Lettere anonime, dov’è il corvo?

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– Dopo il clamore che lo scorso inverno ha vivacizzato il gossip di San Giovanni in Marignano, a seguito delle celebrate lettere anonime, indirizzate (e protocollate!!!!!!!) al sindaco della nostra cittadina, dopo che per mesi si è scatenato il toto-corvo (come era stato definito il mittente, forse per fuorviare i sospetti, visto che il piumaggio del corvo è nero, dal guaras, un bellissimo uccello dal piumaggio rosso), da tempo ormai nessuno più ne parla.
Eppure le accuse relative ad un funzionario e ad un assessore in carica, contenute nelle missive, erano pesanti, le autorità hanno aperto e mi risulta chiuso, le indagini relative. Non è diritto di tutti i cittadini marignanesi sapere qual è stato l’esito di tali indagini? E soprattutto non è un sacrosanto diritto di coloro che erano direttamente interessati, nel caso in cui le indagini abbiano accertato l’infondatezza delle accuse, che i cittadini ne vengano a conoscenza? Probabilmente, dopo aver raggiunto il vero fine, dopo che tutte le marionette, animate da abili pupari, hanno recitato il proprio ruolo, si è potuto smontare, anzi, voluto smontare, il teatrino e si sta procedendo alla premiazione di coloro, che in maniera più o meno marginale, hanno contribuito alla creazione di un’opera degna della peggior Prima Repubblica.
Chi quelle lettere le ha scritte, chi quelle lettere le ha, consapevolmente o meno cavalcate, ecco chi è il vero colpevole. Convinto che, dal punto di vista amministrativo e della attività politica (o meglio inattività), abbiamo toccato il fondo, preoccupato oggi, come e più di nove mesi fa, quando diedi le dimissioni dalla carica di assessore, per San Giovanni e per i marignanesi, mi consolo pensando che, una volta toccato il fondo, si può solo risalire.
In tutto questo grigiore, l’unico squarcio di rosa che si riesce ad intravvedere è quello delle pareti dell’ufficio di uno dei componenti l’attuale giunta. Sì perché in un momento in cui tutti i sindaci d’Italia manifestano il loro malumore, per una finanziaria che prevede nuovi tagli ai trasferimenti per gli enti locali, se la nostra amministrazione, può permettersi di spendere 5-6.000 degli euro di noi cittadini, per fare opere di manutenzione all’ufficio dell’assessore, e dotarlo di tavolo di cristallo, poltrone in pelle bianca e pareti color rosa confetto, è sinonimo di grande salute del nostro bilancio comunale.
Se dopo cinquant’anni di governi ombra, oggi ci troviamo ad avere un primo cittadino che (a dir suo) ha reso tanto trasparente il Palazzo da riuscire a vedere attraverso le sue pareti, credo che questa sia una buonissima occasione, per dimostrarla con i fatti questa trasparenza, un primo passo verso la tanto sbandierata partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Sicuro che una volta intrapresa, la strada della vera partecipazione, altre volte noi cittadini potremmo essere chiamati ad esprimere le nostre opinioni su temi importanti riguardanti la nostra realtà. Alcuni anche imminenti, come il “Compartone”, la discussione sulla Variante Generale al P.R.G., la viabilità, il piano Triennale per la Casa. Sono convinto che i cittadini tutti, siano a sua disposizione per ascoltarla e per farsi ascoltare.

Luca Tomasetti, Ds,
ex assessore a San Giovanni

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