Rimini Fiera, volano da 600 milioni di euro

FOCUS

di Francesco Pagnini

– Se già a fine 2007 il presidente dalla Fiera di Rimini Lorenzo Cagnoni aveva “inserito” le politiche di gestione di RiminiFiera spa in una logica di “sviluppo” del territorio di Rimini, a fine 2008 ha candidato la sua “creatura” a fungere ancora di più da volano economico, per contrastare come meglio si può la crisi. E per farlo la Fiera non intende chiudersi nella “casamatta” delle manifestazioni consolidate, in attesa di tempi migliori, bensì dirigere l’imbarcazione sempre più in mare aperto, competere dove c’è da competere, con attenzione ma senza paura. E’ quanto emerso nella consueta conferenza stampa di fine anno svoltasi il 15 dicembre.
Stile asciutto, preciso, impeccabile, il presidente Cagnoni, fresco di riconferma al timone di quello che è uno dei colossi economici della provincia, non ha nascosto le ombre che, sempre più tetre e copiose, offuscano il mercato fieristico nazionale, oltre che locale. E spiegato che ci sono due strade per affrontarle: “quella di serrare i ranghi, controllare i conti, puntare sulle manifestazioni consolidate, aspettando che la crisi passi, oppure quella di rilanciare, puntare su nuove manifestazioni a prezzi competitivi, investire, anche se il momento è difficile, in stretta collaborazione col territorio, per farlo a sua volta crescere. Noi optiamo per questa seconda strada, e i conti ci permettono di farlo, anche se comporterà delle spese, specie per le nuove iniziative, per qualche anno, il tempo che, secondo gli osservatori, dovrebbe durare la crisi”.
Una scelta che si sostanzia con un ampliamento deciso delle manifestazioni. Sono in particolare quattro i nuovi eventi sui quali punta la fiera, oltre alla riconferma di quelli esistenti ed ormai noti. Così, nel 2009, dovrebbero vedere la luce White and blue, fiera della nautica di lusso che si terrà alla darsena “e che non è la riproposizione del defunto Nautex” ci tiene a precisare il presidente; Technodomus, su legno ed edilizia, in collaborazione con Scm, Biesse e Cefla; Spazio, salone del mobile, ma rivisto e corretto; infine una manifestazione sull’efficienza energetica.
E quindi i conti, grazie ai quali la strategia di Cagnoni potrà essere applicata, e che sono buoni nonostante nel secondo semestre 2008, ha detto il presidente, “su alcune manifestazioni si sono visti i primi sintomi di sofferenza”.
RiminiFiera Spa chiude il 2008 con un preconsuntivo di 63,1 milioni di euro di ricavi (più 9,5 per cento sul 2006, anno di confronto per la presenza delle stesse manifestazioni). Il Mol (Margine operativo lordo, la differenza tra i ricavi ed i costi prima di aver pagato gli oneri finanziari, gli ammortamenti e le tasse) ammonta a 19,8 milioni di euro (meno 4,7 per cento). I ricavi del gruppo portano invece ad un preconsuntivo di quasi 96 milioni (più 12 per cento) con un Margine operativo lordo di quasi 23 milioni (quasi in linea col 2006). Buona la situazione debitoria, passata da 51 a 35,5 milioni (meno 30 per cento, stessa percentuale di calo del debito del gruppo, che si attesta sui 39,6 milioni).
Per quanto riguarda il 2009 la previsione di ricavi è di 58,2 milioni (più 13,9 per cento sul 2007, anno di comparazione utile), con un Margine operativo lordo di 14,4 milioni (meno 9,6 per cento). Il gruppo invece prevede un fatturato di 90,7 milioni (più 11,6 per cento) e un Margine operativo lordo di 17,5 milioni (meno 5,3).
Conti che, come detto, serviranno per affrontare la crisi “in mare aperto”, ma che per quanto buoni non consentiranno, viste le prospettive di mercato, di quotare in Borsa il gruppo.
“Con gli attuali scenari l’ingresso in Borsa è divenuto un obiettivo evidentemente non conseguibile – ha detto Cagnoni -. Presenteremo una proposta alternativa: inizieremo a discuterne per trovare una soluzione entro primavera”.
Domanda: ma ad un’azienda pubblica serve la sirena ammaliatrice della Borsa? Quando ha la capacità di andare a prendere in prestito il denaro direttamente alla Cassa depositi e prestiti ad un tasso davvero favorevole grazie ai soci.
Dalla quotazione in Borsa dipenderanno i finanziamenti con i quali si proseguirà nella costruzione del Palacongressi di Rimini che dovrà rispettare i tempi (“vigileremo su questo, e sulla qualità dell’esecuzione”, ancora il presidente).
Altro sogno che pare sempre più difficile da realizzare per RiminiFiera Spa, è lo sposalizio con la fiera di Bologna. “Il mio tasso d’ottimismo è diminuito” ha confessato Cagnoni, considerando d’altra parte che “soluzioni surrogato come accordi commerciali o patti sui servizi possono essere utili, ma non risolutivi” e ribadendo che “l’integrazione sarebbe conveniente per entrambi dal punto di vista strategico”.
Intanto, Rimini prenderà in esame, molto seriamente, il bando per la fiera di Belgrado (se Bologna vuol essere della partita è la benvenuta, ha fatto capire Cagnoni) e il grado di “internazionalizzazione” di RiminiFiera è in costante aumento.
Nel 2008 si è svolta a Dubai l’edizione emiratina di Sia Guest e, in partnership con “Fiere & Comunicazioni”, la prima edizione di Sun Dubai. Poi il Fithep Do Brasil a San Paolo, l’eccellente debutto di Sigep Usa ad Atlantic City ed Ecomondo Russia a Mosca. Per Ecomondo è tra l’altro allo studio lo sbarco anche negli Emirati Arabi, luoghi dove le emergenze ambientali sono purtroppo già ben presenti. Infine, sempre nel 2008 a Rimini Fiera?sono stati organizzati 2.052 incontri d’affari, coinvolgendo?674 aziende italiane e 253 buyers stranieri provenienti da 36 diversi Paesi.

SOCI

Gioiello pubblico

– Terza in Italia, dietro le cugine di Milano e Bologna, la Fiera di Rimini è uno dei gioielli pubblici della piramide economica del territorio. Provincia di Rimini, Comune di Rimini e Camera di Commercio, in parti uguali, controllano l’85 per cento delle azioni; il resto ad una serie di investitori del territorio. Ogni anno ospita 40 manifestazioni, trenta sono proprie.




Galli, premiato il lavoro

Realizzato con il contributo del Comune di Riccione ed il patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Rimini, il libro è il frutto di quattro anni di ricerche e interviste sulle memorie di guerra dei propri conterranei, includendo diciotto racconti scritti dall’autore assieme ad ogni testimone, contestualizzandoli con prefazione storica, mappe dell’epoca e galleria fotografica.
All’interno del progetto, sono stati realizzati anche uno spettacolo teatrale, rappresentato più volte in questi anni, ed un sito web (www.lacittainvisibile.it) sul quale è possibile ascoltare, dalla voce di ogni testimone, un estratto di ciascun racconto.
Il volume, 646 pagine, di cui 143 a colori, corredate da 325 immagini, è disponibile nelle principali librerie riccionesi e riminesi.




Elementari, quel 35 per cento che non paga la mensa

Si potrebbe dire che è un momento difficile per le famiglie. La congiuntura economica negativa si fa sentire anche a Riccione e i dati in possesso dell´assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Riccione evidenziano in modo allarmante il problema. Ma la data è prima della crisi piombata all’improvviso.
Dunque, non è così. Probabilmente è vero per una piccola schiera di famiglie. Se il dato fosse vero sarebbe davvero allarmante. Significa che una delle città più ricche d’Europa è anche una tra le più inique. E’ vero che la società italiana è la più diseguale tra le nazioni occidentali, e per qualcuno, papa in testa, questo è immorale e bisogna intervenire.
Purtroppo si teme il classico malcostume italico. Quello della furbizia sempre e ad ogni costo. Senza pudore. Che non aiuta l’uguaglianza tra le classi sociale e concedere la dignità minima alle famiglie.




Pd: Pironi-Galli, sfida all’ultimo voto

LA POLITICA

– Quando si dice un duello all’ultimo respiro, con copioso spargimento di sangue si dà il senso, ma si è lontani dalla realtà. Insomma, la fantasia è meno fantasiosa dei fatti degli uomini. Tra Massimo Pironi e Fabio Galli la campagna per le primarie è davvero un duello rusticano, buono per dare lo spunto allo scrittore Giovanni Verga: solo che nell’avvincente racconto ottocentesco c’era una donna; qui il potere. Che come dicono a Napoli è sempre meglio che passare il tempo in dolce compagnia per usare un eufemismo. Forse perché il potere permette dolci serate e le serate non il potere.
Chi vincerà sarà l’esponente del centrosinistra per provare a succedere a Daniele Imola alla guida della città. E dovrà governare un territorio con interessi miliardari, che dopo Rimini mena il grande gioco del potere economico e sociale della provincia. Che decide i destini di non solo i 33.000 riccionesi, ma dei 300.000 abitanti del comprensorio provinciale.
La portata dello scontro è su più livelli: il tempo, gli schieramenti, gli affondi.
La corsa tra gli esponenti del Pd è stata la prima a partire nella provincia di Rimini; dove c’è un capannello con tre persone i due si fiondano per uno spot: per convincere. Stanno battendo palmo a palmo i quartieri riccionesi. Per certi versi è un bel vedere; è un rapporto diretto coi cittadini.
Il livello dello scontro lo si può leggere anche tra i sostenitori di Pironi-Galli.
Con il primo ci sono l’ex sindaco Massimo Masini, Valeriano Fantini, l’attuale vice-sindaco Lucio Berardi, Giuseppe Savoretti, Sabrina Vescovi, Alessandro Casadei, Tiziano Solfrini.
Col secondo l’attuale sindaco Daniele Imola, Stefano e Andrea Piccioni, Francesco Cavalli, Chicco Angelini, Serafino Angelini, Riziero Santi.
Sauro Tonti, il segretario del Pd, non prende posizione e controlla il rispetto delle regole.
Gli affondi sono terribili, anche se all’esterno, alla città, con fair play giunge poco, o punto. Le schermaglie più frequenti: il vecchio che si rinnova (contro Pironi). Il falso rinnovamento (contro Galli).
Se la scelta di Pironi fa parte del gioco della vita, la sua discesa in campo ha deluso coloro i quali lo hanno votato per portarlo nel consiglio regionale tre anni fa. Si sentono traditi. Voce comune: “Si doveva dimettere. Troppo facile tenere il piede in due staffe. Ed è possibile che il Pd, casa Ds, non abbia nessun rappresentante a Bologna? (il suo posto non sarà preso da un esponente della provincia di Rimini, ndr). O forse al prossimo giro poteva essere assessore regionale”.
Pironi ha alle spalle una carriera politica formidabile, costruita nelle retrovie con una disponibilità assoluta: sempre gentile, sempre presente. E’ stato assessore a Riccione, assessore in Provincia (presso la quale ha ben difeso gli interessi di Riccione). Tre anni fa la candidatura in Regione e l’elezione. Poi, la decisione di scendere in campo per contrastare il più giovane Galli e proporsi come prima punta.
Un novizio della politica Galli; è passato dalla segreteria dei Ds; la chiamata di Imola nella sua giunta. Fino alla candidatura.
La sfida si giocherà all’ultimo voto. I pironiani sperano in un’affluenza alta; i galliani, che ha con sé buona parte del partito, in una bassa. E anche su questo è battaglia.




Foro Boario

…Qua la mano! – Si dice che nella stretta di mano ci sia la personalità dell’essere umano; la considerazione che si ha dell’altro. La reciprocità. Insomma, l’umanità in un particolare. E sulla forza con cui la si stringe si sono costruiti molteplici schemi sui valori. Sotto Natale si stringomo miriadi di mani in segno benaugurale. Molto attivo è Mario Bullo. Davanti al teatro “Ronci” di Morciano incontra un’amica che gli porge la mano inguantata. Afferma Bullo: “Così non la voglio!”. “Sta a te scoprirla!”.

…Ciotti, finito il gioco? – La politica vera è così. Oggi il potere che come è arrivato inaspettatamente ti abbandona senza troppi perché. Il sindaco uscente di Morciano, Giorgio Ciotti, per 10 anni monarca asssoluto, vorrebbe gestire anche la sua successione nel centrodestra sempre da monarca. Vorrebbe scegliersi il candidato a sindaco, nominare gli assessori e comporre la lista che dovrebbe combattere il centrosinistra. E se Giorgio Ciotti facesse una bel salto della quaglia. Sorprenderebbe tutti anche se stesso.




“A casa della mia suocera”

– Il 7 febbraio al Centro parrocchia1e 1’associazione Culturale “Noi ci Proviamo” andrà in scena con un inedito teatrale scritto da Giordano Leardini, due atti brillanti dal titoto “At chesa dla mi madregna”. Ormai 1’associazione fa parte della tradizione cittadina; tutti gli anni in febbraio va regolarmente in scena per portare un po’ di buon umore e distogliere le persone dalla solita routine quotidiana davanti al televisore. La commedia è molto attuale: parla delle ingerenze di una suocera e del genero in cassa integrazione. Il divertimento è assicurato.




Macanno, un presepe speciale

Basta spolverare un po’ il bambino che è in noi, raccogliere quel che resta della propria fede, aggiungere un pizzico di passione e di fantasia e voilà!!! Il presepe è fatto. In via Madame Curie a Cattolica, i fratelli Franca e Gianfranco Sparacca hanno realizzato un presepe speciale che l’anno prossimo, con l’aiuto della loro parrocchia, diventerà anche uno strumento di solidarietà.
La particolarità di questa rievocazione artistico-artigianale sta nel fatto che molti personaggi che lo compongono sono realizzati intrecciando fil di ferro, vestendoli con lana e vestiti fatti a mano. Come i bellissimi Re Magi, ma anche gli animali come le pecore e i cammelli realizzati con la stessa tecnica sembrano essere usciti dal più fornito negozio del centro. E invece sono frutto della ricetta sopra descritta e dell’aiuto che i due hanno ricevuto da amici e famigliari. Inoltre, cartapesta, acqua che scorre e muschio di Montegridolfo. Risultato un lavoro splendido senza troppi fronzoli ma con tonnellate di spirito Natalizio. E l’anno prossimo, di certo, migliorerà.

Claudio Casadei




Il ferroviere di Germi




Torconca, il lamento del quartiere

IL SONDAGGIO

[img align=left]http://www.lapiazza.rn.it/gennaio09/torconca-il-lamento.jpg[/img]

– Affollata assemblea lunedì 15 dicembre presso il Bar Euro per discutere insieme ai cittadini di Torconca del questionario-inchiesta “Decido anch’io la mia città” organizzato dall’Associazione Arcobaleno di Cattolica. Gli abitanti del quartiere sono stati molto partecipativi segnalando diverse cose che non funzionano, dialogando col prof. Alessandro Bondi, capogruppo consigliare dell’Arcobaleno.
Il traffico di via Po e via Oriolo, la precarietà di strade e marciapiedi (quando esistono), la difficoltà di parcheggio in via Costituente e altre strade a fondo cieco. Difficoltà di viabilità e parcheggio nelle numerose stradine laterali tra via Po e via Lugo. E poi la mancanza di giardini, la cattiva manutenzione del verde pubblico (soprattutto alberature), la carenza di fogne nella zona Cantoniera e zona di via Toscana che causano dannosi allagamenti dopo ogni pioggia.
L’assenza di vigili urbani e forze dell’ordine, la carenza di trasporto pubblico, la presenza di un’antenna per la telefonia mobile che doveva essere rimossa poco dopo la sua installazione, ma che ancora è lì.
E ancora: mancanza di spazi per i bambini, assenza di uffici decentrati (non esiste neanche uno studio medico!), la preoccupazione di vedere una nuova colata di cemento tra il campo sportivo e la strada statale (cosa che purtroppo è già nei piani dell’Amministrazione comunale).
I cittadini di Torconca segnalano che qualche tempo fa vennero raccolte più di 100 firme per fare un piccolo parco o un parcheggio in via Lugo. Ma dal Comune nessuna risposta.
Insomma, l’orgoglio di appartenenza del quartiere lascia il posto alla critica e al senso dell’isolamento dal resto della città. L’Amministrazione comunale viene messa sul banco degli imputati.
I questionari compilati sono stati circa 150 (13% del corpo elettorale del quartiere). I maschi hanno superato le femmine di circa 20 punti. Questo dimostra che l’interesse dei problemi sociali e politici viene ancora prevalentemente declinato al maschile. Le annotazioni sono 161, ricche di denunce, ma anche di proposte.
Dalle percentuali risulta che il quartiere si è espresso in maniera più decisa; infatti sono ben 40 le risposte dove il “non so” e il “non risponde” sono inferiori alla media cittadina.
Le risposte di forte critica sono: assenza di giardini e verde pubblico (78%), cattiva manutenzione (64%), strade malridotte (69%), marciapiedi fatiscenti o inesistenti (72%), mancanza di spazi per i bambini (69%), mancanza di luoghi pubblici d’incontro (72%), carenza di servizi per anziani (48%), carenza di spazi per i giovani (63%), inefficienza degli uffici comunali (46%), preoccupazione per l’antenna di telefonia mobile (72%), assenza di vigili urbani e forze dell’ordine (88%).
I cittadini di Torconca sono contrari alla privatizzazione dei servizi pubblici (56%), pensano che il Comune non sia vicino ai bisogni dei cittadini (71%), non si sentono informati sulle scelte del Comune (82%), sostengono che il Comune di Cattolica non sia trasparente (61%), e che non fa niente per favorire la partecipazione dei cittadini (65%).
Pensano invece che la partecipazione sia importante (92%), e sono d’accordo di essere consultati (66%).
Il quartiere Torconca si sviluppa negli anni ’50 e ’60 da una forte immigrazione proveniente dall’entroterra. Forte anche la presenza di emigranti all’estero che ritornano e si fanno la loro casetta. Zona rossa con forte prevalenza di operai che via via diventano impiegati, commercianti e artigiani, soprattutto i figli. La nuova area di sviluppo urbanistico si è concentrata nelle vie laterali di via Oriolo. La prossima fase sarà la costruzione di centinaia di appartamenti tra via Lugo a la Nazionale.
La promiscuità dei confini col lato San Giovanni (Villaggio Santa Lucia) mette in evidenza che le strade, marciapiedi, illuminazione della parte di San Giovanni sono molto più ben curate.




Cenacolo, incredibili morcianesi

– Egregi Signori Soci,
in occasione del Quarantennale della Fondazione del Sodalizio, era nostra intenzione invitarVi ai festeggiamenti del Quarantesimo anno di attività, ad una cena pantagruelica che si sarebbe dovuta tenere all’hotel Excelsior di Via Veneto a Roma… ma considerato che la nostra Nazione sta momentaneamente attraversando un periodo alquanto delicato, visti le casse integrazioni ed i licenziamenti, abbiamo deciso di dare l’esempio limitandoci ad una pizza e birra al ristorante ‘Locanda San Pietro’, Montefiore Conca, martedì 30 dicembre ore 20,15″.
Questa è la lettera scritta da Piero Antonioli e spedita agli amici-soci del “Cenacolo”, per l’occasione serata allargata ad altri invitati. In tutto una ventina di vecchi e nuovi amici che discutono, cantano, si lanciano in battute pepate senza fronzoli. Ma una volta fuori non esce mezzo sospiro, neppure sotto tortura o per soldi. Si parla di cose serie, ma soprattutto si fa pettegolezzo sugli amici, su se stessi, sui morcianesi. Nell’appuntamento dello scorso 30 dicembre, dato i tempi, si vota per il Comune il prossimo giugno, si sono deliziati con la politica. “Ma al noste iè patachedie”.
La parola Cenacolo sta per Circolo epicureo nazionale amatori convegni ottimali logorroici occasionali. Nella denominazione c’è lo spirito del drappello. E per certi versi quel sacro senso di appartenere alla morcianesità. Essere morcianesi significa sventolare una bandiera fatta con colori di piccante umorismo, di scanzonata leggerezza di vita, di uno spassionato amore per il superfluo, non meno che una irracontabile intraprendenza commerciale ed imprenditoriale. E’ una comunità che sa rigenerarsi ed affrontare i tempi col giusto piglio.
Tutto nacque 40 anni fa. I fondatori, anno più anno meno, erano poco più dei giovanotti. Gli ispiratori della brigata: Carlo Ghigi, Bruno Amadei, Fiorenzo Mancini, Gianerico (Gianni) Ghigi, Paolo Paolini, Riccardo Rossetti, Alberto (Bertino) Montanari, Piero Antonioli e Leonida (Leo) Mancini. Di costoro è scomparso prima del tempo Riccardo Rossetti, portato via nell’86 causa un incidente stradale.
Grazie alle piacevolezze delle serate, negli anni il cerchio degli invitati è sempre cresciuto; gli incontri sono cadenzati almeno una volta al mese. E per molti farne parte è motivo di orgoglio.