Manuel, bellissima e breve danza

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– Manuel Magnanelli è morto lo scorso 22 febbraio, alle 11.11, dopo una ventina di giorni di doloroso ricovero. Non aveva che 11 anni; era nato il 9 marzo del ’96, prematuro e di un chilo e quattrocento grammi. Il mattino dopo venne sottoposto ad un difficile intervento chirurgico; il primo di molte decine. I medici gli diedero pochi mesi di vita, ma per mistero ha danzato con la vita 11 bellissimi anni.
Manuel, che aveva una malattia rara, necessitava di trasfusioni di sangue e piastrine molto frequenti. Era sordo, manine a 90 gradi e senza crescita. “Nella sua sofferenza, nel fisico limitato – lo ricorda il babbo Roberto – si divertiva. Aveva il dono di entrare nella vita e nei cuori di chi ne veniva in contatto; fino a trasfromargli il valore dell’esistenza. All’inizio come genitori eravamo terrorizzati, ma dietro i difetti c’era un tesoro. Non si lamentava. Era fiero di essere così, cercando di essere felice con i suoi impedimenti. Ogni volta che si andava in bagno era motivo di ridere e scherzare”.
“Era sordo – continua il babbo – e grazie anche ad un apparecchietto gli piaceva ascoltare la musica. Andava sul monopattino per le vie di Montescudo e ha insegnato le capriole al fratellino. A due anni, i medici ci dicono che non ha che un paio di mesi di vita, ma tra medicina ufficiale, alternativa e il mistero, lo abbiamo avuto con noi fino ad 11. Dove entrava aveva il dono di portare la vita”.
I funerali hanno commosso Montescudo; una partecipazione da comunità vera: totale. Durante la celebrazione un giovane amico musulmano di una trentina d’anni porta il proprio ricordo, commuovendo la chiesa gremita: “Mi ha voluto bene per come ero; lontano dal colore della pelle, dalla religione. Mi diceva che ero forte, invece l’anima di ferro era la sua. Per Manuel mi faccio il segno della croce”.
Dietro al ricordino è riportata questo messaggio: “Sei sempre stato il più forte di tutti i super eroi dei tuoi cartoni. La tua forza rimane sempre con noi. Grazie Super Manu per averci insegnato la vita”. Cinquecento non sono bastati.
Con il patrocinio del Comune di Montescudo, dedicato a Manuel e alla sua voglia di vivere con il sorriso lo scorso 9 marzo alle 21, al teatro Rosaspina si è tenuta una serata il cui incasso è andato all’associazione Arop Rimini oncoematologia pediatrica.

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