Bcc Gradara – Aziende informano

Bcc Gradara, premio ai giovani

Una sala piena. Nel parterre importanti personaggi del mondo economico: Paolucci, Ferretti, Vernocchi, Cecchini, Terenzi

– “Ai giovani talenti, vogliamo affidare le nostre speranze per affrontare lo sviluppo futuro del Paese”. Con questo spirito la Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha creato le borse di studio dedicate al compianto professor Guido Paolucci, medico di spessore mondiale scomparso prematuramente nel 2006. Cerimonia lo scorso 17 novembre al Teatro della Regina di Cattolica, davanti ai ragazzi una sala piena ed un parterre di grande spessore umano e sociale. Ad applaudirli: Umberto Paolucci (presidente Microsoft), Massimo Ferretti (Aeffe), Bruno Vernocchi (tra i maggiori concessionari d’auto della provincia), Piero Cecchini (titolare dell’Umpi, sistemi avanzati di telecontrollo dell’energia elettrica), Paolo Terenzi (candele artistiche, profumate e da pasticceria). I sindaci di Gradara (Franca Foronchi), di Gabicce Mare (Corrado Curti), Giuseppe Prioli (vice-sindaco di Cattolica).
Giancarlo Messina, coordinatore della Civica università di Cattolica, è stato un cerimoniere piacevole e garbato, col senso del tempo e con il dono di aver messo a proprio agio i ragazzi, deliziando i presenti. Ad ogni giovane una domanda, con risposte vivaci e con quel pudore che mette a proprio agio. Che fa ben sperare: non c’è solo la sfacciataggine delle comparsate televisive.
Ha sottolineato il presidente della Bcc di Gradara, Fausto Caldari: “Il concorso è un premio all’impegno, alla creatività, alla voglia di affermarsi, di far crescere l’attenzione sulle individualità, di dare fiducia ed entusiasmo, ai giovani di questo territorio. La Bcc intende favorire l’effervescenza creativa ed intellettuale dei più promettenti, spesso ostacolati dalle difficoltà di comunicare con efficacia, le proprie capacità e le proprie energie”.
La direzione scientifica delle borse di studio è stata affidata a Lucia De Nicolò, professore di Storia all’Università di Bologna.
Due i livelli delle premiazioni. Uno riservato agli universitari. Quattro i riconoscimenti: Giacomo Boschetti, Guerrino Fabbri, Nicoletta Mauri e Gian Marco Nastri. Per offrire loro altre opportunità, la banca ha anche pubblicato le loro tesi.
Il secondo livello invece ha riguardato i ragazzi usciti dalle medie e dalle superiori. I vincitori: Claudia Albertini, Agnese Antonini, Marina Balacca, Micaela Buresta, Luca Baroni, Giacomo Bartolucci, Giorgia Bertuccioli, Virginia Bezzi, Michael Biondi, Maria Elena Boschetti, Carlotta Cecchini, Giovanna Donvito, Lorena Esposito, Sara Ferri, Margherita Filippini, Sara Gentiletti, Gioele Mattioli, Livia Manovi, Marta Montanari, Angelica Montini, Francesco Nadin, Francesca Neri, Elisa Pasini, Giulia Tasini, Camilla Ugolini, Martina Vichi, Veronica Villa e Licia Zanni. Per le superiori: Veronica Alessandroni, Federica Bevilacqua, Marina Castelvetro, Chiara Cipressi, Romina Croce, Isabela Anisoara Draghici, Ettore Esposito, Francesca Fulgenzi, Valentina Giunta, Yidan Hong, Elisa Lonoce, Margherita Mancini, Elisa Marano, Davide Massa, Sara Naticchi, Giovanni Oreste Panza, Alessandro Paolini, Samanta Rossi, Claudia Toccaceli e Sabrina Villa.

Bcc Gradara, apre a Tavullia Paese

Il 18 novembre inaugurata la 15.a filiale.
Intervenuto Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia e Bruno Del Moro, sindaco di Tavullia

– Quota 15 raggiunta. La Banca di Credito Cooperativo di Gradara ha aperto ufficialmente col taglio del nastro la filiale di Tavullia Paese lo scorso 18 novembre, ore 17. Tra le autorità presenti anche Palmiro Ucchielli, il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, il sindaco di Tavullia, Bruno Del Moro. Si trova in via Pergolesi, nel nuovo centro commerciale alle porte della cittadina, lato San Giovanni. La Banca di Credito cooperativo era già presente sul territorio con una filiale a Padiglione.
Fausto Caldari, il presidente della Bcc di Gradara, si è presentato alla cittadinanza ribandendo il fine che anima la banca: “Sapremo farci apprezzare non solo per le proposte finanziarie, ma anche per la collaborazione con le istituzioni e le associazioni locali nell’attività sociale e culturale, nelle iniziative mutualistiche e benefiche. Siamo una banca diversa, una banca fatta di persone, costruita sulla persona, che crea servizi alla persona, che l’aiuta, la sostiene, che opera per migliorare la sua condizione economica e sociale. La nostra azione è tesa a promuovere ricchezza, a facilitare il credito a chi ne ha bisogno, a contenere i costi del danaro, in misura inferiore a quelli di mercato, a favorire la concorrenzialità”.

BCC GRADARA – LIBRO STRENNA

Cattolica e Gabicce nel primo ‘900

– “Emozioni in un bellissimo lavoro di 7 anni ancora in corso”. Lo storico Maria Lucia De Nicolò ha definito con quest’immagine il libro-strenna 2007 della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Autori Sebastiano Mascilongo e Dorigo Vanzolini viene presentato il 15 dicembre al Teatro della Regina, con inizio alle 16. Titolo “Storie di vita e di mestieri: Cattolica e Gabicce nel primo Novecento”, racchiude una serie di testimonianze fotografiche (un centinaio) ed orali di famiglie cattolichine e gabiccesi. Ne è stato artefice Dorigo Vanzolini, che con passione e rigore certosino ha bussato ad ogni casa per interviste e recupero delle istantanee. Mascilongo invece illustra i simboli velici delle flottiglia motorizzata degli anni ’50 (barche nuove ma ancora con i vecchi contrassegni e denominazioni). Il libro viene regalato a coloro che partecipano all’emozionante pomeriggio.

BCC GRADARA PER LA COMUNITA’

Bcc alla San Giovanni

– Oggi, la San Giovanni è la biblioteca di Pesaro, prima aveva ospitato il distretto militare e prima ancora uno dei conventi più importanti della città. Durante gli anni militari (fino al 1976) venne affrescato da Enzo Bonetti con scene di guerre moderne (Etiopia 1936) e quelle dell’Antica Roma. Per ricordare la figura di Bonetti ne è stata pubblicata la biografia scritta da Grazia Calegari. Presentata lo scorso 7 dicembre a Palazzo Montani Antaldi, sono intervenuti Renato Barilli, critico di fama, il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli, l’assessore ai Beni storici Paolo Sorcinelli e Fausto Caldari, presidente della Bcc di Gradara, che ha consentito la pubblicazione.

BCC GRADARA – MOSTRA

Gabicce, identità caprese

Mostra nell’ex acquedotto fino alla fine di gennaio. Inaugurazione il 9 dicembre

– Strizza l’occhio nella sua imperiosa semplicità il manifesto promozionale di Gabicce degli anni Cinquanta. Recano colori solari tutti gli ingredienti del suo turismo: spiaggia, ombrelloni, barche, monte. A caratterizzare l’insieme una fanciulla creola con forme generose. Infine, la grande scritta Gabicce Mare ed in piccolo “La Capri dell’Adriatico”. Insomma, una cittadina senza identità che si paragona ad un luogo strafamoso. Nulla di cui vergognarsi; in fondo Rimini ai primi del ‘900 si promuoveva come l’Ostenda (città belga molto alla moda per i bagni di mare all’epoca) d’Italia. Per recuperare identità e memoria, dal 9 dicembre al 31 gennaio (forse anche dopo), nell’ex acquedotto si tiene la mostra “Gabicce la riviera delle muse by night”. Curata da Maria Lucia De Nicolò che ha coinvolto giovani studiosi, Paola Frontini, Carlo Masini, Mattia Traversa, è un percorso alla ricerca di identità e memoria del boom turistico di Gabicce, in similitudine con la costiera amalfitana. Non è un caso che si hanno locali dai nomi già affermati altrove: Posillipo, Sorrento, Anacapri.




Palazzo, situazione confusa

Note di colore dicono che alle urne si sono presentati Vittorio Annibalini (assessore dei Comunisti italiani), Pierino Balducci (segretario di Rifondazione comunista) e Domenico Pritelli (ex sindaco di Rinnova Gabicce – oggi all’opposizione). Insomma, queste primarie hanno infranto più cuori degli avversari politici (in primis Rinnova Gabicce) che dei militanti ed elettori di Ds e Margherita.
Corrado Curti il sindaco che divide. Questo è il giudizio dichiarato dai suoi avversari e sussurrato da alcuni della sua maggioranza. Eletto con poco più del 33% dei voti. Meno voti di Bruna Tacchi, sia quando fu eletta sindaco, sia quando fu battuta da Domenico Pritelli (51%).
Alcuni fatti. Ritiro delle deleghe al vice sindaco Fosco Gasperi. Dimissioni di Bruna Tacchi da presidente del Consiglio comunale. Divisioni nei gruppi di maggioranza con Bruna Tacchi e Fosco Gasperi che formano il Gruppo misto in Consiglio. Come dire “ci teniamo le mani libere”. Ora potrebbe essere a rischio il raggiungimento del numero legale per la validità dei Consigli comunali, come è accaduto recentemente. Non sono ammesse assenze nelle fila della maggioranza.
Si aggiunga anche la forte critica di Paola Michelacci che smentisce i dati positivi sulla stagione turistica. “E’ incredibile – dice – come, nonostante la crisi, i politici si reputino sempre soddisfatti”. L’attacco a Curti e all’assesore al Turismo Riccarda Patruno è diretto.
Prospettive future. Se dovesse passare l’indicazione di decidere i prossimi candidati a sindaco attraverso le primarie, la domanda è: chi sosterrà Corrado Curti?
Molto probabile il Partito democratico, ma sicuramente con diverse defezioni. I Comunisti italiani, si dice, soffrono di diversi mal di pancia verso la politica del sindaco, troppo accentratrice. Soprattutto dopo le avances di Massimo Michelini di Forza Italia. I Verdi sono già all’opposizione. Rinnova Gabicce, anche se è alla ricerca di una sua nuova identità, il grosso degli aderenti è contraria a “inciuci” col sindaco. Rifondazione comunista, per quanto anomala a Gabicce Mare, e accusata di vivere con molto sudditanza la politica del sindaco, potrebbe arrivare un sussulto di dignità e dire basta.
Il Pd cercherà di prendersi tutto. Ma se la sinistra a livello nazionale decollerà, potrebbe arrivare un’alleanza naturale tra Rc, Ci, Verdi (La Sinistra) e Rinnova Gabicce (o quello che ne rimarrà, visto qualche sbandamento, un po’ per stanchezza e un po’ per i violini ammiccanti del Pd).
Situazione caotica anche nel centrodestra: dimissioni da consigliere di Oscar Olmeda, che non ha portato in Consiglio Massimo Michelini (ci sperava?!) ma Tiziana Ricci. Attriti sempre più aperti tra Fi e An. l’Udc si era già smarcata da tempo. Al momento manca un candidato forte per la poltrona di sindaco che sappia riaggregare il centrodestra, ma anche dare una prospettiva programmatica credibile alla città di Gabicce. Insomma, sotto il cielo politico di Gabicce Mare molte nuvole e confusione.

di Ecci




Novenove, d’inverno con i WhiteRabbit

La prima si chiama “Alice’s adventure under ground”, nel titolo l’omaggio al genio dei Jefferson Airplane e al loro coniglio bianco, che si terrà al club Novenove di Fanano.
Quattro appuntamenti con la musica di gruppi emergenti. Quattro band che scalderanno gli animi nei sabati di dicembre. Si parte il primo del mese, con gli Small Jackets e il loro “fuckin’ rock&roll”.
Il gruppo suona puro hard rock, e ha riscosso molto successo in tutta Italia, ma anche oltralpe e oltremanica, suonando anche in Svizzera e sui più blasonati stage britannici.
L’otto di dicembre sarà la volta dei Rangzen con “The Doors and more”, una session dedicata alla memoria di Jim Morrison in occasione del suo compleanno a ventisei anni dalla (presunta?) scomparsa.
I Gattamolesta fanno vibrare le corde il 15 dicembre, col loro “Folk di terre e di mari” durante una grande festa “buskers” proprio dentro i locali del Novenove. Una band che intriga con un suono caratteristico e suggestivo, grazie ad una composizione tutta particolare: batteria, chitarra, contrabbasso clarino e fisarmonica.
Infine, il 22 dicembre tornano per uno show eccezionale la Galimana “Long time wanted”, per una serata in memoria della “Woodstock era”.
Ognuna delle quattro serate avrà degli special guest, a sorpresa; interpreti delle arti più varie, dalla pittura al teatro, dalle proiezioni video al mimo alla giocoleria. Ampio spazio per l’esibizione di artisti di strada sarà dato in particolare il 15 dicembre. E alla fine di tutto la musica, di qualità, dei Dj che si alterneranno in consolle. Prezzo del biglietto sette euro prima di mezzanotte e mezza, poi 10 euro. Ma nei bar e nei locali si possono trovare le riduzioni a sette euro per tutta la notte.
Una conferma che sarà presto tradizione è invece il GabiOne, giunto al suo terzo compleanno. La rassegna musicale, con gruppi provenienti da tutta l’Emilia Romagna, sarà ospitata da diversi locali sparsi tra Cattolica, Gabicce, San Giovanni in Marignano e Colombarone. Tredici date a ingresso libero per coprire tutto l’inverno, fino a marzo.
Ad accompagnare la musica, quest’anno ci saranno anche proiezioni artistiche curate da Carlo Masini dei White Rabbit, che ha studiato conservazione e presentazione di immagini in movimento all’Uva, l’università di Amsterdam. Dalla pop art alla pornografia, ma senza esagerare.
La prima esibizione, eccezionalmente di domenica, al pub Aritroso di Gabicce mare. Poi a turno i padroni di casa cambieranno: Dal tramonto all’alba, Rabuki, Dame e Cavalieri, bar Diamond e il Caffè Centrale di San Giovanni in Marignano.
Tra questi anche il “non luogo” per eccellenza del GabiOne: il distributore Agip sulla statale 16. Per una sera all’anno non punto di transito, ma mèta per i giovani che vogliono ascoltare buona musica.

di Matteo Marini




Tavullia, il mare in collina con la gastronomia “Il Faro”

Il “Faro” offre un’ampia scelta per l’asporto. Basta mettere in tavola. Antipasti: insalate di mare e polipo, il san pietro alla catalana, mazzancolle al guazzetto, cus cus. Primi: cannelloni e lasagne di pesce, risotti caldi e freddi. Secondi: fritto di mare, spiedini, baccalà in vari modi, codini alla primavera. Infine, per uscire dalla tipicità tutta romagnola, una puntata nella terra di Spagna, con quel classico che è la paella.
Pesce fresco, tutti i giorni, arriva da tre mercati: Cattolica, Fano e Rimini. E occhio, alle giornate delle offerte.
Il “Faro” significa fratelli Raffaelli. Da anni nel settore, professionisti che amano il proprio lavoro, hanno altri due punti: a Gabicce Mare e Morciano.




Gabicce Mare, presepe vivente il 24, 25 e 26

Inizio della rappresentazione, il 24, alle 20,30, alle 23 S. Messa, ore 24 inizio della processione con fiaccolata per raggiungere i fedeli di Gabicce Mare all’uscita della S. Messa.
Tutti insieme si raggiungerà la piazza del Municipio per ascoltare canti natalizi, bere qualcosa di caldo e mangiare dolci. La rappresentazione del 26 avrà inizio alle 16, sempre alla chiesa di Ponte Tavollo, dove il Comitato offrirà dolci e vino.




Don Emilio, quel rettore di Bonora a Morciano

– Il Santuario della Cella – o Madonna di Bonora di Montefiore – si è guadagnato in diocesi un suo onorevole posto.
La gente, da lungo tempo, ama recarvisi. Oggi prevalentemente in auto, ieri anche a piedi. Questo è il classico pellegrinaggio!
Oggi, molti ex-voto sono stati collocati altrove, ma quando ero piccolo ricordo che le pareti interne della chiesa erano letteralmente tappezzate da questi quadretti. Dietro ognuno di questi c’era una “triste storia”, se proprio non vogliamo parlare di miracolo o di Grazia ricevuta. Ho usato questo termine perché, ancora bambino, non riuscivo a capire il significato delle tre enigmatiche lettere Pgr… enigma facilmente risolvibile con l’interpretazione “Per grazia ricevuta”.
Nel Santuario di Montefiore c’è una bella immagine della Madonna che appunto si trovava nella Cella di Bonora di Ondidei, eremita dei tempi passati.
Ma non solo la gente mostra devozione ed interesse per questo sito, ma anche la struttura curiale. Basta pensare a due fatti incontestabili. Nel periodo del passaggio del fronte, in occasione dell’Ultima Guerra, il Seminario Diocesano si è trasferito da Rimini a Montefiore! In seguito poi le vacanze estive dei seminaristi per molti anni si sono svolte proprio qui alla Cella.
Tale santuario è stato ripreso in mano all’inizio del 1900 dai due fratelli sacerdoti Sanchini, don Pio e don Tommaso. Personalmente ho avuto il piacere di conoscere quest’ultimo e di servirgli la messa.
Impossibilitato a seguirlo adeguatamente a causa dell’età, il Santuario è stato affidato fino al 1956 alla cura dei padri Paolotti. Per intenderci meglio, quelli che a Rimini hanno la chiesa proprio in piazza Tre Martiri, appena dietro al monumento ai Caduti.
Così nel 1956 arriva come Rettore il giovane don Emilio Maresi, del quale qui intendiamo parlare.
Ho usato l’aggettivo “giovane” perché era stato ordinato sacerdote appena nel 1950. Nell’intervallo fra l’ordinazione e la Cella, era stato parroco a Castelleale.
Desiderando doverosamente tracciare anche un profilo spirituale del personaggio, chiamiamolo pure così! Penso che il detto popolare che lo inquadra meglio sia quello citato nel titoletto: “Scarpe grosse e cervello fino!”.
Di famiglia, diciamo, campagnola, non era il top della raffinatezza e dell’eleganza. Da qui le “scarpe grosse”. Però la testa ed anche la sensibilità e la pazienza c’erano tutte! Scherzando potrei dire che era proprio figlio di suo padre “Manghìn”.
Ho citato anche la virtù della pazienza perché era persuaso che alla fine la storia avrebbe fatto giustizia, come nel caso diventato di pubblico dominio del cambio fraudolento dei lampadari di Murano del Santuario. Così infatti è stato!
Fatte poche eccezioni, la pazienza a volte scappa anche ai santi! E’ stato sempre molto benevolo con le richieste spesso assurde della gente. Una battutina simpatica scioglieva spesso nodi apparentemente intricati.
“Di lui ci si può fidare!”, diceva la gente e questo non è un elogio da poco!
Si è poi tirato in disparte con discrezione, senza suonare troppe campane ed ha dato una buona mano al giovane successore, don Ferruccio Cappuccini che veniva proprio da un altro mondo!
Infatti, per ben diciotto anni era stato cappellano all’ospedale di Rimini ed era esperto in problemi di salute, non solo spirituale ma anche fisica!
Come spesso succede nella vita, anche a lui capiterà che dopo essere stato apprezzato discretamente in vita riceverà presto l’aureola di santo quando ci avrà lasciato!
Con questo non mi auguro che ci lasci presto: tanto l’aureola può aspettare.
Per meglio inquadrarlo storicamente e geograficamente, possiamo ricordare che è nato a Poggio Berni il 19 luglio 1926. I suoi genitori che lo hanno seguito a Montefiore, si chiamavano “Manghìn” (Domenico) e la Culomba. Bravi genitori anche perché hanno avuto un altro figlio, più giovane, oggi defunto, don Mario.
Tutti i devoti della Madonna di Montefiore conoscono don Emilio. Non solo per la simpatia che sapeva offrire, ma anche per il fatto – quasi un record – che qui fedele è rimasto dal ’56 al 2004, in pratica ben 48 anni! Meritava di fare le Nozze d’Oro!.
Gli anni sono stati lunghi, ma anche molto movimentati. Pensate alle ristrutturazioni che ha dovuto fare, ai tamponamenti del terreno che avrebbe portato il Santuario nel sottostante torrente Ventena ed infine alla convivenza con il Seminario durante i mesi estivi!
Con genitori ormai anziani, a loro volta bisognosi, è stato seguito nella gestione della casa dall’Esterina Pratelli, brava ma che magari qualche volta metteva il naso anche in problemi non di sua stretta competenza, ma “dalla vita non si può avere tutto”.
Pur discreto, si è inserito bene anche nel paese di Montefiore. Non ha mai avuto problemi seri con i parroci del paese. Ne cito due: don Quinto Casadei Menghi e don Pericle Nicolettti. Attualmente, don Emilio presta un prezioso servizio a Morciano, collaborando con il parroco don Luigi Ricci, originario dell’Inferno, cioè di Onferno di Gemmano.

di Pier Giorgio Terenzi




Elisa, vincitrice del Premio Pasolini

Cerimonia avvenuta lo scorso 6 dicembre a Bologna, il suo lavoro si intitola: “Io volevo fare a tutti i costi un film sulla vita di San Paolo. San Paolo di Pasolini: il calvario di una sceneggiatura”.
Nonostante i quasi 20 anni di lavoro per scrivere la sceneggiatura, Pasolini non riuscirà mai a girare la pellicola; sceneggiatura ripresa dal regista polacco Zanussi, ma anch’egli non girerà mai mezza scena.
La tesi della morcianese è su tre livelli: la rappresentazione di San Paolo che ne fece Pasolini (santo e fondatore dell’istituzione )ecclesiastica; l’operato di Zanussi. La terza parte raccoglie tre interviste: al presidente della San Paolo Film, la società committente, e le interviste a Vittorio Baldi (produttore di alcuni film del friulano) e a Liliana Cavani (sua amica, nonché regista).
Già qualche supplenza alle spalle, la giovane morcianese è molto attiva nel teatro. Collabora ad Urbino col Cust (Centro universitario di sperimentazione teatrale), associazione che organizza eventi d’estate ed insegna teatro d’inverno. Fa teatro con Roberto Caminiti. Ed è una delle animatrici dell’associazione culturale della Valconca “Mucche in transito”. Formata da una decina di giovani soci mette in piedi eventi e cultura. Elisa Ugolini è una dei tanti giovani che stanno lavorando con passione, raggiungendo anche risultati di cui essere orgogliosi.




NATALE a Morciano

Miriade di attrazioni per ogni età, per ogni gusto

Tutti gli appuntamenti

– Pattinaggio su ghiaccio

– Sabato 8: Patrick Show (animazione itinerante) – Maxi monociclo Giraffa (esibizioni itineranti) tutto il giorno;
– Domenica 9: Band music di Santa Claus (esibizioni itineranti) – Il Baule dei ricordi (teatrino per i più piccoli – ore 16 Portici Palazzo Municipale) – Memorial Gambuti-Serafini (ore 9-19 Bocciodromo comunale);
– Sabato 15: Patrick Show (animazione itinerante) – Circo in piazza (trampolieri, equilibristi) dal pomeriggio;
– Domenica 16: Tanti Babbo Natale (dal pomeriggio distribuzione dolcissimi auguri) – Mercatino di Natale (via Colombari) – Il brutto anatroccolo (ore 16 spettacolo teatrale Sala ex Lavatoio) – Gruppo folkloristico Musica Arabita di Fano (ore 15,30 – 19 e 20,30 – 22 parata itinerante per le vie del paese);
– Giovedì 20: Festa con gli anziani (ore 15 Centro parrocchiale, organizza Caritas e Gruppo Scout Morciano) Saggio musicale (allievi del Centro musicale san Gregorio in Conca, ore 21 Sala ex Lavatoio);
– Sabato 22: Mercatino di Natale (via Colombari) – Patrick Show (dal pomeriggio) – Concerto di Natale (ore 21 Coro città di Morciano nella Chiesa parrocchiale);
– Domenica 23: Mercatino di Natale (via Colombari) – Patrick Show, Personaggi Disney sui trampoli, Maxi monociclo Giraffa (dal pomeriggio animazioni itineranti) – Il baule dei ricordi (ore 16 Portici Palazzo municipale, teatrino per i più piccoli) – Festa degli Auguri “Eria ad Nadél” (ore 21 Sala ex lavatoio, recital dialettale);
– Sabato 24: Trenino di Natale (tutto il giorno consegna regali ai bambini organizzato dal Gruppo Scout Morciano);
– Lunedì 31: Capodanno al Centro Parrocchiale (ore 21,30 cena e musica, prenotazioni tel. 0541-857482) – Festa in Piazza per il Nuovo Anno (ore 22,30 Portici Palazzo Municipale) – Spettacolo pirotecnico (ore 0,15 piazza Risorgimento);
– Sabato 5 gennaio: Aspettando la Befana (ore 15-18,30 Centro sociale ricreativo con l’animazione di TanaLiberaTutti)
– Domenica 6: Arrivo dei Re Magi (ore 16-17,00 Chiesa parrocchiale. La sfilata partirà dal Centro parrocchiale).

Il Natale del divertimento per tutta la famiglia

– Parco Disneyland (Piazza Risorgimento)
– Nuova pista di ghiaccio (Piazza del Popolo)
– Villaggio di Babbo Natale (Piazza del Popolo)
– Maxi baita di Babbo Natale (Piazza del Popolo)
– Trenino di Natale
– Mostra mosaici Dario Gessaroli (Sala ex Pescheria)
– Gare di bocce (Bocciodromo comunale)
– Tombola di Natale (Centro parrocchiale)
– I presepi (Chiesa don Ferrante e parco Centro parrocchiale)




Riminese, quei colori in bianco e nero

– Federico Zeri, uno tra i più brillanti e dissacranti critici d’arte, per scrutare le opere preferiva le foto in bianco e nero. “Hanno colori bellissimi”, diceva con una sana punta di ironia.
Natale 2007, il libro strenna della Banca Popolare Valconca, presenta 100 fotografie in bianco e nero che raccontano le Terre malatestiane.
E’ un libro di istantanee su due livelli: memoria storica (quella dei Malatesta) e com’era questa provincia soltanto 25 anni fa. Afferma Pier Giorgio Pasini, la mente editoriale dei libri della Bpv: “La storia dell’ultimo secolo va avanti in fretta”.
Le immagini le ha scattate Corrado Fanti, su commissione dell’Istituto dei beni culturali storici dell’Emilia Romagna. Bolognese, nonché professore di letteratura, ha alle spalle riconoscimenti importanti. Un quarto di secolo fa, Fanti mise nel cassetto della memoria un migliaio di scatti; scremati in un centinaio.
La casa editrice Minerva di Bologna, così racconta il lavoro: “…seguendo itinerari consueti ma anche personali e inediti, Corrado Fanti traccia e disegna un paesaggio di semplici torri diroccate, casolari e paesi rustici, lontani dalla magnificenza dei castelli e dalle rocche principesche, ma non per questo privi di incanto e suggestione. Rovine, resti di difficile datazione, ma incantevoli, perché perfettamente integrati nell’ambiente naturale che li contiene.
Le fotografie riguardano il paesaggio, l’ambiente, l’architettura, ma anche la terra, i sassi, le pietre che l’uomo ha più volte scomposto, prima e dopo il periodo malatestiano. La ricerca del fotografo supera i limiti della semplice descrizione, e si fa poesia; evidenzia gli spazi, i silenzi, le luci del paesaggio e delle architetture, ma anche la fatica dell’uomo che le ha modellate e il paziente, silenzioso lavoro del tempo che le ha patinate fino a renderle romantiche; una ricerca condotta con un linguaggio rigoroso classico, che si serve di un bianco e nero nitido, a volte corposo, a volte trasparente, vellutato e ricco di sfumature e di toni”.
Le pagine raccolgono altri due contributi. Quello di Pasini, che ne spiega l’omogeneità e la doverosa prefazione di Massimo Lazzarini, il presidente dell’istituto di credito morcianese. Lazzarini è un’ottima penna, che sorprende per l’eleganza, il ritmo e l’apparente semplicità.
Il volume viene presentato il 20 dicembre al museo della Città di Rimini, con inizio alle 17.30. Oltre all’autore, intervengono: l’architetto Marina Foschi, Andrea Emiliani, co-fondatore dell’Istituto dei beni culturali dell’Emilia Romagna.




Fano, la mostra partita da Morciano

Per ammirare i sette dipinti, il giorno dell’inaugurazione erano presenti il vescovo, Maria Rosaria Valazzi, vice-sindaco di Pesaro e Sovrintendente alle Belle arti per le Marche. L’istituto di credito morcianese, in previsione dell’apertura fanese, acquistò un dipinto di Ceccarini, che sarà in bella mostra permanente nei locali della banca. E il dare valore all’arte sarà il filo conduttore della banca per gli anni a venire. Nel caveau della banca è custodita anche una scultura di Arnaldo Pomodoro, nascita morcianese e tanti legami con Pesaro e il Montefeltro.