“Micucci, ho perso un vero amico”

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Com’è cambiata Cattolica da quando l’amico Gian Franco ne perse le redini della città. Da domitorio insignificante, sempre addormentata, nella quale, nelle domeniche, per un caffè al Nettuno o al Gambrinus, ai momenti gioiosi, spensierati e allegri della sua gestione. Ha saputo cambiare la città come se avesse avuto una bacchetta magica, grazie al suo istinto naturale, inventiva e di grande lungimiranza.
Ora Cattolica è irriconoscibilie se confrontata prima dell’era Micucci. Con la sua inventiva, ha saputo, grazie alla collaborazione delle categorie economiche che lo hanno visto come un trasformatore radicale, ad una città gioiello, trasformata all’inverosimile, piena di vita e di allegria, che ha attirato su di sé gli occhi di molti amministratori del circondario. E tali doti di trasformista lo hanno anche reso antipatico ai dirigenti del suo partito. Ha saputo far volare personaggi politici, che senza il suo aiuto avrebbero fatto fatica a uscire dal nido.
Che peccato; durante i funerali ho notato la presenza di tanta ipocrisia, di molti politici che sicuramente non l’hanno mai amato come volevano far credere. Sono convinto che con tale ipocrisia lo abbiano ucciso due volte.

Lele Montanari, Riccione

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