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Massari, scelti giovani comici di talento

– Il teatro Massari di San Giovanni sceglie giovani comici di talento. Si sono concluse sabato 31 marzo le selezioni per la 7° edizione di LoComix, dopo quattro serate dense di risate. Organizzate dall’Associazione Culturale Locomotiva e dalla Compagnia Fratelli di Taglia, sono stati scelti gli otto “artisti della risata” che parteciperanno alla grande finale del concorso per comici emergenti; ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Locomotiva, si terrà sabato 21 aprile presso il Teatro Concordia di Borgo Maggiore (San Marino). I vincitori: Andrea Sambucco (Udine), Marco Cattani (Reggio Emilia), Gegio (Cormano, Mi), gli Appiccicaticci (Roma), Elena Ascione (Torino), Gian Pietro Sterpi (Bologna), Gianfranco Boselli (San Giorgio, Pc), Omid (Castelnuovo Scrivia, Al).




Morelli, l’assessore che c’è sempre

– Daniele Morelli c’è sempre. Assessore alle Attività produttive, quando deve rappresentare San Giovanni e farne gli interessi si mette le gambe in spalla e va. Sia vicino e sia lontano; difficilmente taglia l’argomento con una scusa. Ad esempio, lo scorso 31 marzo era alla cena degli albergatori di Cattolica. E non è neppure mai mancato alle assemblee della Città del Vino e non rinuncia neppure ad un appuntamento minore dove si parla di vino, o argomenti relativi al suo assessorato.
Dice: “Se ci sei, San Giovanni esiste, altrimenti no. E’ l’occasione di stringere le mani di chi già si conosce e di allacciare altri rapporti, che poi possono aiutare San Giovanni nella sua crescita. Insomma, c’è sempre la possibilità di cogliere un’opportunità”.
Trentanove anni, sposato, impiegato alla Gilmar, è assessore alle Attività produttive. Alle ultime elezioni, questa faccia da bravo ragazzo, venne eletto con circa 200 preferenze. Un segno forte della sua capacità di farsi apprezzare e di saper mediare.
Gli piace il vino e lo conosce; dallo scorso ottobre è stato nominato vice-coordinatore regionale dell’associazione Città del Vino, della quale fa parte San Giovanni dal 2000. Ci sono altri quattro comuni del Riminese: San Clemente, Verucchio, Coriano e Santarcangelo. Dice Morelli: “Mi sento in dovere di rappresentare anche gli associati della nostra provincia. Il nostro organismo ha lo scopo di portare avanti iniziative per promuovere il vino, al di là del contesto locale. Per San Giovanni poi il vino rappresenta da un punto di vista economico e culturale un’offerta che pesa. Abbiamo molti produttori e numerosi imbottigliatori. La nostra festa ha la capacità di attirare moltissimi appassionati e curiosi”. Sempre per passione va a Vinitaly a Verona, una delle maggiori manifestazioni mondiali.




Saluserbe: la celebrazione della vita attraverso colori e profumi della natura

[b][size=medium]Giornate di incontri culturali

Mostre

Intrattenimento[/size][/b]

[b][size=medium]La cornice[/size][/b]
uno di maggiori borghi Malatestiani: piazze, piazzette, viuzze, slarghi, chiese, palazzi, campanili, torri. Conserva un museo di arte religiosa di valore assoluto

[b][size=large]SALUSERBE
XX edizione[/size][/b]

Punto di riferimento tra gli appuntamenti
della primavera delle colline riminesi.

La XX edizione è un vero omaggio alla natura
che sarà protagonista di mostre d’arte ed esposizioni, ma anche di incontri e convegni.
Offrirà ai suoi visitatori un programma diversificato e adatto a un vasto pubblico, rivolto
sia agli specialisti e agli appassionati di erboristeria, sia ai neofiti del naturale o ai semplici
curiosi. Accanto ai convegni e agli incontri, di carattere più specialistico, si potranno trovare dislocate in diversi palazzi storici del centro, fra cui ricordiamo Palazzo Albini – Della Rovere, mostre d’arte e dimostrazioni di lavori artigiani

[b][size=medium]Mercatino di Primavera[/size][/b]
Si snoda lungo le vie e le piazze del borgo rinominandole per l’occasione via della Salute e
delle Piante, piazza delle Erbe o strada delle Officine

[b][size=medium]Punti ristoro[/size][/b]
Per deliziare occhi e palato non
potevano mancare i classici punti ristoro che offriranno menù unici e strettamente a tema
dedicati a Cibi e Delizie Verdi

[b]PER INFORMAZIONI
Municipio: 0541/869701 – Fax 0541/981624
www.saluserbe.ottocentofestivalsaludecio.it
www.paesidipinti.it[/b]




Arte: Mirò, in mostra 117 opere

– I colori di Mirò (1893-1983) in mostra a Gradara, dal 15 aprile a tutto settembre. Le 117 opere si possono ammirare nel palazzo Rubini Vesin. Voluta da Andrea De Crescentini, la manifestazione si va ad inserire in un programma di rilancio turistico di Gradara e della costa. Altrove, l’arte attira migliaia di appassionati.




Scuola, a lezioni di ‘cucina’

– La piccola comunità di Gradara non finisce mai di stupire per le svariate manifestazioni ed iniziative indette dall’amministrazione, dalle associazioni e singoli cittadini. Famosi i figuranti della Corte Malatestiana, il gruppo dei tamburini, i mangiatori di fuoco acrobatici, le due corali, una delle quali composta di bambini, la centenaria banda cittadina, gli addetti ai costumi d’epoca, al reperimento, costruzione e restaurazione di armi e macchine da guerre medievali.
L’ultima iniziativa la presentazione di un libro riepilogativo di un corso di cucina sostenuto dagli alunni delle scuole elementari (3^ e 4^ A – 3^ A e B), organizzato da Carmen Pacini dei servizi comunali e la collaborazione di aziende agricole, enogastronomiche, alimentari, ristoratori ed elementi del Centro Argento. Scopo: la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali e la produzione tipica.
I risultati di due anni di lavoro sono rigorosamente riportati nel libretto “Alla scuola di gusto” edito dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Sono ricette, ingredienti, tabelle di pasti alternativi, la conservazione e composizione degli alimenti, le diete, calorie e fasi delle lavorazioni, la cucina medievale, il pasto dei poveri e dei ricchi… il tutto meticolosamente documentato con fotografie e disegni effettuati dagli stessi ragazzi. Nelle 80 pagine vengono descritte le varie fasi coordinate dalle insegnanti Paola Giuliani, Francesca Attili, Marzia Ballotta, Manuela Carloni, Rita Giomprini, Emanuela Cassiani e Maura Marcantognini. I ragazzi impegnati hanno imparato giocando a trattare utensili e vettovagliamento.
Il Centro Argento è un altro gioiello gradarese dove in accoglienti locali si riuniscono quotidianamente gli anziani del Comune, trascorrendovi momenti di ricreazione e organizzando cenette a base di pesce o di cibi della tradizione locale preparati dalle stesse donne ospiti. Elsa e Teresina, due delle iscritte, hanno anche diretto i piccoli cuochi nella confezione di strozzapreti, tagliatelle, biscotti, passatelli, crostate e piadine, le quali, a dire la verità riuscite alquanto sbilenche.
Il corso si è concluso con la rappresentazione teatrale in costume di un matrimonio a corte interpretato dagli stessi ragazzi in un salone del castello di Paolo e Francesca, con danze, musici, giullari, inservienti e cibi d’epoca dimostrando in tal modo di avere ben appreso tutte le tecniche, compreso il comportamento da tenere di tutti i personaggi nelle varie mansioni.
La presentazione del libro è avvenuta all’interno del castello alla presenza di una moltitudine di persone accorse anche dai centri vicini. Per l’occasione le donne del Centro Argento avevano preparato un rinfresco a base di una gran varietà di dolciumi tipici della gastronomia locale e medievale, quest’ultime confezionate su ricette di Alessandro Alessi del ristorante La Botte.
Tra le personalità presenti Maria Rosaria Vallazzi direttrice della Rocca, Renzo Savelli assessore alla Cultura del Comune di Pesaro e Nadia Vandi dirigente scolastica. Facevano gli onori di casa il sindaco Franca Foronchi e il vice sindaco Marco Tiziano Caroli. Hanno inoltre collaborato alla realizzazione della manifestazione Enohobby, il gruppo Cartorama, la Ludoteca cittadina e vari produttori locali.

di Sergio Tomassoli




Parco S. Bartolo, cercasi volontari per inanellare gli animali

– Il Parco del San Bartolo tra Gabicce Mare e Pesaro è uno dei luoghi più belli del mondo. Sta cercando volontari per inanallare gli animali, dal 1° aprile al 31 maggio. Il progetto si chiama campo di volontariato sulla migrazione primaverile.
Il Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo rappresenta un territorio protetto particolarmente utilizzato dai migratori. Per questo motivo, sono stati istituiti due centri internazionali di studio dell’avifauna che rilevano aspetti diversi e complementari della migrazione.
Ogni primavera avviene la cattura temporanea, a
scopo scientifico, di 10-15.000 uccelli ogni primavera (167 specie e 210.000 individui inanellati dal 1992).
Dunque serve l’aiuto di volontari, aspiranti inanellatori inviati dall’I.N.F.S., stagisti, laureandi, scuole e gruppi. Il campo di osservazione della migrazione e dell’inanellamento è aperto a tutti e sarà effettuato dal 1° aprile al 31 maggio.
Per chi viene da fuori e vuole stare diversi giorni, saranno forniti, oltre l’alloggio in bungalow nell’area del Parco, anche il rimborso per il vitto (5 euro al giorno). I volontari dovranno presentarsi forniti di sacco a pelo e binocolo.

Per la permanenza presso il campeggio o solo per passare una giornata è necessario contattare il responsabile del campo:

dottor Laurent Sonet, c/o Ente Parco Naturale Monte San Bartolo, VialeVarsavia-61100 Pesaro
Tel.: 0721 400 858 –
fax: 0721 408 520 –
Cell.: 348 35 72 204.Email: migrazionesanbartolo@provincia.ps.it




Gabicce, meglio le recinzioni di rose

– E’ da un po’ di tempo che mi soffermo, stupita, davanti a quelle case con giardino, piccolo o grande, artistico o casalingo non ha importanza, che sono però in ugual maniera schermate dalla strada da lugubri e assolutamente antiestetiche “reti da impalcatura”.
La situazione è sotto gli occhi di tutti e credo non sia possibile non notare il fenomeno in tutto il suo dilagare. Quelle reti verdi fitte che nelle impalcature servono per trattenere la polvere e riparare i passanti dai pericoli derivanti dalle varie lavorazioni, nelle case sono spesso utilizzate per limitare l’introspezione dalla strada verso l’interno del giardino.
Una sorta di riparo che fino ad oggi era assolto da siepi profumate e multicolori che facevano la gioia di tutti noi passanti.
Il fenomeno mi fa riflettere su come sono cambiati i rapporti con la strada e con la città. La storia ci insegna che le strade erano abbellite dalle facciate dei palazzi nobiliari ma anche dalle cancellate dei giardini che con il giusto equilibrio tra riservatezza ed ostentazione mostravano la bellezza di una ricca vegetazione. Certamente autocelebrazione della nobilità ma anche rispetto e consapevolezza del bel vivere in belle città.
Rispetto per il concetto di bellezza dei luoghi e consapevolezza che il “bel vedere” dipende soprattutto dagli abitanti della città, ma anche ambizione nel mostrare uno stato di privilegio.
La storia della città è piena di questi esempi primo fra tutti la via che Ercole I d’Este fece costruire a Ferrara nel 1492 (conosciuta come Addizione Erculea) in cui i palazzi principali vengono edificati con un rigoroso metodo di equidistanze rispetto al Castello Estense e sul precedente tessuto urbano medievale, in modo che il nuovo fulcro e stato individuato nel Palazzo dei Diamanti.
E anche qui un aspetto simbolico che ci fa capire la profondità culturale che veniva impiegata nella costruzione delle vie e delle città: i diamanti, ossia i prismi a quattro facce che movimentano le facciate del Palazzo, simboleggino, in generale la brillantezza, in quanto accentratori di luce, ma nello specifico, il diamante era un emblema araldico assunto da Ercole I d’Este.
Solo questo esempio è sufficiente per farci comprendere la distanza non solo temporale ma culturale, che ci separa dalla storia; ma non solo dalla storia “alta” delle città d’arte ma, soprattutto, da quella che ha costruito i piccoli centri da cui i nostri paesi provengono.
Tutti ricordiamo le immagini del nostro lungomare costeggiato di ville, quinta scenica dell’architettura balneare, in cui il giardino con la pergola di glicine per i momenti di sosta nei pomeriggi assolati, era il palcoscenico della vacanza. Alte cancellate con verdi siepi di alloro o gelsomino viola e bianco che con il mutare delle stagioni offrivano ai passanti spettacoli sempre diversi.
Allora mi chiedo quale mutazione possono offrire le “sempreverdi” reti da impalcatura installate sulle recinzioni delle case?!!
E ancora mi domando se il periodo di apoteosi del vivere privato che caratterizza i nostri giorni, porti a non riconoscere più che il dialogo con gli altri sta anche nel mostrare senza paura le nostre case ed anche, perché no, i luoghi di sosta che durante l’estate ci concediamo sotto la verzura delle piante. E questo non è un inno all’ostentazione!!!
Perché sentire il bisogno di nasconderci e nascondere agli altri una parte del nostro mondo quando l’uomo ha sempre teso a rendere vivibile e godibile, anche per i sensi, la propria città che è pur sempre fatta di case!
Pensiamo alle città giardino dell’Inghilterra dei primi del novecento, momento in cui la rivoluzione industriale stava rovinando il vivere dell’uomo. Anche con pochi strumenti si è pensato allora di collegare con ampi spazi di verde le case che in modo massiccio venivano ad ampliare i confini della città inglesi e soprattutto vicino alle nuove fabbriche.
Credo che il fenomeno delle “reti da impalcatura” seppur nella sua apparente semplicità, ed essendo circoscritto alla nostra provincia nasconda anche un aspetto egoistico rispetto alla collettività intera.

*Architetto in Gabicce Mare




Teatro: Leggere l’arte con quel geniaccio di Cecchini

– Vincenzo Cecchini prima di essere pittore e poeta di certo talento, con una profondità sempre dissacrante, è un signore che ama non prendersi sul serio, ma con serietà scanzonata. Tutto questo, e molto di più, ovvio, lo si può trovare nel suo ultimo libro “La ragione, il grido e il sogno”, ovvero per una lettura dell’opera d’arte. E’ il risultato finale del laboratorio per l’educazione all’immagine fatto da Cecchini insieme a studenti cattolichini. Pubblicato su spinta della Banca di Credito Cooperativo di Gradara, l’assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Cattolica e il patrocinio della Provincia di Rimini, viene presentato il 14 aprile, alle 16, al teatro della Regina. Ai fortunati intervenuti è offerta una copia, con lo spirito con cui a casa si offre un bicchiere di vino. Buono.




Teatro: Spettacolo dei sogni

– La vita è bella se ci sono sogni da raggiungere. La si racconta al teatro della Regina attraverso la Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938), modenese, uno dei maggiori editori del ‘900, ebreo, umorista, laurea in “Filosfia del ridere”, ammiratore di Mussolini e nemico di ogni sopruso. Con le leggi razziali, il regime fascista la priva di ogni cosa: casa, libri… Costruì la sua vendetta. Questa storia commovente va in scena il 21 aprile, alle 21.30, grazie al contributo della Bcc di Gradara. interpreti: Micaela Casalboni e Gianfranco Todini, Gressi Sterpin (fisarmonica), Silvia Tarozzi (violino), Nicola Bonazzi (testo e regia).




Tutta Gradara alla presentazione del suo libro

– Chi sa raccontare il proprio borgo, parla al mondo. Leonardo Moretti, insieme a Mario Gennari, Francesco Giusini e Giuseppe Moretti, hanno emozionato, coinvolto e dato motivazioni al giusto orgoglio dei gradaresi. E non solo. Alla presentazione del loro libro “Gradara: solo ieri ma così lontana” (184 pagine) hanno assiepato in ogni ordine di posto l'”Hostaria del Castello” lo scorso 11 marzo. Accolti dalle note della Banda di Gradara, oltre ai quattro autori, sul palco c’erano Palmiro Ucchielli (presidente della Provincia di Pesaro, gran onore), Franca Foronchi (sindaco di Gradara), Franco Bertini (giornalista del Carlino Pesaro, nonché già campione di pallacanestro), Luigi D’Annibale e Fausto Caldari (rispettivamente direttore generale e presidente della Bcc di Gradara).
Hanno risposto all’invito della Bcc di Gradara, la promotrice del libro, non solo perché le pagine contengono quasi 250 nomi di gradaresi, ma perché ci sono emozioni, “personaggi” reali, con i loro aneddoti e momenti di vita prima e dopo la Seconda guerra mondiale: i fatti e gli eventi, le famiglie e i medici, le insegnanti e le istituzioni (dall’asilo al mulino), i racconti di Mario. Storie impreziosite da centinaia di immagini, molte delle quali inedite. E le immagini parlano direttamente al cuore, senza intermediari. Se quella viva intelligenza di Bertini ha detto che i libri più che raccontarli vanno letti, il sindaco di Gradara Foronchi, nella sua presentazione, parla di gradaresità: “Ogni paese, ogni borgo, ogni strada quindi ha la sua storia, legata a persone e fatti, che solo chi ha vissuto o vive in quel posto può ricordare, collegare, cercare di immaginare, interiorizzare, farne tesoro”.
Per Fausto Caldari: “Si dice che i libri li scrivono i vincitori, sia le nazioni, sia i ceti più importanti; mentre queste istantanee hanno la forza della vita vera. Un vento di speranze, di vittorie, di sconfitte, della grandezza del tran tran quotidiano. Un giorno per capire davvero come eravamo, dobbiamo sfogliare queste pagine: qui si trova l’uomo”.