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Valle del Ventena, ci pensa il ministero?

– I sindaci di Saludecio e Montefiore, Pino Sanchini e Filippo Berselli, hanno chiesto un finanziamento di 1,5 milioni di euro al ministero dell’Ambiente e Tutela del territorio per la strada lungo la Valle del Ventena, che più che essere una carrozzabile è un labirinto di buche nelle quali farebbe fatica a districarsi anche un trattore supermolleggiato.
Recita l’oggetto della richiesta: “Opere di messa in sicurezza, consolidamento degli argini, regimazione delle acque del torrente Ventena, sistemazione e risanamento ambientale delle aree circostanti e geologicamente e geomorfologicamente connesse e valorizzazione del territorio”. La richiesta è stata fatta lo scorso 29 marzo.
La via Ventena come si diceva è impraticabile. La strada è la fonte di accesso per una decina di famiglie che da alcuni anni si stanno battendo con i Comuni di Saludecio, Mondaino e Montefiore per una sistemazione. La Valle del Ventena è un territorio rimasto quasi incontaminato che chi non lo ha visitato lo dovrebbe assolutamente fare. E’ dominato da Cerreto, un piccolo scrigno di borgo malatestiano che ti riporta nel tempo che fu.




Valle del Ventena, ci pensa il ministero?

– I sindaci di Saludecio e Montefiore, Pino Sanchini e Filippo Berselli, hanno chiesto un finanziamento di 1,5 milioni di euro al ministero dell’Ambiente e Tutela del territorio per la strada lungo la Valle del Ventena, che più che essere una carrozzabile è un labirinto di buche nelle quali farebbe fatica a districarsi anche un trattore supermolleggiato.
Recita l’oggetto della richiesta: “Opere di messa in sicurezza, consolidamento degli argini, regimazione delle acque del torrente Ventena, sistemazione e risanamento ambientale delle aree circostanti e geologicamente e geomorfologicamente connesse e valorizzazione del territorio”. La richiesta è stata fatta lo scorso 29 marzo.
La via Ventena come si diceva è impraticabile. La strada è la fonte di accesso per una decina di famiglie che da alcuni anni si stanno battendo con i Comuni di Saludecio, Mondaino e Montefiore per una sistemazione. La Valle del Ventena è un territorio rimasto quasi incontaminato che chi non lo ha visitato lo dovrebbe assolutamente fare. E’ dominato da Cerreto, un piccolo scrigno di borgo malatestiano che ti riporta nel tempo che fu.




Mio Casale, miglior Biancame della provincia

MONTECOLOMBO – ECCELLENZE

Il riconoscimento è giunto dalla commissione degustazione provinciale per l’approvazione Doc Colli di Rimini. L’etichetta ha ricevuto il prestigioso attestato anche nel 2007 e nel 2006.
Dieci ettari di vigneti tenuti come un giardino, oltre al Biancame “Il Mio Casale” produce anche il Sangiovese Doc e Superiore e il Rosato Rubicone Igt (Indicazione geografica tipica). Dietro la fattoria c’è una bella storia. Simone da piccolo si trova a coltivare il balcone della mamma e ad affiancare la nonna nell’orto. A 9 anni, Carlo Tedeschi, gli dice che se la passione si fosse mantenuta immutata gli avrebbe donato della terra. In età adulta nasce “Il Mio Casale”, opera di tre famiglie giovanissime: Simone 29 anni, Giovanni 31 e Claudio 27. Il prossimo obiettivo è coltivare secondo i dettami della bio-dinamica (tener conto dell’influsso della luna). “Il Mio Casale” significa anche agriturismo (7 camere ed un ristorante dai sapori antichi) in mezzo a 40 ettari di terra coltivata a cereali, ulivi, ortaggi e frutta. Fa parte del circuito “fattorie didattiche biologiche”.




Tre liste per una poltrona

– E’ terminato alle 2 di notte l’ultimo consiglio comunale di questa legislatura a Coriano, con 19 punti all’ordine del giorno, più i saluti, la consegna (da parte del sindaco Maria Luigina Matricardi) ai consiglieri di una pergamena di ringraziamento per il lavoro svolto ed un brindisi finale collettivo e foto di gruppo al termine dei lavori.
Ormai l’attenzione è tutta puntata sulle prossime elezioni amministrative del 6-7 giugno dove, per il momento, sono tre le liste al punto di partenza: Maria Luigina Matricardi con la lista di Centro-Sinistra (Pd, Rifondazione comunista, IdV, Ps), Aldo Sampaolo (Pdl-Lega) e la lista civica di centro-destra “Nuova Coriano Futura” guidata da Angelino Gaia, da anni presente in consiglio comunale con un’opposizione battagliera.
Il candidato del Pdl-Lega, Aldo Sampaolo fa l’imprenditore e culturalmente arriva dal Partito repubblicano. Sulla carta il sindaco uscente, Luigina Matricardi, è favorito, ma alle elezioni politiche la differenza tra i poli era davvero poca cosa,




Romagnoli, li fa la Romagna

Si deve essere molto divertito lo scorso 25 aprile presso il ristorante “Zì Teresa” di Valliano ad ascoltare gli anedddoti di diffidenza sulla famiglia di origine ascolana giunta a Montescudo 60 anni fa. Ha vergato il suo pensiero su un foglio per consegnarlto ai festeggiati. La famiglia si è ritrovata nel locale per celebrare i 60 anni di Romagna. Il capostipite Lauro era un raffinato ortolano che portò tecniche rivoluzionarie per i tempi; tanto che si suoi campi aumentarono la produttività. Cosa che gli valse molti premi. Oggi, la nutrita prole Vallorani produce ricchezza, ma soprattutto vivere civile in tutta la provincia.




I cristiani riformisti

– Uno storico ha il dovere di offrire una interpretazione della realtà nella quale vive. Ciò perché egli dispone di una certa conoscenza del passato, ossia del padre della realtà presente.
Mi ha rituffato in questo dato di coscienza l’annuncio di un convegno che si è tenuto il 27 aprile a due passi da casa mia, che mi incuriosisce non poco. Il convegno, dedicato al “Testamento biologico”, è stato organizzato dal nuovo movimento dei “Cristiano riformisti”, e vi hanno partecipato, quali oratori designati i parlamentari del Popolo della Libertà, Gasparri, Mantovano, Quagliariello ed Eugenia Maria Roccella. Questi ultimi due provengono dal Partito radicale di Pannella, che, come è noto, propugna nientemeno che l’abolizione del Concordato ed appartiene alla schiera dei mangiapreti di una volta.
Prima di tutto viene da chiedersi che cosa stia succedendo. L’ interpretazione dello storico è questa: altro che fine delle ideologie. Le ideologie esistono ancora, e come. Quella dei Quagliariello e delle Roccella, nemici giurati di papà Englaro e sostenitori dell’idratazione ed alimentazione forzata da imporre per legge anche a chi non le vuole, è l’ideologia integralista del cardinale Ruini e di papa Ratzinger. Intendiamoci: questa non è la sola ideologia del mondo cattolico, e sarebbe stolto dubitare della sua legittimità. La Chiesa cattolica ha però sempre conosciuto al suo interno, anche nell’Ottocento del Sillabo, ideologie contrapposte (questa è anche la sua forza). Accanto all’ideologia Ruini-Ratzinger (riconquista del terreno perduto dopo le sconfitte referendarie del divorzio – 1974 – e dell’aborto) esiste l’ideologia opposta dei cattolici democratici, che va dai Pedrazzi e Scoppola del 1974 ai Monaco e Marino del 2009, i quali sostengono la laicità dello Stato e delle sue leggi («A Cesare quel che è di Cesare»!).
E’ ormai evidente che il movimento dei Cristiano riformisti ha capito che l’ ideologia Ruini-Ratzinger è anche la stessa del suo duce Berlusconi. Gli atei devoti, Marcello Pera o il direttore del “Foglio” Giuliano Ferrara, paladino della guerra all’aborto di Stato, o gli ex socialisti ed ex radicali che hanno cercato di mettere i bastoni tra le ruote alla clinica di Udine (vedi Sacconi) e oggi tuonano in Parlamento contro la sinistra (vedi Quagliariello), non sono delle escrescenze estemporane e improvvisate dal loro protagonismo, ma comandano le quadrate legioni degli ascari militanti a fianco dell’esercito regolare del Popolo della Libertà.
«Atei devoti»? Sì, Ruini e Ratzinger imbarcavano volentieri i cosiddetti teocon. Ma fino a ieri sussisteva quel binomio alquanto anomalo. Oggi i Cristiano riformisti pongono rimedio a quell’ossimoro, perché si dichiarano fortemente cristiani. Alcuni di loro erano radicali e si erano battuti per divorzio e aborto? Poco importa: le ideologie stritolano le precedenti appartenenze.
Ma che cosa succede nel campo opposto? Qual è l’ideologia del Pd? Nel Pd militano anche alcuni seguaci dell’ideologia Ruini-Ratzinger, guidati dalla deputata Paola Binetti. E oggi l’esponente del Pd Luigi Manconi, compagno della presentatrice televisiva Bianca Berlinguer, ex “verde” e sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Prodi, pubblica un libro nel quale afferma che egli «non può vivere senza Paola Binetti e che il Pd non può vivere senza Paola Binetti». E’ un bel pasticcio!
Per quanto mi riguarda, apprezzo invece senza riserve quanto ha scritto l’11 aprile 2009 sul quotidiano “Europa”, al quale collaboro, il cattolicissimo Franco Monaco, anch’egli stretto collaboratore di Prodi e dal 1986 al 1992 presidente dell’Azione Cattolica ambrosiana, in un articolo significativamente intitolato Il Pd non può essere la casa dei teodem. «Per il bene di un partito – ha scritto Monaco – ancora alla ricerca di un suo nitido profilo politico-ideale. Per un dovere in capo ai cattolici democratici che dovrebbero essere i più gelosi custodi dell’aconfessionalità del partito e della laicità delle istituzioni».
Nessuno, nel Pd, ha mai contestato alla Binetti il diritto di pensare e votare come vuole. Ad onta di ciò, la Binetti sta meditando di passare con Casini. Sopravvivrà Manconi?

di Alessandro Roveri
Libero docente dell’Università di Roma




Elisabeth, la prima bagnante straniera

– Bella? Giovane? Bionda! Esuberante? Certo! Non poteva essere diversa la prima bagnante straniera della storia del “bel paese”, l’antesignana dei milioni di belle figlie del Nord che calano ancor oggi a schiere sulle nostre spiagge per assaporarne bellezze e virtü. “1790. Rimini, 28 agosto. Oggi è partita di qui la Sig.a Mar. Rondanini di Roma Irlandese stata da 15 giorni per attuffarsi nell’acqua di Mare’: queste le lapidane parole con cui il riminese Nicola Giangi registra nella sua cronaca lo storico evento. Una marchesa Rondanini “di Roma”, dei Rondanini passati alla storia per l’incompiuta pietà michelangiolesca oggi conservata al Castello Sforzesco di Milano. Rondanini, o Rondinini, una potente famiglia di origini romagnole tra le più influenti della capitale, con un sontuoso palazzo in via del Corso e un ruolo di rilievo alla corte pontificia. Una famiglia della higt society, colta e dalle frequentazioni di respiro internazionale. Ma, a quei tempi, a nessun suddito di Sua Santità, neppure al piü colto ed evoluto, sarebbe venuto a mente di “attuffarsi nell’acqua di mare”: attraverso i pori della pelle, privata del suo salutare strato di sudiciume, l’acqua salata sarebbe penetrata in tutto l’organismo inquinandolo e rischiando addirittura di far arrugginire le ossa! Solo ad una “irlandese”, ad una “nordica” cresciuta in quella cultura anglosassone che dall’inizio del Settecento aveva fatto propri gli insegnamenti di quei medici che andavano predicando sui benefici che l’aria e l’acqua di mare procuravano al corpo e allo spirito, poteva venire in mente di andarsi a immergere tra i flutti dell’Adriatico. Anche se il Giangi tace il nome della misteriosa e stravagante nobildonna, non poteva trattarsi che della moglie di Giuseppe Rondanini (1725-1801), unico e ultimo marchese della casata ancora in circolazione a quei tempi: Elisabeth Kenneis. impalmata nel 1784 dal sessantenne nobile romano per perpetuare la sua stirpe. Una dama bellissima che faceva girare la testa a mezza Roma. Così, di lei, infatti, una satira nei Diario di Roma del Geniiniani:
“L’Aurora con il vecchio Titone suo consorte/Guida superba il cocchio con man maestra e forte. / Le Grazie l’accompagnano, precedela l’Amore/Invan Titon sacrifica un’ecatombe all’Ore./Occhi amorosi e rosse labbra di paradiso/Fisionomia dolcissima ornan d’Aurora il viso”. Aurora, naturalmente, è la nostra bella bagnante irlandese e Titone è l’anziano suo marito, il marchese Giuseppe, non il solo, sembra, a godere di quegli occhi amorosi e di quelle labbra da paradiso. Il Conte d’Espinchal, uno dei tanti francesi calati a Roma alle prime avvisaglie di Rivoluzione e trasformatisi in collezionisti di pettegolezzi del salotti mondani della corte papalina, così narra nel suo Journal: “La Rondanini, irlandese, scarrozza tutto il giorno insieme a suo marito guidando sempre lei il calesse, non il marito. Ma poi la sera si conforma alla moda del paese adattandosi a sopportare (en soffrant, dice lui) le galanterie del Duca Braschi, nepote del Papa.’ La bellezza straordinaria della marchesa e i suoi amori non passarono inosservati neppure a David Silvagni, ii pi~i importante tra gil storici pettegoli di quel periodo: “era proprio una stella di prima grandezza, corteggiata daIl’astro che sorgeva in quel momento, il Duca don Luigi Braschi, che malgrado il suo recentissimo matrimonio faceva la sua corte alla bella Rondanini”. Quello di Elisabeth fu un “rinfresco d’acque” estemporaneo provocato dal caldo eccessivo di una giomata estiva? No. La performance della bella irlandese fu una vera e propria vacanza balneare ante litteram se èvero che si fermò a Rimini “15 giorni per attuffarsi”. Perché proprio a Rimini? Forse perchè Rimini aveva fama di “spiaggia sicura”? No, tutto troppo prematuro: fama, spiaggia e bagni erano ancora cose di là da venire. Probabilmente la scelta fu dettata da motivi di comodità:
Rimini era a due passi da Cesena, patria e sede degli interessi del suo corteggiatore, l’aitante don Luigi che di Rimini era anche cittadino onorarlo e poteva contare su di una potente zia che vi dimorava, donna Olimpia, sorella del pontefice Pio VI.

(Brano tratto da “La riviera di Rimini” di Ferruccio Farina, Sgr Rimini Notizie, 1993, pag. 7)

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Parco del Conca, 5,5 milioni di euro di risorse

TURISMO – AMBIENTE

– Cinque milioni e mezzo di euro dall’Unione europea e non solo per cercare di dare una carta turistica in più alla costa passando per la bellezza e la tipicità della vallata del Conca da spendere entro il 2013. Si cerca di attirare gli amanti della natura e non soltanto della tintarella con sentieri ciclo-turistici, il ripristino delle fosse dei mulini, la fruizione paesaggistica.
L’idea è stata illustrata lo scorso 20 aprile nell’elegante sala del Centro Del Bianco di Sant’Andrea in Casale (San Clemente). Titolo “Il Progetto Conca. Valorizzazione paesaggistica entroterra-costa” sono intervenuti i vertici della Provincia di Rimini: il presidente Nando Fabbri, gli assessori Cesarino Romani (Ambiente) e Alberto Rossini (Pianificazione), Antonio Gabellini (esperto di fondi comunitari), Lino Casini (biologo).
In sala una cinquantina di persone, tra cui quelli dell’associazione “Quei de Conca”. Grandi assenti gli esponenti politici di Morciano, Gemmano, Montecolombo, Saludecio e Mondaino. Arrabbiati perché gran parte dei finanziamenti sono spesi tra la foce e Morciano?
Rossini: “Il percorso ciclo-naturalistico all’interno dell’area del parco ha le potenzialità per incrementare un turismo di qualità che si possa sviluppare in modo autonomo rispetto alla costa. Ora si tratta di avviare un percorso per avviare la progettazione”.
Romani: “Tre sono gli aspetti fondamentali del nostro territorio che significa anche turismo: “la viabilità, l’acqua del mare e la valorizzazione dell’entroterra. Nonostante le lunghe discussioni, ad oggi il parco del Conca non c’è. Quello che andiamo a fare nasce da un percorso di partecipazione e condivisione. Rappresenta anche il futuro di un cambiamento della società.
Il parco del Conca non deve essere il giardino dell’entroterra per il mare, ma uno spazio con una sua personalità. Con una sua capacità di attirare visitatori”.
Con Progetto Conca l’area protetta passa da 234 ettari (che poi era la zona di Onferno) a 2.500. Ispirato alla Convenzione europea del paesaggio, è una sperimentazione pilota firmata nel 2003. Ha l’obiettivo di tutelare e salvaguardare i valori storici, culturali, naturali e paesaggistici per valorizzare e recuperare il fiume, sia come risorse ambientale e sia come occasione di identificazione sociale. L’ambizione è di diversificare il turismo.
Se è importante fare, quando si ha a che fare con la natura lo è ancora di più investire nel conservare. Dunque, dopo aver speso i 5 milioni di euro, ogni anno va stanziata una somma per la manutenzione; altrimenti si rischia come alcuni anni fa quando furono spesi circa un miliardo e mezzo di lire. Lungo il Conca furono aperti dei sentieri che la natura si riprese. In silenzio.
Sei aree di intervento: 1) patrimonio archeologico e museale; riscoperta di canali, mulini; rapporto alimentazione/territorio; sentieri ciclo-pedonali; integrazione tra strutture urbane e ambiente; corridoi ecologici.

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