Turismo, ‘a fuoco’ da 11 fotografi

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LA MOSTRA

La via che si è pensato di percorrere è stata quella di far ritrarre Riccione solo da fotografi ‘del posto’: Isabella Balena, Silvio Canini, Giorgio Conti, Piero Delucca, Gianni Gori, Daniele Lisi, Flavio Marchetti, Giampaolo Proni (partecipa con un racconto), Romano Sanchini, Eleonora Scarpellini, Valerio Vasi

– “TURISMI” è il titolo della mostra inaugurata il 23 agosto scorso presso la Villa Mussolini. Organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Riccione con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. La prestigiosa mostra chiuderà i battenti il 30 novembre. Orario: fino al 14 settembre dalle 20 alle 23, chiuso il lunedì. Dal 16 settembre dalle 16 alle 20, aperto solo il sabato e la domenica.
Catalogo pubblicato dall’editore Guaraldi, i protagonisti della mostra fotografica sono: Isabella Balena, Silvio Canini, Giorgio Conti, Piero Delucca, Gianni Gori, Daniele Lisi, Flavio Marchetti, Giampaolo Proni (partecipa con un racconto), Romano Sanchini, Eleonora Scarpellini, Valerio Vasi. Il bell’allestimento della mostra curato da Roberto De Grandis, aggiunge un pizzico di artisticità.
“Come raccontare Riccione, una città balneare nota in tutto il mondo, con immagini capaci di superare i luoghi comuni? – si chiede la curatrice della mostra Gigliola Foschi, nella presentazione del catalogo – Come evitare stereotipi e fotografie patinate, quali quelle proposte dalle riviste di turismo? La via che si è pensato di percorrere è stata quella di far ritrarre Riccione solo da fotografi ‘del posto’: autori dunque che intrattengono con questa città un rapporto intenso e di lunga data, o perché vi abitano o perché vi sono tornati più e più volte”.
Gigliola Foschi dopo avere passato in rassegna le tematiche, gli stili e l’interpretazione delle opere esposte, conclude dandosi le risposte ai quesiti iniziali. “In definitiva ci sembra che gli autori siano riusciti a superare ogni sterile contrapposizione tra lo stupore del nuovo e l’assuefazione al già visto. Grazie ai loro sguardi segnati da emozioni, ricordi, amori e anche intolleranze, ci hanno restituito una pluralità di immagini e approcci visivi che forse rivelano Riccione nei suoi aspetti più intimi e meno scontati”.
Tra le cose più pregevoli della mostra, senza nulla togliere al valore degli altri autori, le fotografie del misanese Flavio Marchetti e l’intervento del docente dell’Università di Venezia, il riminese Giorgio Conti.
Sul primo Gigliola Foschi scrive: “… Le sue fotografie ci mostrano una cosa (la barriera di corpi sulla spiaggia per ferragosto) per raccontarne una più profonda. Il loro vero soggetto non sono i bagnanti e neppure la spiaggia, ma quel mare reso lontano e inarrivabile a causa della loro presenza ingombrante, indistinta ed eccessiva”.
Giorgio Conti, nel suo intervento, sintetizza lucidamente il percorso storico-sociologico della storia turistica di Riccione: “Dalla terra alla sabbia: i pionieri del turismo”; “Dalla sabbia alla polvere… di stelle: altri turismi”; “Meno sabbia più silicio: oltre il turismo”.
“Oltre il turismo – scrive Conti – significa capire che non esiste più una destinazione monocolturale-balneare, ma sono nati i Mille turismi delle motivazioni: si è passati dal Turismo di massa a quello delle tribù. Per attrarre le tribù è necesario saperle informare-catturare nella rete, capire che l’informazione e i servizi, sul e per il turismo, sono più strategici delle stesse strutture e risorse primarie”.
Ma Conti va oltre, intravvede già le criticità che la nostra Riviera si troverà di fronte nei prossimi anni. “Un nuovo senso di distruzione sembra aleggiare sulla Riviera Romagnola e non solo a Riccione. Gli aspetti e gli impatti dei Mille Turismi, con i loro grandi numeri e la paralisi del traffico, hanno generato un sempre più esteso movimento popolare impegnato nell’Antiturismo: si è passati dall’euforia del Turismo di Massa all’apatia e fastidio per gli Altri Turismi, infine cova l’antagonismo per i Mille Turismi attuali. Forse non va solo diversificato e destagionalizzato il sistema turistico, ma vanno ricercate originali modalità per un nuovo modello di sviluppo locale non solo turistico”. C’è da meditare…

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