D’Andrea: “Ghigi, modifica degli accordi”

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– Apprendiamo dai vari organi di stampa le risultanze dell’incontro tenutosi fra Provincia di Rimini, Comune di Morciano di Romagna azienda Con.Sv.agri e Sindacati in merito al tavolo di concertazione convocato per martedì 25 luglio alle ore 16 presso la sede della Provincia di Rimini.
L’amministrazione comunale di San Clemente ha richiesto, cinque giorni prima dell’incontro in oggetto, di potere avere i documenti necessari alla fattiva partecipazione al tavolo valutato che l’ordine del giorno prestabilito fissava materie puramente tecnico-aziendale sul quale la presenza delle Amministrazioni Comunali appare del tutto superflua e non produttiva, se non con un esame preventivo degli argomenti in discussione.
L’azienda ha risposto alla nostra nota di richiesta documenti dicendo che erano ancora in corso di valutazione e che sarebbero stati presentati nell’ambito della riunione prefissata.
A seguito delle ultime valutazioni del tavolo si è invece ben capito perché nessuno dei soggetti sopra-citati si è attivato in merito, in particolar modo la società, in quanto il nuovo piano industriale della Ghigi prevede “per il mantenimento dei livelli occupazionali” diversificazioni delle produzioni aziendali, cosi come riportato dagli organi di stampa (e di futura verifica nella riunione di fine agosto) e, di conseguenza, una modifica sostanziale dell’accordo di programma il quale, contrariamente, prevede la realizzazione di linee di produzione inerenti al pastificio, mangimificio e mulino.
Risulta ben chiaro a tutti che, nel caso non si trattasse più di una delocalizzazione di ciò che è attualmente in essere nello stabilimento di Morciano di Romagna (pastificio, mulino e mangimificio) si tratterebbe di una cosa profondamente diversa di quella preventivata e che quindi necessita molto di più di un “tavolo di concertazione di crisi aziendale” ma occorrerebbe la revisione degli accordi di programma negli appositi tavoli già previsti.
A nostro avviso il tavolo presieduto dal Vice-Presidente della Provincia ha il solo ed esclusivo compito di valutare le possibilità di rispettare gli accordi sottoscritti. Tutto ciò che, anche implicitamente, richiede una modifica degli accordi di programma (ed in particolare tutto ciò che riguarda la delocalizzazione del pastificio Ghigi) deve essere trattato nei tavoli opportuni e previsti, ed in ogni caso con l’accordo preventivo dei soggetti interessati.
Ci rammarica notevolmente il fatto che il tema del “mantenimento dei livelli occupazionali” sia utilizzato per offrire alla società ulteriori spazi di manovra per non rispettare gli accordi sottoscritti.
E’ nota da tempo la nostra posizione sull’utilizzo dell’area eccedente al pastificio. Qualora alla società “Ghigi” non serva, la stessa porzione di terreno tornerà al Comune di San Clemente, il quale adotterà gli strumenti urbanistici necessari.
Nel verbale stilato dalla Provincia del tavolo di concertazione del 13 giugno 2006 si riporta infatti quanto segue:
“La dotortessa Ascari Raccagni in rappresentanza della proprietà, ringrazia i referenti istituzionali presenti. Comunica che ?. Inoltre evidenzia la volontà di Con. Sv. Agri di raggiungere gli obiettivi dei soci, per lo sviluppo anche di altre attività quali lo stoccaggio di cereali, o unità di trasformazione di prodotti agricoli. Sottolinea che si sta lavorando con i soci marchigiani e di Forlì-Cesena, per rilanciare il grano locale. Immagina di poter sviluppare a S. clemente un polo di sviluppo agricolo, anche con altre aziende del settore.
Il sindaco di San Clemente Cristian D’Andrea sottolinea che ha rapporti con la proprietà per la collocazione del Pastificio, del locale “sfarinati”, per il quale è stato chiesto apposito DIA e per un ipotesi di collocazione del Mulino.
Tuttavia è perplesso a fronte dell’affermazione della dottoressa Ascari Raccagni, circa la possibilità di collocare altre attività in quel comparto, che ha goduto di particolari agevolazioni nell’ambito dell’accordo per lo spostamento nell’area artigianale di San Clemente. Caso mai, dice, dovrebbe essere il Comune e non la proprietà a ragionare di sviluppo del comparto, unitamente alle aziende eventualmente interessate.
E’ quindi ben nota a tutti i soggetti firmatari dell’accordo e non, la posizione del comune di San Clemente su questi temi. Teniamo, per una maggiore comprensione, ribadire che:
– chiediamo il rispetto degli accordi di programma;
– che le proposte aziendali che riguardano un diverso utilizzo dell’area siano valutate “preventivamente” con l’unico soggetto titolato a decidere su questo tema, e cioè il Comune.

di Cristian D’Andrea Sindaco di San Clemente

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