Biblioteca, attimi di umanità

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– La biblioteca di Misano con serate con i big della cultura italiana semina le piante della qualità dell’uomo. Un uomo nuovo, come direbbe quella mente raffinata del designer Enzo Mari (uno da invitare), sul quale “lavorare per decondizionare il dio della merce”. Ad ogni incontro con la speciale semina, il cinema-teatro Astra di Misano Adriatico si riempie come un uovo. Almeno 5-600 persone; con punte di mille quando sono invitati relatori che passano in televisione, come Umberto Galimberti, vero e proprio divo dello spettacolo prima ancora che intellettuale; ma senza la qualità del secondo non ci sarebbe il primo.
Tema di quest’anno: “Sulla felicità: l’attimo fuggente e la stabilità del bene”, 8 incontri dal 10 ottobre al 28 novembre con eccellenti pensatori di campi diversi. Nella serata di Galimberti sono state collocate le sedie fuori; tutte occupate, con in tanti in piedi ad ascoltare in sacro silenzio la parola che propone in fin dei conti, con eleganza e ardite associazioni di concetti, i fondamenti della vita.
Ricorriamo ancora a Enzo Mari: “La cultura è efficace se cambia il comportamento”.
L’artefice delle magnifiche serate misanesi sono almeno tre: Gustavo Cecchini, il direttore della biblioteca, le varie amministrazioni che si sono succedute e la forza del tempo.
Brillante, oltre a saper organizzare, Cecchini sa comunicare. Oramai i grandi nomi scendono a Misano anche per la genuinità dei rapporti che ha intrecciato. Gli ha scritto quel divone di Galimberti: “Quando capiti a Milano dimmelo che parliamo ancora un po’ perché con te è bello”.
Le conferenze con “coloro che sanno” hanno sempre avuto il sostegno dell’amministrazione misanese e dei vari assessori alla Cultura. Sembra una banalità, ma a Cattolica il colto sindaco Gian Franco Micucci estirpò le conferenze “Che cosa fanno oggi i filosofi?”. Misano ringrazia.
Abile Cecchini, aperti gli amministratori e saggio l’ingrediente tempo, la terza gamba. La rassegna misanese che porta frotte di appassionati risale al lontano ’83. Mattoncino dopo mattoncino si è ingrossata, con la stessa forza di un fiume: esile alla nascita, largo quando giunge al mare. E’ come piantare una pianta nobile (querce, ulivi, cipressi); ci vogliono anni per la crescita ma lo si fa per i figli. Come a Misano.

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