Una foresta sul lungomare

AMBIENTE di Marialuisa Cipriani e Claudia Mori Architetti del paesaggio

– All’approssimarsi dell’anno 2000, l’amministrazione di Rimini aveva lanciato l’iniziativa “Rimini terzo millennio”. L’immagine della città per il nuovo millennio veniva costruita tramite delle proposte di progetti architettonici per i punti ritenuti più rappresentativi della metropoli balneare. Una delle proposte era quella dell’architetto Emilio Ambaz per la sistemazione della fascia litoranea. Il progetto prevedeva, tra l’altro, una ampia fascia boscata a suddividere l’arenile dalla strada creando un’immagine che rimandava a situazioni naturali e più selvagge quali i lidi ravennati.
In realtà la costruzione di una fascia verde al margine del litorale è possibile solo attenendosi a determinati accorgimenti.
L’ambiente costiero è in effetti per la più parte delle specie vegetali un ambiente assolutamente ostile. La presenza del sale e la ventosità della costa sono nemici di molte piante.
La situazione naturale che permette lo sviluppo vegetale sugli arenili, prevede la presenza di dune. Le dune costituiscono una prima barriera naturale ai venti marini carichi di salino; al di là delle dune si trova una prima fascia a vegetazione arbustiva che crea la seconda barriera alle aggressioni, e solo al di là di questa seconda fascia, troviamo le piante ad alto fusto. Tutte le piante che popolano queste zone sono specializzate per resistere al calore ed alla presenza del sale: sono piante dalle foglie piccole, coriacee spesso ricoperte di peluria a trattenere l’umidità o da una patina di cera. Sulla parte mobile delle dune possiamo trovare la rughetta di mare, l’eringio, la pastinaca marina, il vilucchio delle spiagge, la santolina delle spiagge, il giglio delle dune, la gramigna delle spiagge, per citarne alcune.
Tra gli arbusti invece troviamo il lentisco, il corbezzolo, il mirto, la fillirea, i ginepri, gli oleandri, il terebinto, cisti, timi, rosmarini. Gli alberi che troviamo naturalmente in prossimità delle coste sono il leccio, la quercia da sughero, il pino d’Aleppo e il pino marittimo (questi ultimi sono stati introdotti ai tempi dei romani, ma sono ormai naturalizzati).
Come si è detto tutte queste piante sono specializzate per resistere alle forti temperature, alla presenza del sale e alla siccità e quindi sono piante che, se impiantate correttamente, sono in grado di popolare le zone di costa senza ricorrere a grandi artifici per sostenerle.
Non sempre sarà per esempio possibile ricostruire l’ambiente naturale con la successione costruita delle dune seguita dalla fascia di arbusti, ma, per esempio, volendo utilizzare alberi ad alto fusto sarà opportuno creare delle barriere (vegetali quali ad esempio una fascia ad arbusti o minerali come ad esempio muretti o dossi) in grado di riparare la pianta dagli assalti del vento marino.
Anche per l’uso delle specie arbustive sopra citate sarà necessario l’utilizzo di piccole schermature mentre le erbacee di cui si è detto sono in grado di resistere direttamente sull’arenile senza necessità di schermi o ripari.




Rotary, campione alla presidenza

– Paolo Conti è il nuovo presidente del Rotary Club Riccione Cattolica dallo scorso 26 luglio. Cinquantasei anni, sposato, due figli (Carlo e Giulia), insieme al cattolichino Eraldo Pecci, è stato il più forte giocatore di calcio mai espresso dalla provincia di Rimini.
Uomo intelligente, che si reputa fortunato, inizia a parare nel Riccione, nel ’70 approda in serie B al Modena. Forse i suoi anni migliori vanno dal ’73 all’80; è il numero 1 della Roma. Il privilegio della maglia azzurra ai mondiali del 78 in Argentina. Passando per Verona, Sampdoria e Bari, chiude l’esaltante carriera nell’88 alla Fiorentina. Negli anni della pedata, dove è facile distrarsi, si diploma geometra e porta a termine l’Isef.
E’ del parere che il calcio rappresenta la vita e che la percentuale di intelligenza, banditismo, stupidità, sprovvedutezza è in tinta con gli altri settori: dagli ambienti universitari, a quelli della briscola e del tressette, con deviazione nel regno del bridge. E c’è sempre qualcuno che vuole prendere il tuo posto. Insomma, nel calcio come altrove, c’è chi va per gambe da letterina e chi per teste pensanti.
“Tutti possono diventare calciatori – riflette Conti -. La differenza tra chi ce la fa e chi no, sta nella capacità di sopportare le pressioni, la volontà, la determinazione”.
Appese le scarpette al fatidico chiodo, rientra a Riccione, con alcuni amici fonda una società che produce e commercializza scarpe da calcio e altri articoli sportivi, con buon successo. Nel frattempo diviene agente di calciatori, attività a cui si dedica poi in pieno, lasciando la società commerciale agli amici. Tra i suoi assistiti ragazzi di A e B: Adani, Cossato, Chimenti, Ferrante. Nel 2004 viene eletto presidente nazionale dell’Associazione degli agenti di calciatori.
Nella sua lunga carriera ha stretto amicizia con atleti che hanno fatto del pensare in proprio la qualità, come Eraldo Pecci e il riminese Sergio Santarini.
Fondato nell’84, 62 soci, la sezione Rotary Club Riccione-Cattolica ha sede al ristorante “il Mulino”, dove gli iscritti si vedono ogni lunedì.
A chi gli chiede che cosa fa il Rotary, risponde Conti: “Venne fondato nel 1905 a Chicago da un gruppo di amici che volevano dare esempio e aiuto ad una città degradata. Cerchiamo di rendere un servizio al territorio. Abbiamo istituito quattro premi: scuola, professioni, sport, arte e cultura. Sono riconoscimenti a persone delle nostre cittadine che riescono a intrecciare l’etica con le qualità. Abbiamo aiutato a restaurare opere d’arte; l’ultima è il campanile con orologio della chiesa di Cattolica. Organizziamo conferenze a tema, per sapere e conoscere. Si agisce anche a livello internazionale; ma più che regalare il pesce, distribuiamo canne da pesca per l’autosufficienza giornaliera”.
Con Conti è impossibile non infilare la mente in questo mondo del calcio, fatto di sfavillio e miserie. Come leggere calciopoli? Argomenta: “Non so quanto fosse uomo di potere Moggi, sicuramente lo era Giraudo. Moggi era forse più uno strumento, un operativo. Nessuno alle spalle che le ripianasse le perdite, la Juve è costretta ad essere innovativa e ad avere strategie per primeggiare, sia con l’utilizzo delle risorse lecite, sia con quelle illecite. Se pensiamo poi alla Juve più che come società sportiva, un’azienda qualsiasi, i suoi metodi sono quelli utilizzati dalla stragrande maggioranza delle imprese negli altri settori, dove si cerca di avere vantaggi competitivi a danno degli altri. C’è un piccolo perché che diventa un però. Nello sport il fattore morale non può essere secondario. Quello che alcune grandi società hanno fatto è un illecito, mentre forse sarebbe stato plausibile in altri settori”.
L’altra domanda è: ma la Juve aveva bisogno di simili approcci? Conti: “Oggi, il calcio si basa sui risultati: più vinci e più soldi entrano. Per competere a livello europeo ci vogliono molti danari e questi in qualche modo dovevano arrivare. Se avesse avuto le ambizioni dell’Atalanta non ne avrebbe avuto bisogno. L’Inter è al di fuori di tutto, ma la famiglia Moratti vi ha immesso 500 milioni di euro. Il Milan ha un presidente che porta tutto in pareggio. Nella Juve mai nessuno ha messo mano al portafogli; al massimo l’avvocato Gianni Agnelli regalava, e si regalava, un calciatore di peso, come Platini ad esempio”.
“Oggi – continua Conti – i presidenti gestiscono le società con i proventi che riescono ad incamerare, senza tirar fuori di tasca un centesimo. Credo che le società siano gestite male e si permette loro di continuare a farlo. Il cambio delle regole deve riguardare il modo della gestione e i controlli che vengono esercitate sulle stesse società. Diciamo che la crisi riguarda i vertici e non il calcio”.

GLI UOMINI

Giavolucci, prossimo presidente

– Il presidente Paolo Conti per il 2006-2007 è affiancato da: il presidente incoming Fabio Giavolucci, past president Orazio Motolese Lazzaro, segretario Renzo Guidi, tesoriere Romano Del Bianco, prefetto Riccardo Galassi. Consiglieri Valerio Carigi, Maurizio Parma, Stefano Tomassini e Gianfranco Tonti.




Quale Riccione nei prossimi anni?

– Quale Riccione avremo fra pochi anni? Che città lasceranno a seguito di determinate scelte che a breve prenderanno il via? Proviamo ad evidenziare quello che secondo noi deturperà e renderà irriconoscibile la nostra Riccione, stravolgendola dal punto di vista ambientale e, conseguentemente, dal punto di vista della qualità della vita e dell’offerta turistica.
1) INCENERITORE. La quarta linea è alle porte e determinerà ad un aumento notevole nella quantità d’immondizia bruciata nel mostro di Raibano. Sappiamo bene che la combustione ad alta temperatura nei forni contribuisce all’emissione di polveri finissime le quali costituiscono un grave rischio sanitario.
2) TRC. Opera oscena, inutile, inefficace, la quale produrrà un forte impatto ambientale con eliminazione di piante, parcheggi e che, con la sua costruzione parallela alla ferrovia, danneggerà i cittadini che si troveranno a pochi metri dalle loro finestre il passaggio di questi non meglio definiti mezzi di trasporto.
3) GESTIONE URBANISTICA. A nostro avviso fallimentare e con lo stand-by del Piano strutturale comunale si va avanti a forza di varianti e deroghe alle regole, causando uno sviluppo disarmonico e scollegato della città, senza avere un quadro d’insieme. È forte la nostra preoccupazione che, con il Psc che verrà adottato, non sia data priorità a quei comparti che possono consentire l’edilizia popolare, necessaria affinché sia soddisfatta la sempre crescente domanda delle case ad affitto calmierato.
4) L’INDEBITAMENTO. Con mutui, causato dall’ambizioso piano triennale delle opere pubbliche, congiuntamente alla diminuzione dei trasferimenti statali creerà, a nostro avviso, difficoltà nelle stesure prossime del bilancio comunale. Si avranno assessorati a rischio, come quello dei Servizi Sociali, i quali si vedranno diminuiti i fondi, quando invece il numero delle persone bisognose aumentano di anno in anno. Per prevenire questa situazione occorre mettere mano alla struttura del bilancio con scelte coraggiose che tendono a diminuire la spesa corrente, e secondo noi sono parecchie le voci che posso essere limitate o cassate.
Siamo consapevoli di non avere figurato uno scenario di felice città della vacanza e del divertimento, immagine a nostro avviso virtuale, ma si avvicina molto alla descrizione di uno scenario dantesco e per evitare questa situazione occorre una sterzata notevole, così da cambiare la politica e lo sviluppo della città. Riteniamo che questa amministrazione non possiede tale capacità.




Spigolature degli Scrondi

…Magia della piazza – Continua ad essere un successo il cinema all’aperto in Piazza Unità, complice il caldo e la programmazione che anche quest’anno si è rivelata ottima. Per una città che ha visto progressivamente chiudere le sale cinematografiche è rilevante trovare una arena che richiama non solo i riccionesi ma anche molti turisti che hanno l’opportunità di conoscere la vera Riccione, quella del paese, meno insegne e lustrini, ma più verace. Capita ancora di vedere la “Maria e Gino” che si portano la sedia da casa per non rischiare di stare in piedi e sentir chiedere a Pupi Avati di smettere di parlare per cominciare la proiezione del film, altrimenti si finisce troppo tardi (è realmente successo). Vedremo se le sale previste nel nuovo palazzo dei congressi saranno altrettanto fortunate e i riccionesi realmente affezionati alle magie del grande schermo.

…Fabio Galli, messo in croce – L’estate rende irrequieti, il caldo innervosisce e la Margherita si agita. Sembra essere questo il refrain dell’estate: la richiesta di una verifica di maggioranza, peraltro già resa nota dal segretario dei Ds qualche settimana prima, l’insofferenza verso un gruppo consiliare (Ds) che privilegia alcuni interventi sul territorio non condivisi dal partito della Margherita, la richiesta di un candidato a sindaco di area centrista. Come sempre la politica si agita d’estate, quando sarebbe meglio pensare alla buona riuscita della stagione estiva e non alle questioni di palazzo. Certo che il povero Fabio Galli, segretario dei Ds, lo stanno mettendo in croce con questa storia del candidato a sindaco. A tre anni dalle prossime elezioni sembra più un modo per tagliargli le gambe piuttosto che lanciarlo verso nuove avventure.

…Ancora Trc, ancora insulti – Consiglio comunale aperto sul Trasporto Rapido Costiero, alias Metropolitana di Costa; alla presenza di 150 persone che si sono distinte più per gli insulti rivolti ai consiglieri che per proposte e osservazioni al progetto si è capito che i veri oppositori contrari al progetto sono i frontisti e questo è più che comprensibile, e non tutta la città come ha fatto intendere anche Famija Arcionesa con il suo giornalino.
Risulta meno comprensibile la proposta di quei partiti politici che si ostinano a preferire interventi quali la variante alla Statale 16 o il collegamento tra Spontricciolo e Rimini attraverso lo sfondamento di viale Aosta; questi sostanzialmente vogliono la macchina sotto il culo, dell’inquinamento, delle polveri sottili poco importa. Il fatto di tagliare e spostare i pini lungo la ferrovia è più rilevante dell’effetto che può avere il trasporto pubblico sulla qualità dell’aria e della vita, le cose vanno anche misurate. All’amministrazione comunale si può imputare di non aver consentito il referendum dopo che erano state raccolte le firme; concedere ai cittadini di esprimersi su progetti così importanti dovrebbe essere una buona consuetudine per qualsiasi sindaco e giunta.




Cinema Astra, riaperto in luglio

– Due giovani hanno ridato a Misano il cinema Astra che il prossimo inverno vuole anche fare cultura. L’Astra ha una bella storia. E’ appena finito la seconda guerra mondiale, a Misano, c’è distruzione e fame. Ci si arrabatta per soddisfare i bisogni primari: il mangiare, la casa, il vestire. A Misano abitano i coniugi Vulpio. Sono attori di teatro; vivono u Villa Clelia. Direttamente sul mare, oggi al suo posto c’è l’hotel Daniel’s. La coppia porta una ventata nuova per una cittadina di contadini, dove gli alberghi erano più un contributo che il bilancio primario di una famiglia.
Vulpio ha l’idea della Cooperativa Edile Misanese; fondata il 1° settembre del ’46; un’associazione mutuata dal mondo dello spettacolo. Poiché i coniugi vengono dall’arte, convincono i soci della Cooperativa Misanese a tirar su un cinema-teatro. Nasce quella che oggi è l’Astra. Un’architettura semplice, ma con un segno forte, di sobria bellezza. “Vulpio ha scritto storie che piacciono: belle, infantili, vincenti e dolenti, che lasciano dietro di sé dei monumenti non voluti. Meriterebbe che il Comune gli intitolasse una strada, non per aver lanciato l’idea della cooperativa, ma per aver sfamato i poveri e aver costruito il teatro. Raccontava con un pizzico di ironia Guerrino Semprini, un galantuomo scomparso pochi anni fa: ‘Vulpio era un signore molto generoso. Dopo il fronte aprì una mensa a casa sua e dava da mangiare ai poveri. Arrivavano da tutta Misano. Pugliese, benestante, tutta la sua famiglia era fascista dalla pianta dei piedi alle punte dei capelli. Egli, invece, era un comunista e per giunta attore; una professione di certo non andata a genio ai genitori. Capitò per puro caso. Andato a recitare a Pesaro, passò per Misano e si innamorò del luogo. Si costruì una casetta dove oggi si trova il Daniel’s. Da anziani si ritirano qui. La costruzione del teatro ce la impose Vulpio; noi accettammo per riconoscenza. E ci rendevamo conto che l’opera iniziata nei primi anni ’50 era ambiziosa. Un lusso che i soci costruivano la domenica nel giorno di riposo. Ma i sacrifici non bastano. La Cooperativa si indebita ed è costretta a venderlo. Prezzo: 3 milioni. Acquista. Ermenegildo (Gildo) Tonti”.




Parole da e ‘Fnil’

…La biblioteca serale va – “Perché soltanto una sera la settimana?”. Lo ha chiesto una turista sull’apertura serale della biblioteca comunale in luglio e in agosto, il giovedì, fino alle 22, in coincidenza con il mercatino serale che anima le vie del centro. Molto successo i libri per ragazzi e le postazioni Internet. Si pensa di tenere aperta la nuova biblioteca, collocata nella scuola media Giovanni XXIII, una domenica al mese.

…Calcio, campo con pietre – Per apprezzare le comodità bisogna passare per piccole sofferenze. Il Comune di Misano ha deciso di rifare il manto del vecchio campo della Santamonica, quello sulla sponda del Conca. La ditta preposta al lavoro ha seminato sul campo un po’ di sassi. E’ successo un putiferio; il Real Misano ha fatto notare le pietre agli amministratori e aspetta la cernita. Sono passati mesi ma nulla ancora è successo: le pietre sono ancora là.




Viabilità, segnaletica, area artigianale, patrimonio e verde pubblico

1. E’ stato chiesto il rifacimento e la sistemazione della segnaletica pubblica nella zona del mare per identificare gli accessi al centro turistico (specie nella nuova via di scorrimento sotto la ferrovia ), come pur quali interventi per gli accessi verso l’area produttiva artigianale; è stato chiesto un chiarimento sui tempi di intervento per la viabilità nel lungomare ed in che tempi il recente accordo pubblico-privato con l’autodromo di Santamonica realizzerà la strada di collegamento viario ed esterno all’impianto dell’autodromo per il collegamento fra la via del Carro e la via Riccione-Tavoleto.
L’ amministrazione Comunale si è dichiarata impegnata ad interventi sulla segnaletica nel breve periodo, rinviando all’autunno la presentazione di una bozza di modifica della viabilità esistente che prenderà in considerazione l’intero territorio comunale. Si è impegnata affinché sia resa utilizzabile la strada di collegamento fra via del Carro e la via Riccione-Tavoleto fin dal prossimo master di atletica mondiale in svolgimento il prossimo anno.
2. E’ stato richiesto un impegno per la riqualificazione dell’area artigianale esistente priva dei servizi di base confacenti e necessari ai normali bisogni delle imprese . È stato altresì richiesto quale programma ha l’amministrazione comunale per sostenere la domanda di sviluppo dell’economia locale
Ha risposto che ha già provveduto con apposita delibera di indirizzo ad individuare i fabbisogni su cui intende articolare il suo intervento, pur evidenziando il bisogno di attendere risposte necessarie dall’amministrazione provinciale per supportare lo sviluppo delle aree interessate, quali la realizzazione della complanare della Strada Statale 16 Adriatica e la terza corsia autostradale.
3. E’ stato riproposta la necessità di migliorare la gestione e la manutenzione del patrimonio edilizio e del verde pubblico, ovvero degli impianti che sono strettamente collegati con l’utilizzo dei servizi pubblici e con l’identità del territorio comunale. Al riguardo abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di rivedere gli attuali rapporti di servizio, improntando i futuri a relazioni stabili e qualificate che sappiano essere possibilmente ricondotte alle imprese del nostro territorio.
La pubblica amministrazione si è già attivata per un’analisi dei fabbisogni ed è prossima ad indire una gara per la gestione della manutenzione del patrimonio pubblico. Ha ribadito la necessità di mantenere una funzione di controllo diretto delle attività svolte in base agli incarichi assegnati. L’iter di assegnazione dovrebbe concludersi entro la prossima estate 2007.
4. Richiesto di conoscere in quale misura l’immenso territorio nella zona mare, sotto la ferrovia, sarà oggetto di intervento diretto della pubblica amministrazione per una piena legittimazione del centro turistico anche con la realizzazione di nuovi servizi pubblici, oltre alla richiesta di saper quali sviluppi avrà la ipotizzata società di promozione turistica di Misano, concertata con le altre associazioni di categoria.
L’amministrazione ha annunciato la presentazione in autunno di una proposta di intervento tesa alla riqualificazione del territorio ed al rilancio della qualità urbana nella zona mare. Quanto alla società nello stesso periodo svolgerà gli incontri di verifica per la costituzione della suddetta società turistica di promozione e di gestione degli eventi.
5. Richiesta di adeguare gli esigui mezzi finanziari a sostegno dell’economia locale, alimentando i fondi per il credito d’esercizio e d’investimento delle imprese .
La risposta puntuale dell’amministrazione è stata che non esistono i fondi per tale attività, e che sono in forse anche altri servizi di pubblica utilità oggi gestiti con difficoltà. L’auspicio è una ridefinizione quantitativa dei trasferimenti dalla Stato, che consideri le peculiarità del territorio turistico e dispensi maggiori risorse al Comune.
L’incontro si è concluso con l’impegno di una nuova verifica sulla realizzazione degli interventi entro l’anno e con una aperta richiesta espressa dalla nostra associazione di intervenire sugli strumenti di comunicazione pubblica con la cittadinanza. Inoltre, si auspica il miglioramento dei metodi di confronto dell’amministrazione comunale con i soggetti economici, affinché siano improntati alla ricerca di nuove soluzioni ed al confronto sulle stesse, piuttosto che all’informazione unilaterale ovvero all’informazione delle decisioni assunte.
L’incontro è stato giudicato nel suo complesso insoddisfacente dalla presidenza che si aspetta di trovare in futuro dall’amministrazione comunale una maggiore iniziativa ed azione sui problemi affrontati.

Marco Muccioli,
il presidente




Vanni, le comodità nel solco della tradizione

– Probabilmente è una questione di Dna, il patrimonio genetico dell’ospitalità, che si tramanda naturalmente dai genitori ai figli. O forse è solo l’educazione e la passione per il proprio lavoro, che legano tre generazioni di una famiglia ad un’unica attività. All’entrata dell’hotel Vanni spicca l’insegna: “Dal 1929”. Una famiglia che gestisce uno tra i primi alberghi di Misano Adriatico, costruito quando ancora intorno c’erano solamente campagna e campi coltivati.
“Nel ’29 mio babbo Augusto, che era economo al comune, e mia mamma Gina sono scesi da Misano Monte e hanno cominciato questa attività – spiega Aldina Vanni, proprietaria dell’hotel –. All’inizio si chiamava Pensione Flora, poi è diventata Locanda Vanni e infine Hotel Vanni”. I ricordi della signora Aldina arrivano fino agli anni prima della guerra.
“Avevamo 7 camere, d’inverno ci abitavamo noi. D’estate invece lasciavamo spazio agli ospiti. Veniva gente anche da Bologna e Milano, soprattutto per la cucina. Avevamo i salumi fatti in casa dei nostri maiali, eravamo famosi per gli uccellini e le patatine fritte, che ancora nessuno faceva. Non molti anni fa ancora i clienti mi dicevano Quant’era brava la tua mamma a cucinare!”.
Dopo Augusto e Gina, Aldina ha gestito l’albergo con il fratello Luigi. Ora invece l’aiutano il marito Palmiro Torsani, e i tre figli: Augusto, Roberto e Annalisa. “Abbiamo studiato tutti e tre al liceo linguistico – racconta Augusto – perché abbiamo deciso di lavorare in questo settore, e le lingue sono importanti. Lavoriamo soprattutto con italiani, ma almeno il 30% dei nostri ospiti sono belgi. Per questo conoscere le lingue fiamminghe ci serve, gli ospiti lo apprezzano molto”.
Di generazione in generazione, sempre lo stesso impegno: “L’albergo ha 74 stanze, e 180 posti – continua Augusto – e la particolarità di avere attorno un ampio spazio per il giardino, nonostante la posizione centrale. Questo lo dobbiamo alla lungimiranza di nostro zio Luigi, che ha deciso di non edificare”.
Come cambia il turismo, nel corso di quasi 80 anni? “All’inizio la gente si accontentava di più – racconta Aldina Vanni – nella locanda c’era addirittura un solo bagno per sette stanze”. “Ora gli accorgimenti sono diventati indispensabili – continua Augusto –. Nel ’93-’94 abbiamo ristrutturato, ora ogni stanza ha il condizionatore, la tv satellitare e la cassaforte elettronica. In più ci sono le suite, due delle quali prestige, di 40 metri quadrati. Negli ultimi anni si sono comunque ridotti i periodi di permanenza. Chi rimaneva almeno 15 giorni ora non sta più di una settimana”.
Gli accorgimenti non finiscono qui. Siamo in Romagna, tempio della gioia del palato. “Una cosa che certo non trascuriamo è la cucina – spiega ancora Augusto –. Le cuoche lavorano per noi da 30-40 anni, fanno pasta fresca, come lasagne, gnocchi e tagliatelle e tutti i piatti della tradizione. Cerchiamo però anche di innovarci, recentemente abbiamo proposto i garganelli al cioccolato. Poi in bassa stagione ci sono le degustazioni dei prodotti e dei vini locali”.
La famiglia Vanni si diverte, e fa divertire. “Durante la stagione organizziamo serate a tema. Per esempio avevamo le serate marinare e contadine. Quest’anno invece siamo cowboy e hawaiani. Con altri tre alberghi e un residence siamo soci dell’Adriapark, il parco acquatico con piscine e scivoli. Anche lì si organizzano serate folcloristiche, con musiche e balli”.
Impegno e dedizione che pagano, clienti fedelissimi scelgono l’hotel Vanni da più di mezzo secolo, e anche qualche celebrità: “Due nostri ospiti, in particolare, vengono qua dal 1947 – continua Augusto – una volta abbiamo avuto ospite Massimo Giletti, e Claudio Baglioni negli anni ’70. Dovevamo chiudere i cancelli per evitare l’invasione di fans sfegatate. Comunque durante l’intera stagione siamo sempre pieni, questo perché chi viene cerca la tradizione e la buona cucina, due nostri punti forti”.
Ma il vero punto forte sembra essere la famiglia, l’unità e la collaborazione tra i componenti, il Dna che porta avanti la tradizione.

Matteo Marini




Beach volley, misanese agli italiani

Francesco Antonioli, l’unico in tutta la provincia ad aver partecipato al master assoluto a Catania nel 2000, insieme ad Alessandro Piccioni, ottimo giocatore di muro e suo compagno da un anno a questa parte, hanno sfidato alcuni fra i nomi più importanti del panorama del beach volley nazionale nella tappa svoltasi sulla spiaggia di Rimini dal 14 al 16 luglio. La coppia, grazie anche agli aiuti degli sponsor, i bar “Le Café”, “Pepper” e il ristorante “Il Buco” di Riccione, è risultata tra le prime trenta classificate.

Simona Dell’Aquila




Dopo le pedalate, indimenticabili mangiate di pesce

– Che cosa fanno gli iscritti al G. S. Valconca Ottica Biondi e G. S. Oliviero dopo le accese sgambate? Quelli di Misano Cella, una ventina suddivisi tra le due società, di tanto in tanto si incontrano per serate a base di pesce. L’ultima, il 7 luglio, si è tenuta al bar della Cella. Un appuntamento con la buona tavola grazie alla passione di autentici fuoriclasse. Nazzareno Fabbri (per tutti Dolfo) tira fuori dalla natura sughi straordinari. Gli danno una mano robusta Luciano Bellettini, Nanni, Bruno Sacanna, Vincenzo Bannini. Se è facile trovare i cuochi, figurarsi i camerieri; in tanti ad offrirsi volontari. Dice “Dolfo”: “Noi ci mettiamo il piacere che è una caratteristica degli appassionati, ma un grazie va alla pescheria Mattioli di Misano Adriatico. Anna e Sonia sono talmente gentili e disponibili che per queste occasioni ci spinano anche i sardoncini”.
Ma ecco il menù del 7 luglio: cozze, tagliolini allo scoglio, code di rospo. Poi, vino, acqua, limoncino. Insomma, serate molto romagnole, dai sapori delicati quanto protagonisti.
I 20 ciclisti di Misano cella hanno belle storie da raccontare. Il più forte è Alfonso. Tra gli ultimi ad inforcare la bici, meticoloso, segue i dettami di un preparatore, dieta compresa e in casa ha un ciclotrainer, una macchina che simula le difficoltà dei percorsi, Giro d’Italia compreso.
Corrado, invece, ha la bici più bella. Mentre Tonino ne possiede ben tre, da invidia. I re della discesa sono Marco, Corrado e Cesare, uniscono alla tecnica un pizzico di sana spericolaggine.
Gli appuntamenti per le uscite domenicali seguono il sole; punto di incontro il bar della Cella. D’estate si parte alle 7 e la meta è la Carpegna. D’inverno, un’ora dopo, alle 8 per il Giro dell’Arzilla: Fano e ritorno.