Con i fiori dei pigri, si va per erbe spontanee

– Marcellino pane e vino aveva una quarantina d’anni e abitava in campagna. Dal alcuni anni andava per erbe di campo. Che poi cucinava per gli invitati. Una sera, a tavola, un amico lo canzonò ma apprezzò le prelibatezze in tavola ed il suo racconto: i sapori degli scarpigni. Ora, quel canzonatore va per erbe dei campi e forse a volte esagera pure.

“I fiori dei pigri”, il titolo, è la Guida al riconoscimento dei fiori spontanei della Provincia di Rimini. Lo ha appena pubblicato l’ente ed è assolutamente da possedere, leggere per poi solcare la nostra campagna.

In rigoroso ordine alfabetico, vengono raccontati 52 fiori. Per apprezzarli di più ognuno è corredato da due fotografie: una che reca in primo piano la fiorescenza (quella grande) e l’altra invece nel contesto. Diciamo, a cespuglio. Quattro le voci per identificarla: origine del nome, la descrizione, la zona dove si trova e la proprietà.

Ne sono autori due appassionati e persone perbene del nostro territorio, Stefano Cerni e Adriano Mattoni, con la partecipazione dell’associazione “I Radecc” di Rimini- Scrivono: “Per i veri pigri, che non vogliono sapere di inforcare il cavallo d’acciaio, a malincuore suggeriamo di scegliere un itinerario da percorrere con l’autovettura che si snodi attraverso le strade poco trafficate della campagna riminese. Potrebbe essere utile prendere come base il percorso individuato dal Consorzio della Strada dei Vini e dei Sapori dei colli di Rimini”.

E chi sono i pigri per gli autori? “Tutte quelle persone che, pur interessate alla natura e che vorrebbero conoscerla maggiormente, non hanno tempo o voglia da dedicare in esclusiva per andar per prati o boschi, alla ricerca di un fiore o di una pianta”.




Mar Mediterraneo, buone pratiche di integrazione

POPOLI

– Lo scorso settembre giunse in visita in provincia di Rimini una scolaresca turca delle superiori che studiava informatica. A grande maggioranza fatta da femmine, vestivano come i coetanei delle scuole che andavano a visitare. In una primaria aziende del Riminese quando si parla di Turchia affermano: “Sono i tedeschi del Medio Oriente”. Tra i maggiori partner commerciali dell’Italia, con il Pil (Prodotto interno lordo) che cresce del 7 per cento l’anno, tra Rimini e Riccione si tengono una serie di conferenze grazie alla Fondazione Michele Pulici che gettano luce su questo affascinante e vicino Paese.

Incontri del Mediterraneo (Riccione-Rimini 2008)

30 ottobre – 15 novembre.
Tema: “Turchia: laicità – donna – democrazia”.

Nel contesto politico-culturale dello scontro di civiltà materializzatosi nell’attentato alle torri gemelle di New York e nelle guerre per esportare i valori dei sistemi democratici occidentali, gli Incontri del Mediterraneo 2008 propongono: momenti di riflessione sulla necessità della conoscenza reciproca per facilitare l’incontro e lo scambio fra i popoli. In particolare il tema di quest’anno ruota attorno alla storia e alla realtà della Turchia e indaga sulle esperienze di integrazione scolastica e interculturali praticate nelle nostre scuole di ogni ordine e grado.

Programma di novembre:

6 e 13 – ore 21: Cineforum – gli Armeni, i Kurdi, la Turchia (Cineteca via Gambalunga – Rimini) – Proiezione film: Yol – La sposa turca – La masseria delle allodole.
12 – dalle ore 9 a Ricione: “La dimensione interculturale: promuovere l’auto-rappresentazione dei giovani”. Nel corso del dibattito del pomeriggio verranno segnalati i lavori e i progetti più significativi e proposte di pubblicazione a cura dellAssociazione “Michele Pulici” di Riccione.
13 – dalle ore 9 alle ore 13 a Morciano di Romagna: i relatori ospiti turchi e kurdi si incontrano con gli studenti presso gli istituti superiori sui temi: “La donna e l’Islam – La laicità dello Stato – Stato, democrazia, minoranze etnche”.
13 – dalle ore 15 alle ore 18 a Riccione: incontro con operatori sanitari : “Sanità, donna e Islam”.
14 – dalle ore 9 a Riccione: “Conoscere la Turchia”. Presenta e modera Orsola Casagrande (corrispondente del il Manifesto da Istambul. Interviene e partecipa Ennio Remondino corrispondente Rai da Istambul.
15 – ore 9-13 a Rimini: i relatori-ospiti turchi e kurdi si incontrano con gli studenti presso gli istituti superiori sui temi: “La donna e l’Islam – La laicità dello Stato – Stato, democrazia e minoranze etniche”.




Centro peschereccio di prim’ordine

LA CULTURA

– Se i libri che mettono a fuoco il porto di Rimini si possono contare su una mano, se ne aggiunge un altro che vuole rappresentare “il tentativo, non certo sistematico, ma almeno rappresentativo, di una certa lettura della storia marittima della città, delle sue funzioni del porto e della regolamentazione del suo accesso, delle vicende politiche, dei fattori economici, dei processi culturali nei quali Rimini rimane coinvolta fra Cinque e Settecento, epoca i cui si assiste ad importanti trasformazioni nella fruizione dell’Adriatico e soprattutto delle comunità costiere”.
Il libro si intitola “Rimini marinara: Istituzioni, società, tradizione navale. Secoli XIII-XVIII” (320 pagine di grande formato arricchite da 52 immagini). L’autore è Maria Lucia De Nicolò, cattolichina, professoressa all’Università di Bologna, tra i massimi esperti di marineria d’Italia. Edito dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara, è stato presentato in un assiepato Teatro degli Atti lo scorso 4 ottobre.
Nella seconda metà del Settecento, grazie alle nuove tecniche di pesca, passata dalla tecnica “a tartana” dalla cosiddetta “a coppia” e prontamente adottata a Rimini. Scrive la De Nicolò: “Per Rimini cresce la fama di centro peschereccio di prim’ordine: nei cantieri si pone mano alla costruzione di scafi più manovrieri, si perfezionano le attrezzature veliche con l’introduzione della nuova vela ‘a trabaccolo’ che finirà poi per dare il nome alla barca più importante delle marinerie tradizionali adriatiche fino all’avvento del motore”.
“Trasformazioni epocali – continua la De Nicolò – trovano insomma a Rimini un laboratorio di grande interesse e, soprattutto, molto ben documentabile”.
Testo che va a colmare una lacuna quello della De Nicolò e diventa con le sue 10 pagine bibliografiche punto di partenza per maggiori approfondimenti.




Dopo Darwin

– 8: “Contro natura: dopo Darwin non ha senso”. Relatore: Pietro Greco.

– 16: “Il trionfo della vita”. Relatore: Edoardo Boncinelli.

– 22: “La rivoluzione dei neuroni specchio: capire la mente degli altri”. Relatore: Giuseppe Di Pellegrino.

– 29: “Fra natura e Dio”. Relatori: Vito Mancuso e Orlando Franceschelli.

Museo della Città, inizio alle ore 17.
Info: Tel. 0541-28568.




Quanta saggezza nei detti

“U s dis isè”, proverbi e detti in dialetto riminese è il libro di Tiziano Arlotti appena pubblicato (Panozzo Editore, pp. 160, euro 11). Un testo a difesa dell’originalità della lingua parlata, utilizzata in casa tra genitori e figli, tra zii e nipoti, tra amici e conoscenti fuori dalle mura domestiche e magari nelle veglie di paese, che rischia di tramontare con la scomparsa degli ultimi detentori di questo prezioso patrimonio.




Sindaco, c’รจ anche Riccione Futura

LA POLITICA

– Si chiama Maurizio Urbinati ed è il candidato a sindaco di Riccione Futura, una lista civica di area culturale di centrodestra. E’ stata presentata lo scorso 20 ottobre sulla banchina del porto, non senza ragioni. Urbinati è il proprietario di tre barche di legno, autentici capolavori restaurati con le proprie mani con le quali porta a zonzo i turisti.
Quarantasette anni, allievo del prestigioso maestro d’ascia Orazio Mulazzani, con le proprie mani ha restaurato le sua piccola flottiglia, di sé dice: “Non ho mai fatto politica, ma sento il dovere di impegnarmi per la mia città. Sono stato spinto anche dagli anziani del porto che hanno molte cose di che lamentarsi”.
C’è il candidato e la diretta prosecuzione è il programma. Afferma: “Non è ancora pronto. In questo momento lo stiamo approntando; probabilmente lo presenteremo entro dicembre. Vogliamo semplicemente dare un contributo allo sviluppo della città, con un programma per ogni quartiere. Di certo un problema grosso è quello della casa”.
Dietro Barbieri c’è la fantasia ed il dinamismo politico di Michele Laganà, un anarchico della politica. Estroverso, bolognese residente a Misano, consigliere comunale sempre a Misano, da sempre legato alla destra, Laganà sta costruendo in tutt’Italia una serie di liste civiche con la denominazione “Futura” alla quale si affianca il nome della propria città. Ha la sua lista a Bologna, Bologna Futura, con la quale corre come candidato a sindaco. Avrà una sua lista a Coriano, denominata Nuova Coriano Futura (con Angelino Gaia che correrà alla poltrona di sindaco).
A Laganà gli si chiede se la candidatura di Barbieri possa fare un eventuale passo indietro per far confluire la sua forza in una più ampia coalizione di centrodestra, risponde. “L’eventualità è remota. A meno che il centrodestra non presenti un candidato forte ed autorevole in grado di poter vincere le elezioni comunali. E questo candidato forte del Pdl potrebbe essere proprio Maurizio. E’ il rappresentante della gente. In questo momento stiamo lavorando per la lista, per entrare in consiglio comunale”.




Fratelli di corsa…

l’idea c’è venuta, quando il 17 marzo di quest’anno, il giorno dopo aver partecipato alla maratona di Roma, ci siamo trovati a festeggiare il S. Patrick Day, patrono d’Irlanda, con la numerosa colonia irlandese presente a Roma. Detto e fatto: il 27 ottobre abbiamo partecipato alla Dublin Marathon (42 Km. 195 metri), evento che ha visto la presenza di circa 12.000 atleti di tutto il mondo. La gente lungo il percorso ha gradito il nostro curioso copricapo abbinato alla maglia dell’Italia, tanto da essere incitati dal pubblico come i Mr. Guinness o Guinnessman.
Aneddoto conclusivo, ovvero piccola lezione di civiltà. Atterrati all’aeroporto di Treviso, mentre si aspettava il bus per la stazione, una donna marocchina, dipendente dell’aeroporto che aveva finito il turno di lavoro e stava andando a casa, si è offerta di darci un passaggio in auto, cosa che abbiamo accettato. Riflessione: in una città leghista come Treviso, feroce con gli extracomunitari (ricordate Gentilini il sindaco sceriffo?), una donna immigrata di cultura mussulmana offre un passaggio a due sconosciuti; avremmo fatto lo stesso noi al suo posto? Grazie Ashla, spero di aver capito e trascritto bene il suo nome.

Stefano Albani




L’insteda ad San Marten

E vo dì cheld, e vo dì sol l’insteda,
e pò andé nud e schelz e por sgraziid,
insoma e purett e pò fé’sa poc vistid,
e temp enché se piov tent u ni beda.
La richeza più bela fors per la persona
specialment sl’ha poc l’é la stason bona.
Una legenda la perla propia ad quest,
ic la raconta si predga ad San Marten
che cumé rumen l’era Un che steva ben,
in più Cavalier e l’ha fat un bon gest.
Uj n’eva un sol, uj bsugneva du mantel
mo tla necesità l’ha fat sa quel.
La figura la ce fa veda sora e su caval
intent che e mantel s’la speda e taja,
chisà s’l’é vera mo e significhed un sbaja,
un Tu Fradel a tera tat dmand-mai chi saral?
Se us fa veda te bsegn dai un’uceda,
ad San Marten e pò es quel la Vera Insteda.

Vuol dire caldo, vuol dire sole l’estate,
può andare nudo e scalzo ill povero disgraziato,
insomma ii povero può fare con pochi vestiti,
il tempo anche se piove tanto non ci bada.
La richezza più bella forse per la persona
specialmente se ha poco è la stagione buona.
Una leggenda parla proprio di questo,
ce la raccontano se predicano di San Martino
che come romano era Uno che stava bene,
in più Cavaliere ed ha fatto un buon gesto.
Ne aveva uno solo, gli servivano due mantelli
ma nella necessità ha fatto con quello.
La figura ce lo fa vedere sopra il suo cavallo
intanto che il mantello con la spada taglia,
chissà se é vero ma il significato non sbaglia,
un Tuo Fratello a terra ti domandi mai chi sarà
Se si fa vedere nel bisogno dagli un’occhiata,
di San Martino può essere quello la Vera Estate.




Parole da e ‘Fnil’

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…Festa Conad, l’assalto – Tre ottobre, la Conad di Misano per festeggiare i 25 anni ha organizzato una festa con tre momenti: per i bambini (animazione), adulti (buffet), duo comico Giacobazzi-Pizzocchi con fuochi d’artificio finale (per tutti). Il bellissimo ed infinito buffet che per il palato era autentica delizia, spianata con mortadella, panini con la porchetta, pizzette (un quintale e mezzo), olive ascolane, dolci, bevande ed altro ancora, è andato a ruba. Era un bel vedere; un viavai di gente con pile di piatti traboccanti del bendidio col tragitto alla tavolata imbandita ripetuto più volte. Una signora è stata sorpresa con un salame. Tutto il cibo, come si conviene ad una tavola sobria, degno dei tempi in cui si pativa la fame, oppure si è attenti a non sciupare, è finito anzitempo. La secolare fame, quella scritta nel Dna, fa compiere frenetici tragitti da fameliche formichine.

…Comune velocissimo – Il 29 ottobre un residente di via Garibaldi è andato in Comune a segnalare il fatto che un tombino della stessa strada ballava rumorosamente al passaggio dei mezzi pesanti e non. Il giorno dopo era già stato contrassegnato con un cerchuio arancione. Bella prova di efficienza. Ma dopo una settimana il “ta-ta- tram” era ancora lì.




Mega impianto fotovoltaico

AMBIENTE

– Mega impianto fotovoltaico (su un superficie di 20.000 metri quadrati) per produrre energia elettrica a Misano Monte, verso i confini con San Clemente.
Un gruppo di imprenditori misanesi ha fatto domanda all’amministrazione di Misano Adriatico nei mesi scorsi.
L’atto è stato protocollato, ora la parola spetta al Comune in prima battuta che dovrà adeguare il piano urbanistico ed alla Provincia di Rimini.
Tra i più ferventi sostenitori della produzione di energia rinnovabile attraverso il fotovoltaico è il presidente del consiglio comunale di Misano, Katia Coccia, che sulla sua casettina ha installato un piccolo impianto in grado di produrre energia. “Credo – argomenta la Coccia – che il progetto presentato lo scorso luglio sia un’opportunità. Con il sindaco Antonio Magnani e l’assessore Adriano Torsani cercato di valutare come è possibile fare.
Il Ptcp provinciale enuncia che impianti con capacità superiore ai 200 km/h non si possono fare; bisognerebbe andare in deroga. Sindaco e giunta si stanno impegnando per vedere che cosa fare.
Da un punto di vista personale mi auguro che vada in porto. Auspico che ci siano altri progetti sul nostro territorio.
Non capisco come mai la Provincia abbia dei vincoli così restrittivi sulla possibilità di produrre energia rinnovabile e pulita”.
La zona interessata alla centrale fotovoltaica è dopo Misano Monte, sul crinale che porta a San Clemente; l’area in oggetto è appartiene a Laura D’Achille.
Mentre l’azienda che porta avanti il progetto industriale è del settore.
Abbiamo chiesto al sindaco, qual è la posizione della sua amministrazione. Dice: “Il nostro Prg non prevede una struttura così grande in quel luogo; al massimo si può costruire una centrale da 100 kw/h. Non è possibile come richiesto dai privati”.