L’altra pagina

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Quale sarà potete conoscerlo meglio leggendo l’articolo qui a fianco che traccia l’identikit dei soggetti che scrivono e degli obiettivi che, almeno nelle intenzioni, si propongono.
“Altra” anche perché il suo scopo principale sarà quello di fornire notizie e informazioni di situazioni, di realtà, di idee, che in genere la stampa ordinaria tende a ignorare o a misconoscere. In un mondo globalizzato, il provincialismo è miopia, è essere tagliati fuori dalla realtà, è essere travolti dalle cose. Ci piaccia o no, il nostro Paese ha una società multi-etnica; “l’altro” vive nella porta accanto e il flusso è inarrestabile. Ci piaccia o no il dissesto climatico, l’inquinamento, la scarsità delle reti idriche, il terrorismo non conoscono confini, non si fermano alle dogane.
Non abbiamo nessuna verità in tasca ma sappiamo che una completezza d’informazione serve a tutti per potersi fare da sé un’idea la più corretta possibile di come sta marciando il mondo oggi. Nel termine “mondo” includiamo a pari diritto sia la realtà politico-sociale, sia quella più specificamente ecclesiale.
Perché la Chiesa ci interessa, non solo in quanto credenti, ma per il peso che questa istituzione ha a tutti i livelli, da quello personale a quello culturale e politico e sociale. Il nostro irrinunciabile riferimento è il Concilio Vaticano II, evento straordinario voluto fermamente da Papa Giovanni XXIII, che ha fatto uscire la chiesa dal suo arrogante e presuntuoso auto-isolamento ponendola in un dialogo missionario con il mondo.
A quarant’anni dalla sua chiusura, a che punto siamo? Nonostante le rassicuranti parole dei vertici ecclesiastici che dicono sempre di rifarsi al Concilio, appare evidente nei fatti quanto forze piuttosto influenti operino per un suo ridimensionamento. Quasi insensibilmente, ma non sempre, si sono fatti all’indietro molti di quei passi che si erano recuperati in avanti. Anche in questo cercheremo di presentare “l’altra pagina” conciliare che noi giudichiamo, a dispetto degli eventi ufficiali, viva e promettente.
Non siamo mossi da alcuna presunzione ma solo dal desiderio di mettere a disposizione di chi avrà voglia di leggere questa pagina, le “altre” facce di una realtà complessa e spesso diversa da come i vari mezzi di comunicazione ce l’hanno raccontata.
Al direttore de “La Piazza”, Giovanni Cioria, va il nostro più vivo ringraziamento per averci permesso di esprimerci liberamente sulle sue pagine.

di Don Piergiorgio Terenzi

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