Turismo, rimboccarsi le maniche

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– Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria e Misano sull’affascinante mercato del turismo hanno perso posizioni anche nel 2004. I numeri dicono che gli arrivi sono aumentati dello 0,4 per cento ma che le presenze (quanti giorni un turista resta a zonzo, o al sole, o quello che gli pare) sono diminuite del 2,3 per cento. Il dato più preoccupante è quello degli stranieri: sempre meno. Infatti, l’arretramento delle presenze ha segnato un meno 3,2 per cento. Un segno negativo che va avanti dalla fine degli anni Novanta.
Le statistiche ufficiali della riviera affermano che l’annata dei record, quella da raccontare ai nipotini, è l’88 (nell’89 c’è la mucillagine e l’inizio della crisi). Le 5 città turistiche totalizzarono quasi 18 milioni di presenze contro i 14,2 milioni del 2004. Ed è molto probabile che allora ci fosse un po’ di evasione in più.
Insomma, nel mercato mondiale del turismo c’è più abbondanza di località che di turisti, con la conseguenza lampante che bisogna rimboccarsi le maniche, mettersi la bisaccia in spalla, ed andare in giro per l’Europa ed il mondo a vendere albergo, brandina, sole, qualità ed emozioni. O si fa così, o la decadenza sarà lenta quanto irreversibile. Nessuna scorciatoia, o scappatoia. Questo le scenario nel quale il sistema turistico del Riminese si va a muovere.
Dall’altra parte c’è chi crede al proprio lavoro: investe, rischia, va per fiere. I parchi tematici, i club di prodotto, ne sono una prova. Riccione quest’anno tra pubblico e privato ha speso 500.000 euro in promozione. E mediamente sempre a Riccione, per promuoversi, investe tra i 15-20.000 euro.
Ma come si preannuncia la stagione 2005? Maurizio Cecchini, 41 anni, lo scorso 15 aprile rieletto presidente degli albergatori di Cattolica, con l’ingresso nel direttivo di due ragazzi sotto i 30 anni: Alfredo Monetti e Fabrizio Ferretti. Dice Cecchini: “Vedere i giovani è una bella iniezione di entusiasmo e l’aver voglia di fare è un bellissimo segnale. Per il 2005 le sensazioni sono di una stagione difficile, sull’onda dell’ultima. Sul versante delle prenotazioni c’è un recupero del mercato italiano, mentre continuano a latitare gli stranieri”.
Mario Tebaldi, albergatore, ex assessore al Turismo a Cattolica, uno che si è fatto un corso di marketing turistico in Germania, per capire quello che i tedeschi vogliono. Dice: “La prossima stagione per Cattolica non sarà peggiore del 2004. Partendo dal presupposto che una stagione buona o cattiva la fanno i tedeschi, costoro sono intenzionati a fare vacanza. E le regioni a noi più vicine, Baviera e Baden-Wuettenberg sono quelle meno in crisi. Nei nostri incontri, Monaco, Stoccarda, Francoforte, Karlsruehe, ci sono state buone sensazioni. Magari preferiscono non cambiare l’auto ed andare in vacanza. Ai tedeschi dobbiamo dare il tutto incluso. L’Automobil Club tedesco ha fatto un sondaggio su un campione di 6.000 persone. Davanti avevano un pacchetto tutto incluso (più caro) ed uno spezzettato (più a buon mercato). Preferivano il primo. Ai miei clienti offro albergo e spiaggia insieme. Ho comprato gli ombrelloni e li giro semplicemente ai miei ospiti. Sempre i tedeschi, preferiscono che venga loro pagato il pedaggio autostradale piuttosto che uno sconto, anche del 10 per cento. Ai colleghi di Cattolica, partendo dal papa tedesco, avevo proposto un autobus gratuito la domenica per la benedizione papale. Solo che non ci siamo messi d’accordo. In giro vedo un gran immobilismo; vorrei che si facesse più promozione mettendo d’accordo la categoria”.
Angelo Serra, presidente a Gabicce Mare: “Per noi la stagione non è iniziata bene.

Tebaldi, ex assessore al turismo a Cattolica: “L’Automobil Club tedesco ha fatto un sondaggio su un campione di 6.000 persone. Davanti avevano un pacchetto tutto incluso (più caro) ed uno spezzettato (più a buon mercato). Preferivano il primo”

Per gli stranieri tracollo nel 2003. Reggono gli italiani seppur in arretramento

‘I tedeschi preferiscono il tutto incluso’

A Riccione ogni albergo investe per la promozione in media tra i 15 ed i 20.000 euro

Le prenotazioni vanno benino, ma è difficile dire come sarà; tanti i fattori a favore e contro. Prevedo un’annata magra”.
Liliana Baldelli, presidente a Misano Adriatico. Afferma: “Dalla Germania arrivano segnali positivi e si vedono. Credo che ci sarà un ritorno dei tedeschi, nonostante il problema aeroporto. Bisogna arrivare a Forlì e Falconara; peccato altrimenti il ritorno sarebbe stato maggiore. Il mercato italiano sta rispondendo bene. Questi segnali ci inducono all’ottimismo. Misano ha compiuto un buon lavoro di promozione. Abbiamo portato la nostra città a Bergamo, Brescia, Torino, Verona, ecc. Siamo stati una settimana a Stoccarda presso Kaufhof (un importante centro commerciale). Con noi c’erano anche Firenze, Venezia, Torino. Molti tedeschi non credevano che la costa romagnola fosse così a buon mercato”.
Marco Giovannini, presidente degli albergatori di Riccione: “Sarà un’estate positiva per il mercato interno e negativo per quello estero. Nelle fiere sul mercato tedesco abbiamo verificato che quello che ci penalizza non è l’appetibilità del territorio, ma la difficoltà nel raggiungerlo. Con il costo del viaggio ci si paga una vacanza in molti posti del Mediterraneo e non solo. Questo è un problema che va assolutamente affrontato, altrimenti saremo tagliati fuori anche dal turismo di breve durata e da quello congressuale. Dobbiamo essere raggiunti in poche ore da una qualsiasi località europea”.

Marco Giovannini, Riccione: “Nelle fiere sul mercato tedesco abbiamo verificato che quello che ci penalizza non è l’appetibilità del territorio, ma la difficoltà nel raggiungerlo. Con il costo del viaggio ci si paga una vacanza in molti posti del Mediterraneo e non solo.”

LA FORZA DEI NUMERI

Non sorridono neppure le altre regioni italiane

-Se a Rimini si piange, nelle altre regioni italiane non si sorride. Anzi. Dato preoccupante, ma a Roma pensano ad altro. Il paese Italia, fonti Istat, nel 2004 ha avuto il 2,2 di presenze in meno. Per zone: il Nordovest meno 3,3; il Nordest meno 0,9; il Centro meno 4,6; il Sud meno 1,3. Come per ogni settore economico non si inventa più nulla; ci vogliono programmazione, investimenti, strategie. L’Enit, l’ente dello Stato che dovrebbe promuovere il nostro turismo all’estero ha un bilancio di circa 25 milioni di euro. Tale cifra i francesi la spendono per la sola pubblicità in Italia. La Regione Emilia Romagna, attraverso l’Apt (Azienda promozione turistica) mette sul piatto circa 25 milioni di euro. Una cifra importante, ma insufficiente.

E’ la riflessione di Massimo Gottifredi, presidente dell’Agenzia di marketing della Provincia di Rimini

Turismo d’arte ed eno-gastronomico

– L’altro turismo, quello d’arte ed eno-gastronomico, va sempre meglio. Coloro che si muovono per cibo e vino sono 3,5 milioni per un fatturato di 5 miliardi di euro. Boom anche per monumenti e musei. Tutte le città d’arte italiane incrementano i visitatori da Firenze (più 8%) a Napoli (più 20), Genova (più 43). I piccoli borghi si sono dato delle denominazioni: Città del Vino (San Giovanni e San Clemente), Borghi più belli d’Italia (Montefiore), Paesi dipinti (Saludecio).

Spesa stranieri: -10,6 nel 2004

– Oltre agli arrivi ed alle presenze, un altro indicatore che legge l’economia turistica è la spesa. Gli stranieri sono sempre meno e lasciano sempre meno danaro nelle casse delle nostre attività. Nel 2004 gli stranieri hanno speso 353 milioni di euro, meno 10,6% sul 2003. Nel 2003 i milioni furono 407, meno 27,7 rispetto al 2002; 2002 annata buona con 563 milioni di euro.

Arrivi: Spagna 54 milioni Italia 39

– Non bastano migliaia di chilometri di coste meravigliose, possedere oltre il 50 per cento del patrimonio d’opere d’arte mondiali per primeggiare. La Spagna fa meglio. Ha 54 milioni di arrivi, contro i 39 dell’Italia. La voce turismo vale il 19% della ricchezza prodotta, contro il 10% dell’Italia (nell’88 era il 12). Ci vorrebbe una bella politica.

“Bisogna ripartire dalla qualità urbana”

“All’estero dobbiamo andare come territorio provinciale. In Italia le singole cittadine sono un valore aggiunto. L’altra linea di sviluppo è la valorizzazione dell’entroterra”

L’INTERVISTA

– Massimo Gottifredi, prima ancora di essere un esperto di turismo, è un appassionato; ed è solo attraverso la passione che si diventa esperti, o attenti a qualcosa. Assessore provinciale al Turismo fino allo scorso giugno, attualmente è il presidente dell’Agenzia di marketing turistico, il braccio operativo delle politiche turistiche della Provincia.
Che cosa fa l’Agenzia?
“Ha due compiti fondamentali. Chiudere le campagne promozionali sull’idea del Riminese come territorio e non portare avanti le singole località. Non assolviamo i compiti dei comuni, ma andiamo insieme. Per intenderci; quest’anno siamo andati in Scandinava come provincia. E’ impensabile farlo come singola città. Da soli si può andare sul mercato Italia; anzi probabilmente conviene. Uno di Lodi ti dice che va in vacanza a Miramare e non a Rimini, ad esempio. E dove le singole peculiarità, in Italia, diventano un fattore di forza. Insomma, ognuno aggiunge e non toglie”.
L’Agenzia va ad innestarsi sulla politica turistica della nostra Regione. Questa fa un lavoro di base e noi abbiamo bisogno di rifinire.
L’altro aspetto della nostra politica turistica è la valorizzazione dell’entroterra; non di luce riflessa rispetto alla costa, ma propria. Il programma che va sotto la denominazione Signoria dei Malatesta ne è la prova. Collinea è un servizio che porta i turisti alla scoperta del nostro entroterra. Abbiamo organizzato un educational tour (un giro promozionale) con albergatori e tour operator per far loro conoscere l’entroterra; è stato un notevole successo, con più di 250 partecipanti. Sono molto orgoglioso del lavoro svolto, perché quando sono arrivato la comunicazione riguardava solo la zona dalla ferrovia al mare. Ad oggi, l’entroterra è stato un grande affare non per se stesso, ma per la costa. Mentre oggi in tanti vi fanno un giro anche durante una giornata di sole”.
“L’Agenzia ha avviato – continua Gottifredi – gli studi per capire qual è la percezione che si ha di Rimini chi non viene nelle nostre zone da più di 5 anni. Non vengono perché la loro idea di costa è lontano da quello della realtà; le loro sono idee stereotipate, vecchie, legate a 10-15 anni fa. Un sentire che gioca a nostro sfavore. E questo studio deve servire per riposizionarci sul mercato.
Altro nostro lavoro forte è il cosiddetto mercato legato al vocazionale, cioè ai propri interessi. C’è gente che non va in vacanza per prendere il sole ma spinto dalla proprie passioni. C’è chi si muove per le biciclette, il ballo, il bridge. Se noi non saremo in grado di organizzare loro la vacanza questi vanno da un’altra parte. Insomma, essere generalisti non serve a nulla e nessuno, ma bisogna colpire il bersaglio. C’è della gente che va in vacanza in agriturismi storici che ti fanno rivivere le atmosfere dell’Ottocento: niente comodità, niente energia elettrica, niente acqua corrente. Purtroppo, dalla nostra abbiamo bilanci limitati. Nel 2005 abbiamo soltanto 1,7 milioni di euro; erano 2,7 nel 2004. Lo Stato, nella finanziaria, ha pensato bene di tagliare le risorse per il turismo”.
Ma chi viene colpito dalla crisi?
“Chi non si innova. Siamo in una fase di svolta. C’è chi ha perso e c’è chi ha guadagnato. Ad esempio gli alberghi legati ad un club di prodotto negli ultimi anni hanno continuato a crescere. Inoltre, siamo in una fase di svolta, dove conta molto la qualità urbana che va oltre la bontà dell’albergo. Alla lunga anche una buona struttura non riesce a sopperire alla caoticità del proprio luogo. E l’uscita dal mercato degli alberghi non deve essere visto con timore. L’importante è che quelli in prima linea non diventino degli appartamenti. Con un accordo pubblico-privato si potrebbero creare dei vuoti verdi. Con il privato che si va ad incamerare parte della superficie buona dell’albergo che sparisce”.

Dal suo osservatorio, questo il sentire di Giuseppe Chicchi, amministratore delegato dell’Apt

Difficoltà coi tedeschi. Arriveranno molti russi

L’Apt ha un bilancio di 8 milioni di euro; in promozione investiti 7. Campagna speciale in 8 centri commerciali in Germania. Il mercato estero vale “solo” il 20%

L’INTERVISTA

– Giuseppe Chicchi è semplicemente il migliore. Colto e profondo, capacità di associare le idee e di portare avanti i progetti. Quando era sindaco di Rimini ha piantato autentiche pietre miliari per l’economia del territorio: Fiera, porto, Centro agroalimentare. Gli rinfacciavano di non spianare le buche e di non prendere il caffè in piazza. Nel fare politica è un esteta dell’accortezza e detesta la falsità, tipica degli stupidi, categoria, come direbbe l’economista Carlo Cipolla, che fa male a sé ed agli altri.
Da alcuni anni, in qualità di amministratore delegato dell’Apt (Azienda promozione turistica della Regione Emilia Romagna), è il grande capo del turismo.
Quale stagione dal suo osservatorio?
“Abbiamo ottimi riscontri dalla Russia e stiamo allargando la nostra promozione ad altre città industriali ed in Siberia; nel 2004 i russi sono aumentati del 14 per cento. Invece, continueranno le difficoltà col mercato tedesco, anche se c’è molta attenzione per noi. Attenzioni testimoniati da due fatti, importanti e non richiesti. A Rimini il quotidiano Bild ed il giornale dell’Automobil club tedesco hanno dedicato due speciali. Quest’ultima rivista ha fatto delle graduatorie delle acque italiane, con quelle di Rimini al vertice. Sono risultati di relazioni, tuttavia importanti. In ogni caso, il quadro macroeconomico tedesco non migliora.
Lo stesso ragionamento vale per l’Italia, dove il Pil (Prodotto interno lordo) nel 2004 è cresciuto dell’1,2 per cento. Se noi pensiamo che l’80 per cento del nostro turismo è fatto dal mercato interno, il 10% da quello tedesco, il risultato che abbiamo è la stagnazione.
Detto questo, va rimarcato che la stagione scorsa non è stata negativa. Gli andamenti di questa primavera, ponti di Pasqua e 25 Aprile, ci confortano”.
Che cosa avete fatto come promozione?
“Non abbiamo abbandonato il mercato tedesco, strategico e sul quale puntare; ci siamo mossi in Russia, con risultati interessanti. Mentre con l’Unione di costa siamo stati in Scandinavia. Ci sono interessanti voli a basso costo dalla Danimarca su Forlì e dalla Svezia su Bologna. Abbiamo compiuto passi in Polonia, senza abbandonare Olanda, Svizzera ed Inghilterra. In Inghilterra con Provincia e Comune di Rimini abbiamo realizzato una promozione sofisticata; si sono incontrati giornalisti ai quali è stata raccontata la nostra realtà”.
Quale bilancio ha l’Apt?
“Abbiamo un bilancio di 8 milioni di euro; in promozione ne abbiamo investiti 7. E’ chiaro che nel settore della promozione più soldi ci sono e più si è potenti. In Germania con 8 store-promotion (fare pubblicità nei grandi centri commerciali) c’è stato un grosso investimento.
In Italia, abbiamo fatto operazioni di co-marketintg con Oltremare e Mirabilandia. I due parchi si pubblicizzano in televisione e noi abbiamo acquistato il super cartellone finale”.
Quali sono i problemi della nostra provincia?
“Pasqua ed il 25 aprile hanno evidenziato i nostri problemi infrastrutturali. Come ha rimarcato Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna, ci vogliono interventi di qualificazione urbana, puntando sulla mobilità, i parcheggi e le aree verdi”.

STATISTICA

Economia, Europa in difficoltà

– L’Economia europea soffre sui mercati mondiali. Lo urlano ai quattro venti i numeri statistici del 2004. La ricchezza prodotta nel mondo è cresciuta del 4 per cento rispetto all’anno precedente, grazie al dinamismo di Cina e Stati Uniti; nel 2005 la crescita mondiale sarà del 3,5 per cento. Mentre nel 2004 l’Europa ha prodotto più ricchezza per l’1,8 per cento; con l’Italia ferma a più 1,2 per cento.

Alberghi, il 45% in affitto

– Uno dei talloni di Achille dell’offerta turistica provinciale sono gli alberghi in affitto. Quasi il 45 per cento. La proprietà e gli affittuari non sono incentivati ad investire nella struttura. La conseguenza è una decadenza lenta, sia negli spazi, sia nel mobilio. Molti alberghi, quanto a mobilio, perfino in prima linea, sono rimasti agli anni ’60.

di Francesco Toti

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