Cecchino, nel legno scava l’anima

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– Ogni suo pezzo di legno diventa opera d’arte. Il personaggio in questione è Francesco Giusini, per tutti “Cecchino”.
Abita a Gradara in via Mercato, 64. Ultra settantenne, figlio d’arte, sposato con due figlie, ha avuto sempre la passione per il legno, inteso nelle sue espressioni più vaste, dalla scultura, all’intaglio, all’intarsio, al mosaico, al restauro, alla costruzione di ogni mobile o qualsivoglia oggetto di ebanisteria.Inoltre, colleziona di tutto. Lavora nel retro della sua abitazione, in una minuscola bottega piena di attrezzi manuali.
Le sue sculture non solo rispecchiano fedelmente un modello di vita reale, ma riescono ad esprimere una fantasia ed un talento di eccezionale valore, tanto da far presupporre che abbia alle spalle una lunga esperienza di studi accademici, particolarmente approfonditi ed accuratamente vagliati.
“La mia scuola – racconta Giusini – è stata una bottega di falegnameria a Gradara, nella quale fui assunto appenna undicenne come apprendista e dove ho lavorato dal ’48 al ’53; maestro Aldo Del Magna. Qui si faceva un po’ di tutto, dalla costruzione di cucine, alle camere, ai serramenti di ogni tipo, mobili, per arrivare alle bare”.
La sua lunga esperienza nel legno è continuata, andando a lavorare come operaio nel mobilificio “Pritelli”, a Cattolica, fino agli anni ’60. Dopodiché ha intrapreso l’attività in proprio fino a che alla fine degli anni ’70: lavorazione in serie di pezzi per mobili. Nel ’90 ha cessato l’attività per pensionamento.
“Nel corso di tutta la mia vita – afferma -, oltre al lavoro non ho mai smesso di dedicarmi alla realizzazione di qualche scultura, fino a che ho capito quale fosse la mia attrazione, che tra l’altro riusciva a stimolare la mia fantasia, così da decidere di scolpire dei bassorilievi o delle statue, esprimendo le emozioni del momento”.
Emozioni che sottolineano il suo amore per la vita in tutte le sue forme. Soggetti che sembrano animarsi da un momento all’altro; tanto perfette e curate nei particolari sono le figure , come il Cristo, i volti dei nudi femminili che esprimono vari sentimenti, pezzi astratti che raffigurano il moderno e l’antico.
Lavora per hobby ed espone le sue opere nelle varie mostre che allestisce continuamente tra Pesaro, Cattolica e Gradara. A Gradara, ha appena esposto a Palazzo Zanvettori, dal 26 giugno al 6 luglio.
“Il legno è la mia vita – continua Cecchino -. Sento gli stimoli solo quando lavoro, prediligo l’ulivo, ma mi cimento con tutti i tipi di legno. Tutto inizia la notte, quando nella mia mente il tronco prende forma; il mattino dopo l’opera è già a buon punto”.

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