Spigolature degli Scrondi

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Andate e moltiplicatevi… – Nel numero di ottobre del ’98 sono uscite le prime spigolature dello Scrondo; quello che è stato scritto in tutti questi mesi ha evidentemente interessato i nostri lettori al punto tale che lo Scrondo ha generato alcuni piccoli Scrondini che nel frattempo sono cresciuti e che sono pronti per collaborare a questa rubrica. Perciò a partire da questo numero, questo spazio sarà un lavoro collettivo, a più mani e voci, a garanzia di una pluralità e libertà di opinioni che questo giornale ha sempre garantito a collaboratori e lettori. Auguri Scrondini!!!

Sacro (Natale), profano (preservativi).. Clamorosa l’iniziativa dei militanti dell’Arcigay di Riccione durante la notte di Natale; alla fine delle tradizionali messe di mezzanotte hanno distribuito gratuitamente dei preservativi e degli opuscoli per la prevenzione dall’Aids. A giudicare da come abbiano fatto presto a fare il giro delle chiese di Riccione, il dono natalizio deve essere stato ben accolto dai fedeli (visti i prezzi), meno dai sacerdoti. Prima il solito don Giorgio, poi anche gli altri sacerdoti hanno tuonato contro questa iniziativa con gli abituali toni da crociata; evidentemente davanti alle chiese si possono distribuire opuscoli contro i referendum sulla fecondazione assistita e quello che vuole santa romana chiesa, non altro che disturbi i pensieri dei propri parrocchiani. Oppure si sentono liberi di andare a fare veglie di fronte agli ospedali dove si praticano gli aborti senza alcun rispetto per chi in quel momento sta vivendo una situazione estremamente difficile. A quando un po’ più di tolleranza? Imola ed altri ci sono subito cascati, una polemica tra Arcigay e preti, è diventata una polemica che ha coinvolto oramai tutti i partiti.

FinColor, chi non festeggia… – Anno nuovo, vita nuova; speriamo che sia veramente così. Non festeggiano quei 74 lavoratori riccionesi della FinColor che dalla sera alla mattina, tra Natale e Capodanno, si sono ritrovati la lettera di licenziamento. E’ l’ingloriosa fine di una impresa che a Riccione dava lavoro a 180 persone; in questi casi dovrebbero essere verificate le responsabilità della proprietà, cercare di capire dove si è sbagliato, invece abbiamo assistito alle lacrime di coccodrillo di chi prima “ha assunto uno per uno” i dipendenti e poi li ha licenziati. I lavoratori hanno il diritto di conoscere lo stato dell’azienda della quale sono stati parte integrante per tanti anni o pochi mesi e non conoscere il proprio destino da un cartello affisso al cancello. Nascondersi dietro il sentimentalismo per negare le responsabilità? Forse l’azienda era la più grossa di Riccione, almeno per numero di dipendenti, non parliamo di piccoli numeri. Fortunati i 104 lavoratori riassunti dalla nuova azienda, ma gli altri, chi devono ringraziare?

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