte in regola per affermarsi.
“Il Gusto” significa Morciano, significa pasticceria “Garden”. Venne aperta (dove oggi si trova la pizzeria “Gardens”) una ventina di anni fa da Claudio Castiglioni e Enzo Tagliaferri. I due volevano un’occupazione per sé e le mogli. Ma il successo fu subito travolgente. Sono diventati i fornitori di centinaia di bar tra le province di Rimini e Pesaro. Nel 2005 inaugurarono l’attuale pasticceria alle porte di Morciano. Nel 2008 sbarcano al mare, aprendo a Misano Adriatico “L’Officina del gusto”. Poi c’è stata la proposta di Emiliano Bianchi e lo sbarco ad Hong Kong dello scorso 22 maggio.




Spigolature degli Scrondi

Pdl, quasi sorpasso – Poco meno di 500 voti è la differenza tra il Partito Democratico e il Popolo delle Libertà; questo è quanto è uscito dal voto “politico” delle elezioni Europee. Il dato deve fare riflettere, così come la crescita di Italia dei Valori di Di Pietro e il risultato della Lega, il terzo partito di Riccione. Facendo riferimento agli schieramenti nazionali centrosinistra – centrodestra (con l’Udc non schierata) la forbice tra i due schieramenti si restringe al 5%. C’è poco da stare allegri…

Pironi, la vittoria – Vittoria annunciata, ma non come ci si aspettava visto il risultato delle primarie; si attendeva una vittoria con almeno il 60% dei voti mentre non si è arrivati al 57%, anche per colpa del voto disgiunto che c’è stato in molti seggi. Il segnale degli sconfitti alle primarie è stato chiaro: preferenze a candidati dell’area dei Galli boys and girls, voto alle candidate sindaco Tosi e Del Bianco. Il Partito Democratico avrà ancora il suo bel da fare per ricompattare il gruppo.

Socialisti, mistero – Incredibile la performance dei socialisti: praticamente inesistenti al voto per le provinciali, ottengono un incredibile (visto il precedente) risultato vicino al 4%, oltretutto con una percentuale di preferenze espresse rispetto ai voti di lista altissima, degne di Andreotti o Mastella dei giorni migliori. Come avranno fatto? E soprattutto perché solo alle comunali prendono voti? Mah, mistero delle elezioni.

Fairplay (correttezza) – Grandi segnali di distensioni nella notte tra Pironi e la Tosi nella sala del consiglio comunale dove si seguivano in diretta i risultati. Un buon inizio, sperando che il tempo non cancelli, ma mantenga questo buon avvio; speriamo di non vedere più in consiglio scene poco edificanti come all’inizio della scorsa legislatura, dove sembrava più di essere in un talk show con Sgarbi piuttosto che in luogo deputato alla politica.

Motti, chi? – E venne il giorno di Motti. Finalmente non vedremo più il faccione plastificato del candidato Motti che ha imperversato sui manifesti, nei banchetti, su pullman, camper e quanto poteva contenere un manifesto. Sembra che la sua fortunata campagna elettorale (visto che è stato eletto) sia costata circa 2 milioni di Euro, sottolineo solo la sua campagna, non quella del partito al quale appartiene: quanto c’è di morale in questo? Non ci sorprendiamo più, non riusciamo neanche più a infastidirci se il “papi ciula”, figuriamoci per due spiccioli!




Politica, Pazzaglini candidato a 18 anni

SOCIETA’

Si chiama Tommasi Pazzaglini. Con i suoi 18 anni è il candidato più giovane della provincia di Rimini. Frequenta la 4^ C ITC Mercurio all’ISISS di Morciano (corso di ragioneria e di programmazione dei computer). Le sue paszisoni, oltre la politica, sono le corse d’auto, la Ferrari e collezionare monete. Si definisce: responsabile, socievole, volenteroso. Ecco il suo bel pensiero di politica.

– “La politica per me è la partecipazione diretta alla vita pubblica, quindi è un servizio offerto alla collettività, impegnandoti per un miglioramento delle condizioni di vita sia sociali che materiali. Ora la politica a livello generale è molto distante dai cittadini e spesso incapace di esaminare i loro problemi; sta venendo meno anche la fiducia, e l’uso che si fa oggi della stessa è ‘superficiale’: si sono abbassati i veri ruoli della politica, come l’operare nell’interesse della comunità, amministrando con coscienza e onestà i beni pubblici e, principalmente, con trasparenza.
Il mio impegno nasce proprio dalla voglia di operare un rinnovamento, provando a riportare la politica alla sua vera natura, ridando fiducia ai cittadini nelle istituzioni e non solo, aiutandoli quindi ad avere un futuro migliore e sentirsi quindi al centro dell’attenzione.
Già da alcuni anni seguivo i dibattiti politici, i telegiornali, le trasmissioni di attualità e leggevo libri sulla politica (Platone, ecc.. ).
Questo ha aumentato sempre di più il mio interesse: mi interessava capire il funzionamento delle istituzioni e dei provvedimenti adottati per la collettività.
Quando ci furono le primarie del Pd, il 14/10/07 mi sentii partecipe e con la formazione dei circoli di territorio entrai nel direttivo delle Fontanelle, dove abito, impegnandomi nelle varie attività. Un’esperienza coinvolgente e di crescita.
Tanti sono i motivi che giustificano il mio impegno, non certo ambizioni personali ma la convinzione che operare nell’interesse della comunità con correttezza, onestà e moralità sia possibile, nonostante che in molti sia radicata l’idea che la vita politica non è trasparente, ma proprio questo non deve togliere la fiducia e l’entusiasmo ai giovani, capaci di ridare un impulso nuovo perché ancora ricchi di quegli ideali nobili, come giustizia, libertà e uguaglianza.
Tante sono le cose che come candidato vorrei affrontare; credo che tutti i giovani debbano ricevere una particolare attenzione perché costituiscono il futuro. Mi stanno a cuore la creazione di Centri giovani, quali luoghi di incontro, di coinvolgimento tali da favorire la comunicazione, la capacità critica, e garantire nello stesso tempo la continuità di valori e innovazione delle idee, tra le varie realtà presenti sul territorio.
Inoltre, mi piacerebbe anche aumentare i servizi all’istruzione, sia dal punto di vista quantitativo che tecnologico.
Il fatto che il Pd mi abbia offerto l’opportunità di entrare a farne parte, credo proprio che ciò rappresenti quanto stiano a cuore i giovani e le problematiche annesse.
Credendo nei giovani e quindi nel futuro, un punto chiave da considerare è certamente la salvaguardia dell’ambiente, delle aree verdi e favorire la diffusione di energie rinnovabili ed ecosostenibili”.




Ial, quando la cucina unisce i popoli

Lo scorso 6 maggio, alla presenza di numerosi rappresentati delle autorità (Regione, Provincia, Comune), delle associazioni di categoria e degli albergatori si è svolto il saggio finale dell’anno formativo 2008/2009.
Gli ospiti hanno potuto degustare le pietanze preparate con cura, passione e professionalità; nella serata premiati gli allievi distintisi per impegno, costanza e preparazione: per il settore cucina Resmie Jakimi, Artan Ndoci, Anna Pilato; per il settore sala Lorenzo Battarra, Simone Scarciello e Dritan Xhaxho.
L’Associazione albergatori di Riccione ha inoltre elargito una borsa di studio, assegnata all’allieva Znaidi Hayat.
La scuola ha anche prodotto un bel documento: “Il giro del mondo in 15 ricette”, libro contenente ricette dei paesi di origine degli allievi che frequentano la scuola: dal Brasile alla Francia, dall’Italia all’Albania, dal Marocco all’Olanda. Si dice che ogni uomo vale tante persone quante lingue sa, e avere 15 nazionalità tutte insieme quanto vale?




Caro dom Helder, buon compleanno

Nel luglio 2001 sono andata in Brasile e gli ultimi tre giorni di quella bellissima esperienza li ho trascorsi a Recife. Con don Silvano Tonti ci eravamo riproposti di andare a visitare la tomba di dom Helder Camara. Alla mattina presto arrivammo nella Cattedrale: non c’era ancora nessuno.
La chiesa è situata in alto, sul promontorio che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Il luogo è semplice, pulito, luminoso e? “meraviglioso”. Ci siamo detti -questo è il posto giusto per lui, per questo grande profeta dei poveri che sapeva guardare e cogliere la bellezza negli esseri umani e nella natura-. La sua lapide in Cattedrale, ai piedi dell’altare, è una semplice lastra di marmo con il suo nome, una colomba, data di nascita e di morte.
In una cornice c’è la sua foto con un fiore appoggiato lì da qualcuno, potrei essere io o chissà chi!?
Nella serenità del luogo siamo rimasti con lui un po’, ad ascoltare, in quel silenzio, ciò che ad ognuno di noi sapeva dire: i nostri cuori erano attenti.
Poi sono arrivate delle persone che hanno transennato la parte centrale della chiesa per pulire e ci siamo congedati da dom Helder con tanta “saudade”( come dicono in Brasile) e riconoscenza per la grande figura che egli ha rappresentato per la Chiesa non solo brasiliana, ma mondiale.
Questo piccolo-grande uomo già nel nome era un programma: il padre lo chiamò Helder, leggendo sulla carta geografica, il nome di una città dell’Olanda che significa “cielo limpido, senza nubi”. Così fu dom Camara per tutta la sua vita: un sacerdote limpido e trasparente.
Raccontare Camara in poche righe non è possibile, perché difficile è raccontare una vita lunga ed “abbondante”! Vorrei tuttavia riportare stralci di un suo commento alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata dall’ONU il 10 dicembre 1948:
“?quando si meditano i suoi trenta articoli che sono una sintesi delle aspirazioni più alte e più pure della persona umana, e si verifica che tutti sono ben lontani dal trasformarsi in realtà, si conclude che o la Dichiarazione viene disprezzata e considerata solo un pezzo di carta di troppo, oppure essa si trasforma in carne della nostra carne, sangue del nostro sangue, prezzo della nostra anima. Molte volte non fa parte delle nostre possibilità quella di scuotere, dall’esterno, strutture di oppressione, ma che almeno dentro di noi un cambiamento ci sia, una scelta si affermi, una conversione avvenga. Lo spettacolo che il mondo offre oggi è quello di un crescente sviluppo globale dell’umanità? O sta aumentando la distanza tra una minoranza di Paesi ricchi e un vasto mondo povero, la cui miseria si aggrava di giorno in giorno di più? […..] Sarebbe necessario unire ciò che di più alto e di più puro esiste sulla Terra, all’interno di tutte le religioni e anche dei gruppi di umanisti atei, per ottenere dai governi che, quando si preoccupano della sicurezza nazionale, non arrivino a cose assurde, non finiscano per adottare i peggiori metodi dei più tristi giorni di Hitler e di Stalin. Tentiamo di mobilitare ciò che di più puro e di più degno esiste all’interno di tutte le razze e di tutti i popoli, per ottenere che i governi non rispondano al terrorismo o a ciò che sembra loro terrorismo, con le stesse armi, ma abbiano il buon senso di andare alla radice del problema. [?] Quando capiremo che, se è necessario tenere alto il livello di guardia per evitare un’eventuale guerra nucleare o biochimica, dall’altro lato non è rimandabile rendersi conto delle realissime conseguenze della GUERRA DELLA MISERIA che uccide più delle guerre più sanguinose e lascia profonde tracce, non meno di quelle della guerra biochimica o nucleare? ”
Grazie dom Helder Camara! Buon Compleanno! Da tutti “i piccoli” della Terra, comprese le formiche che amavano intrufolarsi nel tuo roseto!!!




Forse la chiesa si sta svegliando?

«La Chiesa in nessuna maniera si dovrebbe confondere con la comunità politica e non legata ad alcun sistema politico» (Gaudium et spes, 76).? L’affermazione conciliare pone fine a qualsiasi collateralismo fra comunità cristiana e partiti politici

Più che indicare quale appartenenza, è bene richiamare, come faceva Giovanni XXIII, il valore del discernimento e della prudenza per raggiungere scopi economici, sociali, culturali, politici, onesti e utili al vero bene della comunità

LA RIFLESSIONE

di Iglis Selvagno

– Forse ci siamo. Forse la chiesa si sta svegliando. E’ solo di pochi giorni fa l’intervento dell’Osservatore Romano che benediceva il PdL come la formazione politica che “è maggiormente in grado di esprimere i valori comuni della popolazione italiana, tra i quali quelli cattolici costituiscono una parte non secondaria”.
Se l’articolista desse una occhiata ai sondaggi che appaiono sui Tg-sky, che per la verità non hanno nulla di scientifico, forse cambierebbe opinione quanto ai valori cattolici espressi da chi si prende la briga di rispondere ai quesiti posti. Secondo questi sondaggi la stragrande maggioranza risponde che, sì, ha fatto male il governo ad accogliere il barcone di disperati che avevano creato tensione con Malta quanto a chi dei due Paesi dovesse accoglierli e che invece aveva fatto benissimo successivamente quando, con un atto che probabilmente qualche norma di diritto internazionale ledeva, aveva agganciato in acque internazionali un barcone di esuli, conducendolo forzosamente in quel paese, noto a tutti come campione di diritti umani e civili, che è la Libia.
Pare che il nostro leader maximo, Silvio, alle contestazioni piovute dall’Onu e da altri organismi internazionali si sia poi affrettato a dire, evidentemente disponendo di capacità divinatorie, che su quel barcone c’erano solo delinquenti e non certo richiedenti asilo politico.
Comunque, certo, Berlusconi rispecchia l’opinione di gran parte del popolo italiano viste le percentuali che gli assegnano quotidianamente i sondaggi. A proposito di questi, ricordate la matrigna di Biancaneve che poneva ogni giorno al suo specchio la medesima ossessiva domanda: “Specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. Vera e propria malattia ante litteram.
In realtà la chiesa da tempo avrebbe dovuto rendersi conto del divario esistente, anche in quella frangia di assidui ai sacramenti, fra la rispondenza ai principi evangelici e l’appartenenza a una cultura e a una società che di evangelico aveva ormai molto poco. Di questo avrebbe dovuto preoccuparsi e non chiudere gli occhi o comunque minimizzare un fenomeno che sta prendendo sempre più piede anche perché creato ad arte con molta disinvoltura da alcune forze politiche alla caccia di consensi elettorali, instillando paura e gridando all’untore.
Sembrava che qualcuno avesse strappato dai testi sacri pagine fondamentali: “Ricordati che sei stato forestiero in Egitto”, “Venite benedetti dal padre mio, perché ero forestiero e mi avete ospitato (Mt. 25,35)”, “Non dimenticate la philoxenia (l’amore per lo straniero); alcuni, praticandola, senza saperlo, hanno accolto degli angeli (Eb. 13,2)”.
Poche voci sentivo alzarsi da parte della mia Chiesa in difesa di questi sventurati fuggiti da fame, persecuzioni, miseria, assenza di futuro; poche voci e sempre occasionali. Poche lacrime da parte della mia chiesa su tutti quei nostri fratelli i cui cadaveri hanno fatto del Mediterraneo un grande cimitero. Certo, nessuno può scordare l’impegno delle Caritas, delle parrocchie, del volontariato ecc? Ma è anche e soprattutto sul piano del diritto e della giustizia che bisogna far sentire la propria voce e gridare con insistenza.
Ora questo momento sembra arrivato dopo il via libera della Camera al Pacchetto Sicurezza che prevede, tra l’altro, il reato di clandestinità, il prolungamento dei tempi di detenzione nei centri di accoglienza fino a 180 giorni, il carcere per chi affitta agli immigrati irregolari, il registro per i senza fissa dimora. In attesa del passaggio definitivo in Senato, per la sua trasformazione in Legge, che dovrebbe avvenire entro maggio, molte associazioni, organizzazioni (Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, Comunità S.Egidio, Acli, Centro Astalli, Comunità Papa Giovanni XXIII) e testate cattoliche hanno reagito esprimendo forte indignazione.
Ecco alcuni passaggi dell’editoriale di Famiglia Cristiana n.21 del 24 maggio: “Lo ‘stigma’ del reato di clandestinità crea le condizioni perché i migranti vengano messi fuori dal consorzio umano. Si continua ad attizzare il fuoco della paura, tutto per una manciata di voti in più. Abbiamo trasformato il migrante in ‘diverso’, in nemico. La deriva xenofoba che sta prendendo piede in Italia dovrebbe preoccupare tutti, i cattolici in particolare”.
“Con il voto di fiducia sul pacchetto sicurezza – prosegue l’editoriale – il Parlamento è stato espropriato della libertà di coscienza su un tema molto delicato che riguarda la vita di uomini, donne e bambini”. “L’auspicio è che i senatori, nell’esaminare il testo che ora approda a Palazzo Madama – conclude il settimanale dei paolini – siano più lungimiranti dei loro colleghi di Montecitorio, e tengano presenti le osservazioni dell’Onu, togliendo il sigillo xenofobo che una minoranza politica ha imposto al Paese”.
E monsignor Giuseppe Nervo, primo direttore di Caritas italiana, così denuncia: “I diritti umani degli immigrati sono stati violati in vari punti del pacchetto sicurezza… siamo in una situazione di grande decadenza culturale, politica e morale”.
Finalmente anche la Cei è intervenuta sulla questione. Per la Cei il disegno di Legge sulla Sicurezza resta ambiguo anche dopo aver subito “significative correzioni”. I respingimenti vengono giudicati una “prassi controversa”. E comunque al di là di ogni misura politica adottata, resta fondamentale “il valore incomprimibile di ogni vita umana, la sua dignità, i suoi diritti inalienabili. Accanto a questo valore dirimente, ce ne sono altri, come la legalità, l’affrancamento dai trafficanti, la salvaguardia del diritto di asilo, la sicurezza dei cittadini, la libertà per tutti di vivere dignitosamente nel proprio Paese, ma anche la libertà di emigrare per migliorare le proprie condizioni”.




Parole da e ‘Fnil’

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/giugno09/fnil.jpg[/img]

…Belvedere, gli ulivi – Frazione Belvedere, giardini alla fine di via Picasso. Tra le tante piante messe a dimora anche 5 ulivi. Uno degli abitanti della strada, appassionato della natura non disgiunto da un vivo spirito civico, ha preso le forbici e li ha potati. Ha fatto sapere agli amici e vicini: “Le olive per la salsiccia le raccolgo io”. Come dargli torto. Anzi, il Comune di Misano dovrebbe trovare dei tutori dei parchi pubblici, ahimé abbandonati (magari anziani, come avviene al Villaggio Argentina) dei parchi pubblici. Il Comune non può arrivare dappertutto, un po’ come i genitori coi figli.

…Paolino, il creativo – Paolino Torsani è un creativo. Dalla famiglia ha ereditato il ristorante-pizzeria “Hockey” in pieno centro, via Platani (la strada collocata sull’asse del castello di Gradara). Appassionato di eno-gastronomia (era il mestiere che voleva fare da bambino), ha stupito tutti con la buona cucina e la simpatia. Ne ha combinata un’altra delle sue. Su un nobile tronco di platano tagliato all’altezza di un metro vi ha collocato il cesto di una damigiana, impreziosito da una serie di conchiglie. Lo ha riempito di sabbia, per trasformarlo in mega posacenere. La fantasia che non riposa.

…Chiesa zeppa – Due persone fuori dal comune: suor Maria Gloria e l’ateo Fabio Cavallari. Hanno parlato della propria fede e dei propri dubbi lo scorso maggio nella chiesa di Misano Monte. Era piena come si conviene alle grandi occasioni. Prima ancora che le opinioni intelligenti ed eleganti, i presenti hanno trovato l’umanità. Ha organizzato Anna Baffoni. Il 6 giugno, a casa Baffoni, conferenza di don Carlo Rusconi, mente d’oro.




Rustida per il “Progetto Sofia”

SOLIDARIETA’

– Rustida di pesce per il “Progetto Sofia”. L’appuntamento è in piazza della Repubblica la sera del 25 giugno. La grigliata di pesce azzurro è offerta dalla Cooperativa bagnini di Misano presieduta da Daniele Muccioli.
Dietro il “Progetto Sofia” c’è Mauro Ciaroni, che per alcuni amici è “magico”. Sa sempre sorprendere, sa sempre sorridere, sa sempre farsi voler bene. In maggio, invita un amico a pranzo per una piadina. Causa il lavoro gli dice di no. Che cosa fa mauro? Mette in un piatto due piadine (prosciutto e insalata), poi le ciliege, acqua fresca e gli porta il pasto. La bellezza di un piccolo gesto.
In nome della figlia, dal 2003, Mauro Ciaroni raccoglie fondi per orfanotrofi, ospedali e villaggi che consegna direttamente. Finora ha raccolto circa 60.000 euro. Nel 2008 ha dato una svolta alle sue missioni umanitarie. Gli aiuti spot, si sono tramutati in tre progetti importanti e impegnativi della durata di tre anni, 2008-2010, ed un impegno di spesa di 300.000 euro. Nati grazie all’impegno di un imprenditore (ha garantito 150.000 euro), degli amici e della Fondazione Avsi, si è andati ad incominciare con 65.000 euro in cassa.
Il primo progetto. In Uganda, Villaggio di Kisugu (Kampala), si sostiene un orfanotrofio, Friends Orphanage School, che ospita 500 bambini (orfani, malati di aids, bambini soldato con un percorso di reinserimento). Si lavora per costruire un villaggio con dormitorio, laboratorio, scuola, ambulatorio, strutture sportive.
Il secondo progetto. Villaggi profughi (Kitgum, Hoima, Gulu), Uganda del Nord. Si intende aumentare la frequenza scolastica dei bambini orfani, affetti da Aids e recupero bambini-soldato, migliorare le capacità di sostentamento da parte delle madri. Soprattutto ristrutturare e potenziare l’ospedale pediatrico di St. Joseph capace di accogliere 2.500 bambini l’anno.
Il terzo progetto. Riguarda il Rwanda, distretti di Gatsibo e Gicumbi. Si aiuta la scolarizzazione di 600 bambini e lo si fa portando l’acqua in zone dove vivono 30.000 persone. Oggi, i bambini sono destinati ad impiegare le giornate andando ad attingere l’acqua per i bisogni delle famiglie.
Mauro Ciaroni in maggio ha visitato questi cantieri e assicura che i lavori stanno procedendo e che nel gennaio del 2010 sarà inaugurata la scuola.
Sposato con Gigliola, due figli (Sofia e Alessandro), parrucchiere di fama in Pesaro, per gli aiuti umanitari ha scelto un bellissimo pensiero di madre Teresa di Calcutta: “Possiamo fare tutti qualcosa di piccolo con grande amore. Ma insieme possiamo fare qualcosa di meraviglioso”.