Quel papa santarcangiolese

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Nel 1740 divenne consulente del Santo Uffizio e capo del convento di san Bonaventura. Fu nominato cardinale da Clemente XIII e alla sua morte divenne papa. Si distinse per la sua lotta all’eresia, abolì i Gesuiti, ma si distinse: lasciò grandi opere umanistiche ed artistiche: i tentativi di riavere i possedimenti tolti alla Chiesa; l’avvio del prosciugamento delle Paludi Pontine; il documento in difesa degli ebrei; la fondazione del Museo Vaticano.
I francobolli illustrano in modo sintetico la sua vita religiosa con particolare attenzione ai luoghi che riguardano la Romagna e San Marino. Nel francobollo da 0,80 il papa è ritratto col saio francescano, a significare le origini religiose e poi da cardinale. Sullo sfondo la sua città, Santarcangelo di Romagna e San Marino.
Nel secondo, è già papa in atto di benedire. Accanto l’arco trionfale di Clemente XIV (a Santarcangelo) che fu voluto, su progetto di Cosimo Morelli. I ritratti di Clemente XIV sono frutto di una attenta ricerca iconografica su opere di artisti a lui contemporanei, primo fra tutti lo scultore Christopher Hewetson, e poi il ritratto a olio di Porta, le incisioni di Tillard, oltre a quadri di autori anonimi e al celebratissimo ritratto scultoreo di Canova.
Sempre il 17 novembre le poste sammarinesi hanno anche emesso un francobollo autoadesivo, “definito per i grandi utenti”, senza valore ma valido per affrancare la corrispondenza fino a 20 grammi.

Valerio Benelli

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