Droghe, nuove sostanze

– Negli ultimi 5 anni si è assistito ad un importante fenomeno che è quello relativo all’aumento dell’età media degli utenti tossicodipendenti; dai dati statistici, risulta che mentre nel 1991 la popolazione media degli utenti tossicodipendenti era di 27.1 anni, nel 2005 l’età media è di 34.4 anni. Ciò accade perché gli utenti tendono a prolungare il periodo del trattamento, quindi, nel tempo si sommano agli utenti che sono già in trattamento da dieci anni, i nuovi utenti. Tuttavia, questi dati non sono riferiti solo ad utenti italiani – 6 utenti su 100 sono stranieri – ; esaminando i dati relativi all’Italia, emerge che l’età media è di 35.6 anni; per quel che riguarda, invece, L’Emilia Romagna l’età media è di circa 29 – 30 anni, quindi, leggermente più bassa.
Un altro aspetto da considerare è quello relativo al cambiamento rispetto al consumo delle sostanze; si è notato che gli utenti eroinomani, che in passato costituivano la maggioranza della popolazione dei SerT, negli ultimi anni hanno avuto un calo progressivo, mentre sono aumentati gli assuntori di cocaina; questi soggetti costituivano nel 2002 il 9.26% dell’utenza complessiva, nel 2003 questa percentuale passa al 10.51% per arrivare nel 2004/2005 ad una percentuale del 12.51%; c’è stato, quindi, un aumento del 48% degli assuntori di cocaina rispetto al 2002; questo incremento è dovuto ai costi sicuramente meno elevati di questa sostanza, ad una facile reperibilità e al fatto che l’immagine di alcuni personaggi di successo è collegata all’uso di cocaina, che viene così connotata come una sostanza il cui uso può aumentare e migliorare determinate perforrnance e, considerando che la società di oggi è una società che si basa sulle performance, qualunque sostanza sia in grado di svilupparle e/o migliorarle è vista e accettata in modo positivo.

Odile Mannini




Stadio Comunale, intitolarlo a Silvio Capelli

– Il campo sportivo di via Forlimpopoli non ha ancora un nome e viene genericamente denominato Stadio Comunale. I sottoscritti ritengono che sia ora di intitolarlo ad una persona di sport, così come ormai è avvento in ogni città. Noi proponiamo che venga intitolato a “Silvio Capelli”.
Chi era Silvio Capelli? Era il mitico “Toio” per amici e i riccionesi che lo conoscevano.
Era nato il 19 agosto del 1910 a Riccione (ma anagraficamente a Rimini, perché allora Riccione era frazione di Rimini).
“Toio” era un bravo calciatore, tecnicamente non perfetto, ma il suo impegno sul campo era sempre al massimo.
Ma noi chiediamo che gli venga intitolato non solo per i suoi passati da calciatore, quanto per tutto quello che lui ha fatto dopo aver smesso di giocare.
Nell’immediato dopoguerra e fino alla sua morte, il 29 ottobre dell’80, ha operato come fact-totum all’interno del Riccione Calcio. Curava il campo di gioco, le divise dei calciatori; faceva il guardalinee nelle partite ufficiali, durante il periodo in cui il Riccione militava tra in dilettanti.
Durante l’estate girava con la sua inseparabile bicicletta, alla ricerca di abbonati per il campionato che doveva iniziare. Tutti i riccionesi che hanno più di trent’anni si ricordano di lui: estroverso, polemico, sanguigno ma anche burlone. Era soprattutto un vero babbo sportivo, serio e giusto dei calciatori della squadre del Riccione.
Per più di 30 anni ha seguito tutte le gare del Riccione Calcio sia interne, sia in trasferta, con la dedizione e l’entusiasmo di quando calcava, come giocatore, i campi di gioco.
“Toio” è scomparso da più di 25 anni, eppure tutti si ricordano ancora di lui che ha contribuito concretamente alla nascita e alla crescita del calcio nella nostra città. Aspettiamo quindi fiducioso che tra qualche settimana vicino alla targa “Centro sportivo Italo Nicoletti” (grande amico di “Toio”) ne venga collocata un’altra con la scritta Stadio Comune Silvio Capelli “Toio”

Pio Biagini




Spigolature degli Scrondi

…Il dopo elezioni – Di questi tempi un anno fa si commentava il voto delle elezioni regionali, era stato ottimo risultato elettorale della coalizione di centro sinistra che guida la città di Riccione; questo risultato si conferma anche in occasione delle elezioni politiche di aprile: i partiti che sostengono Prodi prendono il 54% dei voti sia alla Camera sia al Senato. Sono state premiate le aggregazioni, cioè la lista dell’Ulivo che ha preso circa il 4% in più dei rispettivi partiti che la compongono, e la lista Insieme per l’Unione, l’1% in più delle singole liste Verdi e Comunisti Italiani. Rimane però preoccupante il dato dei partiti berlusconiani, Forza Italia e Alleanza Nazionale: ci si aspettava un risultato più basso, evidentemente la chimera di togliere l’Ici ha colpito anche i riccionesi. Ora il lavoro da fare per il centrosinistra riccionese consiste principalmente nel marcare la differenza tra le politiche dell’Unione di Prodi e quelle di Berlusconi, quindi più attenzione per le politiche sociali, per l’ambiente e più risorse per la scuola pubblica, temi sui quali a Ds e Margherita bisogna in ogni caso tirare un po’ le orecchie.

…Che tempo che fa – Continua la polemica tra l’Associazione Albergatori e le società che trasmettono le previsioni del tempo che per ogni occasione di ponte e festività insistono con il simbolo dell’ombrello (da non fraintendere con il gesto dell’ombrello). Effettivamente non è che ci prendano poi tanto, sia in occasione della Pasqua sia per il lungo ponte del 25 aprile le previsioni sono state smentite dal sole, cosa assai gradita dagli operatori turistici e dai turisti che hanno affollato la città. Curioso che nel sito dell’associazione albergatori, al link dei siti che fanno previsione meteo, hanno aggiuntola dicitura “Ottimo” ad alcuni di questi, cioè a quelli per i quali il sole prevalentemente è splendente e il cielo azzurro, per gli altri siti vai con l’ombrello (in questo caso anche il gesto dell’?)

…Grande Beppe Grillo – Anche Beppe Grillo nella tappa riminese del suo tour di spettacoli si scaglia contro gli inceneritori di Raibano, e si incazza con gli amministratori Ds e con il candidato sindaco di Rimini, che di mestiere fa l’oncologo. Si spera che lo show di Grillo sia stato seguito da un po’ di amministratori, di solito in occasione di spettacoli si imbucano in platea con gli omaggi e gli inviti; ma che serva anche a fare incazzare un bel po’ i cittadini, quelli che pagano le tasse sui rifiuti, e quelli che si respirano i prodotti dello smaltimento più scellerato che esista, l’incenerimento.




Dante Tosi, lo sdegno mi suscita i versi

– “Lo sdegno mi suscita i versi”. L’aforisma è dello scrittore latino Giovenale ed è stato utilizzato dal compianto Dante Tosi per raccontare “Taca banda!”, dove vengono pennellati personaggi furbi, scaltri, banditi che riescono a convincere gli altri dell’esatto contrario. Il libro lo ha pubblicato lo scorso marzo Famija Arciunesa e si trova nelle librerie di Riccione. E a ogni “personaggio” Giuseppe Lo Magro, il presidente di Famija ha associato sulla pagina uno strumento musicale, quelli a fiato, cioè dove si trombeggia. Il risultato è sfizioso.
Lo sdegno di Tosi ha prodotto 21 ritratti: dai “Pelofuori” all'”Ultimo rifugio”, passando per “fedele al re”, “Semprelesti”, “Zucche salate”. Quest’ultima inizia così: “Ti prego! Non mi parlare / di politica, perdio! / Anche se poi le mie idee le coltivo anch’io”. E’ un libro che fa sorridere e per la profondità anche indignare. Sono passati molti anni, una ventina, da quando Tosi ha messo nero su bianco i pensieri e c’è una certezza: le cose sono abbondantemente peggiorate.
Lo Magro, da par suo, ha scritto una bella presentazione. “…politici e portaborse, affaristi e consiglieri, scalatori e leccapiedi, intrallazzatori e sanguisughe, incapaci e ambiziosi e megalomani si mescolano a seconda del tornaconto personale…”.




“Bertozzi, il nostro Valentino Rossi”

– Parlando di motociclismo mi viene in mente che anche a Misano negli anni ’50-’60 aveva a suo modo un Valentino Rossi, meno famoso e meno forte: per noi era un campione. Ai tempi, per noi ragazzi amanti del motore era già una grande soddisfazione vedere questo misanese che si cimentava lunga la Litoranea, allora deserta.
Voglio fare un po’ di storia del nostro “campione” nostrano. Era il 1948 e questo ragazzetto lavorava come apprendista a Riccione presso un certo Davide Cecchini, riparatore di biciclette e motorini.
Il nostro campione abitava con la famiglia (5 fratelli e mamma Maria, bidella alla Bianchini) in via Scuole (sotto le Greppe). Il babbo era morto durante la guerra sotto i bombardamenti.
Andava a lavorare a Riccione, lo ricordo perfettamente, quattro volte al giorno con una bicicletta di colore rosso costruita con le proprie mani. Questa vita durò per diversi anni fino a quando diventò ragazzo e si mise in proprio per migliorare la sua posizione sociale, cambiando la sua attività da un posto all’altro per Misano per farsi una buona stagione estiva; il turismo era nella fase del boom. Le sue botteghe: in via Platani (dove c’è l’Ok adesso), noleggio e riparazioni con Alfredo Torsani (’52-’54), in via Marconi (dove ci sono i vigili, ’55), ancora in via Platani (casa del dottor Rossi, dove c’era l’Associazione albergatori), via Gabriele D’Annunzio (cinema Astra, ’61). Infine, in via Piemonte sotto l’omonimo condominio.
Con grandi sacrifici si comprò una Gilera 150; il sogno di tanti ragazzi per andare a lavorare ma anche per le gite con le ragazze. Avere una moto all’epoca era già un successo.
Voglio riprendere il discorso del Valentino. Sempre lucida, sembrava appena suscita dalla fabbrica, si cimentava in gare su strada: da Misano a Riccione e viceversa. Nei comuni vicini si sparse la voce che a Misano c’era uno che con una Gilera dava la paga a tutti. Ogni giorno c’era qualcuno che lo sfidava, con Mv Disco Volante, Bianchi, Gilera e altre marche. Ma non c’era niente da fare con la sua Gilera Mario riusciva a vincere sempre; era furbo ed allo stesso tempo spericolato.
Per noi ragazzi era un divertimento. Quando per Misano si vedeva girare una moto nuova c’era il tacito accordo di andare sul Lungomare per la sfida. Ma la cosa era diventata monotona; tanto si sapeva chi vinceva.
Questa passione per la moto, Mario Bertozzi (Mario ad Piozz) l’aveva sempre avuta. tanto è evro che si è cimentato nelle moto storiche e con qualche successo. In breve questa è la storia di un personaggio misanese che ha fatto la piccola storia della nostra comunità e la nostra storia de mutor.
P. S. Noi eravamo tifosi della Gilera negli anni ’60 e ’70. C’era la famosa quattro cilindri 350 e 500 guidata da campioni del calibro di Libero Liberati, Hughes, Masetti. Ed allora si correva su strada la Milano-Taranto. Per veder sfrecciare le moto, ci alzavamo alle 2-3 di notte. Era passione autentica.

Severino Tentoni, classe ’38, nato a Misano Mare




Parole da e ‘Fnil’

…Il professore e le canne – Sauro Tiraferri è stato un professore di ginnastica alle medie molto amato. In ogni allievo ha lasciato una bella impronta. E tutti lo ricordano con affetto. Il 25 aprile tagliava le canne lungo la ferrovia (ce ne sono tante) molto probabilmente per il suo giardino. Un’altra piccola lezione.

…Elezioni 1 – I numeri si sa sono capricciosi, ma alla fine non mentono. Nel seggio numero 3 di Misano Mare, le primi quaranta schede scrutinate erano tutte a favore del centrodestra. Non volava una mosca. Poi, piano, piano sono tornati i sorrisi. Forza Italia ha fatto segnare il 28% dei suffragi e An il 14. I Ds il 24, 24.

…Elezioni 2 – A suo modo è un risultato elettorale storico. Forza Italia, con il 21,81%, è il primo partito di Scacciano, da sempre rossa, come nel 2001. I Ds si sono fermati al 20,95. Il secondo partito di centrodestra è An con il 15,78; il secondo di centrosinistra Insieme con l’Unione (Verdi e Comunisti italiani) con l’11,48.




Conad Misano, reparto con le eccellenze enogastronomiche e artigianali

– In un solo luogo si trovano tra i migliori vini, olii, marmellate, miele, liquori, formaggi, salumi, sale di Cervia, savor, saba, dolci, ceramica d’uso e stampa ruggine della provincia di Rimini. Il luogo è il Conad Rio Agina di Misano Adriatico, quello che si vede dalla Nazionale.
Inaugurato lo scorso 22 aprile da Mauro Morri, assessore provinciale all’Agricoltura e alle Attività produttive e da Antonio Magnani, sindaco di Misano, potrebbe rappresentare un esempio forte del nuovo modo di fare turismo. Quello legato alla terra, alla tradizione e al territorio. Non è un caso che sono intervenuti anche Iliana Baldelli e Maurizio Cecchini, rispettivamente presidenti degli albergatori a Misano e Cattolica. Se gli operatori turistici non puntano sull’unicità del made in Rimini, si concedono dei vantaggi a chi impone le tradizioni culturali, enogastronomiche e artigianali ai turisti, sempre più esigenti e sempre più curiosi quanto appassionati.
E’ vero come qualcuno ha detto che il tamerice era la pianta della concimaia vicino alla cascina e dunque andava estirpata dal lungomare (come purtroppo avvenuto per far posto a quelle tristi palme), ma i suoi fiori rosa sono bellissimi. E lo sono ancora di più per chi non li ha mai visti.
Questa piccola rivoluzione culturale la si deve alla passione di Giorgio Cecchini, il direttore del Conad Rio Agina. Dice: “Con la forza culturale della tradizione, della terra, della tipicità, il Conad Misano è andato alla ricerca delle eccellenze della Romagna. Ci ha impiegato mesi, con l’intento di offrire agli appassionati profumi e sapori unici, autentici. Tonino Guerra afferma che la storia degli uomini è fatta anche dalla storia del proprio cibo”.
La Conad ha prodotto un fascicoletto in quattro lingue intitolato “Le eccellenze delle colline Malatestiane” che sarà distribuito agli alberghi e agli uffici Iat (Informazione accoglienza turistica) di Riccione, Misano e Cattolica. I vari prodotti sono raccontati con un taglio storico, come fossero autentici monumenti. Insomma, nelle 20 pagine una summa storica di quanto la provincia di Rimini e la Romagna sono riuscite a elaborare e produrre nei secoli.
Dunque: “schietti, genuini, tipici, biologici. Della tradizione agricola della cascina romagnola, quella con i portici a sud-ovest con vista mare o sui monti dell’Appennino e l’aia contornata dai gelsi buoni per allevare bachi da seta e profumi sottili…”.




Segavecchia, favoloso successo

Nella zona a mare della ferrovia era impossibile trovare un posto; in tanti hanno parcheggiato nelle vicinzane della Nazionale. Complici la bella giornata e quanto gli organizzatori, quelli del Comitato E’ Fnil, sono riusciti a mettere in piedi.




Salvadori, viaggio umanitario in Senegal

Questa volta il suo viaggio umanitario presso le suore di Madre Teresa di Calcutta ha avuto come meta il Senegal. Ha portato direttamente 10, medicinali e cancelleria. Arrivato il 20 marzo, si è intrattenuto una ventina di giorni duranti i quali, come è sua consuetudine, si rimbocca le mani e dà una mano. La suore di Madre Teresa in Senegal hanno una scuola elementare a Dakar, la capitale e assistono una cinquantina di bisognosi a Kaolack. Inoltre, le religiose portano generi di prima necessità in villaggi delle campagne.
Per Giovanni Salvadori si tratta del quarto viaggio umanitario in Africa; ad oggi ne ha collezionato una ventina in ogni angolo del mondo e sempre presso le Missionarie della carità. Poco prima della morte, il misanese ha avuto il piacere di incontrare direttamente Madre Teresa a Calcutta.
Ufficiale dell’aeronautica in pensione, di Misano Monte, Salvadori da alcuni anni si dedica a opere di volontariato: raccoglie danaro e beni primari e poi li consegna direttamente. Un grazie particolare va a: Giuseppe Merlo, Erminia Stefanini, Carla Cavara e Carla Iaconetti.




Beneficenza, la cometa Bucci-Ciaroni

dove oltre 200 persone che tra loro non si conoscevano, simpatizzanti e amici delle malattie metaboliche ereditarie, si sono ritrovate per passare una sera in compagnia donando il ricavato all’associazione. L’appuntamento si è concretizzato grazie alla disponibilità e collaborazione degli iscritti, con capofila Bucci e Mauro Ciaroni, uomo di poche parole e molti fatti che si è impegnato nel passato e tuttora ha varie iniziative di solidarietà per i più piccoli. La serata ha offerto a ciascuno dei commensali di essere artefice della ricerca sulle malattie. Alla famiglia Ciaroni vanno sentiti ringraziamenti, sia dalla famiglia Bucci che da Anna Maria, presidente dell’associazione Cometa Asmme per la grande caparbietà di non fermarsi dinanzi a nessun ostacolo.

Associazione studio malattie metaboliche ereditarie