Elezioni comunali, almeno tre liste?

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IL PUNTO

– Le elezioni per il prossimo sindaco di San Giovanni vanno ad iniziare con una certezza. Sinistra critica (i fuoriusciti di Rifondazione comunista in contrasto con la linea Bertinotti ed eredi), che hanno nel cattolichino Giona Di Giacomi il referente politico in Valconca ed il marignanese Conti ed il misanese Sandro Pizzagalli in consiglio provinciale, presenteranno proprie liste a San Giovanni, Cattolica, Misano e Riccione.
E questo nel Pd mischia le carte. Il partito che governa la città deve scendere a patti con Rifondazione comunista e non sarà proprio una partita facile; due liste a sinistra sono troppe da reggere anche per chi guida la comunità da oltre 60 anni. Se Pd e Rifondazione non troveranno il compromesso, il secondo potrebbe candidare alla poltrona di sindaco Antonio Casadei Menghi, una persona perbene che ha molto credito nella città. In alternativa, Rifondazione potrebbe mettere in lizza un giovane.
Va rimarcato che la posizione di Rifondazione fa gioco all’attuale sindaco Domenico Bianchi, che da sempre ha intrecciato buoni rapporti con Menghi, il referente storico.
Paradossalmente, i competitori acerrimi di Bianchi sono tutti nel Pd. Negli anni l’attuale primo cittadino si è scontrato con il gruppo Funelli (si veda Elabora), Luca Tomasetti (cacciato dalla giunta), Davide Clementi (altro cacciato). In tanti vogliono le primarie per scegliere chi guiderà la partita della prossima primavera. Insomma, la mediazione nel maggiore partito della sinistra sarà un campo minato per chiunque.
Tutt’altra partita invece si sta giocando in casa del Partito della libertà. Guerrino Aratari, area socialista, da tre legislture a capo di una lista civica mette in cascina, con molta sorpresa, centinaia di voti ed anima il consiglio comunale con modi volutamente pittoreschi e vocianti. La sua roccaforte è Montalbano, la frazione dalla quale proviene il sindaco Bianchi. Aratari si è detto disponibile a guidare le anime del centrodestra e racconta ai quattro venti che le cose sono già fatte e che c’è anche il benestare di Rimini. Ma come spesso accade in politica e prima di una gara di calcio, mai entrare come vincitore perché si esce cardinale, o si può perdere in casa anche con una matricola.
La colpa, se di colpa si possa parlare, più grave del centrodestra in questi anni è non l’aver mai portato un candidato credibile a sindaco della comunità. Forse quello più credibile era Roberto Filippucci, ma un esponente di sinistra che aveva litigato col compagno Funelli.. Come sempre a San Giovanni, la partita a scacchi prima della finalissima sarà piacevole e da fiato sospeso. E se ci fossero outsider? Bianchi docet.

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