Carim, archiviato buon semestre

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– Il primo anno con i “nuovi” bilanci potrebbe concludersi con un nuovo dato record. Il consiglio d’amministrazione di Banca Carim convocato lunedì 18 settembre per l’approvazione della relazione al 30 giugno 2006, deve essere stato più intenso del solito ma certamente ricco di soddisfazioni. La banca numero uno della provincia di Rimini pronta a chiudere il 2006 con 110 sportelli ha infatti approvato, per la prima volta, un documento ufficiale su dati di bilancio conformi ai nuovi principi contabili internazionali (IAS/IFRS). “Uno stravolgimento per i conti della banca”, ha detto ai giornalisti il direttore generale Alberto Martini. “Se ne parlava da tre anni, l’anno scorso i dati erano già stati addomesticati Ias, questa volta lo sono in via definitiva. E’ stato un lavoro molto impegnativo e bisogna prestare attenzione a comparare i dati attuali con quelli storici. L’utile netto, ad esempio, che è in calo è per la politica degli accantonamenti richiesti ai sensi della nuova normativa”. In ogni caso un risultato eccezionale. Infatti se nel dicembre 2005 la Banca ne ha messi a bilancio 14,06 milioni, quelli al 30 giugno 2006 sono già 10,55. Significa che l’istituto che negli ultimi cinque anni ha offerto ai propri azionisti – tra dividendi e rivalutazione – un rendimento superiore al sette per cento, in sei mesi ha realizzato il 75% dell’utile di tutto il 2005.
I conti di Banca Carim, il cui pacchetto azionario è al 71 per cento nella cassaforte della Fondazione e nelle mani di 8.000 piccoli azionisti, hanno il segno positivo un po’ ovunque.
Qualche meno compare ma – secondo i vertici di Piazza Ferrari – sarebbe proprio a causa proprio delle nuove modalità di calcolo provenienti dal mondo anglosassone. “Non so se questo nuovo modo di fare i bilanci sia un bene un male. Il fatto è che ci siamo dovuti adeguare. Sono andati in pensione i vecchi metodi e, ad esempio, gli immobili di proprietà da adesso in poi saranno valutati ed inseriti nel bilancio al prezzo di mercato” ha detto il presidente Fernando Maria Pelliccioni commentando i dati. “La Banca complessivamente va bene, sono cresciuti sia la raccolta sia gli impieghi e la scelta dell’autonoma continua ad essere oltre che una prerogativa assoluta mi pare, dati alla mano, una scelta felice. La mia intuizione personale è che se va bene per noi anche per l’economia in generale sia stato un buon periodo”.
L’utile netto è di 10,55 milioni di euro, in calo dell’11,79 per cento rispetto allo stesso periodo del 2005. Il valore della raccolta globale è di 5.031,59 milioni di euro (+5,46). Sfiora del sette per cento la crescita della raccolta diretta pari a 2.627,99 milioni di euro mentre quella aggregata indiretta raggiunge i 2.403,60 milioni (+3,88). Gli impieghi, che misurano il denaro prestato alla clientela, sono stati di 2.624,58 milioni di euro (+8,9%). Con la consueta attenzione alla qualità del credito, Banca Carim ha mantenuto a livelli contenuti il rapporto sofferenze lorde/impieghi lordi che stato è stato pari all’ 1,19 contro l’1,03 dell’anno scorso. Il rapporto impieghi su raccolta, che misura quanto la banca eroga in proporzione sulle risorse raccolte, è del 99, 87. Ogni mille euro di raccolta 998,7 euro sono tornate ai clienti sotto forma di prestiti. Sul fronte dei risultati economici, il margine di interesse grazie al costante aumento di volumi intermediati, l’espansione degli impieghi, della raccolta e tassi di mercato in crescita ed uno scenario di tassi in aumento, si è attestato a 42,20 milioni di euro (+7,62%). Sommando i 16,68 derivanti da commissioni nette, altri proventi ed oneri di gestione, il margine di intermediazione primario raggiunge i 58,88 milioni di euro (+6,81%). In calo del 10,79 per cento ed attestata a 47,81 milioni di euro il risultato netto della gestione finanziaria influenzato – si legge nel comunicato – in massima parte dalle rettifiche nette per la valutazione dei crediti. Il risultato operativo netto, si attesta infine a 12,73 (-32,75%).

di Domenico Chiericozzi

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