Coriano: “Al provveditore chiediamo la continuit√† della struttura”

– Il Comune di Coriano prende posizione sulla questione della scuola Favini e l’allontanamento della coordinatrice, Zangheri. e lo fa con una nota dello scorso 29 marzo: “L’amministrazione Comunale di Coriano, al fine di tranquillizzare i genitori dei bambini portatori di handicap, frequentanti la scuola Favini di Coriano, tiene a rendere noti i contatti avvenuti con il dottor Nicola Serio, provveditore agli studi della provincia di Rimini.
In tali contatti il provveditore ha lasciato ampi spiragli per il mantenimento dell’organico della struttura e si è dichiarato disponibile all’incontro chiesto sia dall’amministrazione sia dai genitori dei bambini, incontro che avverrà nel più breve tempo possibile, che avrà lo scopo di chiarire la situazione e liberarla da eventuali malintesi che hanno creato allarme e comprensibile preoccupazione”.
“L’amministrazione Comunale di Coriano – continua la nota – che negli anni passati si è impegnata in modo efficace perché l’iniziale progetto sperimentale diventasse una esperienza stabile e importante, ritiene che il polo d’eccellenza creato nella scuola Favini sia una realtà indiscutibile, che vada salvaguardato e se possibile migliorato, per ciò ritiene di continuare, se necessario aumentare, il proprio impegno a favore della risoluzione dei problemi e del tranquillo prosieguo dell’esperienza”.




Scuola Favini, ‘va confermata a dottoressa Zangheri’

– Rifondazione comunista scende in campo per difendere la struttura della scuola Favini di Coriano, che accoglie ragazzi con problemi di handicap.
Il consigliere provinciale di Rifondazione Sandro Pizzagalli, ha presentato un oridine del giorno al presidente del Consiglio di Riccione Stelio Bossoli.
A Riccione, nella prima riunione dei capigruppo che si è svolta lo scorso 22 marzo, i capigruppo hanno deciso di rinviare la decisione alla riunione fissata per il 5 aprile
Dice Rifondazione: “Intendiamo portare a conoscenza del problema che vivono i genitori dei bambini della Scuola Favini e danno il loro ampio appoggio e sostegno politico”.
La presa di posizione di Rifondazione è la consguenza di quanto accaduto il 13 marzo: la coordinatrice scolastica della scuola elementare statale “A.F. Favini” (Pasquina Zangheri) su disposizione del Provveditorato agli studi della provincia di Rimini informava i genitori che la sua figura è abolita dall’anno scolastico prossimo: 2007- 2008).
A parere di Rifonadzione: “Il ruolo di questa professionista è nevralgico per la tipologia di lavoro che persegue. Rappresenta la memoria storica di un progetto partorito nel ’99, che si poneva come obiettivo la creazione di un luogo di riferimento scolastico per bambini ‘diversamente abili’ della provincia di Rimini, vero e/o reale aiuto per i genitori, relegati a causa del problema famigliare ad un isolamento e nella più desolante emarginazione”.
“I bambini disabili ospiti di questo plesso scolastico – continua Rifondazione – sono una decina e provengono da svariati comuni della nostra provincia, sono stati dirottati in questo plesso (unico a garantire in maniera dignitosa l’obbligo scolastico) perchè le scuole elementari tradizionali non sono attrezzate a riceverli per mancanza di spazi, di servizi, di organizzazione e di fondi. A distanza di nove anni in questo plesso è stata creata un’organizzazione capace di dare risposte alle reali esigenze che pone la disabilità minorile, è stata individuata una figura che portasse avanti questo gravoso progetto, capace di amalgamare in maniera armoniosa le figure che assistono i bambini disabili, una figura che è stata capace in questi anni a fornire un prodotto professionale di altissima qualità oramai irrinunciabile per i genitori e per i loro figli”.

“Nel per prendere decisioni di questa portata – afferma Rifondazione – è necessario un coinvolgimento ampio e condiviso di più soggetti, come sindaci, Ausl, operatori sociali, commissioni Pari opportunità, genitori e altri. Dunque, si chiede la revoca della decisione del provveditore di abolire la figura della coordinatrice dottoressa Zangheri Pasquina, e chiede inoltre di inserite a Bilancio di Comuni e Provincia risorse per il mantenimento e potenziamento della scuola ‘A.F. Favini’ di Coriano”.




Bertozzi, sulla strada dei grandi teatri

– Daniela Bertozzi è sulla strada per diventare una cantante lirica di valore. Di Montecolombo, ha soltanto 19 anni e da tre è allieva di Robleto Merolla, prestigioso insegnante del conservatorio Rossini di Pesaro.
La sua voce fu scoperta per puro caso, quando frequentava la terza media per il classico spettacolino scolastico. Sergio Santoni è il suo insegnante di musica. Lei, bambina timidissima, si arrischia e chiede: “Prof, posso cantare anch’io un pezzo?”. Canta “Imagine” dei Beatles senza microfono. L’insegnante chiama i genitori e dice loro: “Questa ragazza deve studiare canto”. Il suo primo insegnante è Norina Angelini, anche lei un talento. La giovane di Montecolombo fa in una lezione cose che ne richiedono 2-3. Il passo successivo è entrare nel Coro della Regina, diretto da Gilberto Del Chierico. Per il piacere del canto si esibisce nei matrimoni, ricorrenze varie. Tre anni fa, si presenta per la prova d’ammissione al Rossini di Pesaro. Su 80 ragazzi, giunge prima. E’ allieva di Merolla.
Tenore di livello mondiale, Merolla viaggia verso i 70 anni, sui quaranta si ritirò dalle scene per dedicarsi all’insegnamento; aveva già calcato con strepitoso successo le tavole dei palcoscenici dei maggiori teatri del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York. La sua fu una scelta di vita, per stufo direbbero dissacranti i toscani. Il mezzosoprano di Montecolombo ha già interpretato alcune parti in opere come cavalleria rusticana, madama Butterfly. Oltre ad essere brava col canto, è brava anche a scuola; frequenta il Liceo artistico Fellini di Riccione. Oltre al talento, ci mette un altro ingrediente fondamentale: studio, studio e ancora studio. E’ carino ed ha anche un fisico da palcoscenico. Forse arriverà alla Scala, il teatro lirico più importante al mondo.




Villa, poesie per ricordare chi siamo

dicesimo concorso di poesia dialettale e zirudela Romagnola che San Clemente organizzerà nel nome di Giustiniano Villa. Ancora una volta un pezzo di Romagna si incontrerà nel piccolo comune mostrando sentimenti, raccontando emozioni, coniugando una volta di più la Romagna che fu e quella di oggi. Nessuna retorica, nessuna nostalgia. Solo la sana consapevolezza che questa è la nostra terra e potremo leggerla nelle mille sfumature dei diversi dialetti, nelle mille forme assunte dalle parole e dai modi di dire.
Che popolo è quello che scorda le proprie radici?
Che futuro ha un popolo che non sa da dove viene?
Ecco, con le sue modeste possibilità San Clemente cerca di preservare le tradizioni di questa Romagna di confine, rammentare una storia di lavoro, di attenzione sociale, di gente comune che ha saputo trasformare una regione povera perfino d’acqua in uno dei posti dove si vive meglio nel nostro paese.
Tutto questo nelle poesie in dialetto? Certo, provate a leggere le poesie e le Zirudele delle scorse edizioni e scoprirete che non è una forzatura. Vite antiche e storie moderne raccontate dai dialetti di Ravenna mischiati a quelli di Cattolica. Ma soprattutto provate a scriverle le vostre storie, cercate le parole. Poche o molte che siano mettetele in fila, cercate qualche rima oppure no: non ha importanza. Ma se sentite qualcosa dentro e avete voglia di esprimerlo in forma scritta fatelo. E ricordate di pensarlo in dialetto. Pensate in dialetto e traducete questo pensiero in uno scritto. Poi spedite il tutto a San Clemente e lo ritroverete pubblicato in un libretto che vi farà dire io c’ero, e da protagonista. Magari poi se scoprirete di essere bravi e vincerete il premio di 250 euro per il migliore di ogni sezione. Il bando del concorso sta arrivando nelle case dei vecchi partecipanti e alle associazioni e biblioteche sparse in tutta la Romagna. Chi fosse interessato, può rivolgersi al Comune di San Clemente chiedendo di Marco Mengozzi al numero 0541 862411. La data ultima di presentazione delle poesie o delle zirudele è il 5 maggio.

di Claudio Casadei




Montefiore, rocca corazzata

onte dei fiori, la Rocca più inespugnabile della Valle del Conca. Corazzata da una imponente impalcatura metallica (per agevolare il restauro), assume un aspetto surreale, simile ad un dipinto di Salvador Dalì, facendola apparire più solida e rassicurante che mai.
Ogni centimetro quadrato dell’antica struttura fortificata viene oggi accarezzata per la prima volta dalla mano amica dell’uomo per farla tornare al suo originario splendore. Piena di fascino e di storia, la Rocca si lascia plasmare con cura da mani esperte, in tutte le sue irti pareti, come avvenne 700 anni fa, per farsi ammirare e vestita di nuovo e decantare anche da coloro che verranno dopo di noi.
Il suo ricchissimo patrimonio storico, con il passare degli anni ha acquisito un valore aggiuntivo che viene commentato con grande stupore dai suoi visitatori durante i festeggiamenti estivi chiamati: Rocca di Luna. A volte, magicamente, come avviene nei sogni, la Rocca arriva solitaria arriva a baciare dolcemente la luna piena, in segno di gratitudine per aver illuminato e vegliato cortesemente il piccolo borgo antico.

di Emilio Cavalli




Musica: Montefiore, cartellone di lirica

– Montefiore: la lirica è partita tutto per caso lo scorso anno. Quest’anno si istituzionalizza la II edizione; si inizia il 7 aprile e si chiude il 16 agosto, con rappresentazioni al Teatro Malatesta e Piazza della Libertà a Montefiore.
Dietro c’è l’Associazione Musicale Praeludium, che ha sede proprio a Montefiore, presso la Locanda della Corona, e che vanta la direzione artistica del soprano Simona Baldolini. Sono in preparazione anche un concorso per giovani cantanti lirici, ed alcuni masterclass con noti nomi della lirica, in attesa di poter utilizzare per alcuni eventi anche la Rocca Malatestiana, attualmente in restauro.

Il sipario si alza il 7 e l’8 aprile alle 21.15, al Teatro Malatesta. Va in scena la Tosca di Giacomo Puccini. Personaggi ed interpreti: Simona Baldolini (Floria Tosca), Giorgio Casciarri (Mario Cavaradossi), Alfio Grasso (il Barone Scarpia), Luca Gallo (Cesare Angelotti), Stefano Consolini (Spoletta), Dario Giorgelè (Sacrestano, Sciarrone, Carceriere) (baritono), Elena Guidi (un pastorello). Ensamble Strumentale Praeludium diretta da Dragan Babic, con il Coro Lirico della Regina di Cattolica.

Invece, il 1 maggio ore 21.15, Teatro Malatesta , “Il Cigno di Busseto”, omaggio a Giuseppe Verdi, con il coro “Bellini” di Rimini. Interpreti: Joo Yewon (soprano), Augusto Celsi (tenore), Giulio Boschetti (baritono). Al pianoforte, Luigi Di Bella.




Ghigi, scende in campo anche Battazza

– Li aspettavamo e loro finalmente cominciano ad arrivare. I politici sulla Ghigi cominciano a fare qualche esame di coscienza. Le dichiarazioni di Battazza su questa bollentissima patata la dicono lunga sull’imbarazzo suo e del suo partito (Ds) su una vicenda che ha il dna preciso di una dirigenza provinciale miope prima e sorda poi.
Miope e sorda sono aggettivi qualificativi spesi con molto rammarico, perché da queste parti ben altri vorrebbero essere i termini di definizione per i tanti ometti politici che hanno arrogantemente approfittato della propria posizione per pregiudicare per sempre lo sviluppo urbanistico di Sant’Andrea in Casale.
Un sigillo pesante messo su un “lavoro” ampiamente avviato negli anni precedenti da amministratori spariti subito dopo dalla scena politica, o divenuti fautori di una rumorosa minoranza. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti non basta più un dito esile a nascondersi. Restano disattese le tante promesse piovute solo qualche anno fa.
Viabilità senza modifiche fatta l’eccezione delle poche e costose rotonde (inutili?). Restano disattese le promesse di salvaguardia di posti di lavoro. Restano disattese le promesse di sviluppo di un paese che è sempre più dormitorio.
Il tutto con i soliti corvacci neri, per niente estranei alla creazione di questo amabile panorama che urlano le colpe degli altri dimenticando le proprie.
Che c’entra il buon Battazza con tutto questo? Beh, un po’ c’entra personalmente: anche lui ha assistito in silenzio alla gestazione del “capolavoro chiamato Ghigi” e di quanto ad esso connesso. Ma molto l’amico Batman (mi piace chiamarlo così il buon Bataz) è coinvolto per quel che rappresenta oggi.
Il suo partito ormai da troppo tempo lontano dai suoi elettori, sembra popolato solo di assessori e presidenti di qualche cosa. Sta spegnendosi lentamente, dilapidando una rendita di posizione che il peso greve dell’ideologia e la forza di principi etici e morali predicati (anche se troppo spesso disattesi dai singoli) avevano creato.
La Berlingueriana Questione Morale potè esistere proprio perché il Pci di allora si distingueva per qualità di governo e progetto di società da realizzare. Che ne è oggi di quel lontano disegno? Certo, il tempo passa e gli obiettivi devono necessariamente essere altri, ma moralità, etica e buon governo restano cardini indispensabili per distinguersi in questo buio Medio Evo politico.
Che cosa vorrebbereo gli elettori? Facciamo un esempio: se un personaggio eletto con l’aiuto dei Ds approfittando del proprio “diritto di coscienza” fa cose contrarie da quelle per cui è stato presentato lì, a questi piacerebbe almeno sentire dire da parte del partito “Signori elettori, Pinco Pallino non sta facendo bene. Vigileremo per limitare i danni e renderemo la vita difficile a questo signore”. Fantascienza? Eppure occasioni in queste lande malamente popolate il recente passato ne ha date per cercare di salvare almeno la faccia.
Ecco quello che potrebbe fare il caro Batman rispolverare un po’ di questione morale. Lo invito a leggere una breve favola del grande Trilussa. Lì con la lucidità della saggezza popolare è descritto quello che qui accade: il tempo sembra non essere passato. Vediamo se a Battazza è rimasto un briciolo di modernità. Il “capolavoro chiamato Ghigi” in questo senso offre spunti notevoli.

di Claudio Casadei




Ca’ Santino, dove si regalano “mazzi di rose”

– Da qualche settimana il composito universo della salute mentale, delle diverse abilità, degli operatori e dei volontari che vivono e lavorano in questa specie di “trincea”, si sono improvvisamente ritrovati ad essere un’importante argomento di discussione a livello nazionale, grazie anche al palcoscenico di San Remo, dove ha trionfato una canzone “sui matti”, la canzone “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi, canzone bella e per nulla retorica.
Il tema è l’abbandono e l’emarginazione cui sono costrette tante persone con alle spalle storie difficili, di dolore e sofferenza.
Ma non bisogna dimenticare che queste persone sono cittadini ai quali devono essere garantiti tutti i diritti, e che occorre dare risposta a tutti i loro bisogni: la libertà, la dignità, la cura, l’affetto di una famiglia. Sono tante le realtà che ogni giorno, lontano dai riflettori, con pazienza, dedizione e convinzione, si occupano delle persone con disagio psichico, all’ascolto dei loro bisogni, alla loro necessità di incontrare l’altro, di “integrarsi” con una società che non le ri-conosce, che allontana chi non ce la fa, che spesso ne ha paura.
A Montefiore Conca opera, dal 1998, il Centro Socio-Riabilitativo diurno e residenziale della Cooperativa Sociale “Ca’ Santino”: offre ospitalità a circa 30 giovani adulti disabili a rischio di emarginazione sociale, affetti da deficit psico-fisico e sensoriale.
Il Centro si propone di realizzare la sua funzione riabilitativa, educativa e socializzante, attraverso laboratori all’esterno, le attività agricole e con gli animali, l’educazione ambientale e le numerose attività creative ed espressive. E’un’ampia casa colonica e dispone di 13 ettari di territorio su cui si trovano coltivazioni ed edifici rurali con diverse specie di animali che fanno parte della fattoria.
L’obiettivo è privilegiare i valori rispetto alle tecniche, i contenuti rispetto alle forme, cercando un’assoluta coerenza tra obiettivi da raggiungere e strumenti da utilizzare. Ca’ Santino, da diversi anni, propone progetti di Attività e Terapie assistite con animali, in particolare “Pet Therapy” (con l’ausilio del cane), “Ippoterapia” (Terapia con il mezzo cavallo), “Onoterapia” (attività assistita con l’asino).
L’esperienza maturata a Ca’ Santino dimostra l’efficacia della pet-therapy e delle altre attività con gli animali, soprattutto nelle situazioni di isolamento, dove maggiori sono le difficoltà di comunicazione e di socializzazione, offrendo una possibilità di recupero sul piano affettivo-relazionale.
La presenza coinvolgente di un animale aiuta la persona ad accantonare momentaneamente le preoccupazioni, ad interessarsi all’animale e tramite questo anche a se stesso e agli altri. E’ possibile lavorare sul recupero delle facoltà cognitive, dell’autostima, dell’affettività, avvalendosi di un intervento innovativo che però agisce parallelamente alle metodologie terapeutiche tradizionali: le terapie per mezzo degli animali non devono essere considerate terapie “sostitutive”, ma di supporto che si affiancano ad altri tipi di intervento.
Come dare reale forza al termine “integrazione”? Come valorizzare il lavoro quotidiano di questi ragazzi, il cui passato è spesso fatto di esperienze negative se non addirittura fallimentari?
La nostra principale risposta è stato il coinvolgimento diretto del mondo della scuola: abbiamo aperto loro la nostra esperienza sociale e di lavoro quotidiano, attraverso percorsi di educazione ambientale, di cultura rurale e di attività assistite con animali, fino a diventare un punto di riferimento per i bambini di tutto il nostro territorio, con l’obiettivo di sensibilizzare alle tematiche ambientali, di riscoprire il legame tra uomo, natura e tradizioni, ma soprattutto di educare ad una cultura capace di accogliere al suo interno le diversità.
Una delle ultime novità del Centro, è l’esperienza estremamente motivante e gratificante del “trekking someggiato”, cioè rilassanti passeggiate con gli asini lungo i percorsi pensati per un’utenza che può presentare anche difficoltà motorie: la Valconca e la sua storia fanno da scenario a queste escursioni, in un ambiente gradevole, ricco di stimoli, a contatto con la natura e con il verde.
In questo contesto emerge la peculiarità dell’asino, che è quella della sua ricerca del contatto fisico, di vicinanza e di carezze, del suo bisogno di essere in comunicazione emotiva; questo comportamento permette ai ragazzi di non restare isolati o passivi. Alle passeggiate di “trekking someggiato”, è possibile partecipare, possono essere davvero l’occasione per incontrarsi con i ragazzi che vivono l’esperienza di Ca’ Santino, affinché parole come integrazione e socializzazione, divengano bagaglio comune, tutti i giorni nella vita di ognuno di noi, e non solo dopo l’ascolto dell’amaro testo di una canzone.

Pierpaolo Frontini
Coop. Soc. “Ca” Santino”
Per informazioni:
Via Cà Santino n° 2131, 47834 Montefiore Conca (Rn), tel. e fax: 0541/985905

sito web: www.casantino.it
e-mail: info@casantino.it




Mondaino, missione svizzera

– Missione svizzera per Mondaino. Attraverso “La Signoria dei Malatesta” partecipa a Bellinzona (Ticino) all’Espo Ticino 2007″. L’iniziativa tende alla promozione turistica dei territori malatestiani. L’uscita promozionale è promossa dai Comuni di Mondaino, San Giovanni in Marignano (che ne è il capofila), Montefiore Conca, Gemmano, Riccione e Misano Adriatico, in collaborazione con Costa Hotels. Il progetto è finanziato dalla Provincia di Rimini.
L’iniziativa costa 29.500 euro e gode di un sostegno della Provincia di Rimini pari a 8.000 euro. La promozione è già partita lo scorso fine settimana con buoni risultati e proseguirà anche a maggio, nel terzo e quarto week end, a Zurigo, nella parte tedesca della Svizzera, dove porteremo degustazioni tipiche del territorio, balli e spettacoli.
Daniele Morelli, assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di San Giovanni in Marignano: ” Il nostro obiettivo è mettere in luce tutto ciò che c’è di buono e che si sta facendo nell’entroterra e nello specifico in tutta la Valconca. A tal fine abbiamo ritenuto giusto agganciarci a Costa Hotel come valido partner di collaborazione per la promozione del nostro territorio. In qualità di comune capofila dell’entroterra, voglio sottolineare l’obiettivo di questa iniziativa: cercare di completare l’offerta dei comuni della costa, come Riccione e Misano. Attualmente parlare di turismo dell’entroterra è difficile, occorre creare qualcosa che sia di forte attrazione. Come comune già facciamo parte della Strada dei Vini e dei Sapori, di Città del Vino e abbiamo importanti strutture, realizzate da investimenti di privati, ma che costituiscono un’attrativa nel nostro comune, come il golf e un centro ippico in costruzione. Tuttavia per avere risultati più incisivi dobbiamo lavorare insieme, perché senza la costa non siamo in grado di costituire un’offerta turistica importante”.




Natura: Andare per sentieri

– Un percorso che si articolerà lungo i più suggestivi ed bei luoghi della sotto l’aspetto naturalistico, del territorio mondainese.

Durante il percorso sono previste alcune soste per un veloce ristoro e per un approfondimento della flora e della fauna. E’ l’occasione per trascorrere una giornata indimenticabile, a stretto contatto con la terra. L’appuntamento è per la tradizionale Camminata di Primavera, in programma a Mondaino il giorno 25 Aprile.

Ha organizzato la Pro Loco che consiglia un abbigliamento da trekking.

Il programma
Ore 8,30: ritrovo in piazza Maggiore ed iscrizioni;

Ore 9: partenza

Ore 13: arrivo e sosta all’ex convento delle clarisse.
Meritato ristoro offerto dalla Pro Loco a tutti gli iscritti.