Ghigi, scende in campo anche Battazza

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– Li aspettavamo e loro finalmente cominciano ad arrivare. I politici sulla Ghigi cominciano a fare qualche esame di coscienza. Le dichiarazioni di Battazza su questa bollentissima patata la dicono lunga sull’imbarazzo suo e del suo partito (Ds) su una vicenda che ha il dna preciso di una dirigenza provinciale miope prima e sorda poi.
Miope e sorda sono aggettivi qualificativi spesi con molto rammarico, perché da queste parti ben altri vorrebbero essere i termini di definizione per i tanti ometti politici che hanno arrogantemente approfittato della propria posizione per pregiudicare per sempre lo sviluppo urbanistico di Sant’Andrea in Casale.
Un sigillo pesante messo su un “lavoro” ampiamente avviato negli anni precedenti da amministratori spariti subito dopo dalla scena politica, o divenuti fautori di una rumorosa minoranza. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti non basta più un dito esile a nascondersi. Restano disattese le tante promesse piovute solo qualche anno fa.
Viabilità senza modifiche fatta l’eccezione delle poche e costose rotonde (inutili?). Restano disattese le promesse di salvaguardia di posti di lavoro. Restano disattese le promesse di sviluppo di un paese che è sempre più dormitorio.
Il tutto con i soliti corvacci neri, per niente estranei alla creazione di questo amabile panorama che urlano le colpe degli altri dimenticando le proprie.
Che c’entra il buon Battazza con tutto questo? Beh, un po’ c’entra personalmente: anche lui ha assistito in silenzio alla gestazione del “capolavoro chiamato Ghigi” e di quanto ad esso connesso. Ma molto l’amico Batman (mi piace chiamarlo così il buon Bataz) è coinvolto per quel che rappresenta oggi.
Il suo partito ormai da troppo tempo lontano dai suoi elettori, sembra popolato solo di assessori e presidenti di qualche cosa. Sta spegnendosi lentamente, dilapidando una rendita di posizione che il peso greve dell’ideologia e la forza di principi etici e morali predicati (anche se troppo spesso disattesi dai singoli) avevano creato.
La Berlingueriana Questione Morale potè esistere proprio perché il Pci di allora si distingueva per qualità di governo e progetto di società da realizzare. Che ne è oggi di quel lontano disegno? Certo, il tempo passa e gli obiettivi devono necessariamente essere altri, ma moralità, etica e buon governo restano cardini indispensabili per distinguersi in questo buio Medio Evo politico.
Che cosa vorrebbereo gli elettori? Facciamo un esempio: se un personaggio eletto con l’aiuto dei Ds approfittando del proprio “diritto di coscienza” fa cose contrarie da quelle per cui è stato presentato lì, a questi piacerebbe almeno sentire dire da parte del partito “Signori elettori, Pinco Pallino non sta facendo bene. Vigileremo per limitare i danni e renderemo la vita difficile a questo signore”. Fantascienza? Eppure occasioni in queste lande malamente popolate il recente passato ne ha date per cercare di salvare almeno la faccia.
Ecco quello che potrebbe fare il caro Batman rispolverare un po’ di questione morale. Lo invito a leggere una breve favola del grande Trilussa. Lì con la lucidità della saggezza popolare è descritto quello che qui accade: il tempo sembra non essere passato. Vediamo se a Battazza è rimasto un briciolo di modernità. Il “capolavoro chiamato Ghigi” in questo senso offre spunti notevoli.

di Claudio Casadei

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