Conflitto d’interesse ad intermittenza

LA LETTERA

– Il “conflitto d’interesse” a San Giovanni sembra funzionare ad intermittenza. Ora c’è, ora non c’è. E’ una cosa davvero strana, da cosa dipenderà?
Ma andiamo in ordine. Il conflitto di interesse viene inventato nella cittadina marignanese solo recentemente.
Qualche anno fa, tutti ci ricordiamo, si scatenò una crociata nei confronti di alcuni assessori per un presunto conflitto di interessi, non per fatti specifici, ma in generale tra la loro professione ed il ruolo che occupavano. Qualcuno fece notare che c’erano altri esempi nella storia amministrativa del comune, ad esempio di imprenditori. Niente da fare, così doveva essere adesso.
Dopo quasi due anni dalla loro nomina il sindaco ritenne che la professione esercitata dai suoi assessori improvvisamente non fosse più compatibile con il loro ruolo di amministratori.
Via i tecnici dalla giunta, vi ricordate? Imprenditori sì, ma tecnici no.
Qualcuno fece notare che nulla era cambiato nei fatti dal momento che era stata attribuita loro la delega. Niente da fare il conflitto doveva esserci per forza.
Ma a cosa era dovuto dunque quell’improvviso cambio di opinione? Vi erano fatti oggettivi intervenuti ex novo per cui la situazione dal momento dell’attribuzione della delega fosse mutata? No, non ve n’erano. Almeno in quel momento ancora non ce n’erano, quindi dobbiamo pensare forse ad un conflitto d’interesse in fieri, e quindi ad una azione preventiva rispetto a qualcosa che doveva ancora succedere. Se ci pensiamo oggi a parte la routine amministrativa di rilevante sta succedendo che si sono messe le mani, come si suol dire, con una roboante e frenetica attività al piano regolatore ed al famoso compartone. A pensarci bene, oggi a distanza di tempo e stemperate le polemiche, più che conflittuali l’aggettivo da attribuire a quegli assessori potrebbero essere competenti, rispetto al grosso dell’attività che si sta svolgendo in amministrazione adesso? Certo, ma sono pur sempre punti di vista si direbbe. Bene.
La prima considerazione che ne scaturisce è che a San Giovanni di Piano regolatore i tecnici non possono occuparsene ma gli imprenditori sì.
Quindi sostituiti gli assessori, con altri due meno conflittuali(?), dopo qualche tempo la giunta nomina a sorpresa e con molte perplessità da parte dei partiti di maggioranza, responsabile dell’area tecnica (Lavori pubblici, Urbanistica, Edilizia Privata) un noto professionista di Cattolica che invece il conflitto di interessi ce l’ha, ma non potenziale o in fieri, oggettivo e diffuso sul territorio marignanese. Tanto è che prima di accettare l’incarico deve frettolosamente sbarazzarsi di diversi incarichi in corso nel Comune.
Il conflitto di interessi si ritenne così scongiurato! Era scomparso.
La seconda considerazione che ne scaturisce è che a San Giovanni, il conflitto d’interesse non è dovuto a fatti oggettivi, ma dipende dalle persone.
Ma dopo pochi mesi il noto professionista, dopo un alterco con un consigliere di minoranza, si dimette dall’incarico. Nessuna spiegazione è stata fornita ai cittadini ma neppure alle forze politiche, neanche a quelle che sostengono la giunta. Mistero.
Ma anche un altro scenario cambia, passa di mano la proprietà del famoso “compartone”, la più grande area edificabile del territorio marignanese (170.000 metri quadrati di terreno). La proprietà passa ad una società che fa capo alla Cna. Il fatto è rilevante, vediamo perché. Uno degli assessori che ha sostituito quelli conflittuali occupa una posizione di rilievo all’interno della Cna.
Molti avevano già esternato forti perplessità già dal momento della sua nomina. Sia il segretario della Cna di Cattolica-San Giovanni che siede al tavolo della giunta marignanese per trattare l’esito della Piattaforma logistica territoriale da che parte si siede? Da quella dell’assessore o da quella degli imprenditori che rappresenta? Occorre spiegare a qualcuno che non capisce che proprio questo è il conflitto di interesse?
Tanto è che l’assessore si è dimesso da segretario. Scongiurato un’altra volta il conflitto d’interesse?
Proprio no visto, il dettaglio dei 170.000 mq edificabili del compartone, la sua posizione in giunta sembra essere un “tantino” conflittuale. Ma questo bisognerebbe spiegarlo al sindaco e alla giunta comunale.
Si diceva in apertura che a San Giovanni il conflitto d’interessi ora c’è, ora non c’è. Siamo forse nell’ora che non c’è?
Che cosa strana l’intermittenza.
Ma c’è un’altra cosa strana. Cna è l’associazione che raggruppa gli artigiani, la sede locale quelli cattolichini e marignanesi, e li assiste e li sostiene nella loro attività aziendale compreso nel reperimento delle aree per l’esercizio dell’attività aziendale. Chi legge i giornali ricorderà le frequenti lamentele sulla scarsità di aree produttive per i suoi artigiani. Non è il caso però di San Giovanni in quanto esiste ancora una previsione notevole di aree produttive.
La terza considerazione che ne scaturisce è che forse a San Giovanni è stata consigliata male, perché sul compartone non si costruiscono capannoni ma case.

Luca Tomasetti
(fino al 2006 assessore Ds a San Giovanni)




Per l’infanzia meno fortunata, voli del colibrì

– Un giorno va a fuoco la foresta, il colibrì andava al fiume ad attingere l’acqua per spegnere l’incendio. Nel piccolo gesto c’è la metafora della vita: ogni piccolo aiuto, diventa grande per chi lo riceve. Disse madre Teresa di Calcutta: “Possiamo fare tutti qualcosa di piccolo con grande amore. Ma insieme possiamo fare qualcosa di meraviglioso”.
Per il secondo anno, alla Tenuta del Monsignore si tiene una cena di beneficenza a favore dei bambini e degli adulti. Quest’anno la serata c’è stata lo scorso 1 agosto. I fondi raccolti vanno a favore della Fondazione Patrizio Paoletti (www.patriziopaoletti.org), che da anni si impegna in iniziative di ricerca, formazione e sensibilizzazione in collaborazione con onlus, enti no profit, atenei universitari e aziende pubbliche e private
Tra i fondatori della Fondazione c’è il marignanese Quinto Biondi.
Se la cena è al secondo anno, i volontari della Fondazione arrivano in spiaggia da quattro con la cosiddetta “Carovana del cuore”. Sensibilizzano e raccolgono fondi tra i bagnanti. Partenza lo scorso 5 luglio da Assisi, è una campagna di comunicazione face to face sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’iniziativa nel 2008 è stata premiata con la medaglia d’argento del presidente della Repubblica.
Tre i campi di interventi della Fondazione: formazione, ricerca, divulgazione. Scrive Patrizio Paoletti: “La fiducia nel futuro è l’innesco per lo sviluppo umano, la comunicazione è lo strumento pedagogico che lo consente”.




Voci nuove, saranno famose?

Appassionato uomo di spettacolo è il titolare della Fonolux, noleggio ed assistenza di impianti audio e video per spettacoli, nonché uno dei componenti del gruppo Better Sounds, che dopo anni si sono ritrovati con professionale passatempo e riscuotono anche successo.
Marchini ha organizzato un festival per voci nuove lo scorso luglio. Ha portato sul palco professionisti di valore, grazie all’amicizia. Presentatore Vittorio Regina, capo-comico, saliti sul palco come intermezzo la scuola di danza il Castello di Samanta Semprini di San Giovanni e la Nuova Accademia di Marinella Capuano. Ospiti delle tre serate: Agostino, Fabio Ricci (imitatore di Renato Zero), Simona Baldolini (soprano), Augusto Cottini (comico).
Il cattolichino Pietro Cerri è stato il vincitore del Festival Sotto le Stelle; sul terzo gradino del podio la riccionese Martina Cinti, sul secondo la giovanissima riminese Eleonora Sartini; a premiare l’assessore Daniele Morelli e Mauro Landi, valente presidente della Pro Loco.
Per la giuria, composta da Franco Morri (il presidente), Paola Sasi Leone, Gianluca Galimberti, Ilaria Sacchi e Paola Lorenzi, non è stato facile valutare i giovani saliti sul palco: Alessia Pensalfini, Pietro Cerri, Martina Cinti, il duo Grisotto e Valeria, Laura De Biagi, Gianluca Berti, Marco Magnani, Barbara Bollini, Marco Avarino, Tania Cervellieri, Jolanda Erculanese, Laura Gioia, Eleonora Sartini e Stefania Rumagnoli.
Dice Paolo Marchini: “Ringrazio quanti hanno reso possibili le serate. Oltre a tutti gli sponsor, la Fonolux che ha fornito tutti i materiali e il personale tecnico, le scuole di ballo Al Castello di Samanta Semprini e La Nuova Accademia di Marinella Capuano, Laura e Silvia di Alternoteca curatori della segreteria, Gabriella Tamagnini al coordinamento, Stefano Della Chiara per le riprese e i montaggi video, il Centro Sociale di San Giovanni che ha messo a disposizione i locali per le selezioni, le parrucchiere e truccatrici del centro storico che hanno curato l’immagine di tutti coloro sono saliti sul palcoscenico di piazza Silvagni”.




‘Scelte ridicole e irresponsabili’

POLITICA – La lettera

– “A commento di quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio comunale di Gabicce Mare del 25 giugno scorso. L’ennesima mini crisi della maggioranza, nell’ultimo consiglio comunale, conferma lo stato confusionale in cui il sindaco Corrado Curti si dibatte. Dopo aver vinto le elezioni per un pugno di voti è riuscito in quattro anni di gestione ad alienarsi le simpatie e l’appoggio dei cittadini e delle categorie della città. Nella sua concezione personalistica sta conducendo la politica amministrativa sopra e contro il parere di tutti riuscendo a rendere insostenibili iniziative anche interessanti.
Nel frattempo dedica un’attenzione costante, persino maniacale, alla sua immagine con un presenzialismo asfissiante, un atteggiamento paternalistico, una fittizia disponibilità al confronto e al dialogo che si riduce ad un superficiale e rituale espletarsi di riunioni tra pochi, che poco possono per correggere le sue proposte. Di fatto questo sindaco ha agganciato al suo carniere, (e non è finita!) 3 vicesindaci, 7 assessori, 2 presidenti di consiglio, 3 segretari comunali; è riuscito a sconvolgere l’intero assetto dell’organico dei dipendenti comunali facendo fuggire collaboratori di sicura esperienza e professionalità e facendo precipitare a livelli preoccupanti la trasparenza nel nostro comune.
Le categorie mostrano imbarazzo e disappunto. L’Associazione Albergatori, finora in ottimi rapporti, ha rotto gli indugi attaccandolo duramente sull’ultima ridicola iniziativa della rinnovata viabilità di viale della Vittoria, via XXV Aprile, via Risorgimento e dell´intera zona. Ridicolo è infatti aver messo di fronte al fatto compiuto l’intera cittadinanza uno sconvolgimento così radicale della circolazione all’ingresso del paese senza consultazione né preparazione, con superficialità e pressapochismo. Ridicolo, quindi, cancellare la segnaletica appena fatta proponendone un’altra ancor peggiore.
Ridicolo demolire un marciapiede appena costruito e ridicolo invertire e reinvertire sensi unici la sera per la mattina e la mattina per la sera. Ridicolo reintrodurre la sosta nel viale principale di accesso al Comune e aver obbligato il senso unico, in quella direzione, senza valutare le conseguenze per i cittadini, turisti e categorie economiche. Ridicolo, se non fosse anche irresponsabile, spendere soldi per correggere iniziative prese in un periodo sbagliato e affatto concordate. Eppure, da questo pulpito, veniamo accusati, sulla stampa, poiché assenti nell’ultimo Consiglio comunale, di “svilire il concetto di democrazia rappresentativa”!
Con la Giunta comunale poi il rapporto è schizofrenico: lamenta in privato la generale insipienza e la scarsa efficacia di gran parte degli assessori ma non appena questi mostrano un pur minimo accenno di leggitima autonomia, si oppone, nei fatti, fino al limite estremo di revoca della delega, senza reale motivazione, così come avvenuto nel mio caso. In realtà la motivazione c’era ed è nota e sussurrata in molti ambienti politici, anche di maggioranza: la volontà di avere assegnata, di fatto a sé, anche la competenza dell’urbanistica, operazione con me, assessore, impossibile e ora invece attuata. Non credo ci siano sindaci in giro con tante competenze rivendicate a sé quante ne ha lui!”.

Fosco Gasperi, consigliere
comunale di maggioranza
del Gruppo Misto

LA REPLICA

– Il sindaco Corrado Curti e la giunta difendono il nuovo Piano del traffico. “Il sistema di viabilità è scaturito da un lungo lavoro di preparazione iniziato negli anni precedenti con le riunioni di maggioranza, seguite dalle assemblee pubbliche e dagli incontri con le associazioni di categoria, fino ad arrivare all’approvazione definitiva in Consiglio comunale”. Qui il messaggio è chiaro: anche gli ex assessori Fosco Gasperi e Riccarda Patruno, i consiglieri di maggioranza e lo stesso presidente degli albergatori Angelo Serra sono stati coinvolti. …I disagi verificati nei primi giorni di cambiamento della viabilità, che hanno generato la raccolta di firme sono stati superati con le parziali modifiche e aggiustamenti. Attualmente non si verificano intralci alla circolazione. …Su queste decisioni si è scatenato una polemica e, soprattutto, si è prestato il fianco a facili strumentalizzazioni pre-elettorali resuscitando personaggi desueti”.
Insomma, l’amministrazione gabiccese conferma la scelta sulla nuova viabilità.




Cecchino, nel legno scava l’anima

– Ogni suo pezzo di legno diventa opera d’arte. Il personaggio in questione è Francesco Giusini, per tutti “Cecchino”.
Abita a Gradara in via Mercato, 64. Ultra settantenne, figlio d’arte, sposato con due figlie, ha avuto sempre la passione per il legno, inteso nelle sue espressioni più vaste, dalla scultura, all’intaglio, all’intarsio, al mosaico, al restauro, alla costruzione di ogni mobile o qualsivoglia oggetto di ebanisteria.Inoltre, colleziona di tutto. Lavora nel retro della sua abitazione, in una minuscola bottega piena di attrezzi manuali.
Le sue sculture non solo rispecchiano fedelmente un modello di vita reale, ma riescono ad esprimere una fantasia ed un talento di eccezionale valore, tanto da far presupporre che abbia alle spalle una lunga esperienza di studi accademici, particolarmente approfonditi ed accuratamente vagliati.
“La mia scuola – racconta Giusini – è stata una bottega di falegnameria a Gradara, nella quale fui assunto appenna undicenne come apprendista e dove ho lavorato dal ’48 al ’53; maestro Aldo Del Magna. Qui si faceva un po’ di tutto, dalla costruzione di cucine, alle camere, ai serramenti di ogni tipo, mobili, per arrivare alle bare”.
La sua lunga esperienza nel legno è continuata, andando a lavorare come operaio nel mobilificio “Pritelli”, a Cattolica, fino agli anni ’60. Dopodiché ha intrapreso l’attività in proprio fino a che alla fine degli anni ’70: lavorazione in serie di pezzi per mobili. Nel ’90 ha cessato l’attività per pensionamento.
“Nel corso di tutta la mia vita – afferma -, oltre al lavoro non ho mai smesso di dedicarmi alla realizzazione di qualche scultura, fino a che ho capito quale fosse la mia attrazione, che tra l’altro riusciva a stimolare la mia fantasia, così da decidere di scolpire dei bassorilievi o delle statue, esprimendo le emozioni del momento”.
Emozioni che sottolineano il suo amore per la vita in tutte le sue forme. Soggetti che sembrano animarsi da un momento all’altro; tanto perfette e curate nei particolari sono le figure , come il Cristo, i volti dei nudi femminili che esprimono vari sentimenti, pezzi astratti che raffigurano il moderno e l’antico.
Lavora per hobby ed espone le sue opere nelle varie mostre che allestisce continuamente tra Pesaro, Cattolica e Gradara. A Gradara, ha appena esposto a Palazzo Zanvettori, dal 26 giugno al 6 luglio.
“Il legno è la mia vita – continua Cecchino -. Sento gli stimoli solo quando lavoro, prediligo l’ulivo, ma mi cimento con tutti i tipi di legno. Tutto inizia la notte, quando nella mia mente il tronco prende forma; il mattino dopo l’opera è già a buon punto”.




Colombarone villa romana con mosaici

– Il sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli e l’assessore alla Cultura Luca Bartolucci, hanno inaugurato sabato 12 luglio il completamento dei lavori dell’area archeologica di Colombarone, che comprende i resti di una ricca villa tardo-antica con adiacente Basilica paleocristiana e medievale di San Cristoforo ad Aquilam, che sorge ai margini della Statale 16. La manifestazione iniziava con la Santa Messa officiata da don Lino Capriotti, parroco di Colombarone, sull’altare dell’antica Basilica.
Il sacerdote non riusciva a nascondere la sua emozione nel celebrare sulle stesse pietre dell’abside della Basilica usate dai primi Cristiani. Tra le tante personalità convenute e che hanno preso la parola, Palmiro Ucchielli (presidente della Provincia di Pesaro-Urbino), Nereo Alfieri, Pier Luigi Dall’Aglio e Cristian Tassinari del Dipartimento di Archeologia di Bologna, il rappresentante dell’Arcidiocesi di Pesaro don Romano Morini, del Parco naturale del Monte San Bartolo, Maria Teresa Di Luca (responsabile dell’ufficio Archeologia che ha condotto le ricerche sugli scavi sin dall’origine nel 1980.
Nel 743 d.C. la Basilica fu sede di un importante incontro tra il Papa Zaccaria e il comandante militare dei Bizantini d’Italia, l’Esarca Eutiche. E’ doveroso ricordare che Delio Bischi a cui si deve la nascita dell’interesse per l’ubicazione della Basilica di San Cristoforo ad Aquilam che poi ha portato ad iniziare gli scavi, Nereo Alfieri docente dell’Università di Bologna che lo ha iniziato e diretto per diversi anni prima di lasciarlo all’allievo Pier Luigi Dall’Aglio che lo aveva affiancato sin dall’inizio.
La musealizzazione del comprensorio è stata possibile grazie al sostegno finanziario di Arcus, della Provincia di Pesaro-Urbino, della Fondazone Cassa di Risparmio di Pesaro e degli sponsor privati Ifi, Banca di Credito Cooperativo di Gradara e Guzzini illuminazione.
La seconda parte del progetto prevede l’allestimento di un museo da sistemare nei locali dell’adiacente chiesa ottocentesca, oggi sconsacrata, e l’ampliamento dell’area archeologica che farà diventare Colombarone punto fondamentale di un ampio progetto di valorizzazione delle realtà archeologiche di Pesaro e del suo territorio.




Bicicletta, pedalate d’amicizia

LO SPORT

Agli arrivi nelle città d’arte, i turisti chiedevano di farsi fotografare insieme. Maglia rosa a Luciano Bordoni. Un grazie particolare a Celestino Baldacci

– Tre giorni da raccontare ai nipotini tra qualche anno. Una ventina di baldi ma non più giovanotti del Gs Valconca-Ottica Biondi hanno trascorso tre momenti, che in tanti vorrebbero passare. Con la fidata bicicletta hanno solcato alcune delle zone più belle d’Italia. La loro uscita è stata denominata la 500 chilometri di Biondi. L’hanno preparata con meticolosità nel percorso, nei ristoranti, negli alberghi, nelle tappe, Ernesto Vicinanza, Mirco Migani e Pio Bilancioni. Il manipolo si dà appuntamento il 13 giugno, alle 6 del mattino, davanti al negozio Ottica Biondi per la foto di rito. Si inforca l’attrezzo, pulmino delle emergenze e ancora più delle vivande al seguito guidato da Celestino Baldacci e si parte verso l’Appennino. Su fino a Bocca Trabaria, l’irracontabile planata verso Città di Castello e via verso Castilgione del Lago sul Trasimeno. In tutto circa 170 chilometri. Il mattino dopo, partenza verso Nocera Umbra, con pernottamento in un albergo cortese che aveva ospitato la nazionale femminile di volley e che ha chiesto la foto di gruppo con tanto di dedica da appendere in un angolo della hall. In piedi la domenica per scollinare l’Appennino e godere di una delle vallate, del Corno, più verdi, belle non meno che intatte d’Italia; porta fino a Senigallia: e voresti che non finisse mai. Infine, su fino verso Morciano.
Tre giorni di vita vera. Fatta di amicizia, la gioia di stare insieme, ammirare paesi e città d’arte famose in tutto il mondo. A Città della Pieve, turiste, carine naturalmente, hanno pregato a gran voce di farsi fotografare per il particolare ricordo. Quante emozioni passare per Spello ed Assisi, nonostante il fastidio della pioggia. A Nocera Umbra, nell’albergo che li han trattati con affetto e guanti bianchi, hanno consegnato la maglia rosa a Luciano Bordoni. L’appassionato che ha fatto i maggiori progressi con la fatica della bici. Naturalmente non sono mancate le forature, compresa quella del pulmino carico di panini al prosciutto ed integratori.
Alla seconda edizione (l’anno scorso i partecipanti furono una dozzina), ci si ripeterà anche nel 2009. Afferma Ugo Gaia, il presidente: ‘Bravissimi chi vi ha partecipato, ancora di più i nostri tre navigatori, Ernesto-Mirco-Pio, che hanno lavorato alle tappe: percorsi e soste. Un grazie particolare e forte va a Celestino Baldacci. La bici è la metafora della vita; richiede fatica, che ti ripaga con il piacere dello stare insieme tra paesaggi naturali unici e città artistiche dalla bellezza mozzafiato. Tutte cose che ti fanno trovare la dimensione vera della vita.
Nel 2009 ci si ripeterà. Qualcuno ha avanzato una richiesta: una miss, possibilmente vichinga, a fine tappa.




Foro Boario

…Ciotti-Fabbri – Continuano i fluidi movimenti in vista delle elezioni comunali del 2009. Il sindaco uscente Giorgio Ciotti, tentennante uomo della Margherita e ancora prima referente di se stesso che di un partito, non più ricandidabile (al massimo si possono fare due mandati) è ancora in mezzo al guado. Non sa se attraccare verso la sponda del centrodestra, oppure verso quella del centro sinistra. Voci influenti affermano che sul versante del centrosinistra il suo unico interlocutore è Nando Fabbri, presidente della Provincia di Rimini in scadenza di mandato e gli offrono ben poco. Mentre nel campo del centrodestra sembra che non abbia molti alleati e simpatizzanti. E anche loro gli offfrirebbero ben poco. Una seconda voce afferma che entrambi gli schieramenti lo tengono a bagnomaria per lasciarlo senza approdi. Una terza voce sussurra che Ciotti, con l’eterno gioco della politica, tratta gli altri con la sua stessa moneta: la diffidenza.

…Festa dopo 3 anni – Dopo tre anni di tribolazioni, sempre affrontate con la grinta ed il sorriso, Alberto (Bertino per gli amici) Montanari si è concesso una quiete serata di festa. Per il suo compleanno ha invitato i suoi collaboratori della Mofa per un momento tranquillo e spensierato. Lunghi attimi da groppo in gola quando la madre gli ha messo al collo la catena d’oro del babbo Luciano, scomparso pochi mesi fa. “E’ giusto che sia tu a portarla”, ha detto la signora. Concorde anche le due sorelle. Negli ultimi tre anni Bertino è stato sottoposto a tre delicati interventi chirurgici; nel frattempo il babbo viene colpito da un ictus. Un medico gli ha detto: “Lei prima che essere forte nel fisico, lo è nella mente”..




Fraternali, in bici alla Mille Miglia

LO SPORT

– Più ancora che un’impresa di resistenza, saranno ore per stare soli con i propri pensieri. Con i propri problemi. E trovare le soluzione. Di lavoro. Della ristrutturazione di casa. O soltanto come fare un mobile.
Mario Fraternali ha l’appuntamento con tutto questo il 18 agosto. Si cimenta con la prima edizione della Mille Miglia in bicicletta. Partenza da Nerbiano (Milano) ed arrivo nella stessa cittadina, dopo 3-4 giorni, toccando più regioni: Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Toscana, Liguria e Piemonte. Gli eroi d’altri tempi transitano anche per San Marino-Mercatino Conca Monte al Tavelio-Casinina-Urbino. Dice Fraternali: “Ne approfitterò per fare una doccia”. “Quest’anno – continua – non sono molto allenato. Cercherò di gestirmi bene. Di mangiare a tempo e non mandare il motore fuori giri. Spero di prendere il passo che non stanca. Per me la fatica si supera pensando anche alle imprese di tutti i giorni dei nostri nonni, che andavano a Roma a piedi in cerca di lavoro”.
Fraternali partecipa di diritto alla Mille Miglia perché l’anno scorso ha partecipato alla Parigi-Brest-Parigi, 72 ore di bicicletta, con 30 sotto l’acqua. L’epica gara francese (1.300 km) si tiene ogni 4 anni; Fraternali l’ha affrontata anche nel 2003.
Falegname raffinatissimo, titolare dell’Az Arredamenti, per Fraternali la bicicletta è più di uno sport, di una passione, di un passatempo. “La inforco – ricorda – quando ho problemi sul lavoro, quando sono nervoso. Penso alle soluzioni, ragiono sulle cose. Rifletto del più e del meno. Penso a come costruire al meglio i miei mobili. In questo periodo mi aiuta per ristrutturare meglio la mia casa. Inoltre, mi dà una mano nel mantenermi in forma, si ammirano paesaggi unici. E serve anche per qualche mangiata in più”.
Si è dato un altro obiettivo nel 2009. Insieme ad un amico di Rimini, vorrebbe fare Capo Nord-Morciano in bicicletta. Andata in aeropalno e poi 15 giorni di pedalate. Quindici giorni per stare con se stessi. Ed un amico.




Ottocento Festival

L'”Illusione/allusione”
il tema di quest’anno individuato dal direttore artistico Giuliano Chelotti

– Quattro serate magiche per la XXVI edizone di Ottocento Festival, il secolo economico d’oro di Saludecio, incontrastata capitale della Valconca: dalla collina fino al mare
Il filo conduttore di quest’anno individuato dal direttore artistico Giuliano Chelotti è l’illusionismo e la magia.
Ogni sera il mago Gabriel (al secolo Gabriele Merli, raffinato illusionista) veste i panni di un mago famoso dell’epoca e ripropone alcuni degli esperimenti più sensazionali. Tra i grandi personaggi che rievocano: il celeberrimo Houdinì (fuga da una camicia di forza), Okito (magia in veste orientale) e Alexander (lettura del pensiero e la preveggenza).
Prevista anche una pseudo seduta spiritica con tanto di tavolino volante.
Nella serata finale si attraversa Saludecio su una carrozza trainata da un cavallo guidato…

Caffè – Prendono spunto dai bistrot e dai cafè chantant. Bevande e dolci del periodo storico, affiancati da piatti salati e freddi. “Fast-food” ottocenteschi: dove si gustano piatti veloci della cucina povera

Osterie – Sono caratterizzate ognuna da uno spunto storico-geografico che si sviluppa nella scenografia particolare, nell’ambientazione specifica e nel menù originale.