Amarcord di Dorigo Vanzolini

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Rimini, 24 maggio 1957. Foto ricordo equipaggio del motoveliero “Mamma Rosa”, costruito nel cantiere navale Voltolini a Rimini. Da sinistra: Rino Lorenzi (Raf), Giuseppe Padovani (Mundiel), Antonio Venerandi (Gnela S-cianton), Vittorio Voltolini (armatore), Armando Padovani (Nini) – motorista, Tali, Giovanni Padovani (Mundiel). Semiaccosciato in centro: Natale Moroni (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)




SAPORI E COLORI DEL NOSTRO DIALETTO di A.F.

– To là, to qua, tra i dù an savria chi capè: un lè la mèrda e clèlt l’è al badil (2)
– Al sbadij an è un ingann: o fèma, o son o qualch malann (3)
– Chi bèl vo comparì la cutga (cuoio capelluto) l’ha da sufrì (4)
– A togh mej magnè pèn e zvola una volta al dé ma chesa mia, che stè sota padron (5)
– La prima l’è al croj (panno di cucina), la sgonda l’è la moj (6)
– Ormai che ho fatt trenta a facc anche trentun: a voj fè prova da pulì al mél (fare piazza pulita) (7)
– “Nu cred da ess un bèl gingìn” – “Ma gnènca te tz’è ad cera benedeta” (8)
– Coo?!? L’aveva più ad cent’an? Un s’po dì che u l’ava fughè (affogato) la bèlia… (9)
– Ancora an so arvata ma j nuventa, ma ai dagh dré l cul (ci sono vicino) (10)
– Quand la néva la vén dal mèr prima ad mizdé, al bufa tutt al dé (11)
– Ho dè ‘na sbriséda (strisciata) sora al bricin (ghiaino), che a so tutt scorghe (scorticato) cume ‘na cagnéza (tipo di pesce) (12)
– Se t’la vo la è i se, se an t’la vo la è i se li stess. A so ste cér?! (13)
– Scrivo zero e porto a pupa (poppa) (14)
– U j’è ‘na znia (brutta gente) in gir, che se an ztè tenti it roba anche i ciod mai mur (15)

– (1) Rosso di sera bel tempo si spera. Rosso di mattina la pioggia si avvicina
– (2) Prendi là, prendi qua, tra i due non saprei chi scegliere: uno è la cacca e l’altro è il badile
– (3) Lo sbadiglio non inganna: o fame, o sonno o qualche malanno
– (4) Chi vuol comparire bello deve fare soffrire il cuoio capelluto (per sottoporsi alle varie capigliature)
– (5) Preferisco mangiare pane e cipolla una volta al giorno a casa mia, che stare sotto padrone
– (6) La prima è il canovaccio, la seconda è la moglie (la seconda moglie è tenuta con più riguardo rispetto alla prima)
– (7) Ormai che ho fatto trenta faccio anche trentuno: voglio provare a pulire il melo (andare fino in fondo)
– (8) “Non credere di essere un bel tipo” – “Ma neanche tu sei di cera benedetta”
– (9) Cosa?!? Aveva più di cent’anni? Non si può dire che l’abbia affogato la balia…
– (10) Ancora non sono arrivata ai novanta anni, ma ci sono vicino
– (11) Quando la neve viene dal mare prima di mezzogiorno, nevica tutto il giorno
– (12) Ho dato una strisciata sul ghiaino, che sono tutto scorticato
– (13) Se la vuoi è così, se non la vuoi è così lo stesso. Sono stato chiaro?!
– (14) Scrivo zero e porto a poppa (peggio di così – senza rimedio)
– (15) In giro c’è una brutta gente, che se non stai attento ti rubano anche i chiodi nei muri




Lectura Dantis

Tre incontri dedicati a Dante Alighieri. Commentatore: Angelo Chiaretti. Lettore: Antonio Maria Magro.

– 18 novembre: “La leggenda di Dante Alighieri”.
– 25: “Dante Alighieri e il libro della scala di Maometto”.
– 2 dicembre: “Dante Alighieri medico, mago e alchimista”.

Centro Culturale Polivalente.
Inizio ore 16.00.
Info: Tel. 0541-951111




Mamma, nome dolcissimo

Sono stata bambina anch’io, forse erano altri tempi. Io non ho avuto nè baci nè carezze, ma vivevo tranquilla e serena. Sapevo dentro il mio cuore che la mamma mi amava (ero parte di lei). Era sempre lì pronta ad ogni mio bisogno.
Da bimba, da giovane donna, quando attendevo i miei due figli. Era giovane allora e correva da Pesaro a Cattolica in bicicletta per darmi il suo aiuto prezioso.
Purtroppo il tempo passa e la mamma si fece anziana e malata. Allora corsi io da lei per aiutarla e contraccambiare in parte quello che aveva fatto per me. Mamma non ti dimentico mai, anche se sono passati tanti anni da quando te ne sei andata lasciandomi in un grande dolore. Mamma sei stata il bene più prezioso della mia vita. Mamma, dolcissimo nome ripetutosi ogni attimo lungo la vita, nella gioia e nel dolore. Mamma carissima, nome uscito dalla bocca del bimbo appena saputo balbettare.

Stella (nonna di 93 anni)




Tae kwon do, arte per corpo e spirito

Il delegato provinciale della Fita (Federazione italiana taekwondo) che è federazione nazionale del Coni, è il trentaduenne cattolichino Davide Berti, maestro 4° dan, che insieme?a ?Luigi Livi?(3° dan) e Mauro Merli (2° Dan)?guida la direzione tecniche delle società Taekwondo Olimpic Cattolica in via del Porto e nella palestra della scuola elementare Repubblica. Altre sedi locali sono a Riccione presso palestra Blue Line in via Forlimpopoli e a Rimini presso accademia Arti Marziali, via Oberdan.
Nella stagione 2005/2006 gli atleti riminesi hanno conquistato ben 6 ori 3 argenti e 13 bronzi , due nuove cinture nere Roberto Boghi e Marco Giunchi ?e le società organizzare un corso di primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare a Cattolica, un incontro per atleti dai 5 ai 35 anni a Riccione con le innovative corazze elettroniche ??e il campionato italiano al 105 Stadium di Rimini, con 2 bronzi conquistati dal riccionese? Michele Bertuccioli e il misanese ?Davide Bianchini.
Nel variegato mondo delle arti marziali che affollano le palestre delle nostre città, un posto rilevante ed una tradizione consolidata ed un importanza particolare ha certamente assunto il Tae Kwon Do, antichissima arte marziale coreana le cui prime tracce risalgono al 50 a.C. Inizialmente esso sarebbe stato praticato in una forma chiamata ” Tae Kyon”, derivata dalla fusione di alcune tecniche di lotta coreane con quelle del Kempo cinese.
Il suo sviluppo come arte specifica di una regione si ebbe con l’avvento del regno Silla, localizzato nella pianura coreana del Kyongiu, che durò dal 57 a.C. al 963 d.C. Si trattava di un regno piuttosto piccolo, sempre a rischio di invasioni militari che attraverso lo sviluppo e lo studio del Tae Kyon trasformò quest’arte in Tae Kwon Do unendo alla capacità di difesa quella della diplomazia e della crescita morale. Il moderno tae kwon do è una disciplina che ha la propria peculiarità sull’istinto, la velocità, i riflessi e la capacità di capire le intenzioni dell’avversario. Esalta le qualità del singolo, ne rafforza il fisico, la mente e ne accresce la sicurezza personale. Sport in continua crescita, ha raggiunto uno dei traguardi più prestigiosi quando il Comitato Olimpico Internazionale lo ha inserito nel programma ufficiale dei Giochi a partire da Sidney 2000.




Butterfly con Baldolini e Olivieri

Le vicende di Cio Cio San e di Pinkerton, il loro breve matrimonio, gli anni dell’attesa, il dramma finale rivivranno sabato 9 dicembre, alle 21.15, grazie a Simona Baldolini e a Cristiano Olivieri, al Coro lirico della Regina con la guida del maestro Gilberto Del Chierico, all’orchestra sinfonica di Pesaro ed alla direzione organizzativa di Massimiliano Rastelli, presidente dell’associazione Praeludium.
Dopo i recenti successi di pubblico e critica registrati dalle produzioni liriche dell’associazione musicale Praeludium, in quel di Montefiore Conca (Cavalleria, Bohème, Pagliacci), torna il connubio Teatro della Regina-Praeludium per una nuova grande sfida: porre in scena nel teatro cattolichino l’immortale e commovente capolavoro pucciniano “Madama Butterfly”.

Gli interpreti
Simona Baldolini (Cio-Cio-San, Madama Butterfly), Isabella Comand (Suzuki), Cristiano Olivieri, (Pinkerton), Alfio Grasso (Sharpless), Daniela Bertozzi (Kate), Stefano Consolini (Goro), Luca Gallo (lo zio bonzo ), Dario Giorgele (il principe Yamadori).




Lettere anonime, dov’รจ il corvo?

– Dopo il clamore che lo scorso inverno ha vivacizzato il gossip di San Giovanni in Marignano, a seguito delle celebrate lettere anonime, indirizzate (e protocollate!!!!!!!) al sindaco della nostra cittadina, dopo che per mesi si è scatenato il toto-corvo (come era stato definito il mittente, forse per fuorviare i sospetti, visto che il piumaggio del corvo è nero, dal guaras, un bellissimo uccello dal piumaggio rosso), da tempo ormai nessuno più ne parla.
Eppure le accuse relative ad un funzionario e ad un assessore in carica, contenute nelle missive, erano pesanti, le autorità hanno aperto e mi risulta chiuso, le indagini relative. Non è diritto di tutti i cittadini marignanesi sapere qual è stato l’esito di tali indagini? E soprattutto non è un sacrosanto diritto di coloro che erano direttamente interessati, nel caso in cui le indagini abbiano accertato l’infondatezza delle accuse, che i cittadini ne vengano a conoscenza? Probabilmente, dopo aver raggiunto il vero fine, dopo che tutte le marionette, animate da abili pupari, hanno recitato il proprio ruolo, si è potuto smontare, anzi, voluto smontare, il teatrino e si sta procedendo alla premiazione di coloro, che in maniera più o meno marginale, hanno contribuito alla creazione di un’opera degna della peggior Prima Repubblica.
Chi quelle lettere le ha scritte, chi quelle lettere le ha, consapevolmente o meno cavalcate, ecco chi è il vero colpevole. Convinto che, dal punto di vista amministrativo e della attività politica (o meglio inattività), abbiamo toccato il fondo, preoccupato oggi, come e più di nove mesi fa, quando diedi le dimissioni dalla carica di assessore, per San Giovanni e per i marignanesi, mi consolo pensando che, una volta toccato il fondo, si può solo risalire.
In tutto questo grigiore, l’unico squarcio di rosa che si riesce ad intravvedere è quello delle pareti dell’ufficio di uno dei componenti l’attuale giunta. Sì perché in un momento in cui tutti i sindaci d’Italia manifestano il loro malumore, per una finanziaria che prevede nuovi tagli ai trasferimenti per gli enti locali, se la nostra amministrazione, può permettersi di spendere 5-6.000 degli euro di noi cittadini, per fare opere di manutenzione all’ufficio dell’assessore, e dotarlo di tavolo di cristallo, poltrone in pelle bianca e pareti color rosa confetto, è sinonimo di grande salute del nostro bilancio comunale.
Se dopo cinquant’anni di governi ombra, oggi ci troviamo ad avere un primo cittadino che (a dir suo) ha reso tanto trasparente il Palazzo da riuscire a vedere attraverso le sue pareti, credo che questa sia una buonissima occasione, per dimostrarla con i fatti questa trasparenza, un primo passo verso la tanto sbandierata partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Sicuro che una volta intrapresa, la strada della vera partecipazione, altre volte noi cittadini potremmo essere chiamati ad esprimere le nostre opinioni su temi importanti riguardanti la nostra realtà. Alcuni anche imminenti, come il “Compartone”, la discussione sulla Variante Generale al P.R.G., la viabilità, il piano Triennale per la Casa. Sono convinto che i cittadini tutti, siano a sua disposizione per ascoltarla e per farsi ascoltare.

Luca Tomasetti, Ds,
ex assessore a San Giovanni




Vagnini, raffinato artigianato di pietre preziose

“Ho studiato all’Istituto d’arte Mengaroni di Pesaro – racconta –. Poi ho cominciato a lavorare e fare esperienza con varie ditte della zona, nel settore della bigiotteria e in quello dei gioielli”.
Ma la realizzazione del proprio obbiettivo arriva solo quando si mette in proprio, e dà vita, al suo laboratorio orafo: “Sono ormai 11 anni che l’ho aperto. Mi dà la possibilità di sviluppare le mie idee, le mie creazioni e di proporle agli appassionati. Esprimere me stessa è ciò che mi interessa più di tutto”.
L’artigianato che diventa esclusiva, un oggetto diverso dall’altro, ognuno figlio dell’estro creativo, dell’abilità e, si può dire, del genio. “Naturalmente al primo posto vengono le esigenze dei clienti. Ciò che cerco però di fare è proporre e consigliare oggetti che non siano dozzinali, o che si possono trovare in qualsiasi negozio, ma cose originali”.
Il laboratorio e il proprio lavoro, tutto un mondo per lei, ne parla sempre sorridendo, l’immagine della soddisfazione e della felicità. “Il mio lavoro mi dà la possibilità di esprimermi, vendo le mie creazioni solo all’interno del mio negozio, e un paio di volte l’anno allestisco una vetrina nel corso di San Giovanni, in occasione della Notte delle Streghe e per Natale”.
L’attenzione di Loretta è su pietre particolari, non solo su materiali preziosi e costosi. “Lavoro anche con oro e pietre preziose, ma ci sono moltissime pietre dal costo molto inferiore, pietre dure come l’opale, l’agata, la giada o l’onice che trasmettono forti sensazioni, come guardare un’opera d’arte: c’è un mondo dentro. Cerco di presentarle e farle conoscere”.
Materiali provenienti da ogni parte del mondo, naturali e non replicabili. Forse per questo speciali: “Le vado a cercare nelle grosse fiere, come quella di Milano e soprattutto Verona. Certo è impossibile con queste pietre realizzare dei lavori identici. Anche per uno stesso paio di orecchini. In questo periodo per esempio sto eseguendo una serie di oggetti usando diamanti neri, molto rari”.
E abbasso centri commerciali e oggetti prodotti in serie? “Sì, non mi piacciono gli ipermercati, non mi ci trovo bene, ma gran parte della gente si fa influenzare dalle mode, dalle tendenze e dalla pubblicità. Bisognerebbe apprezzare di più il lavoro dell’artigiano”. Che poi è il suo, di lavoro, mettere la propria anima nella manualità del “fare”. “Io mi esprimo sia nel creare sia nella riparazione di altri oggetti che mi portano. Do sempre il massimo perché il mio lavoro è la mia vita. Da quando ho iniziato, ma anche ora che lavoro da più di 20 anni, ho imparato ad osservare chi ha più esperienza di me, e farne tesoro, perché anche solo con gesti semplici e poche parole si può insegnare molto, bisogna essere capaci di afferrare”.

di Matteo Marini




Massari, grande teatro

– Si abbassano le luci, si alza il sipario. Signore e signori, siete pregati di prendere posto e spegnere i vostri telefoni cellulari. Sta per iniziare la stagione teatrale del Teatro Massari di San Giovanni in Marignano. Una stagion ricca di spunti e tante cose divertenti, artisti emergenti e belle conferme.
Il teatro Massari, nella direzione dei Fratelli di Taglia è ormai sinonimo di qualità. E la stagione teatrale 2006-7 certo non delude. Il teatro delle risate addirittura raddoppia, dal 31 ottobre fino al 19 dicembre, con il famoso duo Nuzzo-Di Biase, famosi per le esilaranti performance sugli schermi di Italia1 con la Gialappa’s Band. Ogni martedì saranno di scena al Massari son il loro spettacolo varietà Nuzzo-Di Biase Live show, che promettono sarà ogni volta diverso con ospiti nuovi. Da gennaio si torna invece a ridere il sabato, grazie ai migliori artisti comici in circolazione. Poi dopo lo spettacolo, come da tradizione, si cena assieme agli attori al “Rintocco”.
Saranno tre, invece, le commedie portate in scena dalle compagnie romagnole dialettali romagnole: Jarmidied, I giovne amarcord e La Carovana, tra dicembre e gennaio. Spazio anche al teatro per famiglie della domenica pomeriggio, con la rassegna “Tutti a teatro”, in collaborazione anche col Comune di Cattolica: 6 appuntamenti dal 29 ottobre all’11 febbraio, divisi tra il Massari e lo Snaporaz di Cattolica.
Ma il teatro è anche il luogo ideale per note ricercate e raffinate, come quelle della musica jazz. Saranno cinque le serate organizzate dalla Melodica Jazz di Cattolica, 5 venerdì a partire dal 17 novembre: sul palco il Francesca Ajmar standard trio, il Bassi-Bravo duo, Renato Stellani- Fabrizio Bosso duo, Riccardo Zegna- Johanna Rimmer duo e il Massimo Minardi trio.
Il 2007 coincide anche con il ritorno in cattedra dei Fratelli di Taglia, almeno fuori dalle scuole. Partirà infatti a gennaio il Teatro adolescente, laboratorio teatrale dedicato ai ragazzi dai 15 ai 18 anni per aprire e proporre prospettive e nuovi modi di conoscere se stessi attraverso la recitazione, la comicità del clown, la giocoleria e l’acrobatica. Insomma, una stagione appassionante e coinvolgente per tutte le età e per tutti i gusti.
Signore e signori, siete pregati di prendere posto e spegnere i vostri telefoni cellulari. Si alza il sipario, si abbassano le luci, gli attori entrano in scena.

Cartellone novembre
14, 21, 28 novembre e 5 dicembre, inizio alle 21.15 – Nuzzo-Di Biase Show
17 novembre – 21.30 – Melodica Jazz – Francesca Ajmar Standard Trio.

Per maggiori informazioni: 0541-957656

Matteo Marini




Sociale, il trionfo di Rovelli

– Tutto come da copione. Chi si aspettava la sorpresa è stato deluso. Ma per tutti mangiata, indimenticabile, al Centro parrocchiale. L’ormai classica cronometro individuale, Mercatino Conca – Montefiore, l’ha messa in cascina Alessandro Rovelli. Al posto d’onore, Pio Bilancioni. Sul terzo gradino Maurizio Del Bianco. Tutt’e tre hanno avuto piccoli incidenti. In ordine: Rovelli, al via, è partito 15-20 secondi dopo perché non era pronto; a Bilancioni è saltata la catena; Del Bianco è stato rallentato dal traffico dentro Morciano. Ha impressionato l’ottimo tempo nella prima frazione di Fulvio Baldassarri, 4° a soli 5 secondi dal migliore tempo di Bilancioni e Neri.
La prova in salita è stata dominata da Rovelli, che così gli è valso il 1° posto assoluto. Belle e sorprendenti le pedalate di Walter Cenci, Ennio Tagliaferri e Roberto Bendinelli. Ci si è dati appuntamento alla prossima edizione, con i soliti propositi di rivincita.
Gaia-Fraternali
Ugo Gaia e Mario Fraternali, stazze da corazzieri, hanno portato i colori del G. S. Valconca-Ottica Biondi sulle strade toscane. Il 1° ottobre, nel Senese, hanno onorato l'”Eroica”, 200 km, 150 di strade bianche, dove si calzano vecchie divise e al ristoro cibi dai sapori forti, altro che merendine: ribollita (pancotto con verdure), Chianti, uova sode, uva.
Classifica della sociale dell’8 ottobre:
1 Rovelli Alessandro, 2° Bilancioni Pio, 3° Del Bianco Maurizio, 4° Ciotti Stefano, 5° Lapi Massimiliano, 6° Neri Stefano, 7° Ciotti Giorgio, 8° Ghigi Alberto, 9° Baldassarri Fulvio, 10° Allegrucci Dalmazio, 11° Montebelli Roberto, 12° Lucarelli Franco, 13° Cenci Walter, 14° Carloni Daniele, 15° D’Angelo Luciano, 16° Di Gruttola Paolo, 17° Giorgi Amedeo, 18° Rossi Davide, 19° Masini Stefano, 20° Migani Mirco, 21° Del Prete Giorgio, 22° Masini Libero, 23° Priori Luigi, 24° Bendinelli Roberto, 25° Nicolini Mario, 26° Tagliaferri Ennio, 27° Fraternali Mario, 28° Rossi Giuseppe, 29° Aureli Roberto, 30° Gaia Ugo, 31° Bertuccioli Claudio, 32° Casadei Claudio, 33° Casadei Roberto, 34° Del Prete Roberto, 35° Fabbri Alessandro, 36° Vicinanza Ernesto, 37° Binotti Eugenio, 38° Giorgi Ottavio, 39° Rovelli Gualtiero, 40° Bazzani Giuliani Marco, 41° Rinaldi Davide, 42° Fantozzi Alfredo, 43° Pascucci, 44° Foschi Costantino, 45° Podestà Donato, 46°, Venturini, 47° Sani Raffaele, 48° Corbelli Luciano.