“Fare di Misano una città verde”

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– “Voglio vedere se avete il coraggio di intervistarmi”. L’uscita è di Doriano Camiolo (padre siciliano e madre di Imola), uno dei barbieri storici di Misano. La sua bottega, con tanto di tricolore in un angolo, è battuta da numerosi politici misanesi, dalle casacche diverse: Angelo Ciaroni (Margherita), Adriano Torsani (Socialisti), Stefano Giannini (Margherita), Sandro Pizzagalli (Rifondazione comunista), Nino Guerra (ex Pri), Silvio Montico (Socialisti), Rosario Zangari (An). E naturalmente si discute forte di cose politiche; contrapposizioni toste. Già socialista (famiglia del Garofano), Camiolo nel 2005 ha preso la tessera di Rifondazione, per non rinnovarla nel 2006.
Questi sono alcuni punti fermi del Camiolo pensiero. “Sono e sarò sempre socialista”, rimarca con forza. “La mia fu una forma di protesta. Misano va cambiata non con le tessere ma con le persone. Misano Mare va bene così com’è, con il suo grano che giunge fino al mare. Eventualmente andrebbe sostituito dal verde; buttare su altro cemento non serve a nessuno. Non credo che ci sia tutta questa necessità di appartamenti e alberghi. Al Brasile alberghi e appartamenti, ma a chi servono?, dato che nessuno ci viene ad abitare. Davanti alla vecchia Conad alberghi e appartamenti, ma perché? Alla Cella abbiamo fatto un ghetto e ancora non è finita, perché?”. “E’ bellissimo il lungomare – continua Camiolo -, solo che ha distrutto il commercio di Misano. Il turista si fa due ore e mezzo di passeggiata e poi se ne ritorna in albergo. Via Repubblica è uno schifo, buia. Qualcuno ci dovrà pur mettere mano, o no? Adesso ci mettono anche la filodiffusione. Credo che le feste a stragrande maggioranza vadano fatte in piazza Repubblica per rianimarne il centro. Perché al Brasile le fanno in un solo posto e a Misano Mare no?”.
Con chi litiga di politica nella sua bottega?
“Con nessuno,. Da me si discute. Ognuno ha le proprie idee ma da me non si litiga, all’ordne del giorno sono le battute, anche quando Zangari si incontra con Benito”.
Pentito di aver lasciato i Socialisti?
“No, perché sono sempre un socialista”.
Come giudica il lavoro dell’asssesore socialista Adriano Torsani?
“E’ una persona squisita, integerrima che fa il suo dovere e lo fa al meglio possibile. E’ uno che mette i puntini sulle ‘i’ e molti non gradiscono”.
E Pizzagalli di Rifondazione?
“E’ il più forte. Sempre consapevole delle sue azioni; sa a che cosa va incontro e affronta le situazioni?”.
Qual è il suo giudizio sul sindaco Antonio Magnani?
“Non so dire niente. Una persona perbene, ma come politico non ho mai avuto nulla a che fare”.
Due o tre idee per la Misano del futuro?
“Non esistono. Vanno create giorno per giorno, ma senza cemento. Fare alcune strutture nuove. Ci vuole la riqualificazione; va buttato giù qualche albergo e farne uno di 300 camere. Se è vero che lo spot di Misano è mare e sport, ci aggiungerei verde. Qualche consigliere comunale ha detto che costa nella manutenzione. Se questo è il livello! Io noto che i turisti sono sorpresi dai grandi spazi in riva al mare”.

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