Amarcord di Dorigo Vanzolini

Cattolica, 1/6/1957, scuola Avviamento Commerciale.
Terza fila in alto da sinistra: alunna di Misano, Anna Mascarucci, Cristina Vanzolini, Annunziatina Gabellini, Vittoria Lorenzi, Anna Antonioli, Daniela Lazzari, Maria Pritelli, Laura Vichi.
Seconda fila da sinistra: Prof.ssa Francolini (italiano, storia, geografia), Carmela Manduzio, Dossi Lucia Vacchetti (preside riminese), Angela Vanzolini, Franca Maltoni, Prof.ssa Marianna Miniti (matematica), prof.ssa Lidia Galeazzi, Giuseppina Tomassini, Annalisa Galli, Annamaria Franca, Laura Palmieri, Lucia Stella, prof.ssa Margherita Starnini (lingua francese).
Prima fila in basso: Andreatini (di Gabicce), Silvana Tomassetti, Lidia Galeazzi, Luciana Pasini, Diana Boga, Luigina Avanzolini, Irene Gaudenzi.
(Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)

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SAPORI E COLORI DEL NOSTRO DIALETTO di A.F.

– Chi gioga al lott e al créd da venc, al va via si stracc e l’artorna si cenc (2)
– Sént da che boca al vén la prèdga! Da cla linguacia Dio ci scampi e liberi! (3)
– L’ha ‘na facia tosta che se ti ciach li mandule li artorna indré (4)
– An ti po miga fè un zcurs (discorso) bin bén, l’è sempre tutt a pr’èria cume al garben (5)
– Sigura cal cnoss, avin fatt i burdèll insen. A ssin pérs ad vésta quand i suv i s’è mess su (migliorato posizione sociale) e dop cl’è ‘ndè stè da n’ènta banda (altro luogo) (6)
– Cume al prim e al sgond, al més al va tutt tond (7)
– Lor i la mèt facile, ma tra’l dì e al fè u j’è d mezz al mèr (8)
– Intènt andèn a magnè, che ad cal baghin (di quella faccenda) a zcurrin dop. A pènza pina us rasona mej (9)
– I ché un s’arèss a dè al rest (molto da fare). Se ddè mént ma tutt quel che u j’è da fè an t faréss mai nota (10)
– Guerda che strasnarèla (disordine) ad roba t’è lass in gir. Se an tò de cara (togliersi di torno) a t’ariv s’na ciavatèda (11)
– Un gnè sabata senza sol, un gnè dona senza amor (12)

– (1) Filastrocca. Sant’Andrea è il patrono dei marinai (30 novembre). Usava accendere dei falò nelle piazzette dei quartieri. Partecipavano tutti, dai bambini agli anziani. I bambini cantavano la filastrocca. I ragazzi si esibivano con salti attraverso il fuoco. Alla fine le donne raccoglievano i carboni ardenti per metterli nello scaldino. Questa tradizione è stata poi assorbita dai fuochi di S. Giuseppe (19 marzo) di origine contadina
– (2) Chi gioca al lotto e crede di vincere, se ne va con gli stracci e ritorna coi cenci
– (3) Senti da che bocca viene la predica! Da quella linguaccia Dio ce ne scampi e liberi!
– (4) Ha una faccia tosta che se gli schiacci le mandorle rimbalzano e ritornano indietro
– (5) Non gli puoi fare un discorso fatto bene, è sempre tutto per aria come il garbino
– (6) Sicuro che lo conosco, abbiamo fatto i bambini insieme. Ci siamo persi di vista quando i suoi hanno migliorato la loro posizione sociale e dopo che è andato ad abitare da un’altra parte
– (7) Come il primo e secondo giorno, il mese va tutto tondo. Inteso come tempo atmosferico
– (8) Loro la fanno facile, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare
– (9) Intanto andiamo a mangiare, che di quella faccenda ne parleremo dopo. A pancia piena si ragiona meglio
– (10) Qui non si riesce a dare il resto – c’è molto lavoro. Se dai mente a tutto quello che c’è da fare, non si farebbe mai notte
– (11) Guada che disordine di cose hai lasciato n giro, se non ti togli di torno ti dò una ciabattata
– (12) Non c’è sabato senza sole, non c’è donna senza amore




Ristoranti, gara per ‘Il piatto d’oro’

– Anni Sessanta, 3° concorso “Il Piatto d’oro”, famosa gara gastronomica estiva tra i ristoranti della Riviera Adriatica.
Tra questi “La Formica”, un panoramico locale con piscina, sulla vetta dell’omonimo cucuzzolo sito in territorio di Gradara. Locale ideato e diretto dall’imprenditrice cattolichina Laura Martucci.
Nella foto (archivio Tomassoli) Lino Pasi (al centro) l’ultimo gestore e direttore con i membri della giuria rag. Paolo Pagnini (il primo seduto a sinistra) e il dott. Savazzi del “Tribunato dei vini”. Completano la foto lo chef Gastone (primo in piedi a sinistra) e il maitre Raffaele.




TEATRO DELLA REGINA

– Venerdì 14 dicembre alle ore 21 presso il Teatro della Regina va in scena la commedia “Generazioni a confronto”, ideata e scritta da Mario Delbianco (Cagnèt). La replica, aggiornata, ha trovato impulso grazie a numerose richieste.

Oltre a Cagnèt, questo il cast degli interpreti:
Francesca Fati, Sonia Bartolini, Luciana Piermaria, Donatella Piersantini, Barbara Masini, Andrea Romani, Paolo Scaramucci.

Il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione “Cattolica e l’Handicap”.




TEATRO DELLA REGINA

– 10-11: “Così è (se vi pare)” (prosa) – di Luigi Pirandello – regia di Massimo Castri – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Arena del Sole – Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna.
– 18: “Reggiani – Germani 4 a 3” (comico) – di e con Francesca Reggiani e Gabriella Germani – Ambra Jovinelli, ITS Italia Spettacoli.
– 10 gennaio: “Non si paga! Non si paga!” (comico) – di Dario Fo – regia di Dario Fo – con Marina Massironi, Antonio Catania, Marina De Juli, Renato Marchetti – Cherestani Produzioni.

Teatro della Regina.
Inizio spettacoli ore 21,15.

Info: Tel. 0541-968214.




Il dialetto cattolichino nel libro di Anna Filippini

Il libro riporta centinaia di parole, frasi ed espressioni del dialetto cattolichino. Molte di queste parole, ormai dimenticate, sono diventate patrimonio esclusivo di pochi anziani. Il libro diventa così un piccolo dizionario della memoria. Una cosa preziosa che dovrebbe essere letto e custodito in ogni famiglia. Si tratta delle nostre radici.
Il volume è arricchito da numerose immagini che riproducono disegni e dipinti del pittore cattolichino Emilio Filippini (1870 – 1938).
“Sapori e colori del nostro dialetto” – 2° volume. Edizioni La Piazza – 6 euro. (in tutte le librerie ed edicole di Cattolica).

Il ricavato verrà devoluto alla Caritas parrocchiale di Cattolica




Foro Boario

…San Gregorio, perché pagare – Provocatorio come spesso gli accade Mario Garattoni, consigliere comunale in quota Lega nord, ma repubblicano culturalmente; è stato anche vice-sindaco di Morciano nei anni addietro. La sua ultima idea ha già fatto il giro di Morciano e fatto discutere. Ecco la sua idea per San Gregorio 2008: far pagare il biglietto per gli spettacoli serali ed utilizzare la tensostruttura il mattino e anche il pomeriggio. La sua argomentazione: “Credo che gli spettacoli serali al padiglione, per evitare i numeri turchi (si litiga, volati anche degli spintoni, per le poltrone riservate, ndr) propongo un biglietto tra i 3 ed i 5 euro da destinare a qualche associazione di volontariato morcianese. Credo che per tali fini si sia ben disposti e si vanno a stimolare anche gli associati beneficiari. In fondo, il Comune propone spettacoli da decine di euro e disertarli per pochi non mi sembra possibile. Inoltre, utilizzerei la struttura il mattino per le scolaresche, con lezioni di economia e storia locale. E il pomeriggio propongo di organizzare spettacoli gratuiti per gli anziani over 60. Non c’è nessun aumento di spesa per il Comune e si aumenterebbe il volontariato”.

…San Gregorio2 – Una domenica di novembre con l’affluenza degna di San Gregorio. Tanto benvenuto scompiglio lo ha portato la Fiera dei Golosi (ingresso libero, al padiglione fieristico il 24 e 25 novembre). Morciano è stata presa d’assalto come una grande occasione. Gli organizzatori ed il Comune hanno azzeccato tutto il logo e la bontà degli stand. Morciano che afferma il suo ruolo di capitale non solo della Valconca…

…Fayaz, morcianese a Pesaro – Hossein Fayaz è un morcianese di origine iraniana. Negli anni Sessanta frequenta l’Università di Urbino dove incontra la moglie, una morcianese. Portamento inglese, colto, educato, rappresenta al meglio la civiltà dell’uomo e la cultura del suo paese. Lo scorso 29 novembre è stato invitato ad un dibattito pubblico a Pesaro nella sala del consiglio comunale. Ha organizzato da “E.labora. Il posto delle idee, associazione culturale di promozione sociale. Tema del convegno “Musulmani in Italia: cosa ci unisce, cosa ci divide”. Oltre a Fayaz sono intervenuti Khader Mussallam, cristiano arabo-palestinese, Alessandro Barban, monaco camaldolese priore di Fonte Avellana, con le conclusioni di Al Zain Ghassan.




Anno 1949, in 76 all’asilo dalle suore

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– Questa bellissima foto ritrae i bambini che nel 1949 frequentavano la scuola materna dalle Maestre Pie. I piccoli erano nati nel ’44, ’45 e ’46. A sinistra si nota la mitica suor Luigina. La ricordano molto carina; giocava a calcio coi maschietti e a pallavolo con le femminucce. Tutti la ricordano oltre che per la bellezza, per la sua severità. La foto è di Emilio Cavalli che ha cercato di individuare i vecchi amici. Purtroppo mancano alcuni nomi. Sarebbe bello, ricostruirla completamente; si prega di telefonare alla Piazza (0541.611070). Grazie.
Dalla prima fila in piedi, da sinistra: suor Luigina, Flavio Villa, Fernando Bartoli, Giuseppe Colombari, Ugo Ferrini, Paolo Paolini, Giuseppe Biondi, Giuseppe Panaccione, Paola Migani, Raffaello Ferroni, Mirco Gambuti, Oreste Pecci, Arduini, Francesco Mosconi mentre abbraccia la sorellina Rosina.
Seconda fila, partendo dall’alto, sempre da sinistra: Lucio Montanari, ?, ?, Bertina Grossi, ?, ?, Vannina Poli, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?.
Terza fila dall’alto, da sinistra: ?,?,Grazia Marzi, Teresa, Anna Pecci, ?, ?, Bartoli, ?, ?, ?, Pari, ?, ?, ?. Quarta fila da sinistra: ?, ?, ?, ?, Paolo Migani, ?, ?, Luciano Dionigi, Gilberto Gugnali, Maurizio Manzi, Adriano Grana, Raimondo Pari, Bonetti, Emilio Cavalli, Broccoli, Marco Orecchini.
Quinta fila, da sinistra: ?, Civinelli, Civinelli, ?, ?, Mancini, Tonino Cavalli, ?, Didi Gugnali, ?, Manzi, ?, ?, ?, Sergio Bonetti, Broccoli, Guglielmino Cervellieri e Stefano Magi. Le due suore di destra: suor Edvige, la più alta e la madre superiore. I punti interrogativi contrassegnano i nomi che non si ricordano.
(Archivio Emilio Cavalli)




Battazza: ‘Pd, esercito in piccolo territorio’

L’INTERVISTA

– “Il Pd deve nascere attorno alla gente. I tanti che hanno votato per la nascita del Partito democratico hanno voglia di politica. Di interessarsi alla cosa pubblica”. Parola di Claudio Battazza, l’ultimo segretario Ds della Valconca. Sindaco di Montefiore fino al 2004, è politico accorto che sa sempre dove e come picchiare.
Che significato dare ai 1.100 che hanno votato per il Pd in Valconca lo scorso 14 ottobre?
“Che si ha voglia di politica. Hanno dimostrato che hanno una grande voglia di partecipare alla vita collettiva. Va bene la discussione attorno al segretario nazionale, ma i nostri 1.100 vanno portati alla discussione. Credo che sia per un vero e proprio esercito per un territorio così piccolo. Hanno detto: ‘Sì, noi ci siamo’. Dobbiamo attivarci affinché vengano coinvolti”.
Ma come, non si rischia di fare soltanto chiacchiere?
“Devono essere la forza e le gambe del Pd. Pd che deve nascere attorno a loro. E sono chiamati a discutere e decidere dei loro temi, della Valconca, delle cose che accadono attorno casa. E questi temi, queste discussioni devono trovare sfogo nei programmi elettorali del 2009, la prossima tornata delle elezioni comunali”.
Quale deve essere però il passo vero?
“Questa gente deve scegliere i prossimi candidati attraverso le primarie. Se riusciremo a farle, le primarie, abbiamo portato a casa la rivoluzione vera. I nodi della Valconca da anni sono gli stessi e sono irrisolti. Penso all’Unione, sulla quale si è detto di tutto e di più. E legata all’Unione c’è l’utilizzo del nostro territorio, deve essere questo, oppure c’è un’altra via. Io credo che ci sia un’altra via. Abbiamo i giovani, verso i quali stiamo sottovalutando le loro difficoltà. Un altro dei temi da portare in mezzo alla gente è la questione Ghigi. Non si può coinvolgerla dopo aver deciso, come spesso è avvenuto sugli ultimi tempi”.