Variante Ikea, burocrazia e sconvolgimenti economici

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Approvato il Piano territoriale di coordinamento della provincia, per il quale ci sono voluti diversi mesi, sembra concretizzarsi l’inaugurazione prevista tra marzo e aprile 2009.
Al centro di aspre lotte e polemiche, l’Ikea ha subito un primo rinvio, da agosto 2008 ad un non determinato autunno 2008. Come mai, nonostante lo stabile costruito in tempi record e praticamente completato, non poteva aprirsi al mercato?
Le autorità provinciali e comunali hanno sempre sottolineato l’incombenza burocratica e i necessari dilatati tempi per licenze, cambi di destinazione – da area per la vendita all’ingrosso ad area per la vendita al dettaglio – e piani della Provincia.
Con toni sempre più accentuati, si aggiungono poi le polemiche degli operatori preoccupati per il destino delle altre attività commerciali al dettaglio, considerando la recessione, la crisi finanziaria e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie.
Il comitato dei borghi di Rimini sostiene che una rivendita di oltre quindici mila metri quadri costituirebbe un ostacolo all’attività terziaria – dunque al piccolo artigiano – quale settore che da sempre è stato al centro del nostro sistema economico.
Parere negativo poi da Confcommercio, Confesercenti e Cna, favorevoli contrariamente all’indizione di un bando pubblico per l’acquisizione della area adiacente al Caar riminese; ma il rappresentante comunale di Forza Italia, Ravaglioli, nonostante proponga di non riconoscere alcuna agevolazione fiscale al progetto, sostiene che comunque Ikea sia un’attrattiva notevole e dunque rappresenti indubbiamente un beneficio per la zona.

Laura Santoni

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