1

I cinquanta premiati

– Premiati 50 ragazzi dei Comuni dove opera la Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Alla prima edizione, le borse di studio sono intitolate a “Guido Paolucci”, oncologo cattolichino di fama mondiale morto lo scorso 19 luglio a 74 anni.
SCUOLE MEDIE – Luca Orciani (Morciano, luogo di residenza), Giovanni Maccagli (Montescudo), Simone Montanaro (Coriano), Beatrice Ragni (Gabicce Mare), Cristina Casadei (Saludecio), Elisabetta Copponi (Montegridolfo), Denise Tarantino (San Giovanni), Giulia Conti (Misano), Davide Fabbri (Cattolica), Marco Crescentini (Riccione), Luca Zaccarini (Riccione), Eleonora Galeazzi (Riccione), Alessandro Zamagni (Riccione), Valentina Ceriani (Gabicce Mare), Sofia Berti (Gradara), Romina Marchetti (Gradara), Alice Franca (Tavullia), Valentina Pierraccini (Montelabbate), Michela Geminiani (Sant’Angelo in Lizzola), Giorgia Volponi (Colbordolo), Alessia Tobia (Pesaro), Elena Antaldi (Mombaroccio), Elisabetta Gambuti (Pesaro), Alessio Pieri (Pesaro), Marika Amadori (Pesaro), Daniela Colocci (Pesaro), Mirko Ruspini (Pesaro), Krisztina Demender (Pesaro).

SCUOLE SUPERIORI – Sara Bernardi (Riccione), Romina Cevoli (Gemmano), Oxana Dubentosa (Montefiore), Gaia Santini (Riccione), Francesco Totaro (Riccione), Nicolò Giovannini (San Giovanni), Mattia Giuccioli (San Giovanni), Laura Lucagrossi (Morciano), Chiara Serafini (Cattolica), Francesco Gaudenzi (Fano), Erika Luchetti (Pesaro), Mara Gaia (Cattolica), Elisa Renzi (Coriano), Luca Gili (Montegridolfo), Noemi Tangocci (Montecchio), Elena Guerrini (Montelabbate), Francesca Topi (Montelabbate), Diego Vagnini (Cartoceto), Giulia Ottaviani (Misano), Violetta Mulazzani (Colbordolo), Giorgia Baldelli (Pesaro), Linda Postoli (Pesaro).




Emozioni con le borse di studio Guido Paolucci

– Nella vita ci sono delle svolte, senza sapere perché accadono. Una di queste, per molti, è avvenuta lo scorso 4 ottobre al teatro della Regina di Cattolica, durante la cerimonia di consegna delle borse di studio intitolate a Guido Paolucci, il prestigioso medico cattolichino scomparso prima del tempo lo scorso 19 luglio a 74 anni e assegnate ai 50 ragazzi usciti con i voti migliori dalla terza media e dalla quinta superiore. Riconoscimento riservato alle cittadine dove opera l’istituto di credito.
La “svolta” l’ha data il consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Gradara istituendo le borse di studio che intendono ricordare l’amico Guido attraverso i giovani. E’ molto probabile che il professor Paolucci sorriderebbe compiaciuto e ringrazierebbe in silenzio, com’era nel suo stile per l’arcobaleno di emozioni che gli hanno fatto trascorrere.
Sala piena, come si conviene alle occasioni giuste: i familiari di Paolucci (la moglie Rosetta, i tre figli, Laura, Andrea e Stefano, la nipote Valentina), cittadini, imprenditori (Alberta e Massimo Ferretti, Scavolini, Gianfranco Tonti,Piero Cecchini), amici di Guido giunti da Bologna, dove insegnava e viveva, il vescovo di Rimini Mariano De Nicolò (anch’egli cattolichino), responsabili delle scuole di Emilia Romagna e Marche, Cesarino Romani, assessore all’Ambiente della Provincia di Rimini, i sindaci di Cattolica, Pietro Pazzaglini, Gradara, Franca Foronchi, il vice-sindaco di Pesaro, Ilaro Barbanti, i rappresentanti Rotary e Lions Club.E tantissimi amici.
Dopo il ringraziamento, Fausto Caldari, presidente della Bcc, ha tratteggiato la figura di Guido (riportata nella pagina a fianco). Parole forti, calde, delicate, che hanno toccato le corde delle emozioni. Sintetizzabili con: “Un grande scienziato che amava i propri pazienti. Quando Guido ha iniziato ad occuparsi dei bambini col male oscuro morivano il 90 per cento; negli anni ’90 il 90 per cento si salvava”.
Poi la parola ad un commosso Umberto Paolucci, fratello di Guido, vice-presidente Microsoft e neo presidente dell’Enit (l’ente italiano che si occupa di turismo). Quarantacinque minuti, con un’esposizione, chiara, bella, ricca di dati e citazioni: umile e con la passione della conoscenza. Tre i suoi temi: dove stiamo andando con la tecnologia, le opportunità di sviluppo dell’Italia e il Nuovo Umanesimo. Chiave di lettura: le sfide del futuro si vincono con la passione per il lavoro, trattando gli altri con umanità ed essere al servizio del cliente. “Bisogna saper essere persone vere, affidabili, artefici della vita nostra e quella degli altri. Si nasce quello che si è e si diventa quello che si vuole. Le persone devono vivere nel travaglio e non nell’intrigo”.




I cinquanta premiati

– Premiati 50 ragazzi dei Comuni dove opera la Banca di Credito Cooperativo di Gradara. Alla prima edizione, le borse di studio sono intitolate a “Guido Paolucci”, oncologo cattolichino di fama mondiale morto lo scorso 19 luglio a 74 anni.
SCUOLE MEDIE – Luca Orciani (Morciano, luogo di residenza), Giovanni Maccagli (Montescudo), Simone Montanaro (Coriano), Beatrice Ragni (Gabicce Mare), Cristina Casadei (Saludecio), Elisabetta Copponi (Montegridolfo), Denise Tarantino (San Giovanni), Giulia Conti (Misano), Davide Fabbri (Cattolica), Marco Crescentini (Riccione), Luca Zaccarini (Riccione), Eleonora Galeazzi (Riccione), Alessandro Zamagni (Riccione), Valentina Ceriani (Gabicce Mare), Sofia Berti (Gradara), Romina Marchetti (Gradara), Alice Franca (Tavullia), Valentina Pierraccini (Montelabbate), Michela Geminiani (Sant’Angelo in Lizzola), Giorgia Volponi (Colbordolo), Alessia Tobia (Pesaro), Elena Antaldi (Mombaroccio), Elisabetta Gambuti (Pesaro), Alessio Pieri (Pesaro), Marika Amadori (Pesaro), Daniela Colocci (Pesaro), Mirko Ruspini (Pesaro), Krisztina Demender (Pesaro).

SCUOLE SUPERIORI – Sara Bernardi (Riccione), Romina Cevoli (Gemmano), Oxana Dubentosa (Montefiore), Gaia Santini (Riccione), Francesco Totaro (Riccione), Nicolò Giovannini (San Giovanni), Mattia Giuccioli (San Giovanni), Laura Lucagrossi (Morciano), Chiara Serafini (Cattolica), Francesco Gaudenzi (Fano), Erika Luchetti (Pesaro), Mara Gaia (Cattolica), Elisa Renzi (Coriano), Luca Gili (Montegridolfo), Noemi Tangocci (Montecchio), Elena Guerrini (Montelabbate), Francesca Topi (Montelabbate), Diego Vagnini (Cartoceto), Giulia Ottaviani (Misano), Violetta Mulazzani (Colbordolo), Giorgia Baldelli (Pesaro), Linda Postoli (Pesaro).




BCC GRADARA – ECONOMIA – 13^ FILIALE

è ubicata davanti alla pasticceria Ghigi. Don Luigi prima della benedizione ha detto che “la comunità ha bisogno di protagonisti economici con l’anima”. Fausto Caldari, presidente della Bcc: “Siamo qui per rendere un servizio alla comunità. Vogliamo portare il nostro saper fare e la nostra filosofia del lavoro per offrire opportunità di crescita sociale e economica, nello spirito dei nostri fondatori: mutualità e solidarietà”.
Lo sportello della Bcc di Gradara è rettè da due donne: Sabrina Ticchi (direttore) e Cristina Calabresi.




BCC GRADARA COMUNITA’ – Ior, contributo per la cura della mente

Il primo assegno è stato consegnato al dottor Vincenzo Erroi, direttore dell’Istituto oncologico romagnolo, lo scorso 4 novembre al teatro della Regina.
Il modulo organizzativo di oncologia di Cattolica, aperto nel ’93, è diventato sicuro punto di riferimento per le terapie degli ammalati di Riccione, Misano Adriatico, Cattolica, tutti i piccoli paesi della Valconca, Gabicce Mare e dell’entroterra marchigiano.
Dice Enzo Pasquini, responsabile del presidio cattolichino: “L’assistenza psicologica è particolarmente importante per i nostri pazienti. Qui si effettuano tra i 20 e i 30 trattamenti in day hospital. L’attività ambulatoriale opera su circa 3.000 pazienti l’anno. Nella fase diagnostica il problema della comunicazione è di estrema delicatezza da parte nostra. Poi subentra quello della gestione dell’iter successivo. Per il paziente inizia una nuova fase di vita dove cambia il suo ruolo sociale, quello familiare e quello con la propria malattia. Assistere alla perdita dei capelli e al proprio decadimento fisico, mai ipotizzato su se stessi, è traumatico, per cui il supporto psicologico diventa indispensabile. Quando poi, passati alcuni mesi, il paziente, ormai fuori dalla fase acuta, ha imparato a convivere con il male. A volte però capita che molli dopo. Quindi il sostegno psicologico dev’essere costante”.
“Anche il discorso sui familiari – continua Pasquini – è importante. Infatti, a volte, sono proprio loro che rischiano di peggiorare la condizione esistenziale del congiunto, non essendo spesso in grado di svolgere un ruolo adeguato. Il paziente ha bisogno di sfogarsi, mentre loro fan di tutto per rimuovere la nuova situazione della malattia. Quindi l’assistenza psicologica va indirizzata anche al gruppo della famiglia”.

di Wilma Galuzzi