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Volley, festa in spiaggia

Giungono ragazzi dalla provincia di Rimini, Pesaro e San Marino. Un vociare sano, colorato, di giovanile allegria assolutamente da non perdere. Che fa bene forse soprattutto agli adulti. Dietro c’è la Polisportiva di Misano e la giornata ne è un po’ il simbolo: educazione e spensieratezza col lo sport.
Lo scorso 23 febbraio, per la prima volta, c’è stata la cena sociale. Conta circa 300 iscritti e balla su questa cifra da numerosi anni. Se un tempo, la si identificava con la pallavolo femminile, oggi non è più così. Il settore con più iscritti è il basket con 110 tesserati.
La pallavolo con le 90 ragazze è soltanto al secondo posto, ma la prima squadra milita e diverte nella D. Dietro c’è un prolifico e vivace vivaio di rincalzo che fa ben sperare per il futuro. Le altre discipline che organizza: tennis (20 iscritti), danza (15), corsi per adulti (20), aerobica (15), ginnastica medica (10).
La Polisportiva si occupa anche della ginnastica alle scuole materne ed elementari. E dà il proprio contributo a far divertire i ragazzi che frequentano il centro estivo. L’altro ramo di attività sono le manifestazioni. Oltre a quella in spiaggia c’è il campo estivo di basket, la camminata durante la Notte rosa, torneo di calcetto. Dai suoi colori è uscito anche un bel giocatore di basket. Thomas Calegari veste la maglia della Crabs Rimini, grande soddisfazione.
Ma a fronte delle attività, del numero dei ragazzi, Luigi Galli (il tesoriere) afferma: “Il nostro problema sono gli impianti. Rispetto all’attività che facciamo, e quella che potremmo effettuare, sono insufficienti. E’ da anni che chiediamo almeno una palestra ben fatta e ben attrezzata. Ad esempio, la pallavolo è costretta a fare due corsi in contemporanea”.




Quelle colonie albergo

LA LETTERA

E’ così tornata alla mia mente di “mezzo misanese” una vecchia questione. per me mai risolta. Tutti questi palazzi di proprietà ecclesiatica (Fusco, Tadini, S.Francesco…) che coprono tanta parte del lungomare misanese, hanno un’autentica funzione sociale, o sono strutture alberghiere a condizioni “particolari” (leggi Ici mano d’opera…)? Perché se ne parla così poco, quando sono tanta parte della Misano più bella?

Il Forestiero




Parole da e ‘Fnil’

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…Fontane sporche – A Misano Mare nelle vie Marconi e D’Annunzio ci sono delle belle fontane di pietra rosa. Sono colonne con arco a botte semplici, essenziali, belle. Sono in uno stato di triste abbandono. Attorno campeggiano cartacce, mozziconi di sigarette, scarti vari e acqua marcia misto terra. Il colore della pietra è stato annerito dal tempo e dall’inquinamento. Basterebbe una buona idropulitrice per riportare i fontanili al colore dei fiori delle tamerici per restare nell’ambito della natura misanese e romagnola. Per la delizia prima dei misnesi e poi dei turisti.

…Misanesi e l’Aquila – Un gruppo di misanesi doveva andare in vacanza sui Monti Sibillini. Per pudore e rispetto, hanno rinunciato al fine settimana e spedito il fondo cassa (700 euro) ai terremotati. La grandezza di un piccolo gesto.

…Nasce Mred – E’ nata l’associazione Mred, acronimo di Misano riformista e democratica. Ufficialmente si è costituita lo scorso 16 aprile; ha in Sergio Morotti il coordinatore. Il suo intento è conservare l’identità più nobile della cultura laica e di sinistra di Misano. Ha ereditato il giornale l’Agina, con il quale colloquierà con i misanesi.




Addio a Meluzzi, bel misanese

IL RICORDO

di Antonio Semprini*

– E’ un compito ingrato quello di ricordare una persona scomparsa. Quando poi lo scomparso è Vincenzo Meluzzi, anzi, il compagno Vincenzo Meluzzi (perché se potesse credo che così amerebbe farsi definire), la cosa è ancora più complicata. E lo è perché nella mente scorre il film di una esistenza che è stata certamente la sua, ma anche la nostra: di amici, compagni, lavoratori, cittadini di Misano e non solo.
Vincenzo avrebbe potuto essere una delle tante meteore che passano e lasciano memoria di sé nella ristretta cerchia di amici e compagni con i quali ha vissuto più a contatto. Ha lasciato, invece, una traccia indelebile.
Arriva a Misano da Verucchio, suo comune d’origine a metà degli anni ’60. Arriva come uno dei tanti “quadri” sindacali che dal “centro” (Rimini) si mandano a reggere la segreteria della Camera del Lavoro di un piccolo Comune, dove ancora non è chiaro quale sia la vocazione economica prevalente tra l’agricoltura, che molti continuano ad abbandonare, ed il turismo che sta facendo i primi decisivi passi per la sua affermazione. Ha alle spalle una legislatura come consigliere comunale di minoranza. A Misano, com’era abitudine di quei tempi, il Segretario della Camera del Lavoro viene candidato dal PCI alle comunali del ’64 e rimane in Consiglio fino al ’70. La fine degli anni ’60 segna l’inizio di una nuova stagione sindacale. Dopo l’autunno caldo del’69 l’unità sindacale CGIL-CISL-UIL diventa un fatto compiuto. A Misano uno dei crucci più grossi per il Segretario il “contratto” dei lavoratori dell'”albergo e mensa” (gli stagionali del turismo). E’ il periodo nel quale, in assenza di un contratto nazionale del settore, si sperimentano i “contratti aziendali”. A Meluzzi non manca l’inventiva e, tanto meno, la determinazione e la capacità di utilizzare le opportunità che gli si presentano.
Esisteva allora a Misano una specie di “nave scuola”. Era l’hotel Ghirlandina (attuale Club Hotel) costruito e gestito dalla Camera del Lavoro di Modena. Lì si sperimentavano i “contratti aziendali” prima di andarli a proporre agli altri operatori privati e lì si tennero, nella prima metà degli anni ’70, i corsi ECAP-CGIL, destinati ai lavoratori stagionali del settore alberghiero.
Poi l’esperienza misanese di Meluzzi finisce e viene chiamato a Morciano alla Camera del Lavoro della Valconca. La chiamata non è un fatto di ordinaria rotazione di quadri sindacali. A Morciano c’è da gestire la crisi della Ghigi, l’intervento delle partecipazioni statali, i primi licenziamenti e le lotte, aspre, che ne seguirono.
Tornato a Misano e venuta a mancare l’incompatibilità che gli derivava dall’essere funzionario sindacale, nelle elezioni comunali dell’85 viene nuovamente eletto consigliere nelle liste del Pci. Ma non rimarrà molto in Consiglio. Ha altro da fare e questo altro è il Centro Sociale. Una creatura sua, per ottenere la quale ha lavorato ai fianchi sia l’allora Sindaco Morotti che gli amministratori della Fondazione Del Bianco.
In questa struttura, che nasce quasi in contemporanea con gli orti, Meluzzi realizza un sogno: con gli orti, dare ai pensionati una forma di distacco dolce dal lavoro unito ai risparmi determinati dall’autoproduzione; con il centro sociale, molto dedito inizialmente al “mangiar sano” (con le erbe) ed alla prevenzione sanitaria (con le conferenze dei medici del servizio sanitario), togliere l’anziano dall’isolamento e dalla solitudine con la possibilità di una vita sociale fatta anche di impegno attivo.
Ma c’è di più: così come era inflessibile nel pretendere il rispetto dei diritti sindacali e politici del lavoratore e del pensionato, altrettanto lo era nella determinazione a non sprecare i soldi pubblici. Se ancora oggi, nel suo Statuto, il Centro Sociale viene indicato come “autogestito”, non è una casualità ma una precisa richiesta di Vincenzo Merluzzi. Era già fermamente convinto di ciò che poi si è avverato: il centro può esistere e funzionare bene senza costi per la comunità.
Mi auguro solo di essere riuscito a dare la caratura dell’uomo: innamorato della politica e del suo lavoro, in perenne difesa dei lavoratori e dei più deboli, non solo per il salario ma anche per l’affermazione dei loro diritti umani e civili.
Così era il compagno Vincenzo Merluzzi: un idealista dotato di concretezza, bonario ma anche cocciuto. Tante volte ci ha fatto arrabbiare, abbiamo tentato di resistergli, ma spesso e volentieri ci ha indotti a scendere a patti. Gliene siamo grati, perché la storia, il più delle volte, gli ha dato ragione.
L’ultima cosa voglio dirla alla compagna di tutta la sua vita: cara Teresa, forse, nel vivo delle battaglie, non ce ne rendevamo conto, ma anche noi, a modo nostro, gli abbiamo voluto bene.

*Sindaco dal ’70 all’82




Politica, traslocare non stressa

Per chi resta a volte può anche emergere una storia bellissima se non si predilige” l’assimetria”, accostamenti a persone o cose che sorreggono fisicamente la foto (anche se l’azzerano) nel confronto perchè “soggetti e contorni” sono troppo forti. Resta un cupo scenario pur venato da un garbato come stai? (patetico) qualcosa di incompleto, perchè di vero si dice sempre che la nostra e una democrazia incompiuta e mentre in un immaginario trasloco verso un tramonto bellissimo con sullo sfondo il sole rosso fuoco attraversato da un gabbiano ti giri e vedi il tuo paese che finalmente vedrà la sua politica democratica compiersi. Senti un po preoccupazione non tanto se ciò avverrà perchè in fondo c’è sempre stata, ma perchè credo che anche in politica i pericoli è meglio sventarli per tempo.Credo che nel modo e nel tempo qualcosa nel meccanismo politico non abbia funzionato come dovuto.Auguri.

Giorgio Pizzagalli




Conad, spazio con sedie tavoli e microonde

ECONOMIA

Una autentica rivoluzione al servizio dei vacanzieri del fine settimana, delle famiglie, dei giovani, di chi lavora. All’interno del supermercato è stato creato uno spazio con tavoli, sedie, sgabelli, forni a micro-onde (ben 4), bibite calde e fredde, dove consumare gli acquisti: lasagne, pollo allo spiedo, spiedini, insalata di mare, o più semplicemente un panino al salame con una bibita. A disposizione anche posate e bicchieri di plastica. Viene inaugurato il 22 aprile alle 9 e trenta del mattino. L’ideale taglio del nastro lo farà il sindaco Antonio Magnani. ‘L’idea – dice Giorgio Cecchini, il direttore del Conad Margherita – non è nostra, ma dei clienti, soprattutto di coloro i quali scelgono Misano durante il fine settimana. In tanti ci hanno chiesto un angolo comodo dove fermarsi e consumare con agio. Così eccoci qua a concretizzare una richiesta. La nostra speranza, ovvio, è che possa avere successo. Ma nel nostro piccolo pensiamo di aiutare il turismo della nostra città”.




Elezioni, in 3 vs Bianchi

LA POLITICA

– La superficie della politica marignanese sembra tra le più quiete della provincia. In realtà sotto è un flusso vorticoso che mette a rischio la rielezione di Domenico Bianchi; di certo non sarà proprio una passeggiata. La sua coalizione deve fare campagna elettorale vera. Andiamo con ordine.
Centrosinistra
Il sindaco Bianchi, al primo mandato, è stato riproposto senza passare per le tagliole delle primarie, che, come avvenuto a Cattolica, Misano e Riccione, ha mandato in frantumi l’apparente monoliticità del Pd. Forse le colpe più che in loco, andrebbero ricercate a Rimini. Andrea Gnassi, il segretario provinciale del Pd, non è stato in grado di gestire le candidature. A dire il vero non proprio un compito facile.
La carta Bianchi non significa sicura rielezione. Infatti, nel suo bacino naturale di voti ha ben tre liste. Quelli di Mente Locale, un gruppo di giovani nati all’interno delle parrocchie per stimolare la politica marignanese. Hanno raccolto le firme per la presentazione della lista in un pomeriggio. Contestano: “l’urbanizzazione massiccia, la carenza di una vera e propria politica di comunità e in generale la mancanza di una visione di San Giovanni nel medio e lungo termine”. Il loro alfiere è Luca Vannoni. Il paradosso è che voteranno Vitali alle provinciali.
La seconda, e pesa, è la volontà di Rifondazione comunista di correre da sola. Massimo Casadei il portacolori che sfiderà Bianchi. Fanno sapere: “Ci hanno preso in giro. Il primo incontro lo abbiamo avuto in marzo. Poi sono spariti e si sono fatti vivi alla fine di aprile e ci hanno proposto il niente. E come niente preferiamo andare da soli”.
Poi c’è la lista di Sinistra critica. Sulla carta è di testimonianza ed è poco organizzata. Infatti, il candidato a sindaco è Ketty Ronchi, una misanese che da un decennio lavora a San Giovanni in Marignano. Ha alle spalle una militanza politica in Rifondazione comunista che risale al ’92. Ha fatto parte della segreteria provinciale e del forum donne. Dal 2004 è consigliere comunale a Misano. Dalla fondazione è entrata in Sinistra critica.
Invece, il centrodestra si presenta compatto ed ha in Luciano Bordoni (area An), consigliere comunale come contendente. Guerrino Aratari, quota socialista, in un primo tempo in pole position come candidato a sindaco, sarà il capolista. Un compromesso, altrimenti una parte del Pdl sarebbe scesa in campo con una lista civica, che avrebbe significato sconfitta sicura per il centrodestra.




Pesci di compagnia, la passione diventa impresa

ECONOMIA

L’azienda è stata fondata nel febbraio del 2008 e si chiama Koi Project. Tre i protagonisti: il marignanese Gabriele Andreani, 26 anni, il corianese Mirco Acquarelli (27) e il misanese Davide Casalboni, 39.
Tutto inizia casualmente nei primi anni del 2000. Gabriele ha la passione dei pesci rossi; nel giardino di casa ha un piccolo laghetto di acqua sporca che fa morire gli animali nell’arco di pochi giorni.
Per puro caso va a trovare Davide, altro appassionato. Nel suo giardino ha una vasca con i pesci colorati e la magia delle ninfee. Lo stagno è di una limpidezza cristallina. Viene colpito. Davide gli spiega che è tutto dovuto all’artigianale depuratore che si è autocostruito. Gabriele gli propone la stessa soluzione per il suo laghetto di forma triangolare in cemento. E qui si accendono una serie di lampadine: quella della conoscenza il più importante. Dato che sono giovani iniziano a navigare in Internet alla ricerca dei migliori sistemi di filtraggio. Ricerca che si estende ai pesci da accogliere nell’acqua. Ricorda Gabriele: “I pesci danno vita, colore, bellezza”. Setacciano gli acquari della zona per trovare i pesciolini più belli. In questo girovagare si imbattono in Mirco. Il terzetto fa comunella e con reciprocità si aiutano. In questi personali viaggi della conoscenza scoprono le carpe koi. Sono dei bellissimi pesci allevati in Giappone; hanno tutti i colori della natura ed anche accesi, da fondali oceanici. Sono mansueti come cani e gatti, fino a mangiare nelle mani. In Giappone le carpe in origine erano utilizzate nelle risaie per combattere le zanzare. Ora, quelle risaie sono diventate i maggiori centri di allevamento mondiale di carpe koi. I laghetti dei tre amici si ingrandiscono e si impreziosiscono con le preziose specie giapponesi.
Un altro passaggio ma ancora inconsapevole verso il rischio di fare impresa passa sempre per la rete. Aprono un forum dove fare incontrare gli appassionati delle carpe giapponesi. Altra tappa, mettersi insieme e acquistare all’estero, soprattutto Germania ed Olanda, per abbattere i costi. Tornando all’oggi, i tre amici hanno progettato e realizzato una dozzina di laghetti e venduto molti pesci ed attrezzature. Ora, l’obiettivo è di farne una vera e propria attività redditizia. Il loro è soltanto uno dei cinque punti vendita italiani; in Germania ce ne sono 1.500. In Europa gli appassionati di carpe koi sono milioni. Fanno gare di bellezza e si stampano riviste di settore. Gli amici marignanesi sono autentici pionieri che si stanno muovendo al meglio. Il loro sito aggiornato a febbraio ha avuto 2.200 ingressi e venduto per alcune migliaia di euro. Curiosità: una carpa koi va da un minimo di 50 fino a molte decine di migliaia di euro. E può vivere molte decine d’anni. Più dei gatti e dei cani.




Una finestra su San Giovanni

LA CULTURA

– “Quando l’architetto Mauro Landi e la signora Anna Cecchini, alcuni mesi fa, ci hanno presentato questo progetto mirato alla riscoperta ed alla valorizzazione della storia locale del territorio marignanese, abbiamo aderito con piacere perché consapevoli del valore aggiunto che l’opera rappresenta al bene comune di questi luoghi”. Con queste parole Fausto caldari, presidente della Banca di Credito Cooperartivo di Gradara racconta le ragioni del sì dell’istituto di credito alla pubblicazione del libro “Una finestra su San Giovanni”.
Continua Caldari: “E’ la storia di un paese radunata intorno alle voci locali tra passato e presente, dove radici e vicende si intrecciano per dare al ricordo uno spessore comunitario. Il nostro istituto non poteva rimanere insensibile a tutto questo, di fronte ad una mobilitazione collettiva volta a narrare la storia dei luoghi e delle genti di San Giovanni in Marignano per fissare la memoria del ‘900”.
Sottotitolo “Voci di memoria tra passato e presente sui luoghi dell’abitare”, il volume raccoglie ricordi lontani nel tempo ci offrono sensazioni particolari e fanno rivivere episodi dimenticati. Si rivedono personaggi orgogliosi e forti nelle loro convinzioni e nei loro ideali, che con i loro comportamenti hanno caratterizzato un’epoca, hanno promosso nuove idee, nuovi progetti, favorendo trasformazioni economiche e sociali importanti, dove le svolte epocali della storia più o meno recente hanno determinato nuovi valori, nuove esperienze, nuove priorità.
Il differente modo di vivere, la capacità di confrontarsi, la volontà di cambiamento ha rappresentato il filo conduttore di un’epoca che ha portato ad un progressivo sviluppo dei borghi e del paese.
Leggendo questo testo, ognuno è portato a ripensare alla vita passata, a rivivere episodi, a rivedere cose, volti e luoghi familiari; la fotografia di un paese che rinasce tra passato e presente, interrogandosi.
A cura di Anna Cecchini, con la collaborazione di Luca Vannoni e Vincenzo Zangheri, il libro viene presentato il 24 maggio alle 16.30 in piazza Silvagni. Intervengono: Fausto Caldari (presidente della Banca di Credito Cooperativo di Gradara), Mauro Landi (presidente della Pro Loco), Domenico Bianchi (il sindaco), Claudia Montanari (vice-sindaco e assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni in Marignano), Tiziana Mattioli (docente di Letteratura Italiana Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”). Saranno presenti i protagonisti delle storie raccolte.




Bcc Gradara: economia e sociale

Appuntamento allo Snaporaz di Cattolica alle 8.30. Si voterà anche l’aggiornamento dello statuto. Utili a 4,250 milioni di euro. Raccolta diretta 513 milioni (+12,7%); impieghi 440 milioni (+10,9%). Quasi 700mila euro nel sociale

BCC GRADARA – BILANCIO 2008

– Una banca in salute nonostante la crisi che sta coinvolgendo il mondo e come sempre un forte impegno nel sociale. Sono le due facce della stessa medaglia della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. I soci sono chiamati a votare il bilancio 2008 il prossimo 17 maggio, con inizio alle 8.30 al teatro Snaporaz di Cattolica. Ecco gli indicatori economici 2008 che verranno presentati all’assemblea: utili 4,250 milioni di euro; raccolta diretta 513 milioni (più 12,72%); impieghi 440 milioni di euro (più 10,9 rispetto all’anno precedente). Per adeguarsi alle direttive della Banca d’Italia, i soci, in seduta straordinaria, devono votare anche delle modifiche allo statuto.
Il presidente Fausto Caldari commenta l’anno economico appena archiviato: “I numeri portano ad una riflessione estremamente interessante per la nostra attività bancaria, a conferma della bontà del nostro modello di riferimento e della politica perseguita negli ultimi anni.
Si potrebbe affermare che questa crisi ha rafforzato le Bcc.
Da più parti, infatti, si sente ripetere, che il Credito Cooperativo con il suo rapporto diretto col territorio, con la vicinanza ai soci, ai clienti, con l’attività imperniata sul tradizionale mestiere di raccolta ed impiego locale delle risorse, costituisce un modello vincente, da prendere come esempio. Un modello, la cui reputazione è molto cresciuta negli ultimi dieci anni, riconosciuta da autorità politiche e monetarie”.
Crescere nella cooperazione
Alla crescita economica attraverso il credito, si è confermata anche nel 2008 la particolare sensibilità dell’istituto volta ad elevare la qualità della vita e, come diretta conseguenza, l’attenzione verso i cittadini del territorio in cui opera. Impiegati quasi 700.000 euro in più campi: salute, volontariato, arte e cultura, istruzione e formazione, tempo libero, culto, famiglia.
Ecco alcuni interventi. Ne sono chiari esempi la donazione di una nuova ambulanza dotata di strumenti di primo intervento alla Croce Rossa Cattolica Valconca, il mammografo di ultima generazione all’Ospedale Cervesi di Cattolica. Confermato l’erogazione di un sostanziale contributo all’Istituto Oncologico Romagnolo, volto al mantenimento presso l’Ospedale cattolichino del servizio di assistenza psicologica a pazienti affetti da tumore ed ai loro famigliari.
Portate a termine numerose iniziative a beneficio dei giovani. Tra queste ricordiamo la terza edizione della Borsa di Studio BCC Gradara, intitolata alla memoria del Prof. Guido Paolucci e la seconda edizione del Premio “Giovani Talenti”. Per restare nel campo della cultura non poteva non continuare il rapporto di collaborazione con la Civica Università di Cattolica.
Positivo è stato il riscontro della rinnovata convenzione con la Piscina Comunale di Cattolica e del mantenimento delle convenzioni precedenti con le Palestre Universum Klub e Body Project di Cattolica.
L’Ufficio Soci ha rivestito un ruolo di primissima importanza, risultando il principale riferimento aziendale del socio per ricevere informazioni sulle iniziative volte a risaltarne lo status ed il senso di appartenenza.
Nel 2009 si proseguirà sulla stessa strada: contribuire allo sviluppo economico, con il sociale come fondamentale attività collaterale.

Assemblea, la giornata

– Intenso il 17 maggio, giorno dell’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Ecco la giornata.
8.30 – presso il Teatro Salone “Snaporaz” di Cattolica in Piazza Mercato 1 assemblea.

PRANZO O CENA SOCIALE
Ai soci, nella stessa giornata, verrà offerto il pranzo, o la cena sociale, fruibile a scelta, presso il ristorante “Hostaria del Castello” di Gradara.
Pranzo sociale a buffet con inizio alle ore 12.30 e chiusura alle ore 15.30. Seguirà uno speciale intrattenimento.
Cena sociale a buffet con inizio alle ore 18.30 e chiusura alle ore 21.30. Seguirà uno speciale intrattenimento.

Fanano, apre Bancomat

Servizio al cittadino. In quest’ottica si legge l’apertura del servizio Bancomat a Fanano di Gradara, la frazione in costante crescita in numero di abitanti e nell’insediamento produttivo. Ennesimo esempio di miglioramento dei servizi verso i clienti.

Energie rinnovabili, premiate le eccellenze

– Il Lido delle Sirene, stabilimento balneare in Riccione e l’Agriturismo Country House Ca’ Virginia (Montecalvo in Foglia) sono due clienti della Bcc di Gradara. Finanziati dalla banca, sono stati premiati per aver installato impianti fotovoltaici in grado di produrre energia rinnovabile. Il Concorso è stato indetto da Legambiente Marche e Federazione marchigiana Bcc in collaborazione con l’Università politecnica della Marche. Da anni la Bcc è in prima linea, finanziando chi adotta tali tecnologie.

Svizzera col Trenino Rosso nel cuore della natura

– Un abbraccio alla grandiosità delle montagne. E ogni tanto le case, la quiete dei villaggi, il silenzio dei laghi. Sia a destra, sia a sinistra. La neve sui tetti e i campi di sci attorno. Un viaggio nell’anima della natura compiuto sul famoso Trenino Rosso del Bernina, Svizzera ladina. Sono solo alcune delle sensazioni lasciate dall’ultimo viaggio sociale della Bcc di Gradara a Saint Moritz, dal 17 al 19 aprile. Per i soci in programma altri due appuntamenti: dal 28 settembre al 5 ottobre in l’Egitto. Le Isole Mauritius (dal 29 novembre al 6 dicembre, prenotazione entro il 29 maggio), chiudono le uscite del 2009. I programmi dettagliati dei viaggi sono disponibili anche sul sito internet www.gradara.bcc.it.