Rimini, Ravaioli confermato al primo turno

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– E’ praticamente disintegrata, almeno in questa fase, l’opposizione a Rimini. Con la sua vittoria al primo turno, per quanto risicata, Ravaioli ha centrato l’ulteriore obiettivo di scompaginare le fila della Casa delle Libertà.
Una situazione che si legge nei numeri. Il dato principale è la debacle di Forza Italia. Raggiunge il 18,27 per cento perdendo più di 12 punti percentuali rispetto al 30,59 per cento del 2001 e un 5 per cento rispetto alle ultime Politiche. Bene invece An (forse anche perché appaiata al nome del candidato a sindaco sulla scheda): 15,25 per cento contro il 10,51 di cinque anni fa e al 13,06 del mese scorso. Cresce anche l’Udc: si attesta sul 3,42 per cento mentre nel 2001 si era fermato all’1,66 appena (ma era arrivato al 5,82 già alle Politiche). La Lega Nord ottiene l’1,11 per cento in linea con l’1,14 delle scorse amministrative, mentre alle Politiche era arrivata al 2,14 per cento: niente consigliere. Con l’aggiunta del 2,21 per cento della lista di Bucci, il centro-destra supera di poco il 40 per cento, contro il 44,66 del 2001 e il 44,39 delle Politiche: netta la perdita. Che succede ora? La resa dei conti tra i colonnelli è già iniziata, e mentre questa ha luogo, la città continua a non avere un’opposizione. Potrebbe essere Bucci, il candidato a sindaco, colui che ricompatterà il centro-destra? Lo auspica l’Udc, che individua nel mondo cattolico non di centro-destra, l’ago della bilancia: essendosi schierato tutto con Ravaioli ne avrebbe determinato la vittoria.
Quanto ai candidati “singoli”, Renato Capacci ottiene, come candidato il 4,56 per cento di voti contro il 4,28 della sua lista. Stefano Casadei, per la Rosa nel Pugno, vale quasi un punto percentuale: la lista ottiene il 3,6 mentre alle Politiche si era fermata al 2,26 per cento. Entrambi promettono opposizione durissima.
Inesistenti Riccardo Cirri, per la Fiamma, ed Eugenio Giulianelli (Federalisti democratici europei).
Nel centro-sinistra, la lista dell’Ulivo si attesta sul 37,24 per cento: ha perso il 4,33 per cento rispetto alla somma di Ds e Margherita di cinque anni fa, e un punto rispetto alle Politiche del mese scorso. Netta la crescita dell’Italia dei Valori: si impone con un 4,38 che le frutta due consiglieri, mentre nel 2001 aveva ottenuto il 2,56 per cento e alle ultime Politiche ancor meno: il 2,09.
E’ comunque ormai noto che il partito allineato, sulla scheda elettorale, al nome del sindaco, riceve l’effetto trascinamento. Nel centro-sinistra crescono anche i Comunisti Italiani: più 0,99 per cento rispetto all’1,76 di cinque anni fa e più 0,26 rispetto al 2,49 delle Politiche. Chi scende sono invece i Verdi con un 2,38 di poco più basso rispetto al 2,5 di cinque anni fa, e soprattutto Rifondazione Comunista, che scende al 3,79 per cento: meno 0,43 rispetto al 2001 ma rispetto alle ultime Politiche il calo è dell’1,63 per cento. Si aggiungono Consumatori-Pensionati-Ap-Udeur (0,64) e i Socialisti (0,27). Complessivamente il centro-sinistra ottiene il 51,2 per cento dei voti; cinque anni fa ottenne, già al primo turno, il 53,84 per cento, ma si andò al ballottaggio perché i Socialisti, Rifondazione e l’Italia dei Valori corsero con loro candidati a sindaco. Alle ultime politiche la coalizione si è attestata sul 52,8 per cento. Quanto al valore aggiunto del candidato a sindaco, Alberto Ravaioli ha portato a casa 36.500 voti, contro i circa 35mila della somma di quelli dei partiti: più 1.500 voti. Lettura politica: Ravaioli va ancora bene come traino, ma si deve fare un ragionamento serio per la creazione del Partito Democratico.
Certo è che Margherita e Ds si somigliano sempre di più. Pare, addirittura, che in giunta otterranno quattro assessori ciascuno. Mentre la sinistra radicale sta pensando ad un suo coordinamento interno. Insomma l’Ulivo assume sempre di più le sembianze di un animale a due gambe. Mentre il centro-destra, di gambe, pare stia stentando a trovarne anche una sola su.

di Francesco Pagnini

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