Dante Tosi, lo sdegno mi suscita i versi

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– “Lo sdegno mi suscita i versi”. L’aforisma è dello scrittore latino Giovenale ed è stato utilizzato dal compianto Dante Tosi per raccontare “Taca banda!”, dove vengono pennellati personaggi furbi, scaltri, banditi che riescono a convincere gli altri dell’esatto contrario. Il libro lo ha pubblicato lo scorso marzo Famija Arciunesa e si trova nelle librerie di Riccione. E a ogni “personaggio” Giuseppe Lo Magro, il presidente di Famija ha associato sulla pagina uno strumento musicale, quelli a fiato, cioè dove si trombeggia. Il risultato è sfizioso.
Lo sdegno di Tosi ha prodotto 21 ritratti: dai “Pelofuori” all'”Ultimo rifugio”, passando per “fedele al re”, “Semprelesti”, “Zucche salate”. Quest’ultima inizia così: “Ti prego! Non mi parlare / di politica, perdio! / Anche se poi le mie idee le coltivo anch’io”. E’ un libro che fa sorridere e per la profondità anche indignare. Sono passati molti anni, una ventina, da quando Tosi ha messo nero su bianco i pensieri e c’è una certezza: le cose sono abbondantemente peggiorate.
Lo Magro, da par suo, ha scritto una bella presentazione. “…politici e portaborse, affaristi e consiglieri, scalatori e leccapiedi, intrallazzatori e sanguisughe, incapaci e ambiziosi e megalomani si mescolano a seconda del tornaconto personale…”.

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