Rimini 2020, capitale di qualcosa?

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– Riuscirà la forte imprenditorialità della provincia di Rimini a tradursi in valore economico, culturale e civile nel 2020? Insomma, ad avere una comunità fatta dalla capacità di produrre ricchezza, di qualità di vita e magari anche di più giustizia sociale?
Non si sa, naturalmente. Chi prevede il futuro, racconta bischerate. C’è una sola bussola, per avanzare ipotesi sul futuro: naso nel passato e nello scacchiere presente. Chi avrebbe scommesso 10 anni fa sulla Cina? E nel dopoguerra sull’Italia? Lo storico inglese Denis Mack Smith ha riscritto la sua storia d’Italia. Nella prima dovette spiegare le ragioni del fascismo; nella seconda il boom industriale dopo la Seconda guerra mondiale e pure la democrazia.
Per alzare gli orizzonti la Confindustria di Rimini ha commissionato una ricerca allo Studio Ambrosetti sulle possibilità che Rimini e provincia hanno di giocare un ruolo di primo piano negli anni a venire.
All’orizzonte della provincia luci e ombre.
Le luci, due flash, che potrebbero dare il senso di brillantezza. Lorenzo Serafini è il responsabile delle menti creative di Roberto Cavalli, forse lo stilista-sarto allo zenit, oggi. E nella provincia di Rimini ci sono aziende del tessile-abbigliamento che battagliano con onore sui mercati mondiali. Alle spalle tante imprese artigiane che forse un giorno saranno marchi famosi. Ad esempio, a Cattolica c’è Oscar, un artigiano capace, vero, che produce prodotti in cuoio e pelli per uno stilista anglo-italiano (un inglese di cultura italiana che vende rigorosamente Made in Italy) che cuce manufatti unici non meno che raffinati; va, d’inverno, ad attingere idee in estremo Oriente. Pensa che siano molto creativi e dettano le tendenze successive.
Sempre per restare nel campo delle individualità, Fabio Casadei è un’altra eccellenza provinciale. E’ tra i maggiori designer di giochi per parchi pubblici in Europa. Passato nelle Industrie Focchi di Rimini, Isia di Firenze (la scuola che sforna i progettisti) alle spalle, lavora per la Tlf, azienda del Casentino (Arezzo), leader in Italia.
E sulla classe creativa, su 103 province italiane, Rimini si posiziona al 12° posto, dice lo Studio Ambrosetti.
Le ombre: la popolazione
Uno dei punti critici di questa crescita economica del territorio, è l’aumento della popolazione, che reca con sé una cementificazione che alcuni definiscono scriteriata quanto inarrestabile e impensabile secondo gli esperti; è un insulto alle intelligenze di questi luoghi. Il sempre maggiore inquinamento. Il traffico eccessivo che ti rende nervoso fino ad annebbiarti la fantasia e fa perdere tempo negli spostamenti. L’aumento vertiginoso della popolazione; le quasi 290.000 unità previste per il 2025, sono già state raggiunte. E se si continua di questo passo tra 20 anni ci saranno almeno 50.000 abitanti in più che renderanno inadeguate le infrastrutture: strade, scuole, impianti sportivi, depuratori, le reti. Nel ’97, la Provincia fece uscire una previsione. Quella più alta, prevedeva per il 2025 circa 287.000 abitanti, un tetto già raggiunto.
Enrico Santini, riminese, tra i migliori vignaioli d’Italia, con azienda a Passano (Coriano), si è sempre battuto per il territorio (salvaguardare il creato ha detto papa Benedetto XVI). Argomenta Santini: “Tengo a sottolineare che il mio non è un attacco politico, ma una riflessione di chi ama il proprio territorio, la propria città. Purtroppo abbiamo un livello culturale basso che non ha nessuna attenzione per l’ambiente. La nostra provincia per amarla va conosciuta e scoperta piano, in bicicletta. La sfida col futuro si vince con la bellezza che non è né di destra, né di sinistra; è semplicemente un imperativo categorico. E’ chiaro che le brutture penalizzeranno il nostro turismo, la crescita economica e non possiamo sperare neppure in una guerra per abbatterle. Vedo costruire su dei crinali che gridano vendetta; zone che sono oggetto di una speculazione forsennata”.
Le risorse della provincia, consiglia Ambrosetti, devono concentrarsi sulle sue cosiddette eccellenze: il turismo (mare, congressi, fiere, parchi, eno-gastronomico (perché no?), culturale, la metalmeccanica (Scm e una miriade di aziende più piccole), il tessile-abbigliamento (almeno cinque aziende che ci sanno fare: Terranova, Aeffe, Gilmar, Fuzzi, Rebecchi). La cantieristica; sede a Cattolica, il Gruppo Ferretti con quasi 650 milioni di fatturato è la prima azienda mondiale. Insomma, non siamo proprio da buttar via.
La provincia grazie al boom dei parchi tematici, si è ritagliata un’altra fetta di attrazione. Fiabilandia pioniere (apre nel ’65), il parco all’avanguardia, innovativo, umili negli atteggiamenti, è Italia in Miniatura. Fondato nel ’70, primo al mondo per presenze, è gestito da 4 fratelli. Vende le miniature ad altri parchi e i tedeschi sono venuti ad attingere al suo know how, dalla a alla zeta, per costruire il “Mondo in miniatura” sul Lago di Costanza (incastonato tra Austria, Svizzera e Germania). E quest’anno, a testimoniare del ruolo, l’associazione mondiale dei parchi in miniatura, si è riunita a Rimini, roba da capitale. Ai Rambaldi è stato affidato il Parco Navi di Cattolica, dopo gli anni di allegra e scombiccherata gestione. Afferma una delle sorelle Rambaldi: “Ad oggi, siamo più 9 per cento rispetto all’anno scorso, grazie ai ponti di primavera e ad un azzeccato spot televisivo, fatto insieme agli altri parchi, Apt (Azienda promozione turistica) e Regione. Si poteva fare meglio, ma il caldo di giugno e i Mondiali ci hanno penalizzato”.
Futuro
Lo studio Ambrosetti traccia le linee sul futuro, sottolineando più lo spirito con cui affrontare l’evoluzione della comunità. Scrive: “…definire idee e azioni efficaci per sviluppare la creatività del territorio e renderlo estremamente competitivo a livello mondiale, attrattore di risorse umane creative e finanziarie. Nessuna strategia può essere efficacia senza la valorizzazione e la partecipazione della società civile”.
Agenda 21: ambiente
Agenda 21 è un gruppo di lavoro della Provincia di Rimini, che fa capo all’Ambiente; è la cosiddetta partecipazione dal basso. In questa assise convergono tutte le associazioni provinciali, da quelle economiche, a quelle culturali, a quelli sociali. Sono stati fondati 4 gruppi di lavoro: economia, sociale e due dell’ambiente: le questioni più sentite. Sono organi consultivi, ma rappresentano un’avanguardia.

di Francesco Toti

CURIOSITA’

Dalla Corea in una piccola azienda per una raffinata tecnologia

Alla Umpi di Cattolica. Attraverso un sistema, le onde convogliate, telecontrolla la rete elettrica con un risparmio energetico minino del 25 per cento. Dice Cecchini, il titolare: “Il sogno è crescere fino ad avere un centro ricerche in Valconca”

– In settembre, due coreani, presidente e direttore generale di un’azienda che produce, installa e importa manufatti e tecnologie legate all’elettricità, sono giunti a Cattolica per visitare una piccola azienda che sfrutta un grande tecnologia: le onde convogliate. Nata nel ’92, la Umpi ha creato un sistema che telecontrolla la rete elettrica (privata, pubblica, comunità), con un risparmio energetico minino del 25 per cento. La tecnologia, in pratica: su ogni palo della luce viene collocato un sensore che attraverso gli stessi fili elettrici invia una serie di dati ad un computer centrale, attraverso il quale si leggono guasti, si modula la potenza, si controllano i tempi di accensione, in base alla luce naturale. Dietro la Umpi, c’è Piero Cecchini, che prima di essere un imprenditore anomalo è un galantuomo. Nel suo pensiero: “Prima di tutto viene l’uomo. L’impresa ha delle responsabilità sociali verso chi vi lavora. Posso anche non farcela, ma le ho tentate tutte”. A chi gli chiede del futuro della sua azienda che ha appena montato il suo sistema in una parte del porto di Amburgo, dice: “Il mio sogno è che l’azienda possa crescere fino ad avere un centro di ricerca avanzato in Valconca, capace di attirare giovani e di collaborare con il Cnr (Centro nazionale di ricerca), le università. Insomma, innovare, partendo già da una base consolidata. Dall’altra parte avere un centro di produzione delle nostre tecnologie”.
E la nostra provincia nel 20020?
Cecchini: “Il suo futuro, oltre che dai cittadini, dipenderà dagli spiriti illuminati o meno che la guideranno. Mi preoccupa l’esagerata espansione urbanistica che è uno sviluppo sbagliato. Se i politici riusciranno a slegarci dal mattone, credo che abbiamo delle grosse opportunità. In caso, contrario la vedo molto più critica. L’economia vera non è fatta dai rampanti, ma da coloro che ne hanno una visione sociale”.

Il boom popolazione. Nel ’97, la provincia prevedeva per il 2025 287.000 abitanti, cifra già raggiunta

Classe creativa, al 12° posto in Italia

Popolazione provinciale: 2005
– Al gennaio 2005, i residenti della provincia erano 286.394, pari a 537,3 abitanti per km/q, settima per densità a livello nazionale. Nel ’97 si contavano 266.266 abitanti.

Popolazione provinciale: 1866
– Nel 1866, gli abitanti del Riminese erano 81.000. In circa 150 anni sono aumentati di 3 volte e mezzo. Un segno di benessere con la capacità di attirare speranze ed energie.

Imprese, sesta in Italia
– Il territorio conta 32.366 imprese (27,6% nel commercio che le vale il 3° posto in Italia), pari a una ogni 11,3 abitanti, che la pongono al sesto posto in Italia.

Tasso di disoccupazione
– Inferiore alla media nazionale, ma superiore a quella regionale. Il tasso di disoccupazione dal ’99 al 2004 è diminuito, passando dal 6,9 al 5,8%.

Pil provinciale: 8 miliardi
– Il Pil (ricchezza prodotta) è di oltre 8 miliardi di euro, pari ad un valore pro-capite di 23.363 euro. Dato che la pone al 21° posto in Italia su 103 province.

Piccole e medie imprese
– Le piccole e medie imprese producono il 17 per cento della ricchezza (un indicatore superiore alla media regionale e nazionale).

Queste quattro attività economiche a livello familiare erano fiorenti anche nell’Ottocento

Storia: turismo, tessile, meccanica e nautica

Sono i quattro cardini attuali della provncia. La loro evoluzione dai primi dell’Ottocento fino ad oggi

– Il turismo, il tessile-abbigliamento, la meccanica e la nautica sono i quattro cardini economici della provincia di Rimini che riescono a competere a livello internazionale e sulle quali la politica deve scommettere.
Turismo
“Il 3 luglio del 1843 Claudio Tintori e i conti Alessandro e Ruggero Baldini aprono lo ‘Stabilimento Privilegiato di Bagni Marittimi di Rimini’ dotato di 6 camerini con 10 addetti e di un servizio di vetture a cavallo dalla città al mare”. E’ la prima pietra del turismo riminese. Da un punto di vista economico fu un disastro. Nel 1845, Tintori, indebitato, lascia ad altri. Un bell’aiuto allo stabilimento arriva nel 1861, con l’inaugurazione della ferrovia. A dar man forte ai privati, giunge il pubblico. Il Comune di Rimini costruisce il Kursaal (1870-1872). Ed è proprio negli anni settanta che la balneazione inizia a muoversi. Dal 1885, il Comune di Rimini cede ai privati, a basso prezzo, la spiaggia acquistata dallo Stato. Nel 1906, un gruppo di investitori milanesi e monzesi costruisce il Grand Hotel. La svolta c’è nel ventennio fascista. Dopo la Seconda guerra mondiale, il boom del turismo di massa che tutti conosciamo.
Tessile
Vecchio come il mondo, intrecciare le pezze di lino, canapa e lane. Attorno al 1880, nella provincia di Rimini erano censiti 4.663 telai per uso domestico. Invece, nelle campagne riminesi era sviluppato l’allevamento dei bachi da seta. Nel 1858, c’era una buona attività con 7 filande seriche. Iniziarono a chiudere con l’Unità d’Italia, non reggendo la concorrenza lombarda.
Industria meccanica
“Nel censimento del 1881 i cittadini di Rimini che dichiarano di appartenere alla categoria della lavorazione dei metalli sono 335, per la quasi totalità produttori di arnesi di metallo, mentre i fabbricatori di macchine e i meccanici sono 20 in tutto. Questo è l’embrione di un crescendo che fa pensare che i riminesi abbiano nel Dna la meccanica e tutti i suoi derivati. Negli anni ’30 del 1900 ci sono già 24 imprese a carattere industriale, che occupano il 60 per cento degli addetti del settore. Nel 1951, le imprese meccaniche censite sono 585, con 1.208 addetti. Da una di queste si sviluppa l’Scm, azienda leader a livello mondiale.
Nautica
Nell’800, nella provincia c’è una vivace attività di pescherecci a Rimini e Cattolica. Numerosi i cantieri di costruzione di barche, soprattutto a Cattolica e Rimini. Molti i maestri d’ascia. Nel 1913, c’erano a Rimini 53 barche e 165 a Cattolica, dove dagli anni Trenta iniziano fabbriche di trasformazione di prodotti ittici. A Cattolica ha sede il Gruppo Ferretti, primo al mondo per i motor yacht con quasi 650 milioni di euro di fatturato. Fondato negli anni Ottanta da una famiglia bolognese, però. Un però che viene dissolto da questa riflessione; le maestranze con le capacità di realizzare un prodotto che intrecciano tecnologie e artigianato raffinato erano nel Riminese.

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