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Nati nei primi anni del 2000 per essere competitivi e creare eventi

A Cattolica è sorto per combattere l’abusivismo. Ora fa anche intrattenimento e promozione

– Se è vero che i Romani per vincere prima dividevano e poi condividevano, lo è anche per i commercianti raccolti nei Comitati e nei Consorzi. Il boom c’è stato agli inizi degli anni 2000. Sono sorti per reggere la concorrenza dei centri commerciali. E su quell’inizio si sono strutturati e continuano a lavorare di concerto con le pubbliche amministrazioni.
A Cattolica è nato tre anni fa per combattere l’abusivismo commerciale; ha 190 associati. Lo presiede Ignazio Sanchi, un commerciante in pensione, che ricorda: “Tutto è partito dai commercianti dei viale Carducci e Dante. Una protesta contro l’abusivismo commerciale che stava dilagando. Non era più qualcosa di folcloristico, ma si erano impadroniti della battigia, dove era quasi impossibile passeggiare e giocare. Il Comune ha capito che si era stanchi; è nato il Comitato anti-abusivismo. Grazie all’impegno si è riusciti ad eliminare la spiaggia dall’occupazione sistematica”.
“Negli accordi tra Comune e commercianti – continua Sanchi – si sono organizzati giochi sulla spiaggia. La fattiva collaborazione ha fatto sì che oggi facciamo promozione ed intrattenimento. Abbiamo organizzato cinque eventi in Piazza Mercato e sponsorizziamo eventi in spiaggia con premi, buoni acquisto, buoni vacanza. Il Comune per i venditori abusivi ha concesso uno spazio alla Ventena”.
Solo di supporto al commercio invece l’associazione di San Giovanni il “Granaio dei Malatesta”. Partiti nel 2002 in 24, oggi sono diventati una cinquantina e affiancano l’amministrazione comunale negli oltre 100 eventi che mette in piedi. Inoltre, l’associazione si è inventato il FantaNatale, una lotteria che funziona. Monica Mazzini, ne è uno dei protagonisti. Racconta: “Il nostro slogan e quello dell’amministrazione comunale è: ‘Un borgo vivo tutto l’anno’. Siamo un autentico centro commerciale all’aperto con una sua specificità.
Le cose che facciamo funzionano. Per la lotteria di Natale abbiamo staccato 80.000 biglietti; in tanti sono venuti da fuori a fare gli acquisti e chiedevano espressamente il tagliando. Oltre alla Toyota, in palio c’erano altri 11 premi”.
“Siamo partiti – prosegue la signora nella riflessione – per avere più forza con l’amministrazione comunale, ma finora c’è una collaborazione eccellente. Noi del Comitato partecipiamo a quasi tutti gli eventi comunali. Mettiamo a disposizione tempo e lavoro. La nostra organizzazione e la nostra grinta è molto invidiata all’esterno. San Giovanni è un vero e proprio centro commerciale all’aperto, al quale si aggiunge anche il rapporto umano. Il nostro impegno è dimostrato anche dai contributi che abbiamo ricevuto dalla Legge 41 per la riqualificazione del commercio: il più alto tra le città della provincia di Rimini. Nel 2005, ci è stato staccato un assegno di 62mila euro. Abbiamo fatto meglio nel 2006; l’assegno sarà di 120.000 euro. Segno che si sta investendo sulle attività”.
Giorgio Utili per 32 anni è stato il braccio destro di Gianni Fabbri, il titolare del Paradiso. Da 4 anni lavora per i locali dell’area Marano. Dove si è costituito un comitato, il Marano Doc. Argomenta: “Il Consorzio è nato non per ragioni di difesa ma per far sapere chi siamo, cosa facciamo e con quale spirito. Siamo imprenditori seri, aperti dalle 8 del mattino fino alle 4 del giorno dopo. E’ la movida riccionese; prima del successo c’è il fatto che chi viene da noi per divertirsi serenamente.
Non c’è lo stereotipo dell’abito firmato; si può venire come si vuole, in ciabatte e pantaloncini corti. L’ingresso è gratuito e non c’è l’obbligo della consumazione. Inoltre, il controllo avviene sia sulla strada, sia dentro. Ed abbiamo anche a disposizione un’ambulanza.
Fino a pochi anni fa la nostra era la peggior zona dell’Adriatico; ora è uno dei poli d’attrazione non solo notturno. Il Consorzio promuove anche la vita sportiva diurna, con campi da calcetto e da tennis. Richiama le famiglie di giorno; si fa surf, kite. Sulla nostra onda, ci sono nuove iniziative sulle colonie. Ne vogliono fare club, villaggi turistici. Il nostro esempio è stato riproposto a Rimini, zona porto, con più sensibilità”.
“Cerchiamo di essere – va avanti Utili nella sua riflessione – buone persone e buoni gestori. Diamo lavoro a circa 500 addetti, soprattutto giovani. Certo siamo sempre a rischio che certi permessi non ci vengano concessi. Aspettiamo regole certe per la nostra attività”.
Andrea Curzi, 37 anni, è da poco entrato nel comitato d’area di San Lorenzo, che conta una quarantina di aderenti. Ne è il vice-presidente. Insieme al fratello è il titolare di Cd Arredamenti, dice: “Il nostro Comitato è una bella realtà per una frazione così piccola. Prima ancora che stare insieme per ragioni commerciali, lo si fa per fare gruppo, essere una comunità.
Oggi abbiamo una vita di corsa, aiuta i rapporti interpersonali. Poi, come Comitato, ci ritroviamo per discutere dei nostri problemi. Lo stare insieme fa forza. Il momento topico della nostra attività sono le manifestazioni natalizie. Poi c’è ‘Notte sotto le stelle’ per celebrare San Lorenzo. E prima di andare in Comune per le ragioni del quartiere, ci riuniamo noi del Comitato per chiarirci le idee e fare le giuste richieste”.
Bruno Bernabei, coordinatore del Comitato San Lorenzo: “Solo insieme si fa sistema. Si riescono a mettere insieme degli eventi attraverso i quali si comunica la vocazione commerciale della zona.
Poi c’è tutta la partita dei rapporti con l’amministrazione comunale. Il nostro è un Comitato prima portato a fare e poi a chiedere. La debolezza dei Comitati sta nel tempo; l’importante è rilanciarsi con nuove figure e nuove idee, altrimenti sul periodo giunge la stanchezza di chi è portato a fare.
San Lorenzo negli ultimi anni ha accresciuto il numero dei soci e la quantità e qualità delle manifestazioni. Vorrei ricordare la Notte Rosa o Natale San Lorenzo. Le due isole pedonali che si animano, hanno spinto alla costruzione e l’arredo della piazza, con i lavori che partiranno a giorni”.

Ignazio Sanchi, Cattolica: “Negli accordi tra Comune e commercianti si sono organizzati giochi sulla spiaggia. Oggi facciamo promozione ed intrattenimento”

Monica Mazzini, S. Giovanni: Le cose che facciamo funzionano. Per la lotteria di Natale abbiamo staccato 80.000 biglietti. Organizzazione e grinta invidiata”

Andrea Curzi: “Il Comitato è una bella realtà per una frazione così piccola. Prima ancora che stare insieme per ragioni commerciali, lo si fa per fare gruppo, essere una comunità”

Bruno Bernabei: “Siamo portati prima a fare e poi a chiedere. La stanchezza del tempo si vince con nuove figure e nuove idee. San Lorenzo sempre in aumento”

“Nel 2008 balleremo a piedi nudi sulla sabbia”

– A.MareMisano. Il gioco di parole è il nome del Comitato d’area di Misano Mare. Racchiude 50 alberghi, una trentina di commercianti e le due associazioni dei bagnini, la Cooperativa e il Consorzio. E’ nato soltanto nel 2006 sull’impulso di 11 alberghi che si trovavano sul lungomare. Così Tiziana Frisoni, il presidente e Rossano Razzano, ne spiegano le origini: “Siamo nati sull’onda del nuovo arredo urbano sul lungomare.
Abbiamo cercato di animare il contenitore. Abbiamo pensato di comportarci come un villaggio vacanze per reggere la concorrenza e intrattenere i nostri clienti. Il singolo albergo da solo può fare ben poco. In questo modo, inoltre, il turista si sentiva ospite della città e non soltanto dell’albergo. La nostra esperienza è stata molto fortunata; ogni lunedì proponevamo un po’ di musica con balli sul bel lungomare. Spettacoli piacevoli, nei quali si tornava a respirare l’atmosfera romagnola, cosa che non si vedeva più da anni. Molto folcloristica, molto efficace. In fondo, il turista si vuole portare a casa un po’ di tipicità, di sana tradizione. Il clou lo abbiamo raggiunto con ‘Aspettando Ferragosto’, spettacolo con aperitivo gratuito dalle 18 a notte fonda”.
Il piccolo Comitato d’area nel 2007 si è allargato agli altri operatori, fondendosi anche con il Comitato di viale D’annunzio. La forza ha permesso di ampliare il numero delle serate. La scorsa estate sono state 42. Ed hanno coinvolto più punti di Misano Mare. Per dare un’immagine forte, ogni avvenimento è stato denominato con un nome capace di accendere la fantasia e fare un po’ di sano marketing. Così ecco: “Una rotonda sul mare” (eventi sul lungomare), “Tutti in piazza” (Piazza della Repubblica), “Viali in festa” (viale d’Annunzio). Per le occasioni speciali è stato coniato “Aperti per ferie”, ovvero la “Rustida di pesce”, serate che a Misano non si facevano da alcuni anni.
Affermano i due rappresentanti del Comitato, entrambi albergatori: “Il nostro Comitato è giovanissimo, ma ha già dato una piccola svolta a Misano. Non possiamo più pensare che possa più delegare tutto all’amministrazione comunale. Come imprenditori dobbiamo essere soggetti attivi del nostro turismo. La gestione dell’intrattenimento è almeno importante quanto la gestione delle camere. E non ci si può più appoggiare solo agli altri. Quest’anno presenteremo oltre ai classici eventi dell’anno scorso, due grosse novità: un animatore che vivacizzerà le nostre serate ed un palco fisso che si apre su Piazzale Roma, che permetterà di ballare e divertirsi direttamente sulla sabbia. Grazie alla nostra forza, oltre che dall’amministrazione comunale, un valido supporto lo abbiamo ricevuto dagli sponsor: Conad, Bpu-Banca Popolare di Ancona, Banca di Credito Cooperativo di Gradara, Carim, Banca Popolare Valconca”.
Nato per fare intrattenimento, il Comitato misanese si sta già muovendo sul fronte della sponsorizzazione. Grazie al suo sostegno economico ha trattenuto a Misano la festa nazionale Udace (ciclismo) che si terrà a Misano dal 22 al 25 maggio. Previste 5.000 presenze.
Chiude il presidente Tiziana Frisoni: “Abbiamo in cantiere altri progetti. Si sta pensando ad un evento nel quale si possa identificare prima il misanese e successivamente anche il turista.
Un avvenimento che col tempo possa avere un impatto tipo la Notte delle Streghe a San Giovanni in Marignano, oppure qualcosa di simile. E da svolgere nel Parco Mare Nord, uno scenario di valore assoluto”.

Tiziana Frisoni: Due novità nel 2008: un animatore che vivacizzerà le serate ed un palco fisso che si apre su piazzale Roma, con pista da ballo sulla sabbia

Rossano Razzano: Il nostro Comitato è giovanissimo ma ha già dato una piccola svolta a Misano. Non possiamo più delegare all’amministrazione comunale

INTERVENTO

Pesaresi: “Ci vogliono i Consorzi”

– Gilberto Pesaresi è un esperto. Testimone e protagonista del Comitato d’area “Cittadella” di via Pascoli di Rimini nel ’96. Dice: “Per esperienza il lavoro del Comitato dura 2-3 anni e sopravvive una decina. Sono nati perché allora si era divisi in associazioni, che si superavano con un altro livello. Oggi, ci vogliono i Consorzi. Cioè i commercianti devono stare insieme e organizzare eventi e fare promozione, mettendo sul piatto delle risorse. E avere quella forza contrattuale con le banche, le istituzioni”.

Viale Ceccarini il Consorzio, all’inizio fu l’apertura domenicale

Una ventina di anni fa su idea di Oscar Del Bianco che va a trovare un collega a Forte dei Marmi. Oggi, l’associazione è meno dinamica. Oscar: “Sembrerà incredibile ma il viale vive ancora di quell’abbrivio, ma sta per finire. Il futuro si gioca su idee di razza e non puttanate all’ultimo momento”

– Oscar (di cognome Del Bianco) è l’icona di viale Ceccarini. Dello spirito migliore della Romagna: idee, attenzione alla qualità, facilità delle relazioni. Lo conoscono in tutt’Italia. In questi anni ha messo in piedi relazioni lunghe. Anzi, lunghissime. Ha amici in ogni ambiente, che non sbandiera mai. Ma se qualcuno glielo chiedesse (si veda il Comune di Riccione, o la Provincia di Rimini) sarebbe pronto ad intervenire e portarli da noi, “gratis”. Forse, oggi, la sua massima ambizione è essere il consigliere del principe (i sindaci) per rilanciare una zona che perde colpi: il prestigio è spesso l’anticamera della decadenza.
La scorsa estate scese in riviera Elio Fiorucci, lo stilista che fu un emblema del Made in Italy degli anni ’70-’80, arrivando a fatturare 500 miliardi. Amici, il milanese lo volle rincontrare. Oscar appartiene a quella categoria di persone per le quali la moda è la capacità di farsi star bene addosso un vestito, senza dimenticare la qualità. Il suo “Block 60” ne è l’emblema.
E’ stato uno dei protagonisti del prestigio di Riccione. Fu lui più di vent’anni fa ad inventarsi il Consorzio Viale Ceccarini e portare la rivoluzione invernale: tenere aperto i negozi la domenica pomeriggio. Poi sono arrivati gli altri.
L’idea la ricorda così: “Andai a trovare un mio amico a Forte dei Marmi, Toscana. Aveva un negozio di abbigliamento e mi disse che stavano aperti la domenica durante l’inverno con ottimi risultati. Ritornai a Riccione, con l’aiuto dell’allora sindaco Terzo Pierani, e nonostante i contrasti, riuscimmo a far nostra l’idea”.
A chi gli chiede come nacque il Consorzio, continua: “Allora avevo 2-3 negozi in viale Ceccarini, ma nonostante tutto capivo che da soli non si andava da nessuna parte, ma che in 100 si poteva mettere in piedi una forza capace di farsi notare in provincia, in regione ed anche fuori. Aumentava il potere contrattuale con la pubblica amministrazione, con le banche, con i fornitori. Insomma, si voleva fare sistema. Si capiva che l’apertura domenicale senza intrattenimento era riduttiva. Così mettemmo in piedi un programma con spettacoli di strada, giocolieri. Mettemmo insieme delle sinergie con l’entroterra, con i sindaci della Valconca. Ci si rendeva conto che il mare legato alla bellezza dei nostri paesi poteva funzionare. Facemmo uscire, allegato all’Espresso, una cartina con i percorsi ciclistici della Valconca. Fu possibile, oltre che con la nostra quota, con le sponsorizzazioni dell’Aeffe, della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, il Comune di Riccione. Avevamo un bilancio di 500 milioni. Una cifra per i tempi”.
Oscar è uscito dal Consorzio alcuni anni fa. “Siamo dei solisti. Chi era dentro si era rotto le scatole di pagare e lavorare per chi non c’era. Chi non c’era non interveniva perché poi le cose si facevano in ogni caso. Alla fine dovevo rincorrere in molti soltanto per le quote. Una volta aprii a mio nome un fido di 100 milioni per fare delle cose”.
“Sono del parere – continua Oscar – che ogni cosa ha senso se ha continuità. Se la si fa crescere. Se la si migliora. Il nostro progetto di fare di viale Ceccarini un centro commerciale all’aperto si è arenato perché è mancata la continuità. Sembrerà incredibile ma il viale vive ancora di quell’abbrivio, ma sta per finire. Un centro commerciale ha le sue regole per attirare visitatori: investire e fare. Fare cose di razza e non puttanate all’ultimo momento. Insomma, non si può programmare il Natale partendo in novembre. La gestione deve essere lunga, con un progetto, con una strategia di medio e lungo periodo. Oggi, non si inventa più nulla. Dietro ci vuole lavoro, lavoro, lavoro”.
“Per carità – chiude Oscar – nessuna colpa a chi è lì; forse si è fallito perché la struttura era troppo personalizzata e su questo abbiamo sbagliato. Oggi, da solo non conti nulla. Dobbiamo fare sistema come provincia. Il nostro villaggio-vacanza che è tutto il territorio provinciale è unico per quello che offre: mare, collina, città d’arte, autodromo, campo da golf, equitazione, anche uno Stato, San Marino. Lo possiamo vendere in Germania e nel mondo. Ai cinesi, agli indiani, si può far loro base qui e poi raggiungere Venezia, Roma, Firenze. Il futuro si gioca con la qualità ed i servizi. Purtroppo, abbiamo un individualismo che ci porta alla tomba”.

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