Turismo, ricominciare dal verde

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– Il verde di Riccione non è di qualità. Anzi. E’ tato tirato su per stupire, più che per passione e riflessione. Ed ogni tanto per i viali sono state messe giù piante che non hanno nulla a che vedere con questo territorio e queste latitudini. Il buon Dio per noi ha scelto altro. Agli occhi, le piante di altri luoghi risultano mingherline, ammalate e sciupate. Infelici.
D’inverno, quelle più esposte, vengono incappucciate. Che tristezza. Il caso più eclatante è viale Gramsci impoverito dalle palme. I responsabili regionali del verde lo misero all’indice, insieme al compianto Augusto Cicchetti, l’ottimo progettista-giardiniere riccionese morto pochi anni fa. E stessa trovata verde e triste per piazzale Roma. Che è, come dire, far indossare il vestito bavarese alle nostre donne. Abbigliamento affascinante nei luoghi di origine, ma pesante altrove.
Riccione avrebbe bisogno di un architetto del paesaggio di valore per progettare il verde per i decenni a venire. Ed attirare un turista sempre più esigente e sensibile ed “educare” i riccionesi, e non solo, alla cultura del verde. Con qualche idea, si potrebbe costruire un avvenimento per attirare appassionati ed estimatori.
Intanto, l’amministrazione comunale è andata ad incominciare con un convegno internazionale lo scorso 19 ottobre. Titolo: “Alberi & dintorni”.
Nell’occasione il sindaco Daniele Imola ha annunciato le strategie ambientali per accrescere la qualità della vita urbana e impreziosire la cartolina turistica della città.
A Riccione si prevedono 100.000 metri quadrati (10 ettari) di parchi pubblici: Colle dei Pini e Fornace, pedonalizzazione del lungomare. Quest’ultimo dovrebbre essere trasformato in un’isola verde con un fitto reticolo di essenze.
E poi ancora, adozione della fitodepurazione per le acque provenienti dai depuratori.
?”Il verde si estenderà entro due anni lungo tutto il lungomare – dice Imola, il sindaco -. E’ in atto una ricerca piuttosto appassionante per scegliere le piante autoctone più adatte. Intendiamo creare un’isola verde affinché chi nuota in mare possa avere di fronte a sé uno schermo verde”.
?Tra i relatori hanno lanciato spunti di riflessione la dottoressa Laura Shiff, in rappresentanza della Regione Emilia Romagna. Ha sottolineato quanto il grado di qualità urbana e ambientale orienti le scelte dei turisti che chiedono sempre di più un turismo sostenibile.
Francesco Decembrini, agronomo e tra i curatori del convegno, invece ha posto all’uditorio un quesito: “Possiamo piantare ancora nuovi alberi nelle nostre città? L’albero non può essere equiparato ad un pezzo d’arredo urbano, ad un cestino, quindi dobbiamo promuovere una cultura che gli restituisca la sua dignità”.
?L’incontro internazionale “Alberi&dintorni”, promosso dalla Geat, la società multiservizi di Riccione, è durato tre giornate di lavoro durante le quali si sono alternati ben 21 relatori, 11 dei quali provenienti da vari paesi del mondo, dagli Usa alla Gran Bretagna, vi prendono parte poi 220 addetti del settore, liberi professionisti, tecnici della pubblica amministrazione, vivaisti, progettisti, agronomi, e vanta la sponsorizzazione di 14 aziende.
Dimostrazioni e sperimentazioni di piantumazioni, cura e stabilità degli alberi saranno attuate in tre aree esterne della città: Giardini “Luigino Montanari”, viale Ceccarini, Parco Villa Lodi Fè.

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