‘Manca solo il candidato a sindaco’

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– A Rimini il centro-destra è già maggioranza tra la gente, anche se non dentro il “Palazzo”. Per far sì che arrivi anche lì, bisogna trovare un “condottiero” per le prossime elezioni. E nel far questo la trasformazione di Forza Italia nel Partito della Libertà, o Popolo della Liebertà, potrà essere molto utile.
E’ il pensiero del senatore Giampaolo Bettamio, forzista assai vicino a Silvio Berlusconi, noto a Rimini perché paracadutato 7 anni fa per il seggio (sicuro) a Palazzo Madama, e ora coordinatore regionale degli azzurri emiliano-romagnoli.
Allora senatore Bettamio che sta succedendo in Fi?
“Stiamo avanzando verso un progetto che già ha avuto una sua metamorfosi, mirato alla nascita del Partito della Libertà o del Popolo della Libertà (saranno i cittadini a deciderlo in una sorta di referendum fatto nei prossimi week end ai banchetti). Parlo di metamorfosi perché in un primo momento sembrava che Fi dovesse sciogliersi per creare una forza più ampia con tutti i soggetti di centro-destra o liberali che volevano aderire (partiti, o dissidenti dei vari partiti?). Vi è poi una seconda strada che è emersa, e che probabilmente è quella che sceglieremo: la creazione di una rete dei soggetti che si riconoscono nell’area del Partito Popolare Europeo, con partiti che non si sciolgono e mantengono una propria individualità, e che sono coordinati da un nuovo organismo, per il quale ci sarà un’apposita assemblea costituente”.
Un po’ il concetto che il capogruppo di Forza Italia a Rimini Alessandro Ravaglioli ha lanciato qualche settimana fa, facendo appello a tutte le forze che non si riconoscono nella maggioranza di centro-sinistra?
“Sì, si tratta di questa seconda ipotesi alla quale, a livello nazionale, stanno già aderendo ad esempio Rotondi, della Dc, Storace di An?”.
A Rimini, secondo lei, questo rinnovamento aiuterà il centro-destra ad affermarsi alle prossime elezioni?
“A Rimini c’è solo un problema: serve una persona, perché la maggioranza c’è già. Serve un condottiero. A Rimini città, ad esempio, la maggioranza è già di centro-destra. Alle ultime elezioni se fossimo riusciti a schierare un candidato forte, incisivo, sopra le parti, io ad esempio avevo suggerito Stefano Zamagni, avremmo vinto. Perché Rimini non è più di centro-sinistra, è di centro-destra”.
Forza Italia a Rimini è nella stagione dei congressi. L’8 dicembre ci sarà quello provinciale dove, si dice, si imporrà Marco Lombardi. Dopodichè il lavoro sarà quello di cercare il condottiero di cui lei parla o dal 9 ce lo avrete già?
“Sarò io a presiedere il congresso dell’8 dicembre. In effetti Marco Lombardi ha tutte le caratteristiche per prendere in mano il partito e guidarlo verso la vittoria. Secondo me, lo ripeto, cercando un candidato forte e sopra le parti, gradito all’imprenditoria e che sia una garanzia per l’opinione pubblica”.
C’è però chi dice che nel patto che porterà alla vittoria, pressochè sicura, di Lombardi al congresso, è contemplata anche la designazione del prossimo candidato a sindaco per Rimini, e che sarà un “politico puro”?
“Ancora i tempi sono lunghi e ci sarà spazio per tutti, ma se si vuole vincere, credo che l’identikit del candidato sia quello che ho descritto prima io”.

di Francesco Pagnini

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